IL MIO CLARINETTO

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 IL CLARINETTO

Ho iniziato a suonare questo stumento all’età di 7 anni e mezzo, dopo aver fatto un anno di solfeggio. Sono entrata nella banda del mio paesino a 8 anni e mezzo.

Il clarinetto è uno strumento traspositore, vale a dire uno strumento che quando sul pentagramma legge un Do, produce un suono reale che non corrisponde al Do, ma ad un’altra nota (che è la nota in cui è “tagliato” lo strumento). Il clarinetto in Si♭, nella fattispecie, legge un do come si bemolle, un tono sotto. Esistono però diversi tipi di clarinetto, differenti per intonazione (ed ovviamente di grandezze diverse), che leggono tutti nella stessa chiave e con le stesse diteggiature, producendo però note reali diverse, “trasposte” appunto verso il grave o l’acuto. Questi strumenti formano una vera e propria famiglia composta dai seguenti tipi di clarinetto:

  • Piccolo in La♭ (noto come “sestino”);
  • Piccolo in Mi♭ (impropriamente chiamato anche “quartino”; sarebbe corretto chiamarlo ” terzino” visto che è tagliato una terza minore sopra);
  • Soprano in Do;
  • Soprano in Si♭ (il più diffuso e quello che ho io);
  • Soprano in La;
  • Contralto in Fa (noto come corno di bassetto);
  • Contralto in Mi♭;
  • Bassoin Si♭ (o clarone);
  • Contrabbasso in Mi♭ (detto anche “contra-alto” o “octocontralto” secondo l’uso anglosassone, per distinguerlo da quello un’ottava più acuto);
  • Contrabbasso in Si♭.

Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sottintende il registro facendo implicito riferimento al clarinetto soprano in Si♭, il più utilizzato. C’è anche il clarinetto turco o clarinetto greco in Sol (soprano), usato molto nella musica turca, araba e greca.

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Partendo dall’alto, lo strumento inizia con il bocchino, corredato di ancia e legatura (anche detta “fascetta”). Il bocchino è l’imboccatura adatta a produrre le vibrazioni sonore. I materiali più usati oggi per bocchini di buona qualità sono l’ebanite, il cristallo ed il legno.

Segue il barilotto, che fa risuonare le vibrazioni.

La parte centrale è costituita dal corpo superiore e dal corpo inferiore, sebbene oggi alcuni clarinetti li presentino uniti. Su questi due corpi sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti: sette fori, di cui sei circondati da anelli, vengono chiusi dalle dita, mentre gli altri vengono chiusi dai cuscinetti, azionati dagli anelli oppure dalle diciassette o diciotto chiavi (a seconda del modello). Tramite la chiusura e l’apertura dei fori della parte centrale, viene modificata la lunghezza della colonna d’aria vibrante in modo da ottenere i suoni dell’intonazione desiderata.

Lo strumento termina con la Campana , che dà ulteriore risonanza ai suoni.

Poiché provvisto di una cameratura sostanzialmente cilindrica, il clarinetto produce suoni una quinta più gravi di uno strumento di eguale lunghezza ma provvisto di cameratura conica.

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