Mese: settembre 2015

FINALMENTE LA MIA JUVE! M&M ED E’ VITTORIA! INIZIA IL CAMMINO DI CHAMPIONS LEAGUE..

Postato il Aggiornato il

15 Settembre 2015

Finalmente ho visto giocare la mia SQUADRA!

Oggi NOI JUVENTINI VERI siamo tutti più ALLEGRI

Ieri sera non sono riuscita a scrivere nulla perché avevo troppo adrenalina addosso, ho perso la voce come sempre e ancora non ho realizzato che abbiamo vinto!

Sono innaMORATA sempre di più della mia Juventus e dell’immenso Gigi Buffon..immenso!

Ci ha fatto bene respirare il clima Champions..e adesso ragazzi miei continuate a lottare con questa grinta e rabbia in ogni partita! QUESTA MAGLIA HA SEMPRE FAME!

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Manchester City-Juventus 1-2, vittoria firmata Morata

Nella splendida cornice dell’ Ethiad Stadium, la Juventus indossa l’abito europeo e prova a scacciare i fantasmi di un avvio di stagione complicatissimo contro il Manchester City degli sceicchi.

PRIMO TEMPO – Buona la partenza dei bianconeri che sfoderano per la prima volta l’inedito tridente Cuadrado-Mandzukic-Morata. Il colombiano, largo sulla destra mette subito in difficoltà Kolarov con dribblig e corsa. Al 12′ Pogba va a segno con un preciso colpo di testa ma l’arbitro annulla giustamente la rete.

Gli inglesi piano piano prendono in mano le redini del gioco ma la Juve difende compatta, senza arretrare troppo il proprio baricentro e chiudendo gli spazi. Alla mezz’ora brivido per Buffon, Bony si libera di Bonucci con un tunnel ma sparacchia malamente a lato. Nel finale di primo tempo i bianconeri accusano la forte partenza e subiscono gli attacchi dei Citizens che però arrivano sempre con tiri da fuori area.

SECONDO TEMPO – Dopo 9 minuti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Chiellini perde il duello aereo con Kompany e trova una sfortunata deviazione che coglie Buffon impreparato. Vantaggio City tra le proteste dei giocatori bianconeri che lamentano una carica sul proprio difensore. La Juve sbanda, Buffon la tiene viva con un doppio miracolo su Sterling e Silva. Dopo un’ora di gioco arriva la reazione dei campioni d’Italia ma Sturaro prima, Pogba poi sprecano malamente. E’ proprio una fiammata del centrocampista francese a trovare in area di rigore Mandzukic che da pochi passi fredda Hart con un preciso tocco sotto porta. Il City pressa, la Juve colpisce in contropiede. A dieci dal termine Morata sfrutta un rimpallo favorevole e tira fuori dal cilindro un sinistro fantastico che va a gonfiare la rete: è l’1-2 che fa impazzire i 2000 tifosi bianconeri giunti all’Ethiad Stadium.

Manchester City-Juventus: 1-2 (autogol Chiellini, Mandzukic, Morata)

Manchester City (4-3-3): Hart; Sagna, Kompany (29’st Otamendi), Mangala, Kolarov; Fernandinho, Yaya Tourè, Nasri (39’st Aguero), David Silva, Sterling (26′ De Bruyne); Bony.
Juventus (4-3-3): Buffon, Lichtsteriner, Bonucci, Chiellini, Evra, Sturaro, Hernanes, Pogba, Cuadrado, Morata (39’st Barzagli), Mandzukic (32’st Dybala).
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Si diceva, un’impresa al limite del possibile, con una Juventus piccola piccola alle prese con un Manchester City stellare e blindatissimo in difesa. Tutti credevano che fosse impossibile vincere, ma io ci ho sempre creduto in questa squadra..e sempre ci crederò! NULLA E’ IMPOSSIBILE PER NOI!

LA JUVENTUS NON E’ SOLO LA MIA SQUADRA DEL CUORE….E’ IL MIO CUORE!

E’ IL MIO ORGOGLIO…LA MIA PASSIONE…IL MIO UNICO AMORE.. LA MIA VITA!

Ha tutta l’aria di essere la partita alla quale si farà spesso riferimento nei prossimi mesi. La “svolta di Manchester”, dove è rinata la Juventus o, se preferite, è nata la nuova Juventus, quella che non riusciva ad accendere il motore e ieri ha distrutto le ambizioni degli strapagati fenomeni del Manchester City, sgasando come qualche mese fa, quando conquistava la finale di Berlino a furia di partite eroiche. Si aggiunge una perla alla collezione che, al di là di ribaltare violentemente l’andazzo della stagione, resterà come una grande impresa. Non una grande partita, per carità, ma certamente una vittoria pesante e storica, conquistata in Inghilterra (non accadeva dal ’96, proprio a Manchester ma contro lo United), dando lezione al calcio più ricco del mondo. La rinascita.

Non sappiamo se in 11 minuti, dal 25esimo al 36esimo della ripresa, la Juventus abbia definitivamente ritrovato se stessa e cancellato le storture di tre partite di campionato da incubo, però abbiamo maturato un paio di certezze: 1) la vittoria contro il City è sicuramente positiva sotto il profilo della qualificazione in Champions e del recupero psicologico del gruppo 2) a Manchester abbiamo rivisto ciò che la scorsa stagione aveva trasformato un’ ottima squadra in una squadra eccezionale, in particolar modo nel secondo tempo.

La Juventus è stata corta, compatta, abbastanza aggressiva. Non ha fatto cose stellari, però ha giocato come poteva e ha vinto come doveva.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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3 PARTITE..1 PUNTO..SEMBRA DI VIVERE UN INCUBO..INVECE E’ REALTA’

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12/09/2015: TERZA GIORNATA DI CAMPIONATO DI SERIE A TIM

Juventus-Chievo 1-1

Primo punto in campionato, ma che fatica!

JUVENTUS-CHIEVO VERONA 1-1

RETI: 5’ Hetemaj (C), 37’ st rig. Dybala (J)

JUVENTUS: Buffon, Caceres, Barzagli, Bonucci, Alex Sandro, Sturaro (20’ st Cuadrado), Marchisio (1’ st Pogba), Hernanes, Pereyra, Dybala, Morata (28’ st Mandzukic)

CHIEVO: Bizzarri, Frey, Gamberini (12’ st Dainelli), Cesar, Gobbi, Hetemaj, Castro, Birsa (28’ st Pepe), Rigoni, Meggiorini (21’ st Pinzi), Paloschi

TORINO – La Juventus non vince più. Limita almeno i danni ed evita la terza sconfitta consecutiva. Con il Chievo, allo Stadium, i bianconeri si salvano con un rigore segnato da Dybala al 38′ della ripresa dopo aver passato oltre un’ora a rincorrere il vantaggio segnato da Hetemaj al 5′ e rischiando anche di capitolare nella ripresa. Le scelte di Allegri dipendono anche dalla sfida di martedi’ con il Manchester City. Come previsto i bianconeri scendono in campo con il 4-3-1-2, ma con Barzagli preferito a Chiellini, senza Pogba a centrocampo (ci sono invece Pereyra interno assieme a Sturaro a protezione di Marchisio che torna in regia), e con Dybala a far coppia con Morata in attacco.

Esordio per Alex Sandro a sinistra e Hernanes sulla trequarti. Il Chievo si presenta con la premiata coppia Paloschi-Meggiorini in attacco, tanta voglia di stupire e alta propensione al sacrificio. Pronti via e tornano gli spettri per la Juve: palla in mezzo di Birsa, deviazione che manda in ritardo la difesa bianconera e tutto solo dalla lunetta Hetemaj indovina l’angolino con una conclusione perfetta. Clivensi in vantaggio, Stadium gelato. La reazione della Juventus arriva da un tiro dal limite di Hernanes deviato bene da Bizzarri. Sugli sviluppi del corner, in ritardo Bonucci su tiro-cross di Pereyra, che si divora il pari al 13′ calciando alle stelle con tutto lo specchio della porta libero. La porta gialloblu inizia a diventare stregata quando al 20′ Dybala in girata non inquadra da pochi metri. In vantaggio di un gol allo Stadium uno si aspetta che il Chievo ripieghi e invece la squadra di Maran non disdegna di giocarla in avanti e alla mezzora e’ Meggiorini a calciare di poco alto.  Finisce il primo tempo con la Juve sotto, i fischi del pubblico.

Si riparte e Allegri cambia: dentro Pogba, fuori Marchisio, con Hernanes che finisce in regia dopo solo un tempo da trequartista. Il Chievo ci crede e al 7′ ci vuole un super Buffon per smanacciare sul palo una girata di Cesar. La reazione juventina arriva all’11’: palo di Pereyra, Pogba murato da Frey e Dybala che non inquadra in mezza rovesciata. Al 17′ sussulto il Chievo raddoppia in mischia con Cesar, ma Guida annulla per trattenuta su Bonucci. Al 20′ Allegri cambia ancora: fuori Sturaro, dentro Cuadrado. Maran si copre con Pinzi (fuori Meggiorini) e finisce per servire ai bianconeri il finale su un piatto d’argento. Ne esce fuori un forcing (dentro anche Mandzukic per Morata) che alla fine premia Allegri. Al 37′ l’episodio in chiave: Cuadrado entra in area, Cesar sembra agganciarlo e per Guida e’ rigore, anche se resta il dubbio. Tante le proteste dei clivensi, dal dischetto va Dybala e fa 1-1. Nessuna rimonta, un pareggio in bianco e nero. E martedi’ c’e’ il City.
FISCHIARE I NOSTRI CAMPIONI E’ DA OCCASIONALI ED E’ VERGOGNOSO!

DOBBIAMO SOSTENERLI!

HO SEMPRE AMMIRATO GIGI BUFFON E DOPO IERI SERA ANCORA DI PIU’ , HA DIMOSTRATO DI ESSERE UN VERO CAPITANO DICENDO: “NON CI FISCHIATE, ORA ABBIAMO BISOGNO DI VOI!”

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RICORDATEVI CHE NON SI E’ JUVENTINI SOLO QUANDO SI VINCE..LO SI E’ SEMPRE!

FINO ALLA FINE!

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LEONARDO BONUCCI HA PUBBLICATO QUESTO SUI SUOI SOCIAL:

Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
Bisogna essere sempre positivi.
Ora testa alla Champions.
‪#‎finoallafineforzajuventus‬

foto di Leonardo Bonucci.
CLAUDIO MARCHISIO HA PUBBLICATO QUESTO POST:

Non è un momento facile,ma tutti insieme ci risolleveremo.
Ora inizia la Champions.
Pensiamo a lavorare per migliorare di partita in partita.
Domani accertamenti sul risentimento alla coscia destro.
Spero non sia nulla di grave.
Fino alla fine,sempre e comunque!
Forza Juve

foto di Claudio Marchisio.
 Purtroppo salterà la partita di Martedì.
Torna presto Principino abbiamo bisogno di te!!!
Non ci voleva proprio!
IL MISTER MASSIMILIANO ALLEGRI SU TWITTER HA SCRITTO QUESTE PAROLE:
La squadra deve crescere dentro le difficoltà, soprattutto quando la palla non entra. Si impara a nuotare solo tenendo la testa sotto.
FORZA RAGAZZI CE LA POSSIAMO FARE!
IO CREDO IN VOI
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

UN NOME.. UNA LEGGENDA: ALESSANDRO DEL PIERO

Postato il

1209/93: al 74′ di Foggia-Juve, un giovane fuoriclasse non ancora ventenne sostituisce Ravanelli. Inizia la leggenda..

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IL MOTIVO PER CUI HO INIZIATO AD AMARE LA JUVENTUS E’ SOPRATTUTTO LUI..IL MIO IDOLO..IL MIO CAPITANO!

E’ una persona umile, semplice e straordinaria. E’ unico ed inimitabile. Un esempio per tutti, un vero signore. Ha sempre amato noi tifosi ed ha i colori bianconeri nel cuore. Il suo saluto mi ha fatto commuovere..Ho pianto per circa un mese quando ha lasciato la Juve. Mi manca tantissimo..ogni anno di più! Il mio adorato Capitano.Il suo sorriso..la sua linguaccia sono indelebili..diceva che un cavaliere non lascia mai la sua signora..LUI non lascerà mai il mio cuore!

Ecco il saluto del 13 Maggio 2012:

13-05-2012

DI PIU’, NIENTE

Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a  Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano
Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.
Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.
Sempre al vostro fianco
Alessandro
IMMENSO…
SEI LA COSA PIU’ BELLA CHE C’E’!
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Sarò sempre al tuo fianco

io di te non mi stanco

sei la cosa più bella che c’è!

Alessandro Del Piero alè

Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una “bandiera”, come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome… Perché questa bandiera continui a crescere c’è bisogno di tutti noi: restiamo uniti!

Quando dico che è semplice e umile non lo dico per caso..queste righe ne sono la dimostrazione:

Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Sono strafelice di avere avuto quell’infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più. E quando cominciava a venire il bel tempo, come adesso, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull’albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie, c’era sempre il benedetto pallone. Bellissimo.

Orgogliosa di  LUI:

Oggi si pensa che una persona buona sia una persona fessa, invece la bontà è fondamentale.

Del Piero non gioca a calcio. Del Piero il calcio lo vive

  • Mi bastarono dieci minuti per capire che sarebbe diventato un campione. […] Alex è un giocatore che appartiene al popolo. Non sarà forse ai livelli di Pelé e Maradona, ma di Eusebio, Sivori e Cruijff sicuramente sì. (Giovanni Trapattoni)
  • Mi ricordava Pinturicchio. Adesso è Godot. (Gianni Agnelli)
  • Mi ricordo quando andai a vederlo e ho subito intravisto che aveva la stoffa del campione. Però sono anche stato fortunato nella scelta. Ci sentiamo ancora spesso e sono molto contento per lui. Finché è Alex a eguagliarmi, sono felice… (Giampiero Boniperti)
  • Nei prossimi 150 anni non ci sarà uno come Del Piero. Chi vestirà la sua maglia numero 10 dovrà sapere chi l’ha portata, come l’ha portata e comportarsi di conseguenza. (Gianluigi Buffon)
  • L’ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto. L’ho visto inventare un tiro che è diventato solo il suo e lanciarsi tra i grandi ancora ragazzo. L’ho visto segnare con la sua squadra soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti, nelle finali in giro per il mondo.
    L’ho visto arrabbiarsi e digrignare i denti se c’era un principio da difendere e chinare la testa se il suo bene non era quello dei compagni. L’ho visto lottare contro gli egoismi, anche contro i suoi, perché crescendo ha capito cosa voglia dire il gruppo. L’ho visto parlare di valori e comportarsi di conseguenza.
    L’ho visto inciampare e poi cadere. L’ho seguito mentre si rialzava a fatica. L’ho visto lottare contro allenatori e mal di pancia nervosi. L’ho visto amare la maglia azzurra e non riuscire a farlo capire. Poi l’ho visto portarci a Berlino.
    L’ho visto capire che le cose cambiano, modificare il gioco, segnare 11 gol di seguito su rigore se il rigore poteva essere il massimo da dare alla squadra in quel momento. L’ho visto adattarsi dove non voleva, sacrificarsi facendolo ricordare. L’ho visto umile e l’ho visto presuntuoso. L’ho visto soffrire quando ha sbagliato. L’ho visto uscire in smoking bianco, immacolato, da una discarica.
    Non l’ho visto mollare, mai. Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali. Ieri sera l’ho guardato mentre si sedeva in panchina, con il broncio di chi vuole giocare. L’ho visto applaudire i compagni per i gol che segnavano, esultare per la squadra. L’ho visto entrare in campo senza riscaldamento, lui che non è più un ragazzino. L’ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto. L’ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere. Sono contento di aver visto Alex Del Piero fare tutte queste cose. Alex Del Piero è un bell’esempio per i miei figli. (Fabio Caressa)

RIFLESSIONI..

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Ognuno vive il proprio dolore, la sua storia, i suoi giorni di pioggia e di sole. Ognuno si passa le dita sulle proprie ferite, ricordando quanto sia stato faticoso rimettersi in piedi. Ognuno ha i propri fantasmi, le proprie paure, i propri sogni infranti, i propri desideri inespressi. Questa consapevolezza può portarci alla comprensione che la vita degli altri, per giudicarla, bisognerebbe viverla e non guardarla soltanto dall’esterno. Nessuno fa questo..tutti giudicano dalle apparenze, ma come dice il grande Vasco Rossi: “Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori…”

Se ognuno pensasse alla propria vita invece che giudicare e criticare quello che fanno o non fanno gli altri, il mondo sarebbe migliore e se la gente la smettesse di infangare persone e sparlare sulle loro vite solo perchè magari prova invidia, si vivrebbe in modo più sereno e tranquillo. Senza cattiverie e falsità. Ma tutto questo rimane solo un sogno, purtroppo è e sarà sempre così quindi facciamocene una ragione!

In questo mondo fatto di apparenze, dove ci si preoccupa più dell’apparire che dell’essere, si va sempre in cerca della PERFEZIONE. E’ inutile che cerchiamo di essere perfetti. Non lo saremo mai. Nessuno è perfetto! Possiamo però fare di meglio, possiamo cercare di essere noi stessi. Con i nostri piccoli e grandi difetti. Le nostre fragilità. Il nostro essere sinceri e gentili. Il nostro cercare di essere ogni giorno migliori.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione.”  – Charlie Chaplin

Ci sono altre due citazioni di Charlie Chaplin che sono una grande verità: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro,che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamene ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi..”

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. La tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.”

il 9 settembre 1998..17 anni fa moriva Lucio Battisti: l’Italia piange ancora il suo poeta

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Il 9 settembre 1998 si spegneva all’ospedale San Paolo di Milano Lucio Battisti, il poeta, compositore e polistrumentista che, insieme a Mogol, regalò alla musica italiana dei capolavori senza tempo ricchi di emozioni, genialità e profondi sentimenti.

Girando tra i siti ho trovato questo articolo che mi è piaciuto tanto e ve lo voglio riproporre:

“Raccontare Lucio Battisti è quasi impossibile. Si rischia di passano le ore, i giorni le settimane ad arrovellarsi il cervello nel tentativo di trovare la giusta chiave di scrittura per esprimere, con semplici parole, una figura tanto complicata quanto semplice come quella dell’artista rietino.

Ti renderai immediatamento conto che nulla sarà mai in grado di omaggiare un uomo, un cantante, un artista dalle mille sfaccettature quale era Lucio Battisti.

Il cantautore sabino non era solito rilasciare interviste, anzi era piuttosto schivo e riservato, quasi geloso della sua vita privata, per una ragione molto semplice. Lucio Battisti comunicava con il pubblico, con i suoi ascoltatori, a modo suo, con il suo stile. Lo faceva con le sue canzoni, i suoi testi, la sua voce, i suoi concerti e i suoi dischi.

Il suo successo inizia nel 1965, grazie all’incontro con Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande paroliere italiano di tutti i tempi. Questo sodalizio regalerà alla musica italiana, a tutti noi, alcuni tra i più bei testi di sempre, eseguiti da Lucio in maniera esemplare, quasi magistrale se si pensa cha all’inizio della sua carriera la sua voce era stata giudicata non adatta, per nulla commerciale.

Le canzoni di Lucio Battisti erano canzoni d’amore, canzoni che erano in grado di mettere a nudo le corde più nascoste dell’anima di qualsiasi ascoltatore, come “Pensieri e Parole” o la splendida “il mio canto libero”, testo scritto da Mogol dopo la separazione dalla moglie , dove l’amore è urlato, sviscerale, senza remore. Quasi sottovoce.

La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato. E s’alza un vento tiepido d’amore, di vero amore. E riscopro te, dolce compagna che, non sai domandare ma sai, che ovunque andrai, al fianco tuo mi avrai”.

Nel 1970 arriva quello che, probabilmente, è il suo più grande successo: Emozioni. Il brano è la sintesi dell’inarrivabile capacità di Battisti di usare la voce per esprimere sentimenti che scavano nella profondità dell’anima umana e che mette a nudo tutto te stesso:” E stringere le mani per fermare, qualcosa che è dentro me, ma nella mente tua non c’e’….. tu chiamale se vuoi emozioni.

Lucio Battisti si spegne il 9 settembre del 1998, ma il poeta rietino  continua a raccontare emozioni che appaiono immortali a chiunque abbia avuto la fortuna di ascoltare e amarle.

Grazie Lucio, puoi chiamarle, se vuoi, emozioni. Ovunque tu sia.”

UNESCO Cup..8 SETTEMBRE 2015..GRANDI EMOZIONI E CHE FESTA ALLO JUVENTUS STADIUM

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L’Unesco Cup va alle Legends del Boca Juniors, che vincono ai calci di rigore.

12006334_953179058062230_5400695927112253617_n Il selfie di Ciro Ferrara prima della partita

JUVENTUS LEGENDS – BOCA JUNIORS LEGENDS

Guglielminpietro 26’, Trezeguet 2’st

Sequenza dei calci di rigore: Davids (J) alto; Abbondanzieri (B) gol; Bonetti (J) parato; La Paglia (B) gol; Amoruso (J) gol; Palermo (B) gol; Alessio (J) gol; Donnet (B) gol.

JUVENTUS LEGENDS: Tacconi (1’st Peruzzi), Ferrara(1’st Carrera, 36’ st Alessio), Torricelli (14’ st Dimas), Montero (1’st Aleinikov), Bonini (1’st Mirkovic), Ravanelli (1’st Schillaci, 22’ st Amoruso), Nedved, Birindelli (42’ st Tavola) , Camoranesi (24’ st Bonetti), Trezeguet, Davids

BOCA JUNIORS LEGENDS: Abbondanzieri, Ortiz, Sonora (24’ Andrizzi), Matellan, Cascini, Caniggia, Donet (18’st La Paglia), Calvo, Cagna (32’st Palermo), Palermo (18’st Barijo), Guglielminpietro (26’ st Donet)

Arbitro: Gervasoni

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Mi sono emozionata tantissimo vedendo i miei idoli in campo.. è stato fantastico! Mancava solo Alessandro Del Piero che ancora non fa parte delle Juventus Legends, non essendosi ritirato, ancora, ufficialmente dal calcio giocato.

Nedved e Davids sono fenomenali, due mostri..non invecchiano mai. Hanno una condizione fisica strepitosa..per non parlare poi di Camoranesi e David Trezeguet. Montero e Torricelli hanno giocato davvero bene! Nonostante la sconfitta..la gioia di rivederli in campo è stata immensa.

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Vedere la mamma di Trezeguet esultare al suo goal, mi ha riportata indietro nel tempo, è sempre stata presente per lui. La adoro!

Quanta nostalgia..Sono convinta che in serie A farebbero ancora la differenza campioni così. LEGGENDE BIANCONERE dal cuore grande vista l’importanza che hanno dato alla solidarietà.

Sono rimasta stupita da Caniggia, un alieno!

Dovrebbero clonarli campioni così..

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Spettacolo, solidarietà, sorrisi. E grande calcio. Accade in una serata particolare, nella quale è facile perdere il conto dei trofei che ci sono in campo. Campioni, anzi, per chiamarle con il loro nome, Leggende della storia di Juventus e Boca Juniors, che si sfidano per sostenere i progetti che Juventus e UNESCO portano avanti in Mali e Centrafrica: questo è il menu della serata dello Juventus  Stadium, che non potrebbe festeggiare in modo migliore il suo quarto compleanno.

Che sia una serata speciale lo si capisce subito, dalla lettura delle formazioni di partenza: nella Juve ci sono ben due numeri 4 (Montero e Bonini) e altrettanti numeri 11 (Ravanelli e Nedved). Il motivo? Semplice: sono i numeri con i quali hanno combattuto mille battaglie. La Juve sfodera un undici di partenza che sembra quasi un “dream team”: Tacconi, Ferrara, Torrricelli, Montero, Bonini, Ravanelli, Nedved, Birindelli, Camoranesi, Trezeguet e Davids. Non è da meno il Boca: alcuni nomi su tutti? Abbondanzieri in porta, Caniggia e Palermo in attacco, per dirne tre.

E a proposito di battaglie, oltre all’amicizia e alla solidarietà in palio c’è un trofeo, la UNESCO Cup: per questo in campo è sfida vera.

Lo fa capire, dopo soli sei minuti, Palermo, che dal limite fa partire una sassata con il sinistro. Colpo di classe, risposta di altissimo livello di Tacconi, che la devia in corner e dopo pochi istanti si ripete su un colpo di testa da dentro l’area.

Spettacolo, solidarietà, sorrisi. E grande calcio. Accade in una serata particolare, nella quale è facile perdere il conto dei trofei che ci sono in campo. Campioni, anzi, per chiamarle con il loro nome, Leggende della storia di Juventus e Boca Juniors, che si sfidano per sostenere i progetti che Juventus e UNESCO portano avanti in Mali e Centrafrica: questo è il menu della serata dello Juventus  Stadium, che non potrebbe festeggiare in modo migliore il suo quarto compleanno.

Che sia una serata speciale lo si capisce subito, dalla lettura delle formazioni di partenza: nella Juve ci sono ben due numeri 4 (Montero e Bonini) e altrettanti numeri 11 (Ravanelli e Nedved). Il motivo? Semplice: sono i numeri con i quali hanno combattuto mille battaglie. La Juve sfodera un undici di partenza che sembra quasi un “dream team”: Tacconi, Ferrara, Torrricelli, Montero, Bonini, Ravanelli, Nedved, Birindelli, Camoranesi, Trezeguet e Davids. Non è da meno il Boca: alcuni nomi su tutti? Abbondanzieri in porta, Caniggia e Palermo in attacco, per dirne tre.

E a proposito di battaglie, oltre all’amicizia e alla solidarietà in palio c’è un trofeo, la UNESCO Cup: per questo in campo è sfida vera.

Lo fa capire, dopo soli sei minuti, Palermo, che dal limite fa partire una sassata con il sinistro. Colpo di classe, risposta di altissimo livello di Tacconi, che la devia in corner e dopo pochi istanti si ripete su un colpo di testa da dentro l’area.

Dopo altri nove minuti Caniggia ricorda a tutti le sue doti:

17′ Il ‘Figlio del Vento’ Caniggia si invola sulla fascia sinistra e semina il panico: pallonetto dolce e palla fuori di poco!

Al minuto 25 il Boca passa: Guglielminpietro sfrutta un batti e ribatti in area bianconera, e scarica una gran botta da distanza ravvicinata sulla quale Tacconi non può fare nulla. La Juve reagisce, e dopo la mezz’ora prima ci prova Nedved dal limite, poi Ravanelli opera un bel “velo” sul quale non riesce a inserirsi Trezeguet.

Ancora Ravanelli semina il panico con un bel dribbling al limite dell’area al minuto 37, ma viene fermato proprio al momento in cui sta per caricare il tiro. La Juve cresce, trascinata da “Penna Bianca”, Trezeguet e Nedved, che dialogano bene ma non riescono a trovare lo spazio per la conclusione. Attenzione, però, quando come avversari nell’attacco avversario ci sono giocatori come Palermo, che su un rovesciamento di fronte gira di testa un cross da destra, fuori di pochissimo.

Insomma lo spettacolo non manca: ci pensa Nedved a strappare applausi a cinque minuti dalla fine del primo tempo, con un’apertura deliziosa per il taglio di Camoranesi, che costringe Abbondanzieri a salvarsi in extremis in corner. Prima della fine della prima frazione di gioco c’è ancora tempo per applaudire Camoranesi, che ferma un pericoloso contropiede di Caniggia e Palermo: le due squadre vanno al riposo con il Boca in vantaggio di misura.

Al minuto 25 il Boca passa: Guglielminpietro sfrutta un batti e ribatti in area bianconera, e scarica una gran botta da distanza ravvicinata sulla quale Tacconi non può fare nulla. La Juve reagisce, e dopo la mezz’ora prima ci prova Nedved dal limite, poi Ravanelli opera un bel “velo” sul quale non riesce a inserirsi Trezeguet.

Ancora Ravanelli semina il panico con un bel dribbling al limite dell’area al minuto 37, ma viene fermato proprio al momento in cui sta per caricare il tiro. La Juve cresce, trascinata da “Penna Bianca”, Trezeguet e Nedved, che dialogano bene ma non riescono a trovare lo spazio per la conclusione. Attenzione, però, quando come avversari nell’attacco avversario ci sono giocatori come Palermo, che su un rovesciamento di fronte gira di testa un cross da destra, fuori di pochissimo.

Insomma lo spettacolo non manca: ci pensa Nedved a strappare applausi a cinque minuti dalla fine del primo tempo, con un’apertura deliziosa per il taglio di Camoranesi, che costringe Abbondanzieri a salvarsi in extremis in corner. Prima della fine della prima frazione di gioco c’è ancora tempo per applaudire Camoranesi, che ferma un pericoloso contropiede di Caniggia e Palermo: le due squadre vanno al riposo con il Boca in vantaggio di misura.

Nemmeno il tempo di rientrare in campo e la Juve pareggia: incursione di Nedved dalla destra, palla in mezzo e appoggio in rete sottomisura di Trezeguet.

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Sulle ali dell’entusiasmo le Legends bianconere sfiorano l’uno-due dopo pochi secondi: Abbondanzieri si deve opporre a una conclusione di Schillaci da distanza ravvicinata. Nel  secondo tempo, inevitabilmente, i ritmi si abbassano. Il Boca ci prova dopo il 20’ con Cascini, che non trova lo specchio della porta da lontano, la Juve risponde con Nedved al 26’, Abbondanzieri blocca.

Le due squadre operano una girandola di cambi, nella Juve entrano Peruzzi, Carrera, Dimas, Aleinikov, Schillaci, Bonetti, Galia, Mirkovic, Alessio, Amoruso e Tavola. Altrettanto fa il Boca, costretto a fare rientrare alcuni giocatori, avendo solo 3 riserve “di campo”.

Ciro Ferrara appena è uscito, durante il secondo tempo, ci ha reso ancora più partecipi su twitter, scattando due selfie dalla panchina. Uno con il mitico Paolo Montero e un altro con Ravanelli!

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A sette minuti dal termine arriva una gran girata al volo di Amoruso dal centro dell’area, che costringe Abbondanzieri ancora a una impegnativa respinta. È di fatto questa l’ultima emozione dei 90 minuti: il risultato non si sblocca più e l’UNESCO Cup si decide ai rigori.

E dal dischetto la spunta il Boca, che non sbaglia nemmeno un penalty, mentre la Juventus manca il gol con Davids e Bonetti: la coppa va alle Legends argentine, ma nessuno lascia deluso lo Juventus Stadium, al termine di una serata da ricordare.

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Altri scatti di ieri sera..
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HAPPY BIRTHDAY JUVENTUS STADIUM

Postato il Aggiornato il

COME RIPORTA IL SITO UFFICIALE DELLE JUVENTUS:

“L’8 settembre 2011 il popolo bianconero scopriva la sua nuova casa.

In quella data, infatti, durante la spettacolare inaugurazione ufficiale, il Presidente Andrea Agnelli tagliava il nastro dello Juventus Stadium, dando il via a un’avventura straordinaria.

In questo quadriennio lo Stadium è stato teatro di grandi giocate, emozioni, esultanze, coreografie, splendide partite. E, soprattutto, di vittorie.

Non c’è quindi modo migliore di celebrarne il compleanno che vivere una serata speciale insieme alle Leggende bianconere, che domani alle 20.45 scenderanno in campo, sfidando le Leggende del Boca  Juniors, per l’UNESCO Cup.”

Sembra solo ieri e invece sono già passati 4 anni..il tempo vola!

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Riviviamo attraverso alcune bellissime foto l’inaugurazione di 4 anni fa

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Entrarci per la prima volta è stata un’emozione indescrivibile…la più bella della mia vita!

Mi batteva il cuore fortissimo e ho pianto di  gioia…

Il nostro tempio ci fa vivere emozioni uniche e ci rende partecipi di questa grande famiglia a tal punto da poter chiamare questo stadio: CASA NOSTRA!

HO AMATO, AMO LA JUVENTUS E LA AMERO’ PER SEMPRE..

E AMO QUESTO STADIO MERAVIGLIOSO!

Non vedo  l’ora di veder scendere in campo le Juventus Legends stasera!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!