Mese: settembre 2015

PENSIERO POSITIVO

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A proposito di positività..

Io che sono piuttosto impulsiva e che, a volte, ho avuto brutti pensieri in momenti difficili, ho trovato molto interessanti le parole che troverete qua sotto, mi hanno fatto riflettere:

I Prodigi del Pensiero Positivo, Amadeus Voldben

“Sono da rifiutare quei pensieri distruttivi che suggeriscono debolezza, malattia, disgrazia, insuccesso, povertà o peggio ancora odi, invidie, rancori e simili. Chi avesse tendenza a guardare e a pensare al lato negativo delle cose, deve correggere questa malaugurata disposizione perché attira a sé i mali che guarda, che pensa, che teme. I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici. Evitateli, come evitereste un ladro, perché vi tolgono la pace, l’armonia, la serenità. Non agite mai all’ombra della negatività. Quando vi trovate in cattiva disposizione d’animo, è preferibile non agire, è meglio riposare, mettersi da parte, anziché operare quando le azioni che ne deriverebbero sarebbero negative. Agite quando l’animo è sereno, sgombro da nubi che impedirebbero la luce del sole. Non siate tra quelli che parlano o agiscono un minuto prima di pensare. Parlate e agite sempre dopo aver pensato ciò che dovete dire o ciò che dovete fare. Il contrario è agire istintivamente e l’istinto è ancora il grado animale, non quello umano che è almeno quello razionale.”

“…Lavorate a difendere idee sane, di fede, di speranza, di amore. Date fiducia agli uomini depressi e avviliti.
I pensieri sereni, costruttivi, sono di per sé un rimedio a un gran numero di mali come le idee nere, malinconiche.
L’ottimismo da solo è l’antidoto delle peggiori malattie mentali. Il pessimismo, invece, è solo procuratore di disgrazie, malattie e miseria.
Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.
L’abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realtà di ogni momento e considerandola come una verità eterna, è un meraviglioso tonico che vi darà la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata…”

La mente ha una strana capacità di tramutare i pensieri nel loro equivalente fisico. In base alla legge eterna dell’attrazione, i nostri pensieri si traducono sempre in cose materiali che ne riflettono la natura.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di vedere in tutte le situazioni spiacevoli che si incontrano altrettante opportunità per mettere alla prova la propria capacità di superarle tramite la ricerca del “seme di un beneficio equivalente”.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di valutare tutti i problemi, e di distinguere tra quelli che si possono e quelli che non si possono controllare.
Chi ha un atteggiamento mentale positivo cerca di risolvere i problemi che può controllare, e fa in modo che gli altri, quelli che non può controllare, non trasformino il suo atteggiamento mentale da positivo in negativo.
Un atteggiamento mentale positivo ci aiuta ad accettare le fragilità e le debolezze degli altri senza lasciarci condizionare dalla loro negatività, o lasciarci influenzare dal loro modo di pensare.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di agire con un scopo ben preciso, credendo fino in fondo sia nella bontà di quello scopo sia nella propria capacità di realizzarlo.
È l’abitudine di andare oltre la lettera delle proprie responsabilità e di rendere, in modo affabile e cordiale, un servizio migliore e più accurato di quello che si è tenuti a rendere,

La nostra mente ha un grande potere che, spesso, sottovalutiamo.

Grazie a una persona ho conosciuto il pensiero positivo ed è stata la mia salvezza.

Con il termine pensiero positivo si designa una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, superando gli schemi di pensiero negativi sussistenti e creandone di nuovi, più ottimisti e sani, al fine di affrontare con fiducia la propria esperienza di vita e raggiungere il benessere psicofisico.

Il pensiero positivo nasce e si sviluppa come tecnica di modifica e di miglioramento della qualità della vita attraverso l’osservazione e la gestione cosciente dei propri pensieri. Uno dei principali presupposti su cui si basa la filosofia del pensiero positivo è infatti che i pensieri sono materia viva e creativa, sulla quale l’individuo ha ampia possibilità d’intervento.

La tecnica principale attraverso cui il pensiero positivo è messo in atto è costituita dalle “affermazioni”, ovvero frasi che contengono in sé le caratteristiche mentali, fisiche e spirituali che l’individuo desidera possedere oppure gli eventi che desidera che accadano. Le affermazioni possono essere pronunciate ad alta voce, pensate o anche cantate, portando così attraverso questa costante ripetizione a una lenta riprogrammazione della mente subconscia.

Altre tecniche corollarie usate nel pensiero positivo per rafforzare l’efficacia delle affermazioni sono la visualizzazione creativa e la meditazione.

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RESILIENZA.

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Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti.
Sylvester Stallone, in Rocky Balboa, 2006

Con me la vita è stata molto dura, ma ho avuto sempre, o quasi, la forza di resistere ai colpi e reagire.

Non è facile affrontare tutte le difficoltà da sola, senza nessuno che crede in te e ti sostiene, ma in questo modo mi sono resa conto di quanto sono forte..come dice la citazione da Fight Club, di Chuk Palahniuk: «Non sai mai quanto sei forte finché essere forte è l’unica scelta che hai».

Un termine che adoro particolarmente è la Resilienza. Vorrei riuscire ad essere una persona resiliente sempre, invece, spesso sono stata facilmente vulnerabile e debole, ma fa parte della vita…Capita di non avere sempre la forza di reagire, l’importante è non arrendersi mai del tutto. Continuare a lottare sempre nonostante le difficoltà.

Il termine “resilienza” in origine proveniva dalla metallurgia: indica, nella tecnologia metallurgica, la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità. Così anche in campo psicologico: la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente “resilienza” viene fatta derivare dal latino “resalio”, iterativo di “salio”. Qualcuno propone un collegamento suggestivo tra il significato originario di “resalio”, che connotava anche il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare, e l’attuale utilizzo in campo psicologico: entrambi i termini indicano l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.

La forza d’animo (che con termine più specifico viene detta “resilienza“), cioè la resistenza alle avversità unita alla capacità di fronteggiare gli avvenimenti e ricostruire positivamente la propria realtà, è una qualità fondamentale e complessa, che va coltivata in noi stessi.

Gli uomini discendono da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Sono costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo gli uomini possiedono, come un dono, un insieme di risorse che hanno ereditato dal passato: è la “resilienza” ad essere la norma negli esseri umani, non la fragilità; la “resilienza” psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative.

Girando tra i siti ho trovato una definizione che mi è piaciuta e ve la ripropongo:
“La mia personale definizione del termine è la seguente: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo “persistere” indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.”