Mese: ottobre 2015

MOTIVAZIONE..

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 In questo periodo, per un insieme di cose negative, sono veramente a pezzi, ma in queste frasi ho trovato motivazione e forza per andare avanti, ve le ripropongo perché spero possano aiutare anche voi in momenti meno felici della vostra vita.

“Rimanere se stessi in un mondo che giorno e notte si adopera per trasformare ciascuno di noi in un essere qualsiasi. Vuol dire combattere la battaglia più dura della vita”

“Finché la mano e la mente ti guideranno non smettere mai di amare la vita. Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano. Non guardare gli uomini piccoli che ti girano intorno, ma guarda l’uomo grande che è in te. Vivi apprezzandoti e fai silenzio, vedrai che ritroverai la calma e la serenità. In mezzo al rumore non si avvertono né i respiri né i sospiri delle persone che ti vogliono bene. Fai in modo di non sentire la cattiveria degli uomini, ma di apprezzare la loro bontà”

“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.”

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi.”

“Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.”

“Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta.”

“Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.”

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora,abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

“Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato, ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare.”

“Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

“Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.”

“C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente.”

“Tutto quello che hai sempre voluto è dall’altro lato della paura.”

“Inizia dove ti trovi. Usa ciò che hai. Fai ciò che puoi.”

“Quando avevo 5 anni, mia madre mi disse che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero che cosa avrei voluto essere da grande. Io scrissi ‘felice’. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.”

“Cadere sette volte e alzarsi otto.”

“Quando una porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma spesso guardiamo così a lungo la porta chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.”

“Chi conosce gli altri è sapiente,chi conosce sé stesso è illuminato.Chi vince gli altri è potente,chi vince sé stesso è forte.”

“La felicità non è qualcosa di già pronto. Viene dalle vostre azioni.”

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.”

“Le sfide sono ciò che rende la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa. ”

“Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare.”

“Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo.”

“Lascia che raffinare e migliorare la tua vita ti tenga così occupato da avere poco tempo per criticare gli altri.”

“Ricorda che non ottenere ciò che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.”

“Ricorda che nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.”

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”

“Niente è impossibile, la parola stessa dice: “io sono possibile!”

“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai.”

“Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino.”

“Hai permesso al primo fesso che arrivava di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l’hai trovato in un’ombra… Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente!”

NON DOBBIAMO MAI PERMETTERE A NESSUNO DI SMINUIRCI!

OGNUNO DI NOI E’ SPECIALE ..OGNUNO DI NOI VALE!

NESSUNO CONOSCE I NOSTRI SENTIMENTI E LE NOSTRE PAURE..NESSUNO VIVE LA NOSTRA VITA E QUINDI NESSUNO PUO’ PERMETTERSI DI GIUDICARE NOI E LE NOSTRE SCELTE!

Come dice il grande VASCO ROSSI:

Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori…

VIVERE!

 NON DOBBIAMO SOPRAVVIVERE..MA VIVERE!

LUCIANO PAVAROTTI: UNICO E INIMITABILE. UN MITOL..E UN GRANDE JUVENTINO!

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Quando ho visto il suo funerale ho pianto come fosse stato uno di famiglia. La sua voce per me è unica, mi riusciva e riesce ancora ad emozionare come quasi nessuno. Mi fa venire i brividi! E poi..era veramente simpatico. Avrei tanto voluto conoscerlo. Lo adoro!

Tra l’altro ho scoperto che era un tifoso della Juventus. Un altro motivo in più per amarlo!

Sicuramente tutti sanno chi è, ma pochi conoscono davvero la sua storia.

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo grazie alla sua voce, intensa e squillante, nonché per la sua particolare simpatia e comunicatività. La riuscita gestione della propria immagine mediatica è stata tale da influire sul consenso popolare alla musica operistica in generale, che Pavarotti ha tentato di rilanciare nella modernità, anche se il suo operato è stato altresì motivo di pesanti contestazioni.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell’ambito musicale, tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale. Con Enrico Caruso, Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli e Tito Schipa, permane uno dei tenori “storici” di notorietà mondiale.

Luciano Pavarotti ha fatto la sua prima esperienza musicale nel coro della sua città, di cui anche suo padre Fernando, era membro. Il giovane Pavarotti e il genitore, insieme alla corale Gioacchino Rossini, effettuarono una trasferta in Galles per partecipare al concorso internazionale di canto di Llangollen, dove ottennero il primo premio. Questo evento  incendiò le ambizioni musicali del giovane Pavarotti, facendogli sognare una carriera da tenore. Aveva inizialmente intrapreso la strada dell’insegnamento (conseguendo il diploma di maestro elementare), ma dopo i primi studi di canto con il tenore Arrigo Pola e successivamente (dopo la partenza per il Giappone di Pola) con Ettore Campogalliani, vinse nel 1961 il prestigioso Concorso Internazionale che gli consentì di debuttare come Rodolfo, protagonista della Bohème, nell’allestimento del Teatro di Reggio Emilia lo stesso anno (29 Aprile). Il successo di quella serata convinse il giovane Pavarotti a proseguire seriamente il percorso appena intrapreso di cantante d’opera: da quella sera la sua carriera ebbe inizio.

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali » (Daniel Hicks, The New York Times)

BELLISSIMA QUESTA SUA DESCRIZIONE..:

Tenace come Calaf, dolce come Nemorino

Artista a tratti informale e abile comunicatore (nel senso moderno del termine), e soprattutto personaggio comunque unico all’interno del mondo dello spettacolo, ambasciatore nel mondo del belcanto all’italiana, amante della buona tavola come Rossini e impegnato nella solidarietà (che solo in parte ha bilanciato la caduta di immagine dovuta ai suoi problemi con il fisco, Pavarotti è stato riconosciuto da molta parte della critica come uno fra i migliori cantanti nel registro di tenore del XX secolo, un secolo che pure ha dato numerosi grandi protagonisti al mondo dell’opera, alcuni dei quali, suoi coetanei o quasi, sono ancora in attività. Questo riconoscimento gli è venuto non soltanto per la particolare estensione vocale e padronanza tecnica dello strumento voce, uniti a una capacità di interpretazione in grado di porlo nella condizione di andare in profondità nella lettura dei personaggi che andava a interpretare sul palcoscenico e nei solchi delle incisioni discografiche, ma anche in virtù di quello che il suo collega José Carreras ha definito naturale carisma, di cui Pavarotti era evidentemente dotato. Tenace come il Calaf che doma la pucciniana principessa Turandot ed esorta le stelle a un tramonto senza indugio in vista di un’alba che lo vedrà vincitore, e capace al tempo stesso di una tenerezza degna dell’ingenuo e affabile Nemorino donizettiano de L’elisir d’amore (Una furtiva lacrima è una delle sue arie d’opera più conosciute), Pavarotti – per tutti, il Maestro – è stato al contempo il testimone di un’epoca e di una professione, quella di cantante, per la quale – secondo le sue stesse parole – non è sufficiente il solo talento se esso non è supportato da un’adeguata e talvolta faticosa opera di studio.

CELEBRAZIONI E RICONOSCIMENTI

Nel 1990, in occasione di una serie di concerti a Covent Garden (Londra), venne inaugurata la statua di cera del tenore italiano (primo interprete d’opera a ricevere l’onore) al museo di Madame Tussauds. Nel 1992 il ministro francese della cultura gli ha conferito la Legion d’onore.

Il 19 giugno 1994 il Comune di Portomaggiore gli conferì la Cittadinanza onoraria in occasione della sua visita nella cittadina emiliana per l’inaugurazione di un busto a Mafalda Favero, soprano portuense che il Maestro ebbe modo di conoscere agli inizi della sua carriera. Nel 1998 fu nominato Messaggero di pace dalle Nazioni Unite.

Nel 1999 al tenorissimo fu dedicato un asteroide, il 5203 Pavarotti. Nel maggio 2001, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati conferì a Luciano Pavarotti il Nansen Refugee Award, per la sua opera di sostegno dei rifugiati del Pakistan. Primo italiano a vincere il premio in vita, Pavarotti è stato definito dal UNHCR il privato cittadino che maggiormente ha contribuito a raccogliere fondi per l’agenzia.

L’8 febbraio 2006 ricevette la Cittadinanza onoraria di Sarajevo, per l’impegno profuso dall’artista in favore dei bambini bosniaci. Nel dicembre 2006 gli venne conferito il Premio Puccini, alla sua 36ª edizione, e nello stesso mese ricevette a Bergamo, nell’ambito del Bergamo Music Festival il Premio Donizetti. Il 4 settembre 2007 gli fu conferito dal ministero dei Beni Culturali il Premio per l’eccellenza nella cultura, alla prima assegnazione

Pavarotti si è aggiudicato complessivamente 6 Grammy Award, 4 come artista singolo e altri 2 in collaborazione con altri artisti:

  • 1978 – Miglior voce classica solista
  • 1979 – Miglior voce classica solista
  • 1981 – Miglior voce classica (Joan Sutherland, Luciano Pavarotti & Marilyn Horne)
  • 1988 – Miglior voce classica solista
  • 1990 – Miglior performance classica (premio al gruppo I Tre Tenori)
  • Nel 1998, viene premiato con il Grammy Legend Awards

RICONOSCIMENTI ED EVENTI ORANIZZATI IN MEMORIA DI PAVAROTTI

l comune di Modena gli ha intitolato, il 6 dicembre 2007 con una cerimonia pubblica, il Teatro cittadino intitolandolo teatro comunale Luciano Pavarotti. Nel febbraio del 2008, il Casinò di Sanremo espone nella sala incontri una statua di luce del tenore modenese creata da Marco Lodola.

Il 12 ottobre 2008 (giorno del suo compleanno) si è tenuto Salute Petra, un concerto in onore del maestro a Petra (Giordania) e trasmesso in televisione. Hanno partecipato a questo appuntamento molti artisti fra cui i colleghi Plácido Domingo e José Carreras (per la prima volta riuniti senza Pavarotti), Jovanotti, Sting, Zucchero, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Andrea Griminelli, Cynthia Lawrence, e molti altri. Il concerto si è svolto per iniziativa della principessa Haya Hussein di Giordania e della vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, entrambe presenti all’evento assieme alla figlioletta del maestro, Alice Pavarotti, al re Abd Allah II di Giordania con la moglie Rania di Giordania, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al ministro Andrea Ronchi, a Caterina Caselli e a molte altre autorità e amici del tenore.

Sempre nel giorno del suo compleanno, anche il famoso motore di ricerca Google dedica un riconoscimento speciale a Pavarotti, inserendo nella sua homepage un’icona del maestro che riportava a tutte le pagine web a lui dedicate. Nel 2009 è stata annunciata la realizzazione di un progetto a Dubai, gestito da un’azienda di Bergamo, che prevede la realizzazione di una torre denominata Luciano Pavarotti Tower, di 16 piani e con all’interno un museo dedicato al tenore italiano più famoso al mondo.

L’11 agosto 2010 si è tenuto a Manfredonia in Piazza Giovanni XXIII il concerto “Ricordando il Maestro Luciano Pavarotti” alla presenza di Nicoletta Mantovani e delle autorità locali. Hanno cantato gli allievi di Big Luciano: Domenico Tegliafilo (tenore), Antonella Tegliafilo (soprano), Francesca Cappelletti (soprano), Luigi Cirillo (baritono), Francesco Ellero D’Artegna (basso) e Simona Todaro (soprano) con l’Orchestra Lirico-Sinfonica di Capitanata “Umberto Giordano” diretti dal M° Giuseppe Acquaviva. L’evento organizzato dalla “Fondazione Luciano Pavarotti” era stato presentato il giorno prima con l’apertura della Mostra nel Castello di Manfredonia dedicata al Maestro in anteprima nazionale.

In occasione di EXPO 2015 la Fondazione Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani hanno deciso di aprire al pubblico la casa di campagna del Maestro a Modena, permettendovi l’accesso sette giorni su sette. Si tratta di una Casa Museo per permettere al pubblico di ammirare non solo le stanze e gli arredi, ma anche abiti e costumi di scena, oggettistica come i foulard e i cappelli che spesso accompagnavano Pavarotti, fotografie, dipinti, cimeli vari, spartiti e pianoforte ove il Maestro studiava e approfondiva la sua arte.

CURIOSITA’

  • Grande appassionato di cavalli ed equitazione; inoltre Pavarotti seguiva molto il calcio ed era un tifoso della Juventus.
  • Pavarotti aveva l’hobby di giocare al burraco.
  • Pavarotti compare in una puntata di Futurama.
  • Pavarotti viene citato nel brano Mope del gruppo rock comico statunitense Bloodhound Gang.
  • Nel 1995 ricevette una Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dall’Università degli Studi di Parma.
  • Nel 2003 ha duettato con Brian May e i Queen nella canzone “Too much love will kill you”.
  • Nonostante possedesse diverse abitazioni, amava trascorrere l’estate nella villa di Pesaro, appartenuta ai genitori.

La sua canzone che adoro in assoluto è questa:

BRIVIDI!

Altre canzoni bellissime..sono troppe..ne metto solo alcune 🙂

LA FIRMA DI LUCIANO PAVAROTTI:

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TUTTI IN RITIRO..

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La Juventus va in ritiro fino al derby di sabato contro il Torino. «Ci alleneremo, andremo in albergo appassionatamente, poi ci alleneremo. E sarà così fino a sabato. La situazione è difficile, dobbiamo stare tutti assieme. Ne usciremo in qualche modo». L’annuncio lo ha dato Massimiliano Allegri prima dalla partenza da Reggio Emilia, dove la Juventus ha perso 1-0 contro il Sassuolo e soprattutto è entrata in campo sbagliando l’approccio tanto da far andare su tutte le furie anche Buffon e ai senatori. La scelta di andare in ritiro è maturata durante il vertice del post gara, al quale hanno preso parte anche l’ad Giuseppe Marotta e il ds Fabio Paratici. Arrabbiatissimo Allegri: «L’approccio alla gara è stato tragico, non abbiamo alibi, siamo obbligati ad uscire da questa situazione». Buffon, se possibile, ancora più furibondo: «Non ho voglia a 38 anni di fare queste figure da pellegrino».

«SUBITO IN RITIRO» – La Juventus anticipa il ritiro di un giorno: la squadra bianconera ci andrà già oggi dopo l’allenamento del pomeriggio a Vinovo, a 48 ore dal derby della Mole con il Torino. La squadra di Allegri, rientrata nella notte da Reggio Emilia, si è ritrovata all’ora di pranzo a Vinovo. Poi, come annunciato dallo stesso tecnico dopo la sconfitta col Sassuolo, “tutti subito in ritiro perché il momento è delicato”.

VORREI FOSSE UN INCUBO..MA E’ REALTA’.

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28 Ottobre 2015

Decima giornata di Campionato di Serie A Tim.

Sassuolo-Juventus:1-0

NON CI SIAMO PROPRIO RAGAZZI!

SVEGLIATEVI!

Partenza incerta per i bianconeri che non riescono a creare gioco, mentre i neroverdi attendono e crescono piano piano. Al 19′ Sansone si procura una punizione dai 20 metri scappando verso l’area e facendosi atterrare da Lemina; sul pallone va lo stesso numero 17 che fa esplodere il Mapei Stadium con un tiro a girare sul primo palo, imprendibile per Buffon. Reagisce in qualche modo la Juventus e prova a rimettersi in carreggiata con un’incursione di Dybala, fermato in maniera puntuale ed elegante da Acerbi. Al 26′ Pogba prova a sorprendere tutti con un tiro simile a quello che gli valse il gol lo scorso anno nello stesso stadio, ma Pegolo dimostra di essere tornato alla grande e para con una mano sotto alla traversa mandando in angolo. Colpo di scena al 39′ quando Chiellini prende il secondo giallo per un fallo di frustrazione su Berardi e viene espulso lasciando i compagni in dieci. Disattenzione del Sassuolo in area che favorisce Pogba, ma il bianconero sbaglia tutto e manda fuori. Al 55′ ci riprova Sansone con un calcio da grande distanza che non entra nello specchio della porta. Prende campo e coraggio ora la Juve e diventa pericolosa, in particolare dopo l’ingresso di Morata che al 61′ apre bene per Cuadrado che prova una gran botta dalla destra, ma Pegolo si oppone mandando in angolo. E’ in grande difficoltà ora il Sassuolo che viene chiuso nella propria area ed è costretto a concedere tanti calci d’angolo. Segna in fuorigioco Berardi al 74′ e Gervasoni annulla giustamente il gol. Al 78′ entra in campo anche l’ex Zaza che mette subito in mezzo due palloni insidiosissimi non sfruttati dai compagni.

SASSUOLO: Pegolo; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (70′ Duncan), Magnanelli, Missiroli; Berardi (80′ Laribi), Floccari (69′ Defrel), Sansone. A disp.: Pomini; Gazzola, Terranova, Ariaudo, Longhi, Pellegrini, Politano, Falcinelli, Floro Flores. All.: Eusebio Di Francesco
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Lemina (82′ Hernanes), Sturaro, Pogba; Cuadrado, Mandzukic (59′ Morata), Dybala (78′ Zaza). A disp.: Neto, Audero; Rugani, Evra, Padoin, Khedira. All.: Massimiliano Allegri

CONDIVIDO QUELLO CHE HA DETTO GIANLUIGI BUFFON:

«E’ chiaro che dopo una sconfitta in un periodo in cui stavamo ripartendo questa battuta d’arresto non ci voleva». E’ amareggiato Gigi Buffon al termine della sfida persa dalla sua Juve contro il Sassuolo. «Non ero arrabbiato con l’arbitro, ho parlato in maniera ferma accettando rispettosamente ogni decisione. Non mi è piaciuto affatto il nostro primo tempo. Se fossimo una squadra di provincia tornerei soddisfatto dalla gara fatta in dieci contro undici ma conoscendo gli obiettivi della Juve torno a casa amareggiato. Vendute troppe colonne in estate? Il discorso del cambiamento poteva reggere fino a quattro domeniche fa, non ora. Abbiamo una rosa di 22-23 elementi molto validi ma se nel primo tempo perdi tutti i duelli e gli scontri di testa allora non puoi sperare di andare avanti. Scudetto? Siamo quattordicesimi in classifica, pensiamo a raggiungere il tredicesimo posto…», ha concluso Buffon.

«PRIMO TEMPO INDEGNO» – «La Juve deve cominciare a mostrare segnali di consapevolezza guardando la classifica. Un approccio nel primo tempo indegno come quello di oggi è da evitare. Sono sgomento, da capitano di questa squadra. Essere sovrastati così dagli avversari fa male all’animo». Un Gigi Buffon molto critico ha commentato a Sky così il ko in casa del Sassuolo. «È un’autoaccusa che mi rivolgo, dobbiamo tornare con i piedi per terra – ha continuato il portiere della nazionale – Con la maglia della Juventus, se non si ha voglia di lottare e sudare, si rischiano figure peggiori che con qualunque altra maglia». «Oggi, in una partita importantissima, abbiamo giocato un primo tempo indecoroso, non abbiamo vinto un contrasto aereo né a terra: 45 minuti senza intensità emotiva, senza mordente. Dobbiamo migliorare anche nel senso di responsabilità. Credo – ha detto ancora Buffon – che dovremo incominciare a protestare un pò meno con gli arbitri ed essere più umili con noi stessi. Gli arbitri sbagliano sempre in buona fede, un fischio sbagliato non può diventare un alibi, questo è nella natura dei perdenti ed alla Juve non sono abituato ad avere questa mentalità. A 38 anni non ho voglia di fare certe figure, e come me molti miei compagni. Allora dobbiamo dimostrarlo sul campo».

DOVETE PRIMA DI TUTTO CAPIRE L’IMPORTANZA DELLA MAGLIA CHE INDOSSATE.

VINCERE PER NOI NON E’ IMPORTANTE…E’ L’UNICA COSA CHE CONTA.

Adesso faranno il ritiro e spero vivamente di ritrovare la vera Juve d’ora in poi.

BASTA!

NOI TIFOSI VERI VI SOSTENIAMO E VI SOSTERREMO SEMPRE perché il tifo vero va oltre il risultato, ma non ne possiamo più di vedere una cosa del genere!

Abbiamo già sofferto abbastanza per essere Juventini. Abbiamo visto la nostra squadra distrutta e non vogliamo assolutamente che risucceda una cosa simile!

NOI SIAMO NATI PER VINCERE! SIAMO LA STORIA!

Tirate fuori gli attributi quando serve..IN CAMPO!  Non ai microfoni o sui social!

ONORATE LA MAGLIA CHE INDOSSATE!

JUVE SASSUOLO

SEMPRE E COMUNQUE…

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

DYBALA SHOW E CON LA JOYA TORNA LA GIOIA

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25 Ottobre 2015
Nona giornata di campionato di Serie A TIM:
Juventus-Atalanta: 2-0

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Un gol per tempo per i bianconeri trascinati dalle giocate di Pogba e Dybala. Vantaggio dell’argentino al 28′ con un siluro dal limite dell’area che beffa Sportiello. La ripresa inizia con il tap-in vincente di Mandzukic (49′), ma poi si scatena il portiere bergamasco che si supera su Dybala e para un rigore a Pogba.

Torna alla vittoria in campionato la Juventus di Massimiliano Allegri che allo Stadium ha superato 2-0 l’Atalanta di Reja. Un gol per tempo per i bianconeri trascinati dalle giocate di Pogba e Dybala. Vantaggio dell’argentino al 28′ con un siluro dal limite dell’area che beffa Sportiello. La ripresa inizia con il tap-in vincente di Mandzukic (49′), ma poi si scatena il portiere bergamasco che si supera su Dybala e para un rigore a Pogba.

Una vittoria netta, perentoria e mai in discussione. Alla vecchia maniera, insomma. Troppo presto per certificare il ritorno della “solita Juventus” capace di dominare il campionato nell’ultimo quadriennio, ma di segnali positivi nel 2-0 contro l’Atalanta se ne sono intravisti parecchi.
Protagonista assoluto Paulo Dybala, l’uomo che più di ogni altro è stato al centro dei primi mugugni tra la tifoseria e il tecnico. Rispolverato da titolare dopo due panchine consecutive, con annessi 0-0, l’argentino ha fatto il bello e il cattivo tempo davanti dimostrando un feeling col gol importante. L’Atalanta ha resistito metà tempo, soffrendo il primo quarto d’ora e imbrigliando i bianconeri solo per una decina di minuti prima di essere sovrastata dagli eventi. Per Buffon una giornata di tranquillità.

Il successo è arrivato come naturale conseguenza di una prestazione di alto livello negli uomini chiave. Dybala abbiamo detto, ma anche Khedira e un Pogba tornato a illuminare calcio senza voler strafare. Se l’argentino davanti è stato una trottola impazzita per tutto il match, il francese ha spaccato in due il centrocampo atalantino con le sue sgroppate e la tecnica sopraffina di cui è dotato. A Khedira al suo fianco il compito di alzare una diga a protezione della solidità difensiva consueta. Tutto riuscito, tutto perfetto con la parità sbloccata al 28′ da Dybala con una fucilata dal limite che sorprende Sportiello ma che rende merito a una serie di occasioni create, e fallite, in precedenza.

La coppia Pogba-Dybala però dà il meglio di sé a cavallo dell’intervallo. Nel recupero del primo tempo regalano a Sportiello un miracolo di piede dopo un’ottima azione orchestrata sulla sinistra, mentre al 49′ con il tacco del francese e l’assist dell’argentino regalano a Mandzukic il primo gol in Serie A per il 2-0 che chiude una volta di più la partita. Prima del fischio finale però c’è spazio per qualche emozione come il secondo miracolo del portiere nerazzurro sul numero 21 della Juventus appena dopo una punizione a fil di incrocio, ma è al 78′ che lo stesso Sportiello si supera. Con l’Atalanta ridotta in dieci per il rosso a Toloi, Paletta atterra Dybala in area; l’attaccante regala a Pogba il rigore ma il francese si fa ipnotizzare non spezzando l’incantesimo personale

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GRAZIE RAGAZZI!

Il nostro Capitano Gianluigi Buffon ha superato i 50’000 minuti giocati in Serie A Tim.

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Giorgio Chiellini ha raggiunto oggi le 300 presenze in Serie A Tim. Complimenti Giorgione.

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Immenso Dybala.. un vero fenomeno e l’ho sempre saputo!
Un vero gioiello!
Merita assolutamente di giocare!
Ragazzi adesso dobbiamo continuare così!
Una vittoria importante che ci permette di iniziare a ritrovare la nostra mentalità vincente.
Deve essere la prima vittoria di tante!
Lottare sempre Fino Alla Fine!
Forza ragazzi!
Io credo in voi come sempre!
Ce la possiamo fare..tutti insieme!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

NOTTE DI CHAMPIONS..SENZA RETI

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21 Ottobre 2015

JUVENTUS-BORUSSIA MONCHENGLADBACH: 0-0

Partita poco brillante e niente qualificazione anticipata. La squadra di Allegri rimane comunque salda al comando del gruppo D con 7 punti. In classifica si avvicina il Manchester City.

Prendere o lasciare: la Juventus di questi tempi è così, lunatica e imprecisa. Capace di vincere a Manchester, piegare agevolmente il Siviglia e poi pareggiare in casa contro il Borussia Monchengladbach. I tedeschi avevano perso contro il City e gli spagnoli, subendo cinque gol e segnandone appena uno. Eppure allo Stadium giocano una partita accorta, tatticamente ordinata, senza mai sbilanciarsi in cerca di chissà quali affondi e tanto basta a rallentare i campioni d’Italia che avevano schiantato il pubblico dell’Etihad e strattonato i vincitori dell’Europa League. A conti fatti, un’occasione persa. Anche se la situazione bianconera non cambia poi molto: il primo posto è sempre nelle mani di Allegri, il Manchester si è rifatto sotto grazie a un gol all’ultimo respiro di De Bruyne e il Siviglia – terzo – è scivolato a quattro punti di distanza con una giornata in meno per accorciare. Certo, resta il rammarico per non aver virtualmente chiuso già al terzo turno il discorso qualificazione. Ma se su 18 tiri tentati solo due fanno trattenere il fiato ad avversari e tifosi, non si può mica pretendere più di un onesto pareggio. Resta un buon segnale, tuttavia, dopo il faccia a faccia a reti bianche con l’Inter. Saranno i recuperi di Marchisio e Khedira, bravi in entrambe le fasi in mediana, fatto sta che la Juve ancora una volta non rischia mai e Buffon chiude praticamente da spettatore non pagante.

Quel che non ci aspettava è che lo stesso ruolo fosse interpretato dal dirimpettaio Sommer per più di un tempo. La prima vera parata del portiere tedesco arriva infatti su un destro sporco di Pogba. È il minuto 48 e fino a quel momento la manovra bianconera, a tratti anche avvolgente, ha prodotto tanta massa e zero veri sussulti. Il fin qui misterioso Alex Sandro dialoga bene con il centrocampista francese sulla sinistra: l’asse è attivo (l’ex Porto tocca 33 palloni nel primo tempo) ma con scarsa qualità. Dall’altra parte Cuadrado è la consueta zanzara fastidiosa ma evanescente, mentre Morata spazia su tutto il fronte d’attacco con generosità. Su una fuga dello spagnolo, Dominguez non può fare altro che abbatterlo mentre è lanciato a rete: Thomson non la pensa così ed estrae solo il giallo.

Proteste a parte, la Juventus è tutta qui. Qualche tiro alto o a lato e incursioni ribattute sono contorno sciapo. L’incisività non è di casa a Torino. Il peggiore di tutti è Mandzukic, che arriva sempre quando i buoni sono già scappati. Il grande movimento non basta a compensare un perenne ritardo di quel tanto che basta per farsi anticipare dal difensore. Ma più in generale i bianconeri tutti aggiungono un tocco di troppo, un attimo in più allo sviluppo della manovra. Così tutto passa per i colpi di Pogba, che torna a impegnare Sommer allo scoccare dell’ora su punizione, mentre Allegri prova a scuotere la squadra con Pereyra e Zaza per Cuadrado e Mandzukic. Serve a poco. Il Borussia è squadra ordinata, va ad aggredire la manovra già nella culla e con il passare dei minuti i tedeschi sono più freschi e reattivi, riuscendo ancora meglio nel loro intento di sterilizzare la partita. Neanche la mossa della disperazione, Dybala per Morata, riesce a cambiare l’inerzia. L’argentino, nuovamente bocciato in partenza, aveva fatto più volte da apriscatole dalla Supercoppa Italiana in poi, ma questa volta la sua qualità non incide. È stata una di quelle partite che lo scorso anno avrebbero rappresentato l’ideale terreno di caccia per Pirlo e Tevez. Ma alla Juve capace di espugnare Manchester e mettere sotto il Siviglia può andar bene anche farne a meno in una serata così. Sperando di non sentirne più in là, ancora e più forte, la mancanza.

FORMAZIONI UFFICIALI JUVENTUS-BORUSSIA MOENCHENGLADBACH

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Marchisio, Pogba; Cuadrado, Mandzukic, Morata. All. Allegri
BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (4-2-3-1): Sommer; Korb, Dominguez, Christensen, Wendt; Xhaka, Dahoud; Traorè, Raffael, Johnson; Stindl. All: Schubert.

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Vorrei aprire una piccola parentesi sul nostro Capitano. Il nostro superman.
Gianluigi Buffon scrive un altro pezzo di storia della Juventus. Il portiere della Nazionale ha superato anche il mito di Alessandro Del Piero in fatto di minuti giocati con la maglietta bianconera. Prima di scendere in campo contro il Borussia Moenchengladbach, Buffon era fermo a quota 48794, contro i 48867 del mai dimenticato Pinturicchio.

Erano 73, quindi, i minuti che lo separavano dallo storico capitano della Vecchia Signora, che però ha subìto il sorpasso a un quarto d’ora dalla fine della partita contro i tedeschi. La Juventus, tramite il suo profilo Twitter ufficiale, lo ha celebrato qualche minuto prima, ma poco importa. Sarebbe comunque stata questione di secondi.

Buffon è da oggi lo juventino con più minuti giocati nella storia della Vecchia Signora. Del Piero, secondo in questa speciale classifica, resta primo in quanto a presenze (705). Buffon, 546, è attualmente terzo, alle spalle anche di Scirea, che si era invece fermato a 552.

BARZAGLI monumentale come sempre. Un muro e il migliore in campo.
Molto meglio Pogba che deve riuscire a tornare quello di prima che tutti conosciamo.
Marchisio e Khedira hanno giocato una buona partita..sono giocatori fondamentali per la nostra Juve.
Dybala merita di giocare di più e mi chiedo, come tutti gli altri juventini, perché Allegri non lo faccia giocare. Tenere in panchina un gioiello del genere non ha senso!
Dobbiamo essere più lucidi e decisi sottoporta. È inutile arrabbiarsi a fine partita. Bisogna arrabbiarsi durante la partita e usare la cattiveria per sfondare la rete!
I ragazzi devono lavorare molto riguardo questo aspetto.
Siamo migliorati in difesa, ma dobbiamo segnare. Le partite si vincono segnando! Mai mollare..forza ragazzi!
Dobbiamo svegliarci perché è già troppo tardi in Campionato!
VINCERE NON È IMPORTANTE, È L’UNICA COSA CHE CONTA.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

Un Derby D’Italia intenso, ma senza reti

Postato il Aggiornato il

18 Ottobre 2015
Ottava giornata di Campionato di Serie A Tim.
Inter-Juventus: 0-0

Finisce senza reti il big match dell’ottava giornata di Serie A tra Inter e Juventus. A San Siro nerazzurri e bianconeri si sono sfidati a viso aperto ma lo 0-0 è resistito fino al fischio finale.

Un legno a testa, un punto a testa. Inter e Juventus dividono la posta in palio nel derby d’Italia. A San Siro finisce 0-0 con traversa di Brozovic e palo di Khedira. Tanti i cartellini gialli. Tutto rimane immutato, anche il distacco in classifica, ma certo ai bianconeri serviva il successo per dare una svolta al campionato. E la squadra di Allegri ha avuto le occasioni per passare con Cuadrado e Khedira in particolare, ma è mancata lucidità nei momenti clou. Grandissima la prova di Barzagli, un muro, un monumento, meno quella di Morata, sostituito con Mandzukic e furibondo per il cambio. Pogba si sveglia, a tratti, solo nella ripresa, mentre Zaza dà l’anima. Però non basta. Il gol non arriva nonostante il finale in attacco. Finisce con la copiosa fetta dei nostri fratelli tifosi juventini, rintanati nel terzo anello blu di un San Siro stracolmo, a cantare con tutta la voce rimasta “Non vincete mai” tra i fischi roboanti del resto dello stadio nerazzurro, tutto sommato soddisfatto di un pareggio ben poco spettacolare. La Juventus rimane imbattuta contro l’Inter (sei partite di campionato in generale e ultima sconfitta a San Siro contro la “Beneamata” datata aprile 2010), ma con lo 0-0 sembra ormai tagliata fuori dalla lotta per il titolo.

Le formazioni ufficiali:

Inter: (4-3-3): Handanovic; Santon, Miranda, Murillo, Telles; Brozovic, Melo, Medel; Perisic, Icardi, Jovetic. All.: Mancini.

Juventus: (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba, Evra, Zaza, Morata.
All.:Allegri

Champions persa da Madama a Berlino contro il Barcellona.

Subito Cuadrado e Icardi pericolosi. Subito cartellini gialli (Melo) e falli pesanti. Tanto per capire il clima e il ritmo frenetico. Ci prova Zaza, senza fortuna. Anche Khedira, fuori tempo, si prende un cartellino giallo, placcando Jo-Jo tra le proteste degli interisti. La punizione del montenegrino non va, per dirla alla Piccinini. Gli ammoniti salgono a 4, con lo stesso Zaza e Marchisio. L’ex attaccante del Sassuolo, al 20’, avrebbe l’occasione giusta ma tenta un dribbling di troppo. Miranda, comunque, è in difficoltà contro le punte bianconere. «Ma da lì devi segnare», urla Max Allegri a Zaza. Insomma, bisogna essere più concreti. L’Inter punta sulle invenzioni di Perisic, Jovetic e Icardi. Difficili fermarli. A un certo punto è Morata a fare il marcatore sui nerazzurri che reclamano un rigore per una palla sul braccio di Bonucci (involontario). C’è Pogba che però stenta a entrare nel match, soffre la Juve dopo un buon avvio. Brozovic da fuori al 29’  impegna Buffon con una parabola a scendere che tocca la traversa: è forcing dei padroni di casa. E SuperGigi ha un problema al polpaccio destro: vai con lo spray magico per chiudere almeno il primo tempo. Al 44’ bene Murillo che ferma rudemente  Zaza. La Juve si riaffaccia in avanti nei minuti finali. Ma si va negli spogliatoi sullo 0-0. Allegri deve risolvere il problema Polpo, non ha i tentacoli, mentre Barzagli è un muro.

Juve subito aggressiva nella ripresa. Zaza serve Cuadrado e Handanovic se la cava evitando il… tunnel. Ancora il colombiano che però spedisce alle stelle. I bianconeri hanno una marcia in più. Pogba sembra svegliarsi  l’allenatore gli urla: bravo Paul. Poi tocca a Buffon bloccare un pallone a terra di Jovetic. Il match è apertissimo, con azioni di qua e di là. Il Polpo. svegliato, tenta il tiro, ma Handanovic è piazzato. Al 60’ numero di Jo-Jo e Evra lo ferma con le cattive: giallo. Esce Melo per Guarin. Al 69’ clamoroso Khedira: Morata lo serve e lui di interno prende il palo esterno davanti al portiere. Il tedesco sbaglia la più classica delle occasioni. Esce Morata (che non la prende bene), dentro Mandzukic. Giallo pure per Brozovic che stende Pogba. E Dybala fa staffetta con Zaza, protagonista di una buonissima gara, anche per generosità. Altro giallo, questa volta per Chiellini su Brozovic (lo juventino protesta vivacemente). Perisic su punizione prova a sorprendere Buffon ma la palla va alta (88’). Nuovo numero di Cuadrado: angolo. La Juve chiude in attacco ma con poca brillantezza. Lo zero a zero non si schioda. Positivo comunque non aver subito gol.

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Una partita sentitissima da me, ma non solo… a casa mia Inter-Juve non è una semplice partita..è la guerra!
Con un papà interista e mia sorella juventina come me, non può essere altrimenti.
Barzagli immenso veramente..un vero e proprio muro la nostra roccia. Cuadrado molto bene e Buffon una grinta assurda, è rimasto in campo nonostante il dolore, dopo una botta.
Felicissima di rivedere il mio adorato Marchisio in campo, anche se non ha fatto una grande partita.
Forza ragazzi!
Volevo la vittoria come tutti noi juventini, ma un pareggio ci può stare.
Adesso testa alla partita di Mercoledì, dobbiamo vincere in Champions per tornare a sorridere e lottare con più carica in campionato.
La coreografia? Semplicemente ridicola.
Hanno dimostrato semplicemente ciò che sono: INFERIORI. Come lo sono sempre stati.
Vedere certe cose mi fa solo essere ancora più fiera di essere odiata e spero che i nostri calciatori abbiamo preso come stimolo per migliorarsi tutto questo.
Siamo odiati perché vinciamo sempre. E ne siamo orgogliosi!
FIERI DI ESSERE ODIATI!
AMICI DI NESSUNO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!