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Mese: novembre 2015

BUON COMPLEANNO LUDOVICO EINAUDI

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(23 Novembre 1955- 23 Novembre 2015)

Ludovico Maria Enrico Einaudi è un pianista e compositore italiano.

Le inconfondibili note di Einaudi suscitano in chi le ascolta emozioni contrastanti ed estremamente travolgenti di nostalgia, allegria, entusiasmo ed un sottile filo di tensione. Sono accordi semplici, morbidi, come nell’album Le onde con il quale, nel ‘96 ,conquista per la prima volta la scena del panorama internazionale. Vanta in seguito una vasta produzione di musica da camera, da orchestra, per cinema e teatro e una collaborazione con Celentano, prima di tornare nuovamente in testa alle classifiche di tutta Europa.

BIOGRAFIA (presa dal suo sito ufficiale)

Ludovico Einaudi, nato a Torino il 23 novembre 1955, è un compositore e pianista italiano conosciuto e apprezzato nel mondo per i suoi concerti, le celebri colonne sonore e la sua carriera discografica.Trasferitosi a Milano, si diploma in composizione al Conservatorio Verdi e si perfeziona sotto la guida del compositore Luciano Berio, suo indimenticato maestro a cui ha di recente reso omaggiocon l’opera-tributo The Elements, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma per la stagione di Contemporanea 2012 dell’Auditorium della Musica Musicista curioso e aperto a nuovi incontri e sperimentazioni,incrocia le avanguardie musicali e i suoni ancestrali alle melodie jazz, al rock e alla musica contemporanea non tralasciando particolari e inaspettate incursioni nell’elettronica e sperimentazioni anche nella musica etnica e nel pop. Nel corso della sua carriera collabora con artisti provenienti da diverse estrazioni musicali tra cui: Ballakè Sissoko,Djivan Gasparijan, Mercan Dede, Robert e Ronald Lippok.Le sue composizioni sono esempio di musica trasversale,rappresentano un ponte tra le melodie classiche e il pop ne è un esempio il fatto che è stato l’unico artista di musica classica ad aver partecipato alla prima edizione dell’Itunes Festival(nel 2007) accanto ai più popolari artisti e gruppi rock del mondo (tra i tanti Oasis, Placebo e Franz Ferdinand).Alcuni brani tratti da Divenire e da Una Mattina sono ancora in classifica tra gli album più venduti dell’Itunes Music Store.Una minuziosa ricerca di ispirazioni creative e numerose esperienze musicali segnano la sua carriera e il suo percorso artistico: “c’è qualcosa che viene dalla classica ma ho influenze di differenti musiche che ho sperimentato nella mia vita,da quella africana al folk e al rock”, ha dichiarato al The Telegraph in occasione delle celebrazioni per le Olimpiadi 2012, dove ha partecipato come unico musicista italiano esibendosi a Trafalgar Square al BT River of Music. Al magnetismo del suo linguaggio semplice e originale caratterizzato da un tocco lieve e un suono avvolgente non è sicuramente facile sottrarsi. Nei suoi fortunati tour in giro per il mondo vede il “tutto esaurito” alla Royal Albert Hall di Londra (città in cui nel 2013 due concerti programmati al Barbican sono già sold out), nei più importanti palchi degli Stati Uniti (San Francisco, Washington, New York),in Canada (Montreal, Toronto), in Asia (Hanoi, Bangkok, Shanghai,Tokyo). Lo strepitoso successo riscosso in Cina ha portato il National Center for Performing Arts di Pechino (NCPA),prestigiosa istituzione culturale cinese, a commissionargli una composizione dedicata ai temi ambientali che sarà eseguita dall’orchestra residente in prima mondiale a Pechino nel “Il grande successo di Ludovico Einaudi inizia a fine anni Novanta,anni in cui si dedica a un’indagine approfondita sulla canzone strumentale. Nel 1990 pubblica Stanze,16 composizioni interpretate dall’arpa elettrica di Cecilia Chailly e nel 1996 Le Onde, album della svolta in cui compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf. La ricerca e la sperimentazione musicale proseguono in Eden Roc (1999), con l’aggiunta di un quintetto d’archi e con la collaborazione del grande musicista armeno Djivan Gasparijan. Gli anni Novanta segnalano inoltre l’esordio di Einaudi nel cinema; alcuni dei suoi brani sono stati scelti da Nanni Moretti per il film Aprile; seguono proficue e premiate collaborazioni a Fuori dal Mondo (Echo Klassik Preis) e Luce dei miei occhi(Italian Music Awards) di Giuseppe Piccioni, Dr Zhivago di Giacomo Campiotti (Gold Word Medal New York Film Festival),Sotto Falso Nome di Roberto Andò (Best Filmscore Avignon Festival) fino al più recente This is England dell’inglese Shane Meadows (Best British Film-Bafta 2008). Alcuni brani di Ludovico Einaudi sono nella colonna sonora(raccolta in un album già disco di platino) di Quasi amici -Intouchables di Éric Toledano e Olivier Nakache, film campione di incassi in Francia nel 2011. Gli anni zero cominciano con la fase africana. Nel 2001 esce I Giorni, raccolta di brani per piano solo ispirata da un viaggio in Mali durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate. In Mali ritornerà nel gennaio 2003 per partecipare alla terza edizione del Festival au Désert. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora, con il quale pubblica l’album Diario Mali.Il 2003 è caratterizzato da puntuali “tutto esaurito” in Italia e all’estero, a cominciare dalla Gran Bretagna dove esce la raccolta dei suoi successi Echoes (The Einaudi Collection); a marzo 2003 è in cartellone alla Scala di Milano e registra il doppio live LaScala: Concert 03 03 03, che contiene i suoi >brani più noti e un omaggio al rock con una versione di Lady Jane dei Rolling Stones.Quando nell’autunno del 2004 pubblica Una mattina, primo album firmato con la Decca, il disco schizza al primo posto delle charts britanniche di musica classica. Il 2006 è la volta di Divenire (Decca), registrato in Inghilterra con la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, album di grande successo di critica e di vendite (disco d’oro in Italia) Da questo momento Einaudi inizia un tour europeo pressoché infinito e nel 2008 si esibisce per la prima volta anche negli Stati Uniti, in Giappone e in India. Nel 2009 fonda il gruppo Whitetree con i tedeschi Robert e Ronald Lippok già membri dei To Rococo Rot con cui incide Cloudland. Sempre nel 2009 con Nightbook, terzo lavoro su etichetta Decca,Ludovico Einaudi parte per un tour mondiale nei più importanti teatri, con l’obiettivo di portare le sonorità originali del disco ottenute amalgamando pianoforte, archi, percussioni ed elettronica al grande pubblico. The Royal Albert Hall Concert (2010) è il doppio cd e dvd della performance del Nightbook Tour registrato nella storica sala da concerti londinesi. Il 2010 e nel 2011 lo portano in Puglia, a Melpignano,con il ruolo di Maestro Concertatore di due edizioni del festival La Notte della Taranta. Nel 2011 esce il live La Notte della Taranta 2010 con l’Orchestra della manifestazione e la partecipazione di Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede accompagnatodai Secret Tribe, Justin Adams e Juldeh Camara. A novembre 2012 Ludovico Einaudi riceve dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Vittorio De Sica 2013 per il suo felice contributo alla musica per film. A gennaio 2013 esce l’album In a time lapse, subito dopo l’uscita di quest’ultimo il maestro si preparerà ad affrontare un tour mondiale.

Onorificenze:

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 26 maggio 2005
Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres
— 2013

LO ADORO..

buon ascolto!

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Buffon, la storia infinita: 20 anni da Numero 1!

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Il 19 novembre 1995 esordì a 17 anni in Parma-Milan.

565 presenze dopo in Serie A è un monumento del calcio internazionale. “Da piccolo mi piaceva essere al centro del gioco e fare gol, poi mio padre mi suggerì di cambiare ruolo e provare a giocare in porta”. Così dalla Juve alla Nazionale è diventato uno dei portieri più grandi. Il calcio lo celebra, e Gigi sulla sua pagina Facebook mette in moto una speciale macchina del tempo.

Era il 19 novembre 1995. Stadio Tardini, Parma-Milan (finita 0-0): tra gli emiliani fece il suo esordio un diciassettenne. Si chiamava Gianluigi Buffon, e fece un figurone. Il resto è storia nota: il Parma, poi la Juventus, la Nazionale, i trionfi. E quel ragazzino di belle speranze divenuto un monumento del calcio italiano e internazionale. Con alle spalle 565 presenze in Serie A e 154 in Nazionale:  festeggia vent’anni da fenomeno assoluto.
Sono due decenni dal debutto di Buffon in Serie A e il mondo lo celebra: la Juventus, la Serie A, la Uefa, compagni e avversari stranieri. Di oggi e di ieri. Anche Gigi, che di originalità non ha certo mai peccato, ci gioca un po’ su pubblicando sul suo profilo Facebook una lunga serie di post simulando in che modo avrebbe commentato, negli anni, l’evoluzione della sua carriera se ci fossero già stati i Social. Sul sito della Uefa c’è una sua intervista esclusiva.
“mi piaceva fare gol” — “Forse il destino ha voluto facessi il portiere. Mio padre mi suggerì di cambiare ruolo e di provare a giocare in porta. A me piaceva sempre trovarmi al centro del gioco, ma anche fare nuove esperienze”.
Comincia così la conversazione di Gianluigi Buffon con la Uefa. Una lunga chiacchierata, tra passato e futuro. “Quando ho cominciato a giocare, come tutti i bambini, non facevo il portiere – ha raccontato -. Mi piaceva fare gol. Alla fine tutto sta nel mettere la palla in rete. Dai sei o sette anni, ho cominciato a giocare a centrocampo, o da libero, e mi piaceva molto ad essere sincero. Ero un bambino molto vivace”.
il consiglio del papà — Su consiglio del padre però Buffon decise “di provare a fare il portiere per un anno, dopo il quale sarei tornato a giocare in mezzo al campo – ha evidenziato -. Dopo appena cinque o sei mesi sono diventato un buon portiere. Probabilmente avevo un certo talento in quel ruolo e subito tutti hanno cominciato ad accorgersene. Un anno dopo ero già il portiere del Parma”.
galleria di trionfi — Con la maglia del Parma Buffon ha vinto una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana. Dal 2001 è alla Juventus, club con il quale ha potuto riempire la sua bacheca con 6 scudetti, 5 Supercoppe Italiane e una Coppa Italia in più. Con la Nazionale, ha il record di presenze (154) ed è stato tra i protagonisti della vittoria del Mondiale 2006 in Germania. Ha vinto l’Europeo Under 21 in Spagna nel 1996.
ricordo mundial — “Il mio primo ricordo della Nazionale risale alla Coppa del Mondo del 1982 – racconta Gigi -. Ricordo quei giorni a casa nostra o da mio zio, con tutta la famiglia, con le cene interminabili guardando le partite. Ricordo anche che durante le partite io uscivo fuori o in balcone a giocare. E’ bello ricordare le urla di gioia e delusione che sentivo dal balcone”.
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A vent’anni tondi dal primo tuffo tra i grandi, 19 novembre 1995, Parma-Milan 0-0, Gigi Buffon è ormai un classico, che però (PER NOSTRA FORTUNA) non si sente ancora da museo.
Il bello di Buffon è che non si rischia mai la banalità dell’agiografia: un sollievo pure per lui, che non ha mai sopportato le cose, e le persone, troppo perfette. Per dirla con le sue parole, «ho fatto le mie cazzate, tante: sono stato ignorante e non è una giustificazione». Però, con un certo metodo e una regola: «Tutti gli errori li ho sempre pagati, mettendoci la faccia». Dentro e fuori dal campo. Rivendica gli sbagli. Parma, Juventus, Nazionale: ha avuto soldi, vittorie, sconfitte, delusioni. E coraggio, con la passione per la fedeltà, come quando scese in serie B con la Juve, da campione del mondo: «Eppure qualche offertina l’avevo anch’io», disse qualche tempo dopo.
Sui social l’ho celebrato anche io ovviamente!
SEI GRANDE SUPERMAN!
UNA LEGGENDA!
TI ADORO!

3 PUNTI IMPORTANTI, MA CHE FATICA!

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21 Novembre 2015

Tredicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Milan: 1-0

In uno Stadium super blindato e con divieto di introdurre petardi, 650 steward e almeno 500 tra poliziotti carabinieri a garantire sicurezza, è andato in scena il secondo anticipo della 13ma giornata la classicissima tra Juve e Milan. Prima del fischio d’inizio, come su tutti i campi di serie A, la Lega Calcio ha deciso che venga esposta la bandiera francese e suonata la Marsigliese per ricordare le vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre.

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FORMAZIONE MILAN: Donnarumma, Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli, Kucka, Montolivo, Bonaventura, Cerci, Bacca, Niang.

Allenatore: Mihajlovic

partita

Allegri ingrana la terza e sorpassa Mihajlovic.

Terzo successo consecutivo per i bianconeri che dopo una gara non esaltante continuano l’operazione rimonta grazie alla sesta rete dell’argentino in campionato. Il muro difensivo dei rossoneri regge per 65 minuti: si interrompe la striscia di 5 risultati utili consecutivi.

La squadra di Allegri passa con un gol di Dybala dopo oltre un’ora di gioco non entusiasmante ma anche senza particolari sofferenze. Alla vigilia della fondamentale sfida col City, Allegri trova la terza vittoria consecutiva in campionato e tre punti che danno continuità e rendono credibile il progetto “Natale in corsa”.


Se bisognasse giudicare la prestazione, i campioni d’Italia non sembrano proprio nella forma che garantisce rimonte arrembanti, ma contro questo Milan basta un cross buono, di Alex Sandro, e l’inserimento fra i due centrali di Dybala, zitto zitto alla sesta Joya in campionato. Restando ai personaggi, il confronto da “Vent’anni dopo” fra Buffon e Donnarumma vede il giovane moschettiere rossonero attento sui tiri da fuori e impotente sul gol, mentre quello bianconero è praticamente inoperoso fino al recupero (tiro di Cerci), altro segno abbastanza chiaro di come è andato il match.
I tre punti arrivano non senza dolori. Allegri il giorno dopo aver minimizzato la situazione infortuni perde prima del match Khedira, e durante (28’) Evra e poi Hernanes. Sturaro e Alex Sandro sono i sostituti designati dei primi due (meglio il secondo, soprattutto in fase offensiva). Bonucci e Morata partono in panca (probabilmente con vista ManCity), Dybala parte forte, poi cala, poi risale. Al suo fianco agisce Mandzukic, dietro di loro Hernanes, che si segnalerà solo per una punizione deviata (gran riflesso di Donnarumma). Il Profeta va piano, e così il modulo col trequartista non fa male come potrebbe. Dopo 45’ Allegri, complice un problema muscolare, lo toglie, inserendo Bonucci e passando al 3-5-2. La mossa se non altro allarga il fronte d’attacco, concedendo qualche spazio in più a Pogba (che si blocca sulla trequarti) e Dybala, che la decide.

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Non una ottima Juve, ma anche se con tanta fatica abbiamo vinto!

Tre punti importanti e ancora più il sorpasso!
Stiamo arrivando!
TREMATE!
Adesso testa alla Champions!
Un grandissimo Dybala e una buona partita anche di Lichtsteiner.
Dybala sei la nostra GIOIA!
la joya
Complimenti al Nostro Gigi…sempre più immenso!
AVANTI RAGAZZI!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Eccomi di nuovo. Sono tornata..

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Dopo quello che è successo a Parigi, come tutti sapete, ho deciso di non scrivere più nulla qui sul blog.

Il mio silenzio in segno di rispetto, per un evento, una tragedia che non deve mai più succedere.

Mi ha toccata particolarmente perché AMO da sempre Parigi e la Francia.

Preghiamo, ma non solo per Parigi…per l’umanità.

Queste non sono persone, i terroristi sono bestie senza scrupolo.

Non dico altro, perché ogni parola sarebbe superflua.

Mi dispiace

dico

BUON COMPLEANNO ENNIO MORRICONE!

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ENNIO MORRICONE
Ennio Morricone, una delle ultime leggende viventi del cinema italiano, compie oggi 87 anni. Alle spalle, una carriera mastodontica che tocca 56 anni nella storia della settima arte, cinque nomination all’Oscar andate a vuoto (e un premio alla carriera di consolazione nel 2007), fama e fortuna a livello internazionale. I suoi temi hanno contribuito fortemente a dare forma al cinema di Sergio Leone e al western all’italiana, ma hanno anche fatto sognare gli spettatori di tutto il mondo quando Hollywood si è accorta del suo talento e ha iniziato a domandare i suoi servigi.

La collaborazione con Sergio Leone ha una genesi molto lontana visto che Ennio e Sergio erano compagni alle scuole elementari. Nel 1964 Morricone scrisse la prima colonna sonora per il regista principe degli spaghetti western: Per un pugno di dollari. A questa collaborazione fecero seguito quelle di Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa fino a C’era una volta in America (1984).

Oltre a questo sodalizio ve ne furono molti altri fondamentali: quelli con Bernardo Bertolucci, Elio Petri, Marco Bellocchio, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Tornatore e molti altri… Ma ha collaborato con registi di ogni genere cinematografico: con Dario Argento (L’uccello dalle piume di cristallo), Pedro Almodovar (Legami!), Brian De Palma (Gli intoccabili), Tinto Brass (La chiave), Carlo Verdone (Bianco Rosso e Verdone), La cosa (John Carpenter)…

Tra le colonne sonore indimenticabili possiamo citare La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, la trilogia del dollaro e i due C’era una volta di Sergio Leone, tra le composizioni più premiate, citiamo Mission di Roland Joffe, Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore e Gli intoccabili di Brian De Palma.

Sono oramai 50 anni che Ennio Morricone scrive almeno una colonna sonora all’anno… una piacevolissima abitudine che forse non abbiamo ancora valutato appieno.

L’elenco dei premi ricevuti (fonte Wikipedia):
-1965 – Nastro d’Argento per Per un pugno di dollari
-1969 – Premio Spoleto Cinema
-1970 – Nastro d’Argento per Metti, una sera a cena
-1971 – Nastro d’Argento per Sacco e Vanzetti
-1972 – Premio Cork Film International per La califfa
-1979 – Nomination all’Oscar per I giorni del cielo (Days of Heaven)
-1981 – Premio della critica discografica per Il prato
-1985 – Riceve il Nastro d’argento e il BAFTA per C’era una volta in America
-1986 – Nomination all’Oscar, BAFTA e Golden Globe Award per “Mission”
-1988 – Nastro d’argento, BAFTA, Grammy Award e nomination all’Oscar per Gli intoccabili
-1988 – David di Donatello per “Gli occhiali d’oro
-1989 – David di Donatello per Nuovo Cinema Paradiso
-1989 – Nint Annual Ace Winner per Il giorno prima
-1989 – Pardo d’onore del Festival internazionale del film di Locarno
-1990 – BAFTA, Prix Fondation Sacem del XLIII Festival di Cannes e David di Donatello per Nuovo Cinema Paradiso
-1991 – David di Donatello per Stanno tutti bene
-1992 – Nomination all’Oscar per Bugsy
-1992 – Grolla d’Oro alla carriera (Saint Vincent)
-1993 – David di Donatello e Efebo d’Argento per Jona che visse nella balena
-1994 – Premio Golden Soundtrack dell’ASCAP (Los Angeles)
-1995 – Leone d’Oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
-1999 – Golden Globe per La leggenda del pianista sull’oceano
-2000 – David di Donatello per Canone inverso
-2001 – Nomination all’Oscar per Malèna
-2007 – Riceve il Premio Oscar alla carriera
-2007 – David di Donatello per La sconosciuta
-2008 – Premio Internazionale Daniele Paris (Frosinone)
Onorificenze:
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 1995
Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte
— Roma, 25 febbraio 2000
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 14 luglio 2005

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Oggi, in questo traguardo così importante nella sua vita, colgo l’occasione per ribadire quanto è immenso! Un vero genio.
I suoi brani che tutti ci siamo trovati ogni tanto a fischiettare sotto la doccia e che ogni volta ci portano alle lacrime per la loro poesia o brividi lungo la schiena per la loro cupezza. SEMPLICEMENTE GRAZIE.
87 ANNI E NON SENTIRLI!
Buon compleanno, maestro!

FINALMENTE DUE VITTORIE CONSECUTIVE IN CAMPIONATO..MA CHE FATICA!

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8 Novembre 2015

Dodicesima giornata di Campionato di Serie A 2015/2016:

Empoli-Juventus: 1-3

La Juventus arriva a vincere due partite consecutive: il derby e l’Empoli in trasferta, ma quanta fatica! Andata sotto nel match in Toscana, la squadra di Massimiliano Allegri è riuscita col cuore e la tenacia a ribaltare la partita contro gli empolesi, ma con molte difficoltà. Buona la prova di Khedira rientrante dopo l’infortunio nel derby e di Evra, autore del gol del 2-1. Più in generale si è visto qualche segnale di risveglio da parte della Juventus, che però fatica ancora troppo e soprattutto subisce il goal alla prima occasione da parte degli avversari.

L’unica certezza che sembra trarre la Juventus dalla trasferta di Empoli è la presenza fissa di Dybala nello scacchiere di Allegri: anche ieri con il suo ingresso ha dato vitalità e linfa nuova ad un reparto che sembrava stanco in molte delle sue giocate con la staticità di Cuadrado e Morata sugli esterni. Certo è che se Morata viene fatto giocare in una posizione non sua, non può esprimersi al meglio e allora per Allegri l’interessante progetto che gli si para di fronte è proprio questo: mettere nelle condizioni migliori i propri giocatori per giocare al meglio.

Tra due sabati allo Stadium arriva il Milan: per la Juventus c’è la possibilità di poter sorpassare i diretti concorrenti in campionato ed iniziare ad avvicinarsi alla zona Europa. Intanto Allegri può preparare al meglio il match contro la sua ex squadra che diventerà un vero e proprio spartiacque per la stagione della Juventus.

Vantaggio di Maccarone che spiazza i campioni d’Italia. Quindi la reazione con i gol di Mandzukic ed Evra. Nella ripresa succede poco e la Juventus mette la parola fine con la rete di Dybala anche se l’azione bianconera è viziata da un evidente offside di Lichtsteiner.

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Empoli (4-3-1-2):
Skorupski ; Laurini, Tonelli, Costa, Mario Rui; Zielinski (41’st Buchel sv), Maiello  (13’st Diousse), Paredes (23’st Krunic); Saponara ; Maccarone , Pucciarelli

In panchina: Pugliesi, Pelagotti Zambelli, Bittante, Barba, Camporese, Ronaldo, Piu, Livaja Allenatore: Giampaolo.
Juventus (4-3-3): Buffon;  Lichtsteiner (41’st Padoin sv), Barzagli, Bonucci, Evra,  Khedira, Marchisio, Pogba; Cuadrado (23’st Chiellini), Mandzukic, Morata (23’st Dybala)

In panchina: Neto, Rubinho, Caceres, Rugani, Alex Sandro, Lemina, Sturaro, Hernanes, Zaza. Allenatore: Allegri.

EVRA ha detto parole sante. Sempre più un leader! Grande!

Il francese a fine partita commenta il match ai microfoni di ‘Sky’: “Ero molto arrabbiato per non avere fatto gol con le qualità che ho, ma l’importante sono i tre punti perché abbiamo parlato tanto ma le chiacchiere non bastano. Dobbiamo dare tutto e abbiamo dato tutto con lo spirito giusto, sono orgoglioso dei miei compagni. Abbiamo parlato tra di noi dopo Sassuolo. Le critiche vanno accettate ma stasera abbiamo fatto vedere carattere e mi piace il motto ‘non mollare mai’. Non penso allo scudetto, voglio vincere la prossima con il Milan che sono davanti a noi Tutti sono davanti a noi e bisogna avere umiltà per vincere, lo scudetto poi vediamo. Voglio vedere alla fine gente che dice ‘ecco la Juve'”.

FORZA RAGAZZI!

POSSIAMO FARCELA..LO SAPPIAMO CHE NON E’ FACILE, MA CE LA FAREMO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

9 NOVEMBRE 2015: IL COMPLEANNO DI UNA LEGGENDA BIANCONERA: ALESSANDRO DEL PIERO!

Postato il Aggiornato il

IL MIO IDOLO!

IERI E’ STATO IL SUO COMPLEANNO, MA NON HO AVUTO TEMPO DI SCRIVERE NULLA QUI.

COSI LO FACCIO OGGI!

AUGURI IMMENSO CAPITANO!

La ragione per cui ho iniziato ad amare la Juve è stata LUI!

UN VERO UOMO OLTRE CHE UN GRANDISSIMO CALCIATORE.

UN ESEMPIO PER TUTTI!

Sul suo sito ufficiale, la Juventus fa gli auguri ad Alessandro Del Piero, che ieri ha compiuto 41 anni. Un ennesimo riavvicinamento, dopo che nel 2012 l’ex capitano e Andrea Agnelli si erano lasciati in modo un po’ freddo. Nei tre anni successivi, con Alex in giro per il mondo (prima l’Australia, poi l’India) e poi di nuovo in Italia (ora è commentatore per Sky), si è assistito a un progressivo disgelo, culminato con la presenza in campo a giugno allo Juventus Stadium per la partita del Cuore 2015, insieme allo stesso Agnelli, oltre che a Pavel Nedved, e poi alla partecipazione, il 1° luglio, alla festa per il 70esimo compleanno di Allegra Agnelli, madre del presidente bianconero. Ora manca l’ultimo passo, quello che tutti noi tifosi della Juve desiderano: il ritorno di Del Piero a casa, come dirigente della Juventus.

DEL PIERO COMPIE 41 ANNI, GLI AUGURI DELLA JUVENTUS – Alessandro Del Piero compie oggi 41 anni. Il popolo bianconero spegne le candeline insieme a una leggenda della Juventus e del calcio.

È un lungo applauso che, ci piace pensare, non tributa onore solo alla qualità di quanto visto in campo quella sera, ma anche alla grandezza di uno dei più grandi campioni della storia della Juventus, che oggi compie 41 anni.

Una storia, quella che lega Del Piero alla Signora, lunga la bellezza di 19 anni: quasi un ventennio nel quale, insieme, abbiamo vinto tutto, in Italia, in Europa, nel mondo. Una storia fatta di gol immortali, assist decisivi, momenti difficili e giornate trionfali.

Per questo, Alessandro, oggi che compi 41 anni, non possiamo che tornare a quella serata di Madrid, nella quale tu uscisti dal campo ringraziando il pubblico con un inchino. Quello stesso inchino che oggi, virtualmente, ti tributa tutto il popolo bianconero, mentre spegne le candeline con te.

Auguri, Alex!”.

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IL TUO NOME E’ LEGGENDA..PER SEMPRE!

Dopo il suo addio ho pianto un mese e ancora oggi mi manca da morire.

BRIVIDI.

Cuore juventino. Alessandro Del Piero ha dedicato 19 anni della sua vita alla causa bianconera, giocando 705 partite e segnando 289 gol. Una carriera all’ insegna dei successi per il campione di San Vendemiano, che domani compie 40 anni e oggi milita nel Delhi Dynamos, in India, dopo aver giocato gli ultimi due anni nel Sydney in Australia. Del Piero ha scelto di non vestire nessun altra maglia italiana dopo il suo divorzio, peraltro non del tutto indolore, nel 2012, dalla Juventus, di cui e’ stato capitano dal 2001 al 2012, con la quale ha vinto tutto quel che poteva: 7 scudetti (ma 2 revocati per calciopoli), 1 Champions, 1 Coppa Intercontinentale, 4 Supercoppe italiana e 1 europea, 1 Coppa Italia. Insomma, nessuno come lui.

In carriera ha segnato finora 346 gol (fra Juve, Nazionale, Padova, Sydney e Delhi) in 830 partite (dati aggiornati al 40mo compleanno). Alla Juve arrivo’ a 19 anni, lo volle Giampiero Boniperti, che lo ha sempre protetto e coccolato. L’avvocato Agnelli conio’ per lui l’appellativo di Pinturicchio. Il ragazzino veneto a Torino era uno di famiglia e non ha tradito le attese, diventando il simbolo della Juventus e dei suoi successi. Grande giocatore, goleador e uomo assist, Alex ha anche ‘inventato’ il cosiddetto gol alla Del Piero, come e’ stato definito il suo tiro a parabola verso l’incrocio dei pali piu’ lontano, che lo ha mandato in rete tantissime volte. E’ stato talmente legato ai colori juventini che quando il club fu spedito in serie B per i fatti di calciopoli, Del Piero non partecipo’ al fuggi fuggi, anzi la sua decisione di restare fra i cadetti trattenne a Torino qualche dubbioso.

Guido’ la Juve al ritorno in A nel 2007 e fu capocannoniere con 20 reti, bissando il successo l’anno dopo nella massima serie con 21 gol. In azzurro Alex ha giocato 91 volte, segnando 27 gol. Nel 2006 fu protagonista ai Mondiali di Berlino, suo il gol del 2-0 ai tedeschi in semifinale, che fece calare il gelo nello stadio di Dortmund ammutolito per quella rete che condannava i padroni di casa. Sul piu’ bello della carriera, nel 1998, a Udine, si ruppe il ginocchio sinistro. Altri si sarebbero arresi. Lui rimase fermo quasi un anno, ma poi riprese a giocare.

NON CI SONO ABBASTANZA AGGETTIVI PER DESCRIVERE QUANTO E’ IMMENSO.

PER NOI JUVENTINI E’ UNA BANDIERA..

E’ IL NOSTRO ADORATO CAPITANO…E LO SARA’ PER SEMPRE!

TI AMIAMO E SAPPIAMO CHE CI AMI!

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ALCUNE SUE FRASI CELEBRI:

“Un cavaliere non abbandona mai una Signora.”

“Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una “bandiera”, come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome…“

“Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Sono strafelice di avere avuto quell’infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più. E quando cominciava a venire il bel tempo, come adesso, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull’albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie, c’era sempre il benedetto pallone. Bellissimo.“ (questo fa capire quanto sia Umile e una persona vera con dei veri principi)

“La maglia numero 10 della Juve deve essere indossata, non ritirata. È bello che tutti i bambini possano sognare di giocare con una maglia che in 113 anni è stata vestita da grandissimi campioni. La Juve c’è stata, c’è e ci sarà a prescindere da Alessandro Del Piero.“

“552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.
[…] Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell’uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.
[…] Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti. (da 552 partite, http://www.alessandrodelpiero.com, 12 aprile 2008)“

“[In occasione del ritorno in serie A nel 2007] Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l’abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti.“

Il giorno del suo addio alla Juve su Facebook:

“DI PIU’, NIENTE

Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano

Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.

Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.

Sempre al vostro fianco
Alessandro”

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Jonathan Moscrop / LaPresse13 05 2012 Torino ( Italia )Sport CalcioJuventus vs. Atalanta - Serie A Tim 2011/2012 - Juventus StadiumNella foto: Alessandro Del Piero saluta i tifosiJonathan Moscrop / LaPresse13 05 2012 Turin ( Italy )Sport SoccerJuventus versus Atalanta - Italian Serie A Soccer League 2011/2012 - Juventus StadiumIn the Photo: Alessandro Del Piero salutes the fans on what seemed to be his last game in the Juventus stadium

JUVENTUS - ATALANTA

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alex

Un bellissimo lavoro l’hanno fatto in questa pagina..

ww.chiamarsibomber.com/gazzanet/juventus/raccontami-di-del-piero/

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#ONELOVE

TI AMO CAPITANO MIO..!

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