Giorno: 19 gennaio 2016

AUGURI CLAUDIO MARCHISIO!

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IL 19 GENNAIO DEL 1986 NASCEVA  A TORINO IL MIO ADORATO PRINCIPINO..

CLAUDIO MARCHISIO.

TUTTE LE COSE CHE PENSO SU DI LUI LE TENGO PER ME..

Posso solo dirvi che per me è importantissimo, lo seguo da quasi 10 anni.

Uno juventino vero che sta diventando sempre di più una bandiera.

In bianconero ha collezionato 326 gare e 35 gol.

Un esempio di stile e umiltà per tutti.

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Entrato nel settore giovanile della Juventus a soli sette anni, percorre tutta la trafila delle formazioni minori bianconere, fino ad arrivare alla Primavera, con la quale vince diversi trofei, tra cui il Torneo di Viareggio del 2005. Convocato spesso da Fabio Capello in prima squadra nella stagione 2005/2006, non ha – però – l’occasione di scendere in campo.

La stagione 2006/2007 è, per la Juventus, quella della serie B, arrivata dopo le penalizzazioni dovute allo scandalo Calciopoli. Marchisio entra a far parte in pianta stabile della prima squadra, grazie alla fiducia concessagli dal tecnico francese Didier Deschamps, e debutta il 29 ottobre 2006: Juventus-Frosinone è la sua prima partita tra i professionisti, mentre tre giorni dopo arriva già la sua prima gara da titolare, contro il Brescia.

Conquistando sempre di più il sostegno di Deschamps, che lo schiera a centrocampo con crescente continuità, Claudio contribuisce alla promozione dei bianconeri, disputando ben venticinque partite in campionato. Nel luglio del 2007 il mediano piemontese viene mandato in prestito all’Empoli per farsi le ossa, insieme con l’ex compagno di Primavera Sebastian Giovinco.

L’esordio in serie A avviene il 26 agosto 2007, contro la Fiorentina. Il 20 settembre dello stesso anno, invece, Claudio Marchisio debutta in Coppa Uefa, contro lo Zurigo, in quello che rappresenta anche l’esordio europeo per il club toscano. La stagione empolese si conclude con ventisei presenze in serie A e due presenze in Coppa Uefa: la squadra, però, retrocede in serie B.

Marchisio viene, quindi, richiamato dalla Juve nell’estate del 2008: con i bianconeri scende in campo nel terzo turno preliminare di Champions League del 26 agosto contro l’Artmedia di Bratislava.

Apprezzato sempre di più dai compagni e dalla critica, inizia anche un fruttuoso rapporto con il gol: la prima rete in serie A è del 24 gennaio del 2009, e consente alla Juve di battere la Fiorentina. Dopo aver prolungato il contratto fino al 2014, Marchisio segna ancora contro il Napoli, e viene inserito dal sito “uefa.com” tra i migliori giovani della Champions League. Sulla stessa linea d’onda il “Times” lo inserisce tra i migliori dieci astri nascenti del football internazionale. La stagione 2008/2009 si conclude con sei presenze in Champions e ventiquattro in campionato, e lascia intravedere spiragli più che positivi per il futuro.

Un’operazione al menisco, tuttavia, nell’autunno del 2009 complica i piani: Marchisio rimane fermo un mese e mezzo, ma si fa trovare pronto una volta tornato in campo, contro il Bordeaux in Champions. Da ricordare è la sera dell’11 marzo 2010, quando a soli ventiquattro anni per la prima volta indossa la fascia di capitano nella gara di Europa League contro il Fulham.

La terza stagione juventina porta il sigillo di tre reti segnate in trentacinque gare disputate, e lascia spazio ai Mondiali sudafricani. L’esperienza con gli azzurri di Marcello Lippi, tuttavia, risulta fallimentare, e la Nazionale viene eliminata subito, senza raggiungere nemmeno gli ottavi di finale.

Si torna, quindi, al campionato, con Luigi Del Neri sulla panchina bianconera. Tra le date da ricordare, il 19 settembre 2010, giorno della centesima presenza in bianconero, e il 30 gennaio 2011, quando Claudio si rende protagonista di una rete in rovesciata contro l’Udinese ancora oggi ricordata con entusiasmo dai tifosi. La stagione, tuttavia, lascia l’amaro in bocca, e rappresenta una magra consolazione la fascia di capitano indossata per la prima volta dal primo minuto il 3 aprile contro la Roma. Nonostante la delusione per la conclusione del campionato, con la Juve che rimane completamente fuori dall’Europa, Marchisio rinnova il contratto fino al 2016, a due milioni e mezzo di euro a stagione.

Nell’estate del 2011 sulla panchina bianconera arriva Antonio Conte. Le cose sono cambiate, e non solo perché c’è un nuovo stadio da onorare: il debutto casalingo contro il Parma porta anche la firma di Marchisio, autore della rete del quattro a zero. Poche settimane dopo, il giocatore mette a segno la prima doppietta in carriera, contro il Milan: ma il vizio della rete contro le big si palesa anche il 29 ottobre, quando il centrocampista torinese realizza la rete del due a uno – decisiva per la vittoria finale – contro l’Inter.

La Juventus, quindi, vince il campionato grazie anche alle reti di Marchisio (ben nove in campionato, cui bisogna aggiungerne una in Coppa Italia), che si conquista con pieno merito la convocazione di Cesare Prandelli in Nazionale per gli Europei di Polonia e Ucraina.

Il rapporto tra Marchisio e la maglia azzurra, in realtà, è sempre stato positivo, sin dall’esordio con l’Under 21 di Gigi Casiraghi, andato in scena il 1 giugno 2007. Claudio è uno degli uomini di punta della rappresentativa giovanile, con la quale partecipa anche alle Olimpiadi di Pechino 2008: la rassegna a cinque cerchi, però, per lui si conclude prematuramente, a causa di un infortunio muscolare che lo mette ko dopo il secondo match del girone.

Un’altra assenza, questa volta per squalifica, gli impedisce di prendere parte alla semifinale dell’Europeo Under 21 del 2009 disputato in Svezia, quando gli azzurri vengono eliminati dalla Germania. Poco male, però, perché poche settimane più tardi il biondo centrocampista viene chiamato da Marcello Lippi nella Nazionale maggiore. L’esordio va in scena durante l’amichevole Svizzera-Italia del 12 agosto. Dopo la già citata esperienza degli sfortunati Mondiali sudafricani, Marchisio contribuisce alla qualificazione a Euro 2012 mettendo a segno il primo gol azzurro contro la Serbia, il 7 ottobre 2011.

Diventato titolare nella gestione del CT Cesare Prandelli, prende parte all’Europeo 2012. Esordisce a Danzica il 10 giugno nella partita pareggiata 1-1 contro la Spagna. Il Castrol EDGE Index dell’UEFA, che monitora a livello statistico le prestazioni dei giocatori dell’Europeo, gli assegna il maggior punteggio della partita (9,15); il centrocampista italiano primeggia (9,26) anche nella successiva gara pareggiata dagli Azzurri 1-1 contro la Croazia. La Nazionale Italiana riesce ad arrivare in finale dopo aver battuto la Germania ma il 1º luglio perde 4-0 contro la Spagna la finale di Kiev. Insieme ad Andrea Pirlo e a Gianluigi Buffon, è sempre stato titolare senza mai venire sostituito.

Il 16 maggio 2013 viene inserito da Prandelli in una lista di 31 giocatori da cui uscirà la rosa per la Confederations Cup, venendo confermato in essa nella lista ufficiale consegnata il 3 giugno. Il 19 giugno, nella seconda partita del torneo, serve l’assist per il gol di Giovinco nella vittoria per 4-3 sul Giappone, che permette agli azzurri di vincere la partita.

Viene convocato per partecipare al Mondiale 2014 in Brasile. Il 14 giugno 2014, nella gara d’esordio dell’Italia contro l’Inghilterra, segna la prima rete azzurra del torneo sbloccando il risultato (la partita finirà poi 2-1 per gli italiani).  L’Italia viene eliminata nella fase a gironi, dopo la sconfitta contro l’Uruguay nella quale proprio Marchisio viene espulso per un fallo su Egidio Arévalo, alimentando numerose polemiche.

Dopo il mondiale sudamericano è confermato nel giro azzurro dal nuovo CT Antonio Conte, esordendo il 10 ottobre 2014 nelle qualificazioni al campionato europeo di calcio 2016 contro l’Azerbaigian.

Tornando alla Juventus:

La stagione 2012-2013 inizia con la vittoria della Supercoppa italiana, la prima per il centrocampista, grazie 4-2 sul Napoli dell’11 agosto allo allo Stadio Nazionale di Pechino Gioca da titolare la partita del ritorno in Champions League della Juventus, contro il Chelsea allo Stamford Bridge, dove fornisce l’assist del 2-2 finale a Fabio Quagliarella. Il 7 ottobre realizza la sua prima rete stagionale nella vittoria esterna di campionato per 2-1 in casa del Siena. Il 7 novembre realizza la sua prima rete in Champions nella sfida contro il Nordsjælland, su assist di Mauricio Isla (4-0). Il 1º dicembre successivo mette a segno una doppietta nel derby della Mole; la prima rete è su assist di Sebastian Giovinco, mentre la seconda, che firma il 3-0 finale, avviene su passaggio di Mirko Vučinić.  È poi protagonista il 13 febbraio 2013, nella gara d’andata degli ottavi di Champions contro il Celtic, realizzando la rete del 2-0 e servendo l’assist per il terzo gol a Vučinić. Il 5 maggio seguente, grazie alla vittoria casalinga per 1-0 sul Palermo, vince con tre giornate d’anticipo il secondo scudetto consecutivo.

Il 18 agosto 2013, al primo incontro ufficiale dell’annata 2013-2014, s’infortuna nel corso della finale di Supercoppa italiana contro la Lazio: la lesione al legamento del ginocchio destro lo costringe a saltare l’inizio di stagione. Una volta ristabilitosi, incontra difficoltà nel ritrovare un posto da titolare in squadra – anche a fronte della crescita esponenziale mostrata dal giovane compagno di reparto Paul Pogba, che già nella seconda parte del precedente torneo aveva iniziato a togliere spazio (e presenze) al centrocampista italiano. Col nuovo anno, sfruttando i vari impegni della Juventus tra campionato e coppe, torna ad avere un buon minutaggio in maglia bianconera, facendo di necessità virtù e ben comportandosi anche in ruoli differenti da quelli ricoperti fin qui in carriera, come trequartista dietro alle punte o regista basso davanti alla difesa. Il 12 gennaio 2014 segna il suo primo gol stagionale a Cagliari, siglando il vantaggio bianconero nella sfida poi vinta 4-1 dal club torinese. Il 4 maggio 2014, grazie alla vittoria del Catania sulla Roma, arriva la conquista del terzo scudetto consecutivo per Marchisio.

Realizza il primo gol dell’annata 2014-2015 il 13 settembre, nella partita casalinga contro l’Udinese, chiudendo le marcature nella vittoria per 2-0. Nel frattempo il 15 febbraio 2015, nella sfida tra Cesena e Juventus terminata 2-2, festeggia con un gol il traguardo delle 200 presenze in Serie A con la maglia bianconera. Il 2 maggio seguente, dopo la vittoria 1-0 sul campo della Sampdoria, con quattro giornate d’anticipo vince il suo quarto scudetto di fila con la Juventus. In seguito, il 16 dello stesso mese sigla il momentaneo pareggio nella vittoriosa trasferta contro l’Inter, partita nella quale, complici le assenze di Buffon e Chiellini, è il capitano. Quattro giorni più tardi, pur non potendo prendere parte causa squalifica alla vittoriosa finale sulla Lazio, mette in bacheca anche la sua prima Coppa Italia.Gioca inoltre la sua prima finale di Champions League, persa 1-3 contro il Barcellona.

Ritenuto uno dei migliori centrocampisti della scena europea, Marchisio, soprannominato “Principino” dai compagni, è sposato con Roberta, che gli ha dato due figli: Davide, nato nel 2009, e Leonardo, nato nel 2012.

Dotato di forza fisica e di un ottimo tiro da fuori, è ritenuto l’erede di Marco Tardelli, rispetto al quale, però, ha una tecnica perfino migliore. La sua capacità di inserimento e di segnare, invece, richiama quella di Antonio Conte: incursore rapido e preciso, Marchisio è un giocatore duttile e versatile, che sa abbinare dribbling e resistenza fisica.

Continuando a lavorare a testa bassa e con umiltà, non prendendo in considerazione le proposte di altri team, ma soprattutto dimostrando che sei una delle ultime bandiere in un calcio di mercenari che sempre più spesso pensano solo ai soldi.

Tanti auguri Principino!

30 anni sono un traguardo importante..Ti auguro tutta la felicità del mondo e tante altre vittorie!

FIERA DI TE CAMPIONE!

TI ADORO..

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CALATO IL POKER E 10 VITTORIE CONSECUTIVE

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17 Gennaio 2016

Ventesima giornata di Campionato di Serie A Tim  2015/2016:

Udinese-Juventus: 0-4

Juve inarrestabile. I bianconeri si impongono al nuovo stadio Friuli, la Dacia Arena, per 4-0 sull’Udinese e conquistano così la decima vittoria consecutiva che li fa volare al secondo posto solitario in classifica a meno due dalla capolista Napoli. Grande prova di forza per i bianconeri, che archiviano il match nel primo tempo: a segno due volte Dybala (punizione al 15′ e rigore al 26′), Khedira al 18′ e Alex Sandro al 42′. A quota 42 punti, la Juve stacca l’Inter e rimane da sola al secondo posto.

Juventus 10 e lode.  Come spesso accade di recente è stato un Dybala-show. L’argentino apre le danze con una punizione delle sue. Quindi serve l’assist per lo 0-2 di Khedira. Quando Manduzkic si procura un rigore con la conseguente espulsione di Danilo, sempre lui, Paulo, spiazza Karnezis dagli 11 metri. Infine c’è gloria anche per Alex Sandro che cala il poker. E tutto questo nel primo tempo. La ripresa è stata pura accademia per un match virtualmente già chiuso da tempo.

La nuova Juve adesso gira davvero a pieno regime, con gerarchie chiare, le garanzie del vecchio 3-5-2 e un Dybala in più nel motore. Ovvero l’uomo che può risolvere una partita in qualsiasi momento.

A cinque mesi dalla sconfitta dello Stadium contro i friulani, la Vecchia Signora è un’altra squadra. Dietro la difesa a tre ormai è una sicurezza e lentamente anche Rugani sta guadagnando spazio. In mezzo al campo Marchisio, Khedira e Alex Sandro sono gli uomini in più: ordine, esperienza e qualità. Davanti Dybala è il crac bianconero, con Mandzukic che ha superato tutte le altre punte nelle gerarchie di Allegri. Il risultato è un mix perfetto di cattiveria e classe. Davanti al quale nella splendida cornice della Dacia Arena l’Udinese non può fare molto. Se non ammirare i gioielli bianconeri e applaudirli alla fine del match.

Per la prima del ritorno Allegri mischia un po’ le carte. In mediana riposa Pogba, dentro Asamoah. Dietro, al posto dell’infortunato Barzagli, bis di Rugani. Accanto a Dybala, in attacco c’è Mandzukic. Ancora panchina invece per Cuadrado e Morata. Stesso modulo per Colantuono, che piazza Widmer ed Edenilson sugli esterni con Di Natale spalla di Thereau.

UDINESE-JUVE 0-4
Udinese (3-5-2): Karnezis, Wague(10′ st Heurtaux), Danilo, Felipe, Widmer, Badu, Lodi, Iturra, Edenilson, Di Natale  (14′ st Zapata), Thereau (25′ st Bruno Fernandes).
A disp.: Meret, Romo, Piris, Adnan, Guilherme, Marquinho, Kone, Aguirre, Perica. All.: Colantuono
Juventus (3-5-2): Buffon, Rugani, Bonucci, Chiellini (13′ st Caceres), Lichtsteiner  (35′ st Padoin), Khedira, Marchisio, Asamoah, Alex Sandro, Mandzukic, Dybala (21′ st Morata).
A disp.: Neto, Audero, Evra, Sturaro,Pogba, Hernanes, Cuadrado, Zaza. All.: Allegri

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Vi amo ragazzi!

AVANTI COSI’!

GRAZIE DAVVERO..CI STATE REGALANDO GIOIE IMMENSE!

HO SEMPRE CREDUTO IN VOI E SEMPRE LO FARO’…

SIETE GRANDIOSI

NON CI FA PAURA NESSUNO PERCHE’ SAPPIAMO DI ESSERE I PIU’ FORTI..

“PORTACI DOVE VUOIIII…VERSO LE TUE CONQUISTEEEE”

STORIA DI UN GRANDE AMORE!

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FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!