Mese: febbraio 2016

GRINTA E CUORE JUVE..CHE LEONI! TUTTO E’ POSSIBILE..FINO ALLA FINE!

Postato il

23 Febbraio 2016

Andata degli Ottavi di  Champions League:

Juventus- Bayern: 2-2

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus: (4-4-2): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado, Khedira (24′ st Sturaro) , Marchisio (1′ st Hernanes), Pogba, Mandzukic, Dybala (30′ st Morata). (25 Neto 7 Zaza 24 Rugani 37 Pereyra). All. Allegri.
Bayern (4-1-4-1): Neuer, Lahm, Kimmich, Alaba, Bernat (28′ st Benatia sv), Vidal, Robben, Muller, Thiago Alcantara, Douglas Costa (38′ st Ribery), Lewandoswski. (26 Ulreich 13 Rafinha 14 Xabi Alonso 19 Goetze 29 Coman). All. Guardiola.

Una Juventus di coraggio e di cuore rimonta due reti al Bayern e resta aggrappata con i denti alla qualificazione ai quarti di Champions League. I bavaresi in vantaggio di due gol si sono fatti rimontare e hanno anche rischiato di uscire sconfitti dopo un primo tempo praticamente perfetto. Match molto intenso soprattutto nella ripresa. La Juventus ha dimostrato la grinta da Juve..una squadra che non molla mai, che riesce a reagire nonostante tutto (anche gli episodi arbitrali a sfavore) e che lotta con tutto il cuore FINO ALLA FINE. Sì, perché noi siamo quelli del “FINO ALLA FINE” e in questa partita abbiamo dimostrato davvero che per Noi non è solo un motto, ma uno stile di vita!

Il 2-2 non può di certo far sorridere Allegri, visto che al ritorno (16 marzo) la squadra dovrà tentare di vincere a Monaco per passare, ma non può che, comunque, essere accolto con soddisfazione visto che dopo un’ora, sotto 0-2, l’avventura dei bianconeri in Europa sembrava davvero già finita.

E’ stata una gara dai due volti. Una Juve eccessivamente timorosa, è stata travolta per 60′ da un Bayern che, giustamente, ne ha approfittato, capace di mettere in mostra tutte le sue migliori qualità, tecniche e tattiche. Poi, complice un errore di Kimmich e un bel duetto Mandzukic-Dybala, la squadra si è ripresa e ha tirato fuori una grinta straordinaria che le ha addirittura consentito di andare a sfiorare, nel finale, una vittoria ormai impensabile.

Resta il rammarico di non aver visto fin dall’inizio la Juve dell’ultima mezz’ora. Ma va detto che nella prima parte del match il Bayern ha concesso poco agli avversari grazie al suo tiki-taka. La Juve non è riuscita  quasi mai a entrare nelle linee di passaggio degli avversari e, così, tutto si è fatto più difficile. Per fortuna la formazione bianconera si è ritrovata nel finale, anche grazie ai decisivi cambi di Allegri, bravo a rimediare in corsa ad una scelta tattica di partenza quantomeno discutibile.

Allegri è andato sul sicuro, proponendo, in pratica, la stessa formazione del big-match di campionato con il Napoli con la sola novità di Mandzukic, al rientro dopo un mese, al posto di Morata. Sul fronte opposto, invece, Guardiola ha deciso di ovviare all’emergenza difensiva mettendo Alaba al fianco di Kimmich al centro della difesa, con Bernat a sinistra, e piazzando Thiago Alcantara al fianco di Vidal in cabina di regia.

La Juve ha deciso di difendere bassa per chiudere ogni varco ed avere ampi spazi per le ripartenze e, probabilmente, si è illusa di poter in tal modo colpire visto che dopo appena 30″ è riuscita a impensierire Neuer con un sinistro dal limite di Mandzukic. Invece da quel momento in poi è iniziato un assolo del Bayern (oltre il 70% di possesso palla) che ha iniziato a schiacciare i bianconeri nella propria trequarti. I bavaresi sono andati ripetutamente vicini al bersaglio con Vidal, Muller, Robben, Bernat e Lewandowski e, alla fine (43′), sono inevitabilmente passati: Barzagli ha respinto corto un cross di Douglas Costa e ha permesso a Muller, appostato sul dischetto del rigore, di battere comodamente Buffon.

Con Hernanes al posto dell’infortunato Marchisio, la Juve ha provato ad alzare il baricentro in avvio di ripresa ma il Bayern non le ha concesso l’opportunità. E al 55′ ha puntualmente raddoppiato con una bella azione personale di Robben conclusa con un sinistro a fil di palo. I bianconeri non hanno mollato e, grazie a un bel pallone recuperato da Mandzukic, hanno riaperto la partita al 63′ con un preciso sinistro di Dybala, lanciato a rete dal compagno.

Il Bayern ha accusato il colpo e la Juve ha insistito, sfiorando subito il pari con Cuadrado e Pogba. Allegri si è giocato le carte Sturaro e Morata, facendo uscire Khedira e Dybala, ed è stato premiato: su un lancio di Mandzukic, lo spagnolo ha fatto torre in mezzo per l’accorrente Sturaro che anticipando lo stordito Kimmich ha infilato il pallone in spaccata sotto la traversa.

Sulle ali dell’entusiasmo la Juve ha continuato ad insistere, ma le ultime speranze di riuscire a segnare il fondamentale 3-2 sono sfumate quando Pogba ha spedito alto un colpo di testa da buona posizione e Bonucci ha calciato un destro al volo dal limite tra le braccia di Neuer. Per andare avanti, così, servirà comunque un’impresa. Ma se la Juve si ricorderà di come ha giocato nell’ultima mezz’ora ci sono tutte le premesse per sperare nel miracolo.

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FACCIO I MIEI COMPLIMENTI E RINGRAZIO I RAGAZZI!

SONO ORGOGLIOSA DI VOI!

CE LA POSSIAMO FARE..IO CREDO IN VOI COME SEMPRE!

SAPEVO CHE AVREBBERO RIMONTATO PERCHE’ HO FIDUCIA IN LORO..E NON MI HANNO DELUSA.

Arbitro penoso..con 3 episodi ci ha penalizzati e hanno derubato una Juve di ferro, ma NOI siamo superiori, non ci attacchiamo a questo e guardiamo oltre.

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Un rigore per noi netto e i due goal loro irregolari.

Passiamo oltre sicuramente, ma non dimentichiamo certe cose!

ADESSO CE LA GIOCHIAMO A MONACO…

Non abbiamo nulla da perdere..dobbiamo mettercela tutta e fargli capire quanto teniamo a questa qualificazione che tutti reputano impossibile da raggiungere.

Prima o poi mi farete morire..con tutti questi colpi che mi fate prendere!

NIENTE E’ IMPOSSIBILE..

Li definiscono tutti di un’altra categoria, alieni e bla bla bla, ma secondo me non lo sono! Forti si, sicuramente, ma non imbattibili! Quindi FORZA RAGAZZI…CE LA POSSIAMO FARE!

NOI LOTTEREMO ..FINO ALLA FINE!

IO SONO CON VOI.

VI AMO!

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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IL BOLOGNA FERMA LA CORSA DELLA JUVE DEI RECORD

Postato il Aggiornato il

19 Febbraio 2016

Ventiseiesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Bologna-Juventus: 0-0

FORMAZIONI UFFICIALI:

Bologna (4-3-3): Mirante; Mbaye, Gastaldello, Maietta, Masina; Donsah, Diawara, Taider; Rizzo, Destro, Giaccherini.
A disposizione: Da Costa, Oikonomou, Zuinga, Morleo, Ferrari, Constant, Brighi, Pulgar, Brienza, Crisetig, Mounier, Floccari
All.: Donadoni

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Barzagli, Evra; Sturaro, Marchisio, Pogba; Pereyra; Zaza, Morata.
A disp.: Neto, Rubinho, Rugani, Padoin, Romagna, Pereyra, Cuadrado, Lemina, Hernanes, Dybala, Favilli.
All.: Allegri

Si ferma a 15 la striscia di vittorie consecutive della Juventus che, forse stanca soprattutto mentalmente e un pò distratta dall’impegno di Champions League contro il Bayern Monaco che la attende martedì, non va oltre lo 0-0 al Dall’Ara, in casa del Bologna. Gli emiliani tengono testa ai campioni d’Italia con una partita accorta ma anche coraggiosa e i bianconeri vengono imbrigliati dall’atteggiamento tattico della squadra di Donadoni non rendendosi quasi mai pericolosi.

Gara non spettacolare e tatticamente bloccata. I campioni d’Italia si svegliano nel finale ma è troppo tardi.

All’inizio è la Juventus a fare la partita con il Bologna tutto chiuso dietro e pronto a ripartire. I bianconeri iniziano bene e hanno una buona occasione con Evra che al 9′ devia di testa una palla proveniente da calcio d’angolo: sul fondo. Taider prova a rispondere una manciata di secondi dopo, ma manca la mira. La Juventus attacca ma non fa male, il Bologna ci prova al 21′: gran botta da fuori di Destro, respinge Buffon lasciando la palla in area; arriva Donsah che ci prova di prima rasoterra col destro ma spedisce il pallone sul fondo.

La Juventus si rivede alla mezz’ora e l’uomo più insidioso per la attenta retroguardia emiliana è ancora una volta Evra: corner, colpo di testa di Pogba e Mbaye disturba Evra sul tiro finale, quindi il francese spedisce la palla alle stelle. Poi non accade più nulla di rilevante fino alla fine del primo tempo. Tanto agonismo con Giaccherini che fa ammonire prima Sturaro e poi Marchisio.

Nel secondo tempo Allegri inserisce Cuadrado per uno spento Pereyra schierando la squadra col 4-4-2.  La prima chance della ripresa è bianconera, all’8′: cross in corsa dal fondo destro di Lichtsteiner e destro al volo di Pogba con pallone di poco sul fondo. Donadoni dà un forte segnale ai suoi rimpiazzando Rizzo col più offensivo Mounier. Allegri invece si gioca Dybala dopo venti scarsi minuti di non gioco.

La partita è bloccata tatticamente: il Bologna non perde mai una posizione in campo e la Juventus non riesce a sfondare. Donadoni è costretto a cambiare Masina per infortunio: entra Constant. Nel finale spazio anche a Brienza. Proprio nell’ultimo spicchio di partita, la Juventus mostra energie che ha ben tenuto nascoste per tutto l’incontro, ma è troppo tardi. Al 36′ gran sinistro in area di Pogba con palla out. Qualche minuto dopo Morata controlla in area di testa e poi gira col destro: Mirante devia in angolo. Al 44′ brivido finale: tiro-cross di Pogba dalla sinistra, Mirante la tocca e Cuadrado, messo fuori tempo, non riesce a deviare in rete. Ennesima impresa rossoblù che sale in classifica a quota 34. La Juventus di punti ne ha 58.

Calcio: serie A, Bologna-JuventusCalcio: serie A, Bologna-JuventusBologna - JuventusItaly Soccer Serie A

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I complimenti al Bologna vanno fatti sicuramente, ma i ragazzi erano con la testa già a martedì, possono negarlo quanto vogliono, ma è così. Si sono risparmiati, si vedeva che non era la solita Juve grintosa, cattiva e vogliosa di vittoria.

Non potete pensare davvero che sia questa la vera Juve! Un pareggio non cancella la maxistriscia di vittorie consecutive che ci hanno fatto ritornare al primo posto!

Avanti ragazzi!

NON MOLLATE PROPRIO ADESSO!

DOBBIAMO LOTTARE SEMPRE!

Ricordatevi che: “VINCERE NON E’ IMPORTANTE..E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!”

Io credo in voi!

VI AMO ANCHE QUANDO MI FATE ARRABBIARE…

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

 

SORPASSO EFFETTUATO..SALUTATE LA JUVE CAPOLISTA!

Postato il

13 Febbraio 2015

Venticinquesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Napoli:  1-0

Quattro mesi e mezzo di inseguimento e quindici vittorie consecutive per completare la rimonta. Nella maniera perfetta, da serial killer. Juve impeccabile. Uno sparo, uno solo. Parte dal sinistro di Simone Zaza e deviato da Raul Albiol a due minuti dal 90esimo schioda uno 0 a 0 che sembrava ormai già scritto. Il bello della Juventus è anche questo, la sua imprevedibilità se il nostro motto è “FINO ALLA FINE” un motivo ci sarà! Sì perché anche io mi sento come diceva il nostro adorato Avvocato Gianni Agnelli: “Nei momenti difficili, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.”

Nella notte di San Valentino una passione travolgente esplode e coinvolge tutti, non solo i presenti allo Juventus Stadium, ma tutti i tifosi della Juve..anche quelli che come me l’hanno vissuta da casa. La passione della Juventus per Simone Zaza che ci ha riportato al posto che ci spetta. Primi davanti a tutti. Risultato comodo per tutti e il più giusto per quanto visto allo Stadium.

Brava e fortunata. Allegri riconosce i meriti dei suoi giocatori ma anche lo zampino della dea bendata nel successo sul Napoli maturato all’88 con un sinistro di Zaza deviato da Albiol. “Pazienza, determinazione e un po’ di buona sorte; – ha scritto nel consueto commento su twitter nella notte post-partita – ma la strada è ancora lunga”.

Uno sparo che diventa una bomba: Juventus prima nonostante la partenza da dimenticare, nonostante il Napoli dei record. Nessuna scintilla, alcun Higuain incendiario, ma neanche un passo indietro rispetto alla filosofia che lo aveva portato a presentarsi a Torino con la possibilità di considerare un tesoro anche il pareggio. Tutto come previsto, insomma, se non fosse per quel diavolo di Zaza che dà al campionato un indirizzo preciso e gela un’intera città a mille chilometri di distanza dalla porta di Reina.

Una coda velenosa di una partita subito intensa. Il Napoli non cambia pelle: la palla va giocata, anche a costo di rischiare quando la Juve azzecca il tempo del pressing. Allegri ‘gira’ a suo favore l’assenza di Chiellini schierando la squadra a specchio. L’annunciato 4-4-2, infatti, vede Cuadrado così alto da trasformarlo in un 4-3-3. L’ossessione per il palleggio-e-movimento inculcata nei suoi da Sarri si può bloccare solo così. E succede. Insigne e Callejon trovano pochissimi metri di campo nei quali andare a pungere, mentre il colombiano quasi in linea con Morata e Dybala crea qualche problema in avvio. Quando il Napoli si adegua, non restano spazi per nessuno. Khedira, fortemente voluto da Allegri nonostante manchino dieci giorni agli ottavi di Champions, impone il fisico in mezzo. Albiol e Koulibaly tengono sempre Dybala nei radar. Servono le iniziative personali per aprire il campo. La più concreta porta la firma di Hamsik-Hysaj: il primo salta l’uomo e apre per il terzino che cerca l’ennesimo taglio di Higuain, anticipato da Bonucci con una spaccata d’oro. Ne segue un calcio d’angolo sul quale Albiol viene murato da Buffon, ma a gioco fermo.

Stesso, identico canovaccio anche nella ripresa. Tre soli lampi: una serpentina di Insigne murata da Buffon, un rigore in movimento tirato da Dybala sopra la traversa e una sassata di Hamsik velenosa ma fuori misura. Per il resto la partita è bloccata. Anche gli allenatori non sembrano volersi muovere: meglio l’equilibrio che un rischio. Allegri – costretto a sostituire Bonucci con Rugani (ginocchiata con Khedira nel primo tempo, da valutare in ottica Bayern) – inserisce solo Zaza per uno spento Morata; Sarri resta fedele agli undici di partenza per oltre un’ora, prima di tentare la carta Mertens vista la serata opaca di Insigne. Non cambia nulla. Perché a ogni movimento corrisponde un contro-movimento degli avversari che annulla il precedente. E’ una partita a scacchi che con il passare dei minuti e il venir meno delle energie si avvia lentamente verso ciò che tutti sembrano volere, il pareggio. Tranne uno, Simone Zaza: aggira Koulibaly – un muro, fin lì – ed esplode il sinistro che tocca la ‘pedina’ Albiol e fa cadere tutte le altre. Bianconeri in testa, Napoli sotto. Per quanto visto allo Stadium, se la banda Sarri resta sul pezzo sarà un campionato lungo. Da stasera assomiglia però agli ultimi quattro: comanda la Juve. E toglierla da lassù non sarà semplice.

Avrà pur ragione Allegri che Juve-Napoli non era decisiva e che restano 13 partite da giocare e 39 punti in palio. Ma adesso che ha completato la rimonta, sorpassando il Napoli battuto con beffa doppia – gol all’88’ e deviazione di Albiol sul sinistro di Zaza – non si vede chi possa fermare questa Juventus, capace di farsi un baffo di infortuni a catena e di vincere all’88’, con una riserva (sia pure di lusso), la partita più importante e delicata (fin qui) della stagione. Mi inchino davanti a questa Juve inarrestabile, al quindicesimo successo consecutivo in campionato: non avevamo Mandzukic, Chiellini, Caceres ed Asamoah, abbiamo perso per strada anche Bonucci e poi Morata, ma siamo andati dritti all’obiettivo come se nulla fosse.

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Soccer: serie A, Juventus-Napoli

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CALCIO: ENTRA SEGNA VINCI, ZAZA TRA FORTUNA E DNA JUVENTUS

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POSSO DIRE SOLO: GRAZIE RAGAZZI!

Devo ringraziare tutti ma soprattutto loro: Zaza match-winner di un successo costruito con merito e sigillato dalla panchina con la firma del miglior dodicesimo uomo della Serie A; un monumentale Barzagli che è stato davvero un muro;  un super Bonucci autore di un salvataggio miracolo che ci ha salvati da un goal quasi certo (peccato per l’infortunio); Cuadrado che sembra abbia il turbo, punge nello stretto, scarica di prima, pressa fra le linee, positivissimo; Marchisio che anche se è stato un pò impreciso nei passaggi ha recuperato tantissimi palloni; Rugani che si è inserito benissimo in partita e Khedira recuperato in extremis e schierato a sorpresa dal primo minuto che ha occupato e attaccato tutti gli spazi, permettendo alla Juve lo sviluppo permanente del gioco.

VI AMO!

UNA GIOIA IMMENSA..INDESCRIVIBILE!

Ci ho sempre creduto dall’inizio anche quando nessuno nemmeno ci sperava, sapevo che saremmo tornati al posto che ci spetta. NOI SIAMO NATI PER VINCERE! Il primo posto deve essere nostro!

E  adesso ragazzi non mollate, dobbiamo continuare così..NON FERMARTI JUVE MIA!

Avanti tutta ragazzi non abbiamo fatto ancora nulla..il Campionato è lungo e dobbiamo continuare a vincere come solo noi sappiamo fare!

Vincere non è importante..è l’unica cosa che conta!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

EZIO BOSSO..MAESTRO DI MUSICA E DI VITA!

Postato il Aggiornato il

11 Febbraio 2016

Colgo l’occasione di averlo visto ieri sera al Festival di Sanremo per presentarvi una persona che ammiro tantissimo:Ezio Bosso.

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Questo uomo ieri sera ha incantato Sanremo con la sua musica, ma non solo, con la sua semplicità, la sua forza d’animo, il suo sorriso che va oltre la malattia, le sue bellissime parole, poche, ma piene di significato. Mi ha fatto piangere e riflettere tanto, mi sono persa tra le sue note. Ha dato una lezione di vita, è un esempio per tutti. Posso solo ringraziarlo. Ho pensato a tante cose tra le quali che ogni giorno persone che hanno tutto si lamentano in continuazione di cose stupide, di frivolezze e chi invece ha malattie gravi o problemi seri è pieno di voglia di vivere..di forza di volontà e soprattutto sorride sempre. La salute è la cosa più importante.

Grazie a lui la frase che dico sempre: “LA MUSICA E’ VITA, SENZA NON POTREI VIVERE” assume un significato ancora più forte.

Ezio Bosso è pianista, direttore d’orchestra di fama internazionale.  Ha 44 anni ed è torinese. Ha imparato a leggere lo spartito prima delle lettere, e a 4 anni già suonava. Da ragazzino per 3 anni è stato bassista degli Statuto, presto abbandonati per la musica classica.

A 16 anni il debutto come solista. Compositore, direttore (anche della London Symphony), ha firmato anche la colonna sonora di “Io non ho paura”, di Gabriele Salvatores. Nel 2011 ha dovuto sottoporsi ad un intervento al cervello, per l’asportazione di una neoplasia che lo ha precipitato, parole sue, in “una storia di buio”. Dopo l’intervento infatti è stato colpito da una malattia autoimmune. Aveva disimparato a parlare e a suonare, ha dovuto riapprendere tutto. Ma non si è fermato.

Solo nel 2015 ha inciso il primo disco “The 12th Room”, doppio cd per piano solo registrato con il pubblico in sala a Gualtieri (Reggio Emilia).

Cosa gli è successo. L’aveva raccontato tempo fa a La Stampa. “A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me. Al massimo, io sono al servizio della musica”.

Gli inizi. Ezio è stato precoce. Grazie ad una prozia pianista ha cominciato lo studio della musica a quattro anni. Poi ha studiato a Vienna, sotto la guida di Streicher e Österreicher e Schölckner.

Dove ha suonato. Sia come solista, che come direttore o in formazioni da camera si è esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali. Per citarne alcuni: Royal Festival Hall, Southbank Center London, Sydney Opera House, Palacio de las Bellas Artes di Mexico city, Teatro Colon di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica Roma.
Col basso. Nel 1985 è entrato a far parte degli Statuto, con cui ha suonato per tre anni. Poi ha deciso di abbandonare la musica pop per la classica.

«La musica è la nostra vera terapia». Standing ovation e molte lacrime hanno accolto le parole e la musica del pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso sul palco dell’Ariston ieri sera. Entrato in scena su una sedia a rotelle, l’enfant prodige ha commosso l’Italia. «La musica è una magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno la bacchetta, è una fortuna che condividiamo» ha detto prima di mettersi allo strumento e dar prova di una sorprendente tecnica pianistica.  

“La musica siamo noi. È una fortuna che condividiamo. Ci è arrivata e ce la cerchiamo. Mettiamo le mani ma ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”

“Noi diciamo che perdere è brutto ma a volte perdere i pregiudizi, perdere le paure, perdere il dolore ci avvicina e ci fa seguire”

“La musica come la vita si può fare solo in un modo. Insieme”

“Noi uomini tendiamo a dare per scontato le cose belle”

I premi. Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo) o il Syracuse NY Award in America, la sua musica viene richiesta nella danza dai più importanti coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang o Rafael Bonchela, nel teatro da registi come James Thierrèe e nel cinema ha collaborato con registi di fama internazionale tra cui Gabriele Salvatores.

Al cinema. Per Salvatores ha composto la famosa e innovativa colonna sonora per quartetto d’archi del film “Io non ho paura”. Ma anche per Quo Vadis baby? e per Il ragazzo Invisibile.

Il suo stile. Da anni è ormai considerato uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione.
Ha compiuto un approfondito lavoro sugli strumenti ad arco, conosce diversi linguaggi musicali, e soprattutto la sua ricerca sul concetto di musica empatica sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo.

Il suo primo disco. The 12th room/ 12 stanze è il titolo del suo primo album. Lo racconta così:

“Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente.

E’ una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai.
Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Si, perché la stanza è anche una poesia”.

Cosa farà ora. Il tour nei teatri italiani è in partenza. Il 27 febbraio a Collegno a Le Lavanderie a Vapore, l’8 aprile a Cagliari, il 12 Roma, il 19 a Firenze. Il primo aprile a Torino invece una lezione speciale alle persone affette da neurodiversità a Palazzo Barolo.

Un autentico ciclone si è abbattuto sul Festival di Sanremo 2016, di nome Ezio Bosso: ha fatto boom la sua ospitata con tanto di intervista e sonata di piano, per uno dei compositori e pianisti più famosi del mondo con un particolarità drammatica, la malattia Sla che si porta dietro. Dalla carrozzina alle parole che escono difficili dalla bocca, Bosso è stato ed è un trionfo di gioia che risulta davvero misteriosa pensando alla sua condizione: una felicità non ostentata e neanche forzata, ma una semplicità di testimonianza che ha colpito davvero tutti ieri sera, da Carlo Conti in giù. Per otto ore consecutive è stato trend topic su Twitter al primo posto, mentre il pubblico dell’Ariston ha accolto la sua Following a Bird con una standing ovation: share cresciuto di 10% durante il suo intervento e classifica di iTunes impazziti con il suo ultimo album, The 12th Room, diventato primissimo quasi all’istante. E poi ancora, ad aprile Bosso sarà nei teatri italiani proprio per presentare “un viaggio attraverso le 12 stanza della vita” e siamo certi che dopo l’emozione di ieri saranno stati in tanti a prenotare i biglietti esclusivi. La disabilità come abilità? Anche. La malattia che sconfigge tutto? Sì ma non solo. Colpisce in lui la semplicità e la letizia. Anche e soprattutto per questo, grazie davvero Ezio.

ECCO IL LINK DEL VIDEO DI EZIO BOSSO A SANREMO 2016 CON FOLLOWING A BIRD:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-306e05f7-a102-42fb-bf8b-dfeca642a88c-sanremo.html#p=0

Un maestro di musica, di vita, ma anche di auotironia. Ezio Bosso, dopo la sua emozionante performance di ieri sera a Sanremo, lascia di nuovo senza parole. Questa volta con una battuta su Twitter, in risposta a un cinguettio del blog satirico Spinoza, che ieri aveva definito “da coglione” la pettinatura del pianista, che è affetto da una malattia neurodegenerativa. “E’ davvero commuovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione”, recitava il tweet dissacrante. Geniale la risposta del compositore: “E’ perché cerco di pettinarmi da solo”

Con il suo talento, la sua musica, le sue parole e la sua simpatia aveva già conquistato ieri sera il popolo di Sanremo. Ora conquista anche la rete. E anche Spinoza si è dovuto arrendere: “Era già il nostro idolo prima ma ora ha vinto tutto”.

Bosso mi sta  particolarmente a cuore anche per il fatto che mio nonno Ezio oltre al suo stesso nome ha la sua stessa malattia (la Sla), ma lui è all’ultimo stadio. Vivendola ogni giorno vi posso assicurare che è una sofferenza atroce, non solo per il malato, ma anche per chi gli sta accanto e lo assiste.

Sapete cos’è la SLA?

La sclerosi laterale amiotrofica è una rara malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, cellule cerebrali responsabili del controllo dei movimenti, e che porta alla progressiva paralisi della muscolatura volontaria. Oltre alla progressiva perdita di forza agli arti e della muscolatura della fonazione, deglutizione e respirazione, in alcuni casi può coinvolgere le funzioni cognitive fino alla demenza frontotemporale.

La malattia è conosciuta anche come Morbo di Lou Gehrig, dal nome del famoso giocatore americano di baseball che ne fu colpito, o come malattia di Charcot dal nome del neurologo francese che per primo la descrisse nel 1860. Nella maggior parte dei casi, oltre il 90 per cento, la malattia è sporadica e sulle sue cause non c’è ancora certezza nonostante negli ultimi anni siano stati compiuti numerosi studi e siano state avanzate molte ipotesi.

Non esistono trattamenti capaci di fornire un valido blocco alla degenerazione neuronale che, dai sintomi iniziali come atrofia muscolare, paralisi, spasticità, arriva fino alla compromissione delle funzioni vitali, tanto che la vita media di un paziente con SLA è tra i due e i cinque anni. E non ci sono cure. E l’unico farmaco autorizzato per il trattamento – il riluzolo – perde presto di efficacia man mano che la malattia progredisce.

Mi auguro che la tenacia e il carisma di Bosso portino a un rinnovato interesse verso la SLA che speriamo si traduca in un incremento della ricerca scientifica e dell’assistenza ai pazienti. Tuttavia, il suo rimane un manifesto d’amore per la cultura musicale, patrimonio che deve essere accudito, trasmesso e diffuso, anche su un palcoscenico, ad ogni costo.

LA MUSICA E’ LA NOSTRA SALVEZZA.

GRAZIE EZIO BOSSO!

14 VITTORIE CONSECUTIVE IN CAMPIONATO..JUVE NON FERMARTI!

Postato il

07 Febbraio 2016

Ventiquattresima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Frosinone-Juventus: 0-2

Non si ferma la striscia di vittorie consecutive della Juventus che anche a Frosinone, dopo un primo tempo di sofferenza, conquista l’intera posta in palio per la quattordicesima volta di fila grazie a due goal nella ripresa.

La Juventus trionfa al Matusa di Frosinone per 2-0 contro la squadra allenata da Stellone dopo una partita complicata per i bianconeri. La vittoria per i bianconeri si consuma nella ripresa con il goal di Cuadrado al 74° minuto e il goal che chiude la partita di Dybala al 91’. La Vecchia Signora sale a quota 54 punti, ancora a due punti di distanza dal Napoli capolista. Il Frosinone resta in terzultima posizione a quota 19 punti in classifica a pari merito con il Carpi.  I bianconeri sabato si presenteranno così a meno 2 punti dalla capolista Napoli (1-0 contro il Carpi) nell’atteso scontro diretto dello Juventus Stadium.

Più dura del previsto. Tanti pensavano potesse essere un match facile, ma non è stato assolutamente così. Nessuna partita è mai facile. E’ anche questo il bello del calcio, tutto è possibile, non c’è nulla di certo! Il Frosinone ha giocato una gara attenta, mettendo in difficoltà una Juve di certo non brillantissima. L’occasione mancata da Sturaro in apertura poteva mettere la partita in discesa, ma soprattutto nel primo tempo, i bianconeri hanno fatto fatica a sconfiggere la resistenza ciociara. Molti errori nell’ultimo passaggio e nelle conclusioni hanno fatto sgolare un Allegri che non ha visto nei suoi ragazzi il solito spirito guerriero da Juve. Invece quando mancavano meno di venti minuti, un guizzo di Cuadrado, sempre più decisivo negli ultimi match, ha sbloccato una partita che stava diventando delicata. Nel finale la rete di Dybala ha fissato il risultato finale sullo 0-2 per una vittoria tanto dura quanto importante. Soprattutto in vista del match contro il Napoli. Preoccupa,però, la situazione di Chiellini che ha accusato un nuovo problema muscolare e sicuramente sarà out per Napoli, si spera di averlo in Champions contro il Bayern. Mentre si è rivisto dopo oltre tre mesi Roberto Pereyra che ha giocato un buono scorcio di gara nel finale. Il suo rientro è fondamentale per Allegri che con El Tucumano ha molte soluzioni in più sia dal visto tecnico che soprattutto da quello tattico.

La Juve è viva, meno brillante e incerottata ma sempre vincente. VINCERE NON E’ IMPORTANTE…E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!

FORMAZIONI UFFICIALI:
Frosinone (4-3-3): Leali, Rosi, Russo, Blanchard, Crivello, Chibsah (26’pt Frara), Gori, Sammarco (36’st Soddimo ), Tonev, D. Ciofani (41’st Longo), Dionisi. In panchina: Zappino, Bardi, Gucher, M.Ciofani, Paganini, Pavlovic, Carlini, Pryyma. Allenatore: Stellone.
Juventus (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (32’st Rugani) Cuadrado, Sturaro (21’st Pereyra), Marchisio, Pogba, Alex Sandro, Morata (48’st Favilli), Dybala. In panchina: Neto, Rubinho, Lichtsteiner, Padoin, Lemina, Hernanes. Allenatore: Allegri.

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AVANTI COSI’ RAGAZZI!

FORZA E CORAGGIO..NON DOBBIAMO MOLLARE!

La prossima sfida vale lo scudetto quindi testa a sabato!

Juventus- Napoli sarà una guerra!

Non dobbiamo sbagliare nulla..

NOI VOGLIAMO QUESTA VITTORIA!

FORZA RAGAZZI…IO CREDO IN VOI!!!!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE INARRESTABILE:ALLEGRI FA 13! E’ RECORD

Postato il Aggiornato il

3 Febbraio 2016

Ventitreesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Genoa: 1-0

Un mercoledì da leoni, anche senza brillare sul piano del gioco. Già, perché nonostante una prova non molto convincente, piegando 1-0 il Genoa allo ‘Stadium’ la Juventus coglie il tredicesimo successo consecutivo in campionato, record assoluto, che va a migliorare quello ottenuto con Antonio Conte al timone. Un’affermazione che consente soprattutto a Buffon e compagni di tenere il passo della capolista Napoli, rimanendo a -2 e potendo guardare allo scontro diretto del 13 febbraio come la tappa fondamentale della stagione.

La tredicesima vittoria consecutiva in campionato della Juventus arriva, ma è piuttosto sofferta e con qualche problema inaspettato come l’ennesimo infortunio, stavolta di Caceres che domani si opererà (colgo l’occasione per fare un grande in bocca al lupo a Martin.. Forza campione tornerai più forte di prima!)

In questa eccezionale maratona di vittorie oltre alla stanchezza sembra pesare l’assenza di tre colonne come Chiellini, Khedira e Mandzukic in grado, ognuno a suo modo e nella propria zona di competenza, di garantire una notevole presenza fisica e di personalità. Dal punto di vista atletico il Genoa è una squadra solida e tatticamente occupa bene gli spazi, rendendo più difficile la manovra bianconera. Gasperini si mette a specchio di fronte al 3-5-2 di Allegri, con Ntcham trequartista-pedinatore di Marchisio. E chiude bene gli spifferi sulle fasce, punto di forza della nuova Juve. In generale il ritmo della partita è molto blando. Dybala (bel sinistro, fuori di poco) e poi Pogba (due volte) ci provano da lontano. Tocca poi a Juan Cuadrado che, però, non sbaglia: un’improvvisa accelerazione sulla parte destra dell’area di rigore fa sedere prima Izzo, travolto con un dribbling secco e poi De Maio che devia la palla nella propria porta. Allegri durante il match perde anche Evra (problemi intestinali) e al suo posto mette in campo Alex Sandro. Con lui sulla sinistra, la Juve ritrova l’assetto più offensivo sugli esterni.

Appena rientrati dagli spogliatoi, nella ripresa,  il Genoa va vicino al pari con Cerci che chiama Buffon alla respinta. Allegri toglie Morata, inserendo da Zaza. Immediate le contromosse di Gasperini: Suso per Cerci e Capel per Ntcham, con passaggio al 3-4-3 per tentare di recuperare. Proprio il neo entrato bianconero si divora il match point calciando debolmente davanti a Perin. La Juve è stanca, il Grifone ci prova ma senza la necessaria incisività davanti, nonostante nel finale il suo tecnico si giochi anche la carta Matavz, un altro degli ultimi arrivati. Allegri è costretto a inserire Rugani al posto di Caceres, uscito in lacrime per un infortunio al tendine d’Achille. E quasi allo scadere i bianconeri restano in dieci per il rosso diretto rimediato da Zaza, espulso per un’entrata dura su Izzo. I tifosi bianconeri soffrono e accolgono come una liberazione il fischio finale: Una Juve non brilante, ma se portano tre punti, servono anche serate così: testa bassa e pedalare. La cavalcata continua.

FORMAZIONI UFFICIALI:
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Caceres (17’ st Rugani), Bonucci, Barzagli, Cuadrado, Padoin, Marchisio, Pogba, Evra (40 pt Alex Sandro), Morata (9’ st Zaza), Dybala. A disposizione: 25 Neto, 34 Rubinho, 26 Lichtsteiner, 18 Lemina, 27 Sturaro, 11 Hernanes, 37 Pereyra. All.: Allegri
GENOA (3-4-1-2): Perin, Munoz, De Maio, Izzo,  Ansaldi, Dzemaili (36’ st Matavz), Rigoni, Gabriel Silva, Ntcham (10’ st Capel); Cerci (12’ st Suso), Pavoletti. A disposizione: 23 Lamanna, 8 Burdisso, 15 Marchese, 29 Fiamozzi, 88 Rincon, 77 Tachtsidis, 93 Laxalt, 22 Lazovic, 21 Pandev). All.: Gasperini 6.

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Juventus’ Paulo Dybala (L) and Genoa’s Luca Rigoni in action during the Italian Serie A soccer match Juventus FC vs Genoa CFC at Juventus stadium in Turin, Italy, 03 February 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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Il “problema” è che ci avete abituato troppo bene ragazzi!

Ci può stare una prestazione non perfetta, l’importante è portare a casa il risultato e così è stato.

VINCERE NON E’ IMPORTANTE…E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!

GRAZIE RAGAZZI!

La storia c’è chi la scrive e chi la legge…NOI LA SCRIVIAMO!

13 VITTORIE CONSECUTIVE IN CAMPIONATO..E’ RECORD!

Avanti così…

MAI MOLLARE!

FORZA RAGAZZI…CE LA POSSIAMO FARE!

Questo Napoli è un avversario tosto ( e ci voleva un pò di lotta per lo scudetto finalmente), ma non indistruttibile.. quindi avanti tutta!

Forza Caceres siamo tutti con te campione!

Purtroppo questi infortuni non ci volevano proprio..ma tutto si supera!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

SPETTACOLO JUVE: 12 VITTORIE CONSECUTIVE IN CAMPIONATO

Postato il

30 Gennaio 2016

Ventiduesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Chievo-Juventus: 0-4

Dodici vittorie consecutive in campionato come la Juventus di Antonio Conte. 15 successi se si conta anche la Coppa Italia. Sono i numeri incredibili della squadra di Massimiliano Allegri che al Bentegodi domina il Chievo superando i veneti con un poker. Nel primo tempo doppietta di Morata, definitivamente rinato anche in campionato dopo i due goal in Tim Cup contro l’Inter. Nella ripresa i campioni d’Italia dilagano con Alex Sandro e Paul Pogba, il migliore in campo.

Allegri schiera il suo 3-5-2 con Caceres al posto di Chiellini in difesa. Senza l’infortunato Mandzukic, in attacco con Dybala gioca Morata. Nel Chievo, partito Paloschi, giocano Inglese e Mpoku davanti per un 4-4-2 classico. La partita è subito vivace e dopo un tentativo di Inglese, risponde Alex Sandro calciando alto. Al minuto 6 la Juventus passa in vantaggio: cross basso e teso dalla destra di Lichtsteiner e deviazione vincente di Morata che torna al goal anche in campionato dopo la doppietta nella semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Inter. Una rete che in A mancava da 119 giorni.

Il Chievo è colpito e non reagisce anche perché la Juventus insiste, fa possesso palla, gioca corta, pressa, fraseggia in spazi stretti, tiene alti i ritmi e soprattutto attacca senza sosta. Paul Pogba è in giornata e per tre volte prova la conclusione dal limite o da lontano, ma senza fortuna. Al 26’ assedio in area veneta: Dybala calcia, Bizzarri respinge. Palla sui piedi di Khedira che cerca Morata invece di tirare sbagliando la misura. Maran cambia disposizione tattica mettendo il centrocampo a rombo con Birsa avanzato, ma cambia poco. Allegri esige il raddoppio e la sua squadra esegue al 40’: Dybala per Khedira in area sulla sinistra, traversone basso e tap-in di Morata che realizza la sua doppietta personale.

Maran fa entrare Pinzi al posto di Radovanovic. Ormai, però, la partita è saldamente nelle mani della Juventus con Pogba scatenato. Al 20’ il francese riparte dopo uno scivolone di Frey, sfera a Lichtsteiner in area, lo svizzero cerca ancora il numero 10 ma ferma tutto Bizzarri in presa bassa. Al 22’ il poker juventino è servito: Pogba attacca centralmente, si libera con un dribbling, penetra in area e poi realizza con un preciso piatto destro. Un gol meraviglioso. Ormai gli schemi sono saltati tra le fila venete e la Juventus gestisce il vantaggio, ma cerca anche la cinquina. Alex Sandro coglie la traversa al 27’. Poi si vede finalmente Buffon nell’unica sua parata del match: un’uscita per bloccare Inglese servito da Mpoku. Morata vorrebbe la tripletta ma le sue conclusioni terminano di poco sul fondo. Vicino al gol ci va anche Bonucci e in pieno recupero Paul Pogba, lanciato proprio dal difensore bianconero, controlla e spara sulla traversa. Lo 0-4 basta e avanza per una Juventus più forte che mai.

Chievo-Juventus 0-4
Chievo (4-3-1-2)
: Bizarri. Frey, Sardo, Dainelli, Cacciatore, Castro, Radovanovic (16′ st Pinzi), N. Rigoni, Birsa (23′ st Pellissier), Mpoku (28′ st Gobbi sv), Inglese. In panchina: Seculin, Bressan, Damian, Costa, Depaoli, Spolli. Allenatore: Maran.
Juventus (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner (Padoin sv), Khedira (1′ st Sturaro), Marchisio (24′ st Hernanes), Pogba, Alex Sandro, Morata, Dybala. In panchina:Neto, Rubinho, Favilli, Zaza, Pereyra, Cuadrado, Chiellini, Rugani. Allenatore: Allegri.

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juve 6

GRAZIE RAGAZZI!

Abbiamo dimostrato una superiorità assoluta, dobbiamo giocare sempre così!

Concentrazione, grinta, coraggio, cattiveria e tanta voglia di vincere…semplicemente: stile JUVE!

Questa Maglia ha sempre fame!

Avanti così!

Siamo una squadra spettacolare, un gruppo compatto, veramente unito.

Ho rimesso la maglia di Alvaro Morata e ancora una volta non mi ha delusa! Penso che non la tolgo più visto che fa questo effetto 😀

Sono orgogliosa della mia Juventus..

sono fiera di averci creduto sempre e di non aver mai mollato la mia squadra..

AVANTI UN ALTRO..! SIAMO PRONTI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!