Mese: marzo 2016

TORINO E’ SEMPRE E SOLO BIANCONERA!

Postato il Aggiornato il

20 Marzo 2016

Trentesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Torino-Juventus: 1-4

Torino è bianconera. Nessun condizionamento psicologico dopo la notte di Champions.

La domenica perfetta per la Juventus dopo l’amarezza della Champions League. I bianconeri archiviano la rimonta del Bayern rifilando un 4-1 nel derby della Mole al Torino. Ma soprattutto festeggiando il record assoluto di imbattibilità in Serie A: Buffon fissa il nuovo limite a 974′. Nel primo tempo granata non pervenuti e reti di Pogba e Khedira. Nella ripresa rigore-gol di Belotti e rete annullata a Maxi Lopez. Poi si scatena Morata che fa doppietta e chiude i conti. Nel finale espulso Khedira per proteste.

Ventura schiera un 3-5-2 con Immobile e Belotti in attacco. In mezzo al campo ci sono Acquah, Vives e Baselli, sugli esterni Bruno Peres e Gabriel Silva. Allegri risponde con Rugani nella linea difensiva e Lichtsteiner e Alex Sandro esterni. In attacco giocano regolarmente sia Dybala, molto a sorpresa, sia Mandzukic. Lemina rimpiazza l’infortunato Marchisio. Dopo 4′ di match Buffon può finalmente festeggiare il record assoluto di imbattibilità in Serie A: scavalcato Sebastiano Rossi del Milan. La gara è nervosa, tanti interventi fallosi e molto lavoro da fare per Rizzoli. Il Torino si fa avanti con qualche timido tentativo come un colpo di testa alto di Benassi, un tiro da fuori dello stesso centrocampista e controllato da Buffon, e un tiro-cross di Belotti che il numero uno bianconero blocca. Alla mezz’ora Dybala calcia una punizione sulla barriera e dopo questo gesto accusa un problema muscolare che lo costringe a uscire: entra Morata al suo posto.

Dopo l’uscita di Dybala la Juventus sfonda grazie soprattutto a un centrocampo che domina la difesa granata. Al minuto 33′ punizione a giro col destro di Pogba che infila un Padelli visibilmente in ritardo. Un goal semplicemente fantastico. Il Torino accusa il colpo e la Juventus ne approfitta. Padelli respinge un’altra punizione di Pogba ma nulla può al 42′ quando una sponda di Mandzukic favorisce Khedira che salta Moretti e attacca centralmente una difesa granata totalmente aperta. Il tedesco arriva davanti a Padelli e lo fa secco con un piatto destro preciso. Nel finale del tempo Buffon neutralizza un nuovo tentativo da fuori di Benassi, Immobile accusa un problema muscolare e nel secondo tempo resta negli spogliatoi. Al suo posto entra Maxi Lopez.

Nel secondo tempo il Torino aggredisce i portatori di palla bianconeri, mostrando un pò di grinta. E dopo 2′ di secondo tempo, Alex Sandro pensa bene di entrare in scivolata su Bruno Peres che ormai era a fondo campo, con una palla irraggiungibile. Rizzoli non ha dubbi e assegna il calcio di rigore. Sul dischetto va Belotti che spiazza Buffon fermando a 974′ il nuovo record di imbattibilità nella massima Serie. Allegri perde anche Lichtsteiner per un piccolo guaio muscolare, al suo posto entra Cuadrado. Il Torino insiste e al 13′ addirittura pareggia: grande azione centrale di Bruno Peres, quindi un rimpallo favorisce Maxi Lopez che fa gol. Non per il guardalinee che vede un fuorigioco.

La Juventus spezza l’aggressione e la foga granata nell’unico modo che conosce: segnando da squadra cinica. Minuto 18: numero alla Zidane di un fenomenale Pogba che lancia poi in area Morata. Splendido aggancio col destro dello spagnolo e sinistro diagonale che non lascia scampo a Padelli. Il Toro al 28′ potrebbe tornare sotto: palla in area di Benassi per Maxi Lopez che si gira e tira a tre metri dalla porta. Buffon è superato ma salva col tacco Barzagli. Al 32′ il derby è definitivamente chiuso ancora grazie alla coppia Pogba-Morata: punizione del francese respinta dalla barriera, palla poi rimessa in area dal numero 10 bianconero. Acquah tiene in gioco Morata per il quale segnare è un gioco da ragazzi. La partita è virtualmente chiusa anche se c’è ancora il tempo per assistere a una espulsione diretta per proteste di Khedira e a un lancio del neo entrato Zaza per Morata che si invola verso la porta granata, ma poi sbaglia il pallonetto regalando la palla al portiere.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Torino (3-5-2): Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti, Peres, Acquah, Vives, Benassi (36′ st Baselli), Gaston Silva  (30′ st Zappacosta), Immobile (1′ st Maxi Lopez), Belotti. (28 Ichazo 13 Castellazzi 3 Molinaro 4 Obi 5 Bovo 7 8 Farnerud 14 Gazzi 17 Martinez 18 Jansson). All. Ventura.
Juventus (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Lichtsteiner (5′ st Cuadrado), Khedira, Lemina, Pogba, Alex Sandro, Mandzukic (40′ st Zaza), Dybala (32’pt Morata). 25 Neto 34 Rubinho Hernanes 20 Padoin 22 Asamoah 27 Sturaro 33 Evra 37 Pereyra). All. Allegri.

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Ho finito gli aggettivi per te Gianluigi Buffon e quindi preferisco dirti solo: GRAZIE DI ESISTERE.

Potrò dire di aver visto giocare e tifato con tutto il cuore una leggenda.

La tua maglia dice chi sei SuperGIGI..SEI IL NUMERO 1 assoluto.

SEI NELLA STORIA..UN ALTRO RECORD..

SEI UNICO SUPERMAN…TI AMIAMO!

ORGOGLIOSA DI TE ..

FIERA DELLA MIA JUVENTUS..

GRAZIE RAGAZZI!

AVANTI COSI’ ..SEMPRE A TESTA ALTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

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JUVE FURIOSA.. TIFOSI INCREDULI..

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16 Marzo 2016

Ritorno degli Ottavi di finale di Champions League:

Bayern Monaco-Juventus: 4-2

Termina in maniera amara la Champions League della Juventus: i bianconeri escono sconfitti 4-2 ai supplementari dal confronto con il Bayern Monaco.

Settantadue minuti di straordinaria Juve non bastano per proseguire il cammino in Champions League. Con cinismo il Bayern la riprende proprio al 90′ e ai supplementari, sfruttando le intuizioni di Guardiola, completa l’opera (4-2) approdando ai quarti di finale. Una delusione cocente, difficile da digerire dagli uomini di Allegri che, ai punti, avrebbero decisamente meritato di andare avanti. E’ mancata un pò di fortuna, ma soprattutto la freddezza necessaria per chiudere prima la partita. Basti pensare al clamoroso errore di Cuadrado sullo 0-2. Enormi rimpianti che, a questo punto, in ottica scudetto, rischiano di pesare nella mente dei giocatori bianconeri.

La gara è stata decisa dai cambi. Coman e Thiago Alcantara hanno dato al Bayern lo sprint in più per fare la differenza mentre, sul fronte opposto, l’uscita di Morata e poi di Cuadrado, rimpiazzati da Mandzukic e Pereyra, ha finito per far perdere alla Juve quella profondità che, per quasi 90′, era servita per mettere in scacco i rivali. Nonostante questo ad Allegri il merito di aver sfiorato davvero l’impresa con una prova tatticamente perfetta con la quale era praticamente riuscito a disinnescare l’intero potenziale della corazzata bavarese.

Costretto a giocarsi il tutto per tutto senza l’attacco titolare (Mandzukic-Dybala) più Chiellini e Marchisio, tutti k.o per infortunio, il tecnico bianconero inizialmente ha deciso di affidarsi al 4-5-1 con Hernanes in cabina di regia e Cuadrado e Alex Sandro chiamati, contemporaneamente, a presidiare le fasce e a supportare l’unica punta Morata. Guardiola ha risposto rilanciando fin dal 1′ i ristabiliti Benatia e Xabi Alonso e inserendo Ribery al posto dell’indisponibile Robben nel tridente alle spalle di Lewandowski.

La Juve è partita determinata, pressando molto alta, ed è stata subito premiata: al 5′ Alaba non ha chiuso bene su un lancio in area per Lichtsteiner che ha calciato addosso a Neuer in uscita; la palla è schizzata al limite sui piedi di Pogba che ha realizzato il goal del vantaggio bianconero.

Stordito, il Bayern ha faticato a reagire.. Merito dei bianconeri che, tenendo cortissimi i reparti e 10 giocatori sempre dietro la linea della palla, non hanno mai prestato il fianco ai veloci inserimenti in area degli avversari.

Brava a non abbassarsi troppo, la Juve non ha mai rinunciato a contrattaccare. E, dopo essersi vista annullare un goal di Morata per un fuorigioco inesistente, ha meritatamente raddoppiato (28′): l’attaccante spagnolo se ne è andato via in dribbling a tre uomini con uno straordinario coast-to-coast da area ad area e poi ha liberato sulla destra Cuadrado che, dopo aver messo a sedere Lahm, ha battuto Neuer per la seconda volta con un preciso tiro a fil di palo.

Il Bayern ha stentato a rialzarsi e solo al 42′ ha spaventato Buffon con una doppia occasione targata Muller-Lewandowski. La Juve non si è spaventata e si è costruita la palla-goal per chiudere la partita con Cuadrado che, smarcato a pochi passi dalla porta da Pogba non è riuscito a far altro che calciare addosso a Neuer.

Guardiola ha cercato di risistemare i suoi nella ripresa mettendo a sinistra Bernat al posto di Alaba, dirottato in mezzo in sostituzione di Benatia. I bianconeri, però, non si sono fatti sorprendere. Anzi, di rimessa per altre due volte hanno tenuto in allerta Neuer con le iniziative solitarie di uno scatenato Morata. Per cambiare volto il Bayern ha avuto bisogno dell’ingresso di Coman al posto di Alonso. I tedeschi hanno allargato meglio il campo e al 73′, al primo tiro nello specchio della porta della ripresa, sono rientrati in partita: Douglas Costa, smarcato al limite da Coman, ha pennellato un pallone per la testa di Lewandowski che da due passi ha insaccato.

La Juve ha pericolosamente arretato il baricentro ma si è chiusa con ordine. Almeno fino al 90′ quando si è fatta rubar palla sulla trequarti e il Bayern non ha esitato a pareggiare (2-2): Vidal ha smarcato sulla destra Coman che, di prima, ha centrato per Muller, bravo a mettere dentro di testa la seconda palla utile in tutta la partita.

I bianconeri non si sono dati per vinti, ma le ultime speranze sono svanite su un sinistro dal limite di Lichtsteiner bloccato in tuffo da Neuer in avvio di supplementari. Guardiola ha inserito Alcantara al posto di uno stremato Ribery e lo spagnolo ha immediatamente sfruttato la sua freschezza per decidere la partita al 108′: ha recuperato palla al limite e ha battuto Buffon con preciso rasoterra dopo un triangolo stretto con Muller.

Palla al centro ed è arrivato il 4-2: l’arbitro Eriksson non ha ritenuto punibile una trattenuta evidente di Kimmich a Pogba al limite dell’area e ha consentito a Coman di andar via in contropiede e battere Buffon con un preciso sinistro a giro. L’orgoglio bianconero ha prodotto altre tre limpide occasioni per rientrare in partita ma Mandzukic, Sturaro e Bonucci non hanno avuto la freddezza per concretizzarle. Tanto per andare a riempire una cesta di rimpianti.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Bayern (4-1-4-1): Neuer, Lahm, Kimmich, Benatia (1′ st Bernat), Alaba, Xabi Alonso (15′ st Coman), Douglas Costa, Muller, Vidal, Ribery (11′ pts Thiago Alcantara) Lewandowski. (26 Ulreich 20 Rode 19 Gotze 13 Rafinha). All.: Guardiola.
Juventus (4-5-1): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado (44′ st Pereyra), Khedira (23′ st Sturaro), Hernanes, Pogba, Alex Sandro, Morata  (27′ st Mandzukic). (25 Neto 24 Rugani 22 Asamoah 7 Zaza). All.: Allegri.

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Ho visto una Juve grintosa, con un grande cuore e tanto orgoglio per 72 minuti, poi abbiamo avuto un crollo purtroppo.

SONO FIERA DI VOI RAGAZZI.

Dell’arbitro meglio non dire nulla, ma è una vergogna venire penalizzati così.

Meritavamo di passare noi, ma purtroppo non è andata.

Usciamo dalla Champions sì, ma A TESTA ALTA.

Ho visto 11 leoni lottare ed era quello che volevo vedere, certo speravo in un finale diverso, ma ormai è andata.

Noi tifosi siamo increduli e arrabbiati perché ci avevamo creduto…NOI credevamo in questo sogno che è finito troppo presto.

Adesso, però, non dobbiamo abbatterci. Testa al campionato e VINCERE.

Sì, perché VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA per NOI..NON CE LO DOBBIAMO DIMENTICARE.

SEMPRE E COMUNQUE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI..

E DOPO UNA SCONFITTA COSI’ PESANTE…ANCORA PIU’ FORTE E’ IL MIO AMORE PER TE, JUVE MIA.

CARA JUVE..Mi regali emozioni indescrivibili, la mia FEDE per TE è ETERNA..sei un vero e proprio AMORE.. nella gioia e nel dolore.

AVANTI TUTTA..SENZA MAI MOLLARE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

JUVE INCREDYBALA..BUFFON A SOLI 3′ DAL RECORD DI IMBATTIBILITA’

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11 Marzo 2016

Ventinovesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2o15/2016:

Juventus-Sassuolo: 1-0

Dal Sassuolo al Sassuolo: quattro mesi e mezzo dopo sembra di essere in un altro campionato, di un’altra stagione, con altri giocatori. E invece la Serie A registra il 19esimo risultato utile consecutivo della Juventus, che dal 28 ottobre scorso (giorno dell’ultimo ko, per 1-0, proprio in casa degli emiliani) ha conquistato 18 vittorie e un pareggio. Una macchina da punti quella dei bianconeri, granitici dietro e letali in attacco, dove Mandzukic lavora per tre e Dybala fa giochi di prestigio. La magia dell’argentino, al 36′, decide la sfida.

Un grandissimo goal di Paulo Dybala regala alla Juventus tre punti importanti per mantenere la prima posizione e il distacco dal Napoli. Non solo. Gianluigi Buffon supera Dino Zoff e, dopo aver battuto il record bianconero, arriva a soli 3′ da quello assoluto di imbattibilità in Serie A che detiene Sebastiano Rossi. Un successo inoltre che permette ai campioni d’Italia di lavorare serenamente in vista del match di Champions League da vincere contro il Bayern Monaco, in programma mercoledì.

Allegri schiera la coppia d’attacco titolare nel suo 3-5-2, ovvero Mandzukic-Dybala. Con Chiellini indisponibile, in difesa gioca Rugani. Cuadrado e Alex Sandro operano sugli esterni, in mezzo al campo Marchisio, Khedira e Asamoah. Pogba riposa in panchina. Di Francesco risponde col 4-3-3 con Antei in difesa al posto dell’acciaccato Cannavaro. Squalificato Defrel e con Berardi a casa con l’influenza, in attacco giocano Politano, Falcinelli e Sansone. Una manciata di secondi e la Juventus potrebbe già essere 1-0: pazzesco sinistro di prima intenzione da fuori di Dybala dopo un assist di tacco di Mandzukic e Consigli sfiora la palla alzandola in angolo. Il Sassuolo però non sta a guardare a al 5′ Sansone serve dal fondo Politano che gira libero in area: sfera alta.

La Juventus si rivede al 18′ quando una punizione di Dybala trova sul secondo palo Alex Sandro che schiaccia di testa, ma Consigli c’è. Risponde ancora il Sassuolo un minuto dopo: splendida azione con tocco al limite per Duncan che però conclude male sul fondo. Al 26′ ancora Juve: bella azione di Mandzukic a destra, quindi cross dal fondo di Dybala e Khedira, contrastato, in spaccata a porta vuota manda il pallone alto. Al minuto 36 i bianconeri passano: Cuadrado attacca a destra, palla a Dybala al limite, controllo, sinistro a giro sul secondo palo e pallone che dopo aver toccato il legno si insacca. Quattordicesimo gol in campionato per l’argentino.

La Juventus nel secondo tempo vorrebbe chiudere la partita con il secondo goal. Sulla corsia di destra Cuadrado sfonda spesso e volentieri ma non trova mai lo spiraglio giusto per concludere. Dall’altra parte Sansone semina il panico nella difesa bianconera, poi Politano viene murato al momento del tiro.

Al minuto 23 Gigi Buffon supera ufficialmente Dino Zoff nella speciale classifica dei portieri più imbattuti di tutti i tempi in Serie A. Lo Stadium se ne accorge e inizia a festeggiarlo. Ma la partita non è finita e Di Francesco inserisce Pellegrini al posto di Biondini. Juventus vicina al 2-0 al 25′: mischia in area ospite con batti e ribatti, quindi conclusione di Cuadrado murata da Peluso. Khedira non è al meglio e lascia il posto a Pogba. Buffon festeggia il nuovo record parando su Sansone alla mezz’ora, mentre Consigli dice di no a Pogba. Nel finale chance per il neo entrato Morata che fa un bel numero e poi da posizione defilata impegna il portiere ospite. Ancora Sansone al 42′ quando conclude da lontano e Buffon in due tempi mette in cassaforte i tre punti e raggiunge quota 926 minuti di imbattibilità, a soli 3′ dal record assoluto di Sebastiano Rossi.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Cuadrado, Khedira (27′ st Pogba), Marchisio, Asamoah, Alex Sandro, Dybala (35′ st Morata), Mandzukic (44′ st Lichtsteiner). In panchina: Neto, Rubinho, Evra, Padoin, Hernanes, Lemina, Sturaro, Pereyra, Zaza. Allenatore: Allegri.
Sassuolo (4-3-3): Consigli, Vrsaljko, Antei, Acerbi, Peluso, Biondini (24′ st Pellegrini), Magnanelli, Duncan, Politano (44′st Adjapong), Falcinelli (32′ st Trotta), N. Sansone. In panchina: Pegolo, Pomini, Erlic, Terranova, Longhi, Gazzola, Broh. Allenatore: Di Francesco.

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GRANDI RAGAZZI..

GRAZIE DI ESISTERE JUVE MIA!

IMMENSO SUPERGIGI..FELICISSIMA PER TE..

ADESSO REALIZZATE QUESTA IMPRESA..VINCIAMO CONTRO IL BAYERN!

CE LA POSSIAMO FARE RAGAZZI..NIENTE E’ IMPOSSIBILE!

SEMPRE AL VOSTRO FIANCO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE CAPOLISTA..ANCORA A +3..AVANTI TUTTA!

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6 Marzo 2016

Ventottesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Atalanta-Juventus: 0-2

La Juventus archivia il 3-0 subito a San Siro contro l’Inter in Coppa Italia e in campionato risponde alla Roma e soprattutto al Napoli espugnando Bergamo e riprendendosi la vetta solitaria della classifica a quota 64. Una partita di sofferenza per i bianconeri che partono bene e segnano con Barzagli. Nel secondo tempo però l’Atalanta si ritrova e ci prova. Sistema tutto Lemina con un gran goal nel finale.

Allegri schiera un 4-3-1-2 con Lichtsteiner ed Evra terzini e Pereyra dietro le punte che sono Dybala e Mandzukic. Rientra Marchisio a centrocampo e con lui ci sono Khedira e Pogba. Reja rivoluziona non poco la sua Atalanta mettendo in campo un 3-5-2 con due punte pure come Borriello e Monachello. Conti e Dramè sono gli esterni di un modulo che diventerà spesso un 5-3-2. Il tema tattico del match è limpido fin dai primi secondi: l’Atalanta difende e basta e la Juventus cerca pertugi in cui sfondare. Dopo 10 minuti di gioco la prima occasione: giocata di prima bianconera che libera in area Khedira, defilato a destra. Conclusione che Sportiello respinge coi piedi. Break bergamasco al quarto d’ora ma Cigarini colpisce debolmente e male da buona posizione. Al minuto 24 il vantaggio ospite: angolo, colpo di testa di Mandzukic che smarca Barzagli solo davanti alla porta, tenuto in gioco da De Roon, per il più facile dei gol. Secondo gol in bianconero per il difensore che ancora una volta colpisce l’Atalanta proprio come nel 2012.

Al 25′ cross di Dramè dalla sinistra, tocca di testa Barzagli e Conti spara alto. Marchisio ci prova per due volte da lontano: prima trova Sportiello e poi manca lo specchio della porta. L’Atalanta ha la sua occasione migliore al 40′ quando De Roon ruba palla a Marchisio e lancia Borriello. L’ex Carpi corre sulla fascia sinistra e crossa in area ancora per l’olandese che si coordina e conclude con una bella mezza girata al volo. Buffon è ben piazzato e para.

Nella ripresa la Juve bada principalmente ad addormentare il match e rintuzzare le rare accelerazioni dell’Atalanta. Qualcosa si sblocca quando entra Diamanti, che dà un minimo di vivacità alla manovra nerazzurra; ma il cambio più determinante è quello operato da Allegri, che toglie dal campo Khedira per inserire Lemina. E proprio il francese sigla il goal che chiude la contesa, con un delizioso esterno destro a fil di palo dopo uno slalom fra Masiello e Toloi, saltati entrambi con troppa facilità. Nel finale ci prova Masiello, ma trova  Buffon che risponde in tuffo; poi Valeri fischia tre volte e sancisce il meritato successo juventino, il diciassettesimo nelle ultime diciotto gare. Sono addirittura sei i minuti di recupero e al 48′ Buffon blocca un tentativo da fuori di De Roon mantenendo inviolata ancora una volta la porta bianconera in campionato. Sono 836 adesso i minuti di imbattibilità del portiere della Nazionale che punta al record di Sebastiano Rossi: 929′.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Atalanta (3-5-2): Sportiello, Toloi, Paletta, Masiello, Conti (9′ st D’Alessandro), Kurtic, De Roon, Cigarini (31′ st Diamanti), Dramè, Monachello (20′ st Raimondi), Borriello. (30 Bassi, Stendardo, 4 Gagliardini, 6 Bellini, 8 Migliaccio, 11 Freuler, 13 Gakpé, 28 Brivio, 33 Cherubin). All.: Reja
Juventus (4-3-1-2): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Khedira (22′ st Lemina), Marchisio, Pogba, Pereyra (36′ st Alex Sandro); Mandzukic, Dybala (43′ st Morata). (25 Neto, 34 Rubinho, 7 Zaza, 11 Hernanes, 16 Cuadrado, 20 Padoin, 22 Asamoah, 24 Rugani). All.: Allegri

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IMMENSO BARZAGLI..

UN BELLISSIMO GOAL DI LEMINA!

PER GIGI BUFFON HO FINITO GLI AGGETTIVI..SUPERGIGI..

MERITA DI ARRIVARE PRIMO..

FORZA RAGAZZI..

AVANTI TUTTA

VI AMO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

 

BRUTTA JUVE MA..SIAMO IN FINALE DI COPPA ITALIA!

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2 Marzo 2016

Ritorno di semifinale di Coppa Italia:

Inter-Juventus: (3-0)     RIGORI 3-5

Dopo il 3-0 dell’andata, la squadra di Allegri si fa rimontare dai nerazzurri, a segno con Brozovic (doppietta) e Perisic, rischiando l’eliminazione. Passa dal dischetto grazie al decisivo errore del subentrato Palacio. Pali di Ljajic e Zaza.

L’Inter sfiora l’impresa ribaltando clamorosamente lo 0-3 dell’andata ma alla fine s’arrende ai rigori alla Juve, consentendole di raggiungere la finale di Coppa Italia. I bianconeri sorridono grazie al solito Bonucci, match-winner decisivo stasera dal dischetto come tre giorni fa in campionato, ma non è stato facile come pensavano.

Dopo il 3-0 dell’andata, la squadra di Allegri si fa rimontare dai nerazzurri, a segno con una doppietta di Brozovic, il secondo gol su rigore, e la rete di Perisic, rischiando l’eliminazione. Ma dopo aver sfiorato il colpaccio nel finale con Morata dopo una gara di sofferenza passano dal dischetto grazie al decisivo errore del subentrato Palacio che colpisce la traversa, e il gol di Bonucci che regala alla squadra la finale con il Milan anche se non ci sarà per squalifica.

Le due squadre contavano diverse assenze, con l’Inter in piena emergenza difensiva viste le squalifiche di Miranda e Murillo, e l’infortunato Jovetic. Mancini piazza D’Ambrosio al centro della difesa accanto a Juan Jesus con Santon e Nagatomo sugli esterni. Poi Brozovic in mediana con Perisic e Ljajic ai fianchi di Eder in attacco. Allegri, dopo aver lasciato a casa Evra, Marchisio e Mandzukic, ha replicato con un prudente 4-4-2 dando un turno di riposo in partenza anche a Buffon, Barzagli, Pogba, Khedira e Dybala.

L’Inter parte subito forte e al 16′ passa subito in vantaggio: Medel recupera palla a centrocampo e serve subito Brozovic, bravo a infilare il portiere brasiliano con un preciso destro in girata. I nerazzurri ci credono, e la Juve fatica ad entrare in partita. E’ Ljajic ad andare vicino al raddoppio, ma il potente tiro tocca la parte superiore della traversa. Ad inizio ripresa l’Inter raddoppia: Eder va via sulla destra e centra per Perisic che è bravo a farsi trovare pronto sul secondo palo per il tap-in vincente.

La Juve prova a riorganizzarsi e a reagire e va vicina al gol: Morata smarca in area Zaza che sull’uscita di Carrizo colpisce a botta sicura ma colpisce il palo. L’Inter riprende a pressare e Allegri cerca di correre ai ripari inserendo Barzagli e Lemina. Ma al 37′ della ripresa l’Inter rimette le cose in parità: Perisic va via in area a Rugani che lo atterra. Rigore netto che Brozovic trasforma. Galvanizzata l’Inter insistite ma al 90′ Neto nega il gol qualificazione a Perisic. Allegri inserisce Pogba, si va ai supplementari e la Juventus sfiora il successo, ma l’Inter, anche se sfinita, resiste fino ai tiri dal dischetto, alla fine fatali per i nerazzurri. Quindi a sfidare a Roma il Milan ci sarà la Juve.

FORMAZIONI UFFICIALI:
Inter (4-3-3): Carrizo, Santon, D’Ambrosio, Juan Jesus, Nagatomo, Brozovic, Medel, Kondogbia (1′ st Biabiany), Perisic, Eder (8′ secondo tempo supplementare Manaj ), Ljajic (30′ st Palacio) (1 Handanovic, 46 Berni, 9 Icardi, 12 Telles, 27 Gnoukouri, 28 Della Giovanna, 83 Melo, 96 Gyamfi) All.: Mancini.
Juventus (4-4-2): Neto, Lichtsteiner (11′ st Barzagli), Rugani, Bonucci, Alex Sandro, Cuadrado, Sturaro, Hernanes (26′ st Lemina), Asamoah (41′ st Pogba), Zaza, Morata (1 Buffon, 34 Rubinho, 6 Khedira, 20 Padoin, 21 Dybala, 37 Pereyra, 39 Favilli) All.: Allegri.

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Non voglio più vedere una Juve del genere..MAI PIU’!

Dell’arbitro come al solito NOI non ne parliamo, ma è stato vergognoso.

Ragazzi non dovete MAI sottovalutare gli avversari o pensare che una partita sia già vinta, perché niente è certo, soprattutto nel calcio!

FORZA RAGAZZI!

VI AMO ANCHE QUANDO MI FATE ARRABBIARE.

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FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

CONGRATULAZIONI MAESTRO ENNIO MORRICONE!

Postato il

29 Febbraio 2016

Ennio Morricone ce l’ha fatta: dopo sei nomination e un Oscar alla carriera, il compositore ha ricevuto la statuetta per la colonna sonora di The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Morricone è il più anziano vincitore dell’Oscar, e si era recato a Los Angeles qualche giorno prima della cerimonia per ricevere una Stella sulla Walk Of Fame. Ricevuto il premio, il grande compositore è salito sul Palco e ha ringraziato – in italiano, con una traduzione simultanea – in particolare John Williams e la moglie.

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Arrivato a Los Angeles in veste di favorito, applauditissimo alla cerimonia per la stella sulla Walk of Fame di Hollywood, Ennio Morricone ha vinto l’Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino consegnato dal grande Quincy Jones. Era la sesta candidatura, non ce l’aveva fatta per «I giorni del cielo», «Mission», «Gli intoccabili», «Bugsy» e «Malena». Finora, a 87 anni, aveva ricevuto la statuetta per la carriera dalle mani di Clint Eastwood (nel 2007). La vittoria ai Golden Globes aveva confermato che questo sarebbe stato l’anno giusto. E, giustamente, scatta la meritata e commossa standing ovation. Lui, accompagnato sul palco dal figlio, ringrazia, ancor più commosso, in italiano: «Buonasera signori», rende omaggio agli altri compositori, in particolare a John Williams, autore della colonna sonora di «Star Wars The Force Awakens», John Williams, «non c’è una musica importante senza un grande film che lo ispiri. Ringrazio Tarantino per avermi scelto. Dedico questo premio a mia moglie Maria».

Mi inchino ad un vero e proprio genio.

Grazie di esistere Maestro.

Orgoglio italiano.

LA JUVE CAPOLISTA SE NE VA..A +3

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28 Febbraio 2016

Ventisettesima giornata di campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Inter: 2-0

FORMAZIONI UFFICIALI:

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (36° st Rugani), Lichtsteiner, Khedira (33° Sturaro), Hernanes, Pogba, Alex Sandro; Mandzukic, Dybala (36° st Morata). In panchina: Neto, Rubinho, Zaza, Cuadrado, Lemina, Padoin, Asamoah, Evra, Pereyra. Allenatore: Allegri.
INTER (3-5-2): Handanovic, Murillo, Miranda, Jesus, D’Ambrosio, Felipe Melo, Medel (11° st Ljajic), Kondogbia , Telles (28° st Perisic); Icardi (40° st Eder), Palacio. In panchina: Carrizo, Berni, Jovetic, Biabiany, Santon, Gnoukouri, Nagatomo, Manaj. Allenatore: Mancini.

Come se non fosse bastato aver cancellato l’illusione dello scudetto con la lunga rimonta che dura ormai da fine ottobre, la Juventus mette una riga, forse definitiva, sulle possibilità di terzo posto dell’Inter. Basta un lampo di Bonucci, innescato da un passaggio “suicida” di D’Ambrosio, per scardinare gli equilibri di una partita non bella, figlia di bianconeri ‘normali’ e della solita apatia nerazzurra. Nel finale, quando dovrebbe toccare all’Inter fare la partita, l’unico svarione di Miranda porta al bis di Alvaro Morata dal dischetto. Reazione della squadra di Mancini? Nessuna. Nonostante il tecnico aggiunga qualità, almeno teorica, con gli inserimenti di Ljajic e Perisic. Buffon rimane inoperoso per tutto il secondo tempo, almeno fino al 2-0, e nel primo viene chiamato in causa in rarissimi casi: un paio di interventi bastano per stabilire un nuovo record personale di imbattibilità.

La Juventus si aggiudica per 2-0 il derby d’Italia e mette al sicuro il primato. Bonucci, insormontabile in fase difensiva e autore del goal che ha sbloccato il risultato, incarna alla perfezione lo spirito di una squadra grintosa, di gran carattere, indomabile e, sopratutto, ancora affamata di successi. L’Inter, invece, si difende come può e fatica terribilmente a costruire occasioni da rete, distrazioni come quella che porta al vantaggio bianconero non sono ammissibili.

La prima occasione è della Juve che si affaccia in avanti e mette in pericolo gli avversari grazie all’ex Hernanes: sul tiro dalla distanza del brasiliano Handanovic vola a deviare con la punta delle dita la palla sulla traversa. Il pericolo subito impaurisce i nerazzurri che sbandano e, in balia dei campioni d’Italia, rischiano in altre due circostanze. Al 7′ Mandzukic approfitta del difettoso intervento in scivolata di Murillo e serve bene in mezzo Dybala, il cui tiro è murato da un provvidenziale Miranda. Due minuti più tardi il difensore colombiano si allunga in spaccata sul cross di Lichtsteiner, la palla rimane lì e Mandzukic, da ottima posizione, non trova la porta.

L’Inter rischia ma tiene e con il passare dei minuti la squadra di Mancini sale di tono, occupando meglio gli spazi sul terreno di gioco. Dopo l’anticipo decisivo di Alex Sandro su D’Ambrosio, pronto a colpire di testa sugli sviluppi di una punizione, è Icardi – forse mandato fuori tempo dal mancato intervento di Bonucci – a divorarsi la palla del vantaggio sull’ottimo invito di Palacio. Sul finire del primo tempo cresce di nuovo la Juve, pericolosa con uno schema ben orchestrato su palla inattiva, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0.

Al rientro dagli spogliatoi la gara si sblocca dopo appena due minuti, quando un errato disimpegno di D’Ambrosio si trasforma in un assist involontario per Bonucci che, inspiegabilmente solo sul secondo palo, trafigge l’incolpevole Handanovic con un destro carico di tutta la sua cattiveria agonistica. Il vantaggio della Juve mette a nudo in modo impietoso l’incapacità di sviluppare gioco da parte dell’Inter, ingolfata anche da un modulo non più adeguato a una squadra che deve rimontare. Mancini, pur in ritardo, cambia assetto ma quando i nerazzurri iniziano a guadagnare metri ed alzare il baricentro arriva il rigore che chiude la partita. Miranda interviene con eccessiva irruenza sul neo entrato Morata e Rocchi è oltremodo severo nell’indicare il dischetto, dal quale lo stesso spagnolo calcia con potenza e precisione.

Il poco orgoglio interista nel finale serve soltanto ad esaltare i riflessi di un Buffon che stabilisce il suo nuovo primato di imbattibilità (746 minuti). La Juve festeggia il 20esimo risultato utile consecutivo (19 vittorie e un solo pareggio) tra i confini nazionali, tra campionato e coppa Italia. Numeri capaci di far impallidire e mettere in soggezione qualsiasi avversario. L’Inter, viceversa, ha totalizzato soltanto nove punti nelle otto gare disputate nel girone di ritorno contro i 17 dell’andata: una frenata che pesa come una zavorra sulla classifica degli uomini di Mancini.

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GRAZIE RAGAZZI!

POCO DA DIRE..SE NON CHE SONO ORGOGLIOSA DELLA MIA JUVENTUS..

VI AMO E SONO SEMPRE AL VOSTRO FIANCO!

CHE SI VINCA O CHE SI PERDA SEMPRE FORZA JUVE E INTER MERDA!

Domani dobbiamo distruggerli .

SIAMO SUPERIORI DA SEMPRE..FACCIAMOCI VALERE!

IMMENSO BONUCCI E GRANDE SUPER GIGI..

FORZA RAGAZZI DAI!

AVANTI TUTTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!