LA JUVE CAPOLISTA SE NE VA..A +3

Postato il Aggiornato il

28 Febbraio 2016

Ventisettesima giornata di campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Inter: 2-0

FORMAZIONI UFFICIALI:

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (36° st Rugani), Lichtsteiner, Khedira (33° Sturaro), Hernanes, Pogba, Alex Sandro; Mandzukic, Dybala (36° st Morata). In panchina: Neto, Rubinho, Zaza, Cuadrado, Lemina, Padoin, Asamoah, Evra, Pereyra. Allenatore: Allegri.
INTER (3-5-2): Handanovic, Murillo, Miranda, Jesus, D’Ambrosio, Felipe Melo, Medel (11° st Ljajic), Kondogbia , Telles (28° st Perisic); Icardi (40° st Eder), Palacio. In panchina: Carrizo, Berni, Jovetic, Biabiany, Santon, Gnoukouri, Nagatomo, Manaj. Allenatore: Mancini.

Come se non fosse bastato aver cancellato l’illusione dello scudetto con la lunga rimonta che dura ormai da fine ottobre, la Juventus mette una riga, forse definitiva, sulle possibilità di terzo posto dell’Inter. Basta un lampo di Bonucci, innescato da un passaggio “suicida” di D’Ambrosio, per scardinare gli equilibri di una partita non bella, figlia di bianconeri ‘normali’ e della solita apatia nerazzurra. Nel finale, quando dovrebbe toccare all’Inter fare la partita, l’unico svarione di Miranda porta al bis di Alvaro Morata dal dischetto. Reazione della squadra di Mancini? Nessuna. Nonostante il tecnico aggiunga qualità, almeno teorica, con gli inserimenti di Ljajic e Perisic. Buffon rimane inoperoso per tutto il secondo tempo, almeno fino al 2-0, e nel primo viene chiamato in causa in rarissimi casi: un paio di interventi bastano per stabilire un nuovo record personale di imbattibilità.

La Juventus si aggiudica per 2-0 il derby d’Italia e mette al sicuro il primato. Bonucci, insormontabile in fase difensiva e autore del goal che ha sbloccato il risultato, incarna alla perfezione lo spirito di una squadra grintosa, di gran carattere, indomabile e, sopratutto, ancora affamata di successi. L’Inter, invece, si difende come può e fatica terribilmente a costruire occasioni da rete, distrazioni come quella che porta al vantaggio bianconero non sono ammissibili.

La prima occasione è della Juve che si affaccia in avanti e mette in pericolo gli avversari grazie all’ex Hernanes: sul tiro dalla distanza del brasiliano Handanovic vola a deviare con la punta delle dita la palla sulla traversa. Il pericolo subito impaurisce i nerazzurri che sbandano e, in balia dei campioni d’Italia, rischiano in altre due circostanze. Al 7′ Mandzukic approfitta del difettoso intervento in scivolata di Murillo e serve bene in mezzo Dybala, il cui tiro è murato da un provvidenziale Miranda. Due minuti più tardi il difensore colombiano si allunga in spaccata sul cross di Lichtsteiner, la palla rimane lì e Mandzukic, da ottima posizione, non trova la porta.

L’Inter rischia ma tiene e con il passare dei minuti la squadra di Mancini sale di tono, occupando meglio gli spazi sul terreno di gioco. Dopo l’anticipo decisivo di Alex Sandro su D’Ambrosio, pronto a colpire di testa sugli sviluppi di una punizione, è Icardi – forse mandato fuori tempo dal mancato intervento di Bonucci – a divorarsi la palla del vantaggio sull’ottimo invito di Palacio. Sul finire del primo tempo cresce di nuovo la Juve, pericolosa con uno schema ben orchestrato su palla inattiva, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0.

Al rientro dagli spogliatoi la gara si sblocca dopo appena due minuti, quando un errato disimpegno di D’Ambrosio si trasforma in un assist involontario per Bonucci che, inspiegabilmente solo sul secondo palo, trafigge l’incolpevole Handanovic con un destro carico di tutta la sua cattiveria agonistica. Il vantaggio della Juve mette a nudo in modo impietoso l’incapacità di sviluppare gioco da parte dell’Inter, ingolfata anche da un modulo non più adeguato a una squadra che deve rimontare. Mancini, pur in ritardo, cambia assetto ma quando i nerazzurri iniziano a guadagnare metri ed alzare il baricentro arriva il rigore che chiude la partita. Miranda interviene con eccessiva irruenza sul neo entrato Morata e Rocchi è oltremodo severo nell’indicare il dischetto, dal quale lo stesso spagnolo calcia con potenza e precisione.

Il poco orgoglio interista nel finale serve soltanto ad esaltare i riflessi di un Buffon che stabilisce il suo nuovo primato di imbattibilità (746 minuti). La Juve festeggia il 20esimo risultato utile consecutivo (19 vittorie e un solo pareggio) tra i confini nazionali, tra campionato e coppa Italia. Numeri capaci di far impallidire e mettere in soggezione qualsiasi avversario. L’Inter, viceversa, ha totalizzato soltanto nove punti nelle otto gare disputate nel girone di ritorno contro i 17 dell’andata: una frenata che pesa come una zavorra sulla classifica degli uomini di Mancini.

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GRAZIE RAGAZZI!

POCO DA DIRE..SE NON CHE SONO ORGOGLIOSA DELLA MIA JUVENTUS..

VI AMO E SONO SEMPRE AL VOSTRO FIANCO!

CHE SI VINCA O CHE SI PERDA SEMPRE FORZA JUVE E INTER MERDA!

Domani dobbiamo distruggerli .

SIAMO SUPERIORI DA SEMPRE..FACCIAMOCI VALERE!

IMMENSO BONUCCI E GRANDE SUPER GIGI..

FORZA RAGAZZI DAI!

AVANTI TUTTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

 

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