Mese: maggio 2016

COME NOI NESSUNO MAI! Unici. Leggendari. Storici!

Postato il Aggiornato il

21 Maggio 2016

Finale Coppa Italia:

MILAN-JUVENTUS: 0-1

Mai nessuno ha completato in Italia una “doppia doppietta”.

Gli aggettivi si sprecano per i bianconeri, che anche ieri sera hanno realizzato qualcosa di mai visto, in Italia. Campionato, Coppa, lo scorso anno e in questa stagione: due doppiette così non le aveva ancora messe a segno nessuno.

Se aggiungiamo la Supercoppa di agosto a Pechino, vi raccontiamo allora di una tripletta ancora più incredibile. Giunti a fine stagione, riviviamo allora per l’ultima volta con l’aiuto delle statistiche il match di ieri sera.

La Juve dei record non si ferma più: bissa per la seconda volta di fila, prima nella storia, l’accoppiata coppa-campionato, chiude la tripletta stagionale dopo la conquista in agosto della Supercoppa e si gode il 10° trofeo in 5 anni. Numeri mostruosi che rendono chiaro come, in questo momento, in Italia non ce ne sia per nessuno. La finale di Coppa Italia è terminata, curiosamente, come lo scorso anno. A punire la Lazio dodici mesi fa al supplementare fu Matri, da poco entrato, stavolta ha pensato Morata, al primo pallone toccato, a far svanire al 110′ i sogni di un ottimo Milan.

I rossoneri per il terzo anno di fila, così, restano fuori dalle coppe e fanno felice il Sassuolo che, invece, festeggia una notte storica visto che per la prima volta metterà piede in Europa League.

La Juve porta a casa l’11/a Coppa Italia al termine di una delle prove meno brillanti della stagione. E questo è un ulteriore segno di forza. Incapace di reagire a una partenza molle per una serata di scarsa vena dei suoi centrocampisti, ha saputo soffrire ed è venuta fuori alla distanza puntando, ancora una volta, sul grande carattere. Al di là della prodezza di Morata, infatti, gran parte del merito della vittoria va attribuito alla difesa che, sorretta dai soliti giganteschi Chiellini e Barzagli, ha finito per dare alla squadra la forza necessaria per andare ad alzare l’ennesimo trofeo.

La Juventus è la prima squadra a vincere sia campionato che Coppa Italia per due anni di fila.

Ha partecipato a 16 finali di Coppa Italia, vincendo in 11 occasioni. Il Milan invece ha vinto solo cinque delle 11 finali di Coppa Italia disputate finora, l’ultima nel 2003 contro la Roma.

Quanto alla sfida di ieri, allunga la striscia di partite vinte contro il Milan in tutte le competizioni, nove: la più lunga per i bianconeri contro i rossoneri.

Prima di stasera, anche l’ultimo confronto tra Milan e Juve in Coppa Italia era andato ai supplementari, ed era stato deciso grazie a un gol nel finale di gara di Mirko Vucinic (stagione 2012/13).

Era dal 18 maggio 2000 che la finale di Coppa Italia non terminava 0-0 nei primi 90 minuti (Inter-Lazio, ma in quell’occasione il pareggio fu sufficiente per i biancocelesti, che avevano vinto la gara d’andata per 2-1).

Questa è quindi la prima finale finita 0-0 al 90º da quando è stata reintrodotta la partita secca. La precedente finale secca terminata 0-0 al 90° era stata Roma-Torino nel 1980.

Con Bonucci squalificato e, stanti gli infortuni di Marchisio e Khedira, Allegri ha inserito Rugani in difesa e ha dato una chance dal 1′ a Lemina a centrocampo, preferendolo a Pereyra e Sturaro. Tra i pali, infine, ha confermato il portiere di coppa Neto, lasciando Buffon in panchina. Sul fronte opposto Brocchi ha deciso di cambiare, dopo la deludente prestazione con la Roma. Ha cambiato modulo, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3, e ha rilanciato Calabria, Zapata, Montolivo, Poli e Bonaventura, bocciando Alex, Mexes, Locatelli, Bertolacci e Balotelli.

Il Milan è sembrato trasformato rispetto a una settimana fa. E’ partito col piglio giusto, ha preso il comando delle operazioni e ha sorpreso una Juve eccessivamente compassata. I rossoneri hanno rischiato solo in avvio, quando Rocchi ha preferito sorvolare su un intervento in area da dietro di Calabria su Pogba, apparso meritevole del rigore, ma poi si è creato quattro buone opportunità per passare, non concretizzate da Bonaventura (2), De Sciglio e Poli. La Juve menomata in fase di impostazione dall’assenza di Bonucci non ha avuto da Lemina, Hernanes e Pogba il dovuto apporto in fase mediana. E il risultato, inatteso, è stato che in 45′ non ha prodotto alcun tiro in porta.

Nella ripresa il Milan ha insistito e ha chiamato in causa in un altro paio di circostanze Neto con due conclusioni da fuori di De Sciglio. Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e ha cambiato gli interpreti sulle fasce: fuori Evra e Lichtsteiner, dentro Alex Sandro e Cuadrado. La Juve, d’incanto, ha alzato il baricentro e per la prima volta ha prodotto un mezzo pericolo con un cross di Pogba, deviato pericolosamente sul primo palo con un piede da Zapata: Donnarumma non è fatto sorprendere e ha respinto.

I bianconeri hanno insistito ma per rendersi nuovamente pericolosi hanno dovuto attendere addirittura il primo tempo supplementare quando Pogba, smarcato al limite da Mandzukic, ha costretto Donnarumma a un plastico volo sulla destra per evitare il gol (103′). Il Milan, mai remissivo, non è rimasto a guardare e subito dopo (105′) ha replicato con una rovesciata di Bacca di poco alta.

Allegri si è giocato l’ultima carta inserendo Morata e lo spagnolo, forse alla sua ultima partita in bianconero, lo ha ripagato con un gol d’autore alla prima palla utile: si è fatto trovare pronto su un cross dalla destra di Cuadrado e lo ha girato nell’angolo con un bel destro di controbalzo. Il Milan si è gettato disperatamente in avanti e, all’ultimo secondo, ha sfiorato il pari con un altro subentrato, José Mauri, che ha mandato a fil di palo un destro dal limite.

FORMAZIONI UFFICIALI

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Poli (39′ st Niang), Montolivo (3′ sts Josè Mauri) , Kucka (5′ sts Balotelli), Honda, Bacca, Bonaventura.  (1 Diego Lopez, 32 Abbiati, 33 Alex, 5 Mexes, 91 Bertolacci, 73 Locatelli, 72 Boateng, 9 Luiz Adriano). All. Brocchi

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner (30′ st Cuadrado), Lemina, Hernanes (3′ sts Morata), Pogba, Evra (16′ st Alex Sandro) Dybala, Mandzukic. (1 Buffon, 34 Rubinho, 20 Padoin, 33 Evra, 27 Sturaro,22 Asamoah, 37 Pereyra, 7 Zaza). All. Allegri

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Una pioggia di coriandoli tricolori avvolge i nostri eroi, che si passano la coppa e la baciano, perché l’impresa di vincere per due anni consecutivi campionato e coppa nazionale non era mai riuscita a nessuno ancora e loro sanno che hanno fatto fatto la storia!

GRAZIE RAGAZZI!

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FESTAAAAA!

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I più agili si arrampicano come scimmie sulla traversa della porta sotto la curva nord.

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Altri si avventurano a mostrare la coppa, bellissima, sotto la tribuna juventina, tra il tripudio generale.

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Piano piano ad uno ad uno i nostri eroi ritornano negli spogliatoi.

Chi rimane in campo e si scatena è invece il trio delle meraviglie Dybala, Bonucci, Pogba, che rimarranno fino a mezzanotte a festeggiare con i propri tifosi.

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Il polpo Paul addirittura si mette a ballare sulle note del classico “Non si vende Pogba!” Ormai è uno di noi, non ci abbandonerà per nessun motivo. Ti adoro troppo Paul! ❤

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I tre sono scatenati, non pensano minimamente ad infilarsi sotto la doccia calda, vogliono festeggiare con noi, si divertono e vanno ad esternare la propria gioia persino alle telecamere della Rai.

Sono 3 pazzi ahahahah mi fanno morire dal ridere li adoro troppo!

Ormai a mezzanotte, la festa finisce,ma non per NOI..per NOI continua ancora!

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Meritiamo di festeggiare i nostri eroi…la nostra Juventus leggendaria!

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Due ospiti importanti della serata che facevano il tifo per noi: IL NOSTRO CAPITANO  e “IL GLADIATORE” Russell Crowe

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Siete il mio orgoglio, la mia gioia ragazzi!

VI AMO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

PENTACAMPIONI D’ITALIA! GRAZIE JUVE MIA!

Postato il

14 Maggio 2016

Trentottesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Juventus-Sampdoria: 5-0

La Juve supera anche la Samp, chiude il campionato a 91 punti e alza per la quinta volta consecutiva Coppa di Campione d’Italia

Nell’ultima Giornata di Campionato la Juventus travolge la Samp 5-0: segnano Evra, Dybala (doppietta), Chiellini e Bonucci.

I campioni d’Italia festeggiano infliggendo cinque gol ai liguri. Nel primo tempo vantaggio di Evra. Poi Skriniar causa rigore su Mandzukic e viene espulso. Dybala realizza e poco dopo fa doppietta. Nella ripresa in rete anche Chiellini e Bonucci.

Cinque gol come i cinque scudetti di fila: la Juventus sceglie il modo migliore per festeggiare il tricolore allo Stadium con i propri tifosi. Prima della consegna della Coppa dello scudetto c’è stato lo spettacolo in campo con la nuova maglia, quella che la Signora indosserà nella prossima stagione (2016/2017): prima Evra, doppietta di Dybala e poi anche Chiellini e Bonucci. Allegri può essere soddisfatto: dopo la sconfitta di Verona, la Juve ha risposto molto bene sul campo. Tutti segnali positivi per la finale dell’Olimpico contro il Milan, che si giocherà il 21 Maggio.

«Hi5story», l’hashtag diventato celebre dopo il quinto scudetto consecutivo vinto dalla Juventus, e una gigantesca coreografia che recita «Poche squadre sono entrate nella storia, solo una è leggenda». Sono le gigantesche scritte srotolate nella curva sud dello «Stadium» prima dell’ultima giornata di campionato e della partita con la Sampdoria, passerella e festa dei bianconeri campioni d’Italia. Sventolato anche un enorme bandierone con gli scudetti del quinquennio degli anni.

Allegri schiera il 3-5-2 con Dybala e Mandzukic in attacco. In porta confermato Neto con davanti Barzagli (al centro della difesa in previsione Coppa Italia: con Bonucci squalificato sarà lui a prendere il suo posto), Bonucci e Chiellini (di nuovo titolare dopo tanto tempo). Esterni sono Lichtsteiner ed Evra con Pogba, Hernanes e Pereyra a centrocampo. Montella risponde col 3-4-2-1 con Quagliarella punta unica supportato da Alvarez e Correa. Tra i pali c’è l’esordio in A di Brignoli con una difesa composta da Diakité, Silvestre e Skriniar. Gli ospiti iniziano bene e dopo una manciata di secondi Alvarez impegna da fuori Neto. Ma è un fuoco di paglia perché al 5′ la Juventus passa in vantaggio: punizione dalla sinistra di Dybala e sul secondo palo colpo di testa in tuffo di Evra che trafigge Brignoli.

La Juventus dopo il vantaggio non si ferma. Al minuto 14 Mandzukic è solo in area e Skriniar è costretto al fallo. Espulsione per il giovane difensore bluerchiato e calcio di rigore concesso da Gavillucci. Sul dischetto ci va Dybala che non sbaglia. L’argentino non è pago e al 21′ impegna da fuori Brignoli. Al 28′ grandissima azione di Hernanes che poi lancia Dybala che fa secco Silvestre al limite dell’area, quindi si accentra e conclude col sinistro. Brignoli è bravo a deviare in angolo. Alla mezz’ora altro assist di classe di Dybala stavolta per Lichtsteiner che di testa prende la traversa. Anche Mandzukic vuole il gol come quando dal fondo si accentra in area e conclude col destro trovando però la deviazione di un difensore. Dybala è scatenato e in un minuto prima salta con due magie Sala e Barreto per concludere out. Qualche secondo dopo prende palla al limite su assist di Hernanes e col sinistro fa inganna il portiere sul primo palo. Il tempo finisce con la traversa scheggiata da lontano da Pogba.

Il secondo tempo è una pura formalità. La Juventus, in vantaggio per 3-0, gestisce come meglio crede la palla e i ritmi senza che la Sampdoria possa fare nulla o opporre resistenza. I valori in campo sono quelli che sono e l’inferiorità numerica non aiuta di certo i blucerchiati. Chiellini cerca il gol personale e al 7′ ci va vicinissimo quando Evra lo smarca in area, ma Brignoli salva i suoi. Iniziano i cambi e Montella inserisce il fischiatissimo Ranocchia al posto di Sala, mentre Allegri cambia Pereyra con Sturaro e poi concede la standing ovation a Dybala facendo entrare Morata. Poco dopo applausi anche per Mandzukic che lascia il posto a Zaza.

Chiellini il goal lo trova al minuto 32: angolo Juve, esce Brignoli che rinvia la palla al limite dove arriva in corsa Chiellini che realizza al volo con un bolide di sinistro sotto gli incroci, festeggiando nel migliore dei modi le sue 400 presenze con la maglia della Juventus. Al 38′ raro break ligure con Alvarez che cerca il gol direttamente dal corner, ma Neto è attento e respinge. Al 40′ pokerissimo bianconero: altro corner, colpo di testa di Morata e zampata di Bonucci sottoporta. La festa bianconera può cominciare, ma senza esagerare perché tra pochi giorni c’è un altro fondamentale appuntamento: la finale di Coppa Italia contro il Milan.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus (3-5-2): Neto, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner, Pereyra  (21′ st Sturaro), Hernanes, Pogba, Evra, Dybala (23′ st Morata), Mandzukic (30′ st Zaza). (1 Buffon 34 Rubinho 16 Cuadrado 18 Lemina 20 Padoin 22 Asamoah 24 Rugani 27). All.: Allegri.
Sampdoria (3-4-2-1): Brignoli, Diakitè, Silvestre, Skriniar, Sala (10′ st Ranocchia), Krsticic, Barreto, Dodò, Correa (30′ st Soriano), Alvarez, Quagliarella (41′ st Ponce). (1 Puggioni 5 Cassani 9 Rodriguez 13 Pereira 17 Palombo 24 Muriel 28 Calò 29 De Silvestri). All.: Montella.

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Record, primati di squadra e personali, vittorie e, soprattutto, una cavalcata straordinaria: ecco perché We Made Hi5tory

Uno Scudetto del genere non si era forse mai visto. Mettete insieme questi ingredienti e capirete il perché: una squadra completamente rinnovata, un avvio complicato, una cavalcata pazzesca. Aggiungete che quello che abbiamo appena vinto è uno Scudetto indimenticabile, perché completa il secondo Quinquennio della storia bianconera, e capirete perché i nostri ragazzi hanno scritto una pagina di storia. Anzi, diciamolo pure: di leggenda.

Perché questo scudetto è così incredibile?

Perché nessuna squadra nella storia della Serie A ha vinto lo Scudetto dopo aver raccolto un solo punto nelle prime 3 partite giocate, e dopo averne raccolti 12 dopo 10 giornate di campionato. Inoltre, solo due squadre avevano vinto in passato il Tricolore dopo aver perso la prima giornata di campionato: il Toro, nelle stagioni 42/43, 75/76 e proprio la Juve, durante il primo Quinquennio (1932/33) e poi nel 1974/75. Infine, da segnalare che la Juventus è la prima squadra dell’ultimo decennio in Serie A a vincere il campionato senza essere stata campione d’inverno.

RECORD DI SQUADRA:

Un secondo punto: i record messi a segno dalla Signora in questa stagione.
La Juve non ha subito gol per 10 gare consecutive di campionato (mai nessuno ci era riuscito in Serie A), inoltre, ha ottenuto 72 punti sui 75 nelle ultime 25 giornate, record di punti in Serie A, prendendo in esame questo intervallo di partite. Con la sfida contro la Lazio, i bianconeri hanno anche stabilito il loro record di partite interne consecutive senza subire gol: quello precedente era di otto, adesso siamo a nove e ci sono ancora due sfide allo Stadium da giocare. Infine i bianconeri hanno stabilito negli scorsi mesi il loro record di vittorie consecutive in una singola stagione, 15.

RECORD PERSONALI:

Ci sono i record di squadra, e quelli personali: analizziamoli.

Paul Pogba ha messo a referto il suo record di assist in carriera in un campionato (11) ed eguagliato quello di gol in campionato (8); inoltre il francese mai ha tirato così tanto verso la porta (114 volte) e nello specchio (36) in una stagione.

Primati personali anche per Paulo Dybala: la Joya ha messo a segno 16 reti, mai così tante in Europa, e soprattutto ha contribuito a creare ben 69 occasioni da rete.

Se ci soffermiamo sugli assist, non vanno dimenticati i sei di Morata e i tre di Alex Sandro: per lo spagnolo e il brasiliano si tratta di record personale (per Alex Sandro ci riferiamo a campionati europei).

 

 

Parlando di record personali, non possiamo che alzarci in piedi ancora una volta e celebrare il primato di Gianluigi Buffon, che rimanendo imbattuto per 973 minuti in questo campionato ha stabilito il record per un portiere in Serie A. E se non vi basta, aggiungiamo una chicca extra campionato: Gigi ha disputato la sua gara numero 90 in Champions League in maglia bianconera, diventando il bianconero più presente di tutti. Una leggenda vera. IMMENSO IL NOSTRO SUPERMAN!

 

E con questo sono nove, tutti vinti con la stessa maglia. Non c’era mai riuscito nessuno e, a ben vedere, non avrebbe potuto farcela nessun altro. Perché Gigi Buffon è il portiere più forte di tutti i tempi. Punto. E non serviva questo scudetto per certificarlo, al limite ne è un’ulteriore conferma. Il peso che ha avuto Gigi nella vittoria è enorme e non solo per il record di imbattibilità in campionato, portato a 973 minuti, o per aver tenuto la porta inviolata in casa in tutto il 2016.

L’importanza del capitano è stata assoluta in campo, ma anche nello spogliatoio. È stato lui a presentarsi davanti ai microfoni dopo la sconfitta con il Sassuolo, quando sembrava che il campionato per la Juve fosse già finito a ottobre. Ha parlato da leader, da guida, da punto di riferimento. Poi, per far seguire i fatti alle parole, ha deciso che gli avversari avevano già segnato abbastanza e ha tirato giù la saracinesca. Sarà un caso, ma da quel momento la Juve non si è più fermata. E quel rigore parato a Firenze è il suo sigillo sul trionfo.

 

IL MISTER

Massimiliano Allegri ha vinto il suo terzo Scudetto da allenatore in A: entra così nella top 10 dei tecnici più scudettati dopo Trapattoni (7), Capello e Lippi (5), Carcano e Felsner (4) e al pari di Conte (3), Garbutt (3), Herrera (3), Mancini (3), Weisz (3). Inoltre, Allegri è il settimo allenatore della Juventus a vincere due scudetti consecutivi dopo Trapattoni, Lippi, Carcano, Conte, il binomio Cesarini-Parola e Vycpalek.

 MA NON E’ FINITA QUI…

Abbiamo vinto lo Scudetto, ma c’è la Coppa Italia ancora da giocare.

E ANCORA..

Partita con più gol e con maggiore scarto: Udinese-Juventus 0-4, Chievo-Juventus 0-4 e Juventus-Palermo 4-0.

Partita con più tiri da parte dei bianconeri: Juventus-Frosinone (36 per i bianconeri)

Partita con più tiri nello specchio: Chievo-Juventus e Atalanta-Juventus (10)

Partita con maggior possesso palla: Juventus-Atalanta (69,6%)

Partita con meno tiri subiti: Juventus-Bologna (2)

Partite con meno tiri subiti nello specchio: Frosinone-Juventus, Palermo-Juventus, Juventus-Atalanta e Genoa-Juventus (tutte a 0). A proposito: questo è un altro primato in campionato (i quattro match senza subire tiri), condiviso con Napoli e Fiorentina

Partita con più passaggi effettuati: Chievo-Juventus (725)

Partita con più cross su azione: Juventus-Udinese (34)

Partita con più dribbling riusciti: Juventus-Frosinone (28)

SCUDETTO

Sono le imprese impossibili quelle che ridefiniscono i limiti dello sport. Sono le vittorie imprevedibili, quelle cui nessuno credeva e che magari coronano una strepitosa rimonta, quelle che entrano nella leggenda. Nel calcio italiano, vincere cinque scudetti di fila è ciò che proietta un gruppo di eroi direttamente nella storia.

Il nostro quinto scudetto consecutivo è il più importante e bello di tutti.

Perché risalire la china e vedere sfilare i propri avversari uno dopo l’altro alle proprie spalle, prima di potersi lasciare andare ad un urlo liberatorio, è la sensazione per cui vive e suda ogni sportivo. Perché sentire gli applausi degli increduli è il suono più dolce. Perché ribaltare ogni pronostico è semplicemente splendido ed è il destino di ogni vincente.

Testa bassa e pedalare, si diceva una volta, prendendo a prestito quella metafora ciclistica tanto cara al mister, che spesso ha parlato di una corsa a cronometro della Juve contro se stessa. Già perché quest’anno i veri avversari erano i nostri limiti. Questa volta non siamo stati padroni della classifica dalla prima all’ultima giornata. Lo ricorderete: la testa della classifica ad un certo punto, era lontana, rarefatta, sfocata. Pareva irraggiungibile.

È in quel momento che un rivale ha iniziato a valere l’altro. Sotto a chi tocca, siamo qui per sfidare noi stessi e solo noi stessi. Giornata dopo giornata, domenica dopo domenica. Non provate a distrarci, non parlateci di avversari, non diteci di guardare più in là della prossima partita: siamo attenti solo al battito del nostro cuore, al respiro della nostra corsa.

Un’impresa come la nostra non si ripeterà facilmente.

Abbiamo eguagliato le gesta di una delle squadre più forti di sempre, abbiamo vissuto un secondo Quinquennio d’Oro, 81 anni dopo. Sul campo, nella storia, solo quella Juve (1930-35) ed Grande Torino (1942-1949) erano riusciti ad essere così grandi.

Cinque scudetti, uno di fila all’altro. I cicli vincenti non nascono per caso, ma si alimentano del lavoro, della caparbietà e della lungimiranza di chi ha il coraggio di non accontentarsi.

Nelle ultime cinque stagioni abbiamo vinto in modi diversi. Sì, ora possiamo dirlo, anche in rimonta. La prima volta abbiamo trionfato con slancio e ardore, contro ogni pronostico. Nella nostra nuova casa. Imbattuti.
Ci è stato chiesto di riconfermarci, per vedere se era solo una chimera. Non lo era.
Tanto per fare chiarezza, lo abbiamo ribadito anche l’anno successivo, calpestando ogni possibile primato.

Poi abbiamo cambiato la guida tecnica. E abbiamo vinto ancora, consapevoli di essere comunque i più forti.

Quest’anno abbiamo rimescolato nuovamente le carte in tavola, perché la sorte sorride solo agli audaci, e ci siamo rimessi in discussione. È servito solo un po’ di tempo, neanche molto a bene vedere, perché chi conosceva la Juve per la prima volta imparasse cosa significa farne parte.

E quando è accaduto, siamo ripartiti. Abbiamo superato ogni avversario con la fame e l’orgoglio di chi vuol far ricredere tutti. Tutti uniti.. tutti insieme! Un gruppo sempre più solido e con la mentalità vincente che ha da sempre caratterizzato la nostra squadra! E abbiamo dominato di nuovo.

Lo abbiamo fatto vincendo a raffica, in maniera clamorosa, ottenendo 73 punti sui 75 a disposizione nelle ultime 25 giornate. Un record. Lo abbiamo fatto anche grazie a quei terribili ‘vecchietti’ che sono l’asse portante di questo straordinario gruppo. Otto, tra loro, hanno vinto cinque scudetti di fila: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Chiellini,Marchisio, Lichtsteiner, Padoin.

Siamo tornati a vincere ripartendo dalle basi, dalla difesa, blindata a doppia mandata: basti pensare che nel 2016 Buffon, l’uomo più imbattibile della storia del calcio italiano con 973 minuti, non ha mai subito gol in casa. Siamo rimasti senza subire reti per 10 gare consecutive di campionato, stabilendo un altro primato. Fondamenta solide, su cui poter costruire un’impalcatura di gioco e gol diretta magistralmente da centrocampo e ornata dalle reti di un fenomenale reparto offensivo, fatto di classe, carisma, imprevedibilità e ardore.

Nessuna squadra nella storia della Serie A ha vinto lo Scudetto dopo aver raccolto un solo punto nelle prime 3 partite giocate, dicevano. Nessuna squadra ha mai vinto lo Scudetto dopo aver raccolto 12 punti (o meno) dopo 10 giornate di campionato, dicevano. Nell’ultimo decennio nessuna squadra ha vinto il campionato senza esser stata campione d’inverno, dicevano.

Oggi, col sorriso, siamo noi che diciamo #Tanti5aluti. Mai dare per spacciata una squadra che da sempre si batte #FinoAllaFine. Che preso un coro, ne ha fatto un motto e poi una ragione d’essere. Mai dare per spacciata la Juve.

CARD-MANO

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GRAZIE RAGAZZI!!!!!!

UN FINALE DA RECORD:

La Juventus ha chiuso la stagione con 91 punti in campionato: nella sua storia in un campionato a 20 squadre ha fatto meglio solo nel 2013/14 (102) e in generale solo l’Inter 2006/07 (97).

Abbiamo vinto le ultime 16 gare interne di campionato e non abbiamo subito gol nelle 11 più recenti.

Inoltre, a campionato terminato, si può dire che la Juventus ha eguagliato altri due record: i soli 20 gol subiti in un campionato a 20 squadre (Juventus 2011/12), i 22 clean sheet in un singolo campionato di Serie A della Juventus 2013/14 e del Milan 1993/94.

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 QUANTO SIETE BELLI!

SIETE LA MIA FELICITA’…IL MIO UNICO GRANDE AMORE!

JUVEEEE STORIA DI UN GRANDE AMOREEEEEE

Sono fiera di voi..ci ho sempre creduto anche quando nessuno lo faceva, ho sempre saputo che ce l’avremmo fatta, noi siamo destinati a vincere è nel nostro DNA.

GRAZIE RAGAZZI CHE AVETE RIPAGATO LA MIA FIDUCIA.

ECCO LA JUVE NELLA STAGIONE 2015/2016:

-38 PARTITE GIOCATE

-29 VITTORIE

-4 PAREGGI

-5 PERSE

CAMPIONI D’ITALIA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Una brutta Juve sconfitta dal Verona..

Postato il

8 Maggio 2016

Trentasettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Verona-Juventus:2-1

Il Verona batte 2-1 la Juventus e ferma una striscia bianconera di 26 gare senza sconfitte (l’ultimo ko il 28 ottobre per 1-0 contro il Sassuolo). Nel giorno dell’addio al calcio, Luca Toni prima prende un palo e poi sblocca la gara con un pregevole cucchiaio su calcio di rigore (43′), concesso per un fallo di Alex Sandro su Pisano. Nella ripresa Viviani (10′) trova il raddoppio. Al 49′ rigore di Dybala.

L’Hellas è già retrocesso e la Juve è già campione d’Italia, ma al Bentegodi è comunque una serata di grandi emozioni per l’ultimo match da professionista di Luca Toni, 305 gol con i club, 16 con la Nazionale con cui si è laureato campione del mondo nel 2006. Prima del fischio d’inizio il presidente Setti ha premiato il bomber, ricoperto di applausi dai tifosi e dai calciatori della Juve. L’attaccante è l’unica punta del 4-2-3-1 di Delneri. La formazione ad Allegri questa volta gliela fa il Giudice Sportivo, con le squalifiche di Hernanes, Pogba, Mandzukic e Lichtsteiner, che si aggiungono agli infortunati Caceres, Marchisio, Morata e Khedira. In porta c’è Neto, in attacco l’inedita coppia Zaza-Dybala. Si rivede in panchina (per la gioia di noi tifosi) Chiellini.

Non si notano quasi i 63 punti di differenza tra le due squadre, d’altronde la differenza di motivazioni è abissale: il Verona vuole chiudere dando una soddisfazione al proprio pubblico in una stagione nera, mentre i bianconeri hanno la testa alla finale di Coppa Italia contro il Milan. Dunque da una parte c’è la squadra di Delneri grintosa e aggressiva, dall’altra una molle e troppo spensierata.

Il primo tiro in porta ha la firma di Viviani, una telefonata centrale per Neto al 28′. Le emozioni, non troppe, si concentrano tutte nel finale. Toni prende il palo al 38′, poi Dybala lascia sul posto Helander, s’invola verso Gollini ma calcia a fil di palo. La grande chance dei bianconeri dopo un duetto Zaza-Dybala, l’unico di un primo tempo sotto ritmo e sottotono. Un minuto dopo Alex Sandro non frena l’irruenza su Pisano: per Maresca è rigore. Dal dischetto Toni supera Neto scegliendo di calciare con il ‘cucchiaio’: l’ultimo capitolo romantico di una carriera ricca di gol.

Dopo l’intervallo è sempre il Verona a giocare meglio e a spingere sulle fasce. Al 9′ arriva il doppio: nasce tutto da un contropiede gestito da Ionita, che offre un assist d’oro a Viviani, freddo a battere Neto sotto all’incrocio. Allegri allora si gioca le carte Pereyra, Padoin e Chiellini (al rientro dopo un mese di stop), ma è ancora l’Hellas a sfiorare il tris, prima con Siligardi e poi con il neo entrato Romulo. Helander e Bianchetti non concedono nulla a Zaza e Dybala.

Al 40′ Delneri regala la passerella a Luca Toni, che si congeda dal calcio con il gol numero 157 in Serie A, il 306 con le maglie di club. Il momento più emozionante insieme al saluto di tifosi e compagni al triplice fischio di Maresca.  Nel recupero Alex Sandro si fa cacciare, rimediando il secondo giallo e all’ultimo dei 3 minuti di recupero arriva l’unico errore della serata di Helander, che spinge in area Zaza. Rigore anche qui netto, che Dybala trasforma spiazzando Gollini.Il gol su rigore di Dybala all’ultimo secondo è buono solo per le statistiche, visto che la Joya ha eguagliato il connazionale Tevez, che al primo anno in bianconero aveva segnato 21 gol. Maresca fischia la fine e Luca Toni, durante il giro di campo per ricevere gli applausi del suo pubblico, non trattiene le lacrime. Serata magica, ma al tempo stesso malinconica per lui e per il Verona, che dovrà ripartire dalla serie B. Sconfitta indolore per la Juventus, già con la testa alla finale di Coppa Italia del 21 maggio contro il Milan.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

VERONA (4-2-3-1): Gollini,  Bianchetti, Helander, Pisano, Emanuelsson, Marrone (35’st Greco), Ionita,  Wszolek, Viviani, Siligardi (20’st Romulo); Toni  (40’st Gomez). In panchina: Coppola, Marcone, Samir, Jankovic, Gilberto, Furman, Moras, Checchin. Allenatore: Delneri.
JUVENTUS (3-5-2): Neto, Barzagli (27’st Chiellini), Bonucci, Rugani, Cuadrado, Sturaro (17’st Pereyra), Lemina, Asamoah (26’st Padoin), Alex Sandro, Dybala, Zaza. In
panchina: Rubinho, Audero, Evra, Cassata, Favilli. Allenatore: Allegri.

NON SIAMO ABITUATI A PERDERE..SIAMO JUVENTINI!

NON DOBBIAMO NEMMENO ABITUARCI PERCHE’ VINCERE E’ NEL NOSTRO DNA.

Primo e ultimo passo falso ragazzi!

Concentrati che la Coppa Italia è vicina

SEMPRE AL VOSTRO FIANCO..

AVANTI TUTTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE SPIETATA..UN’ALTRA VITTORIA!

Postato il

1 Maggio 2016

Trentaseiesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

JUVENTUS-CARPI:2-0

La Juventus non fa sconti a nessuno e contro il Carpi conquista la quindicesima vittoria consecutiva, la venticinquesima nelle ultime ventisei gare. I bianconeri non disputano una grande partita allo Stadium, ma con un gol per tempo di Hernanes e di Zaza, piegano la resistenza degli emiliani, autori comunque di un match dignitoso.

Allegri nel suo 3-5-2 schiera Rugani, Bonucci ed Evra in difesa con Cuadrado e Alex Sandro esterni. In attacco Mandzukic e Morata. Castori risponde col 3-5-1-1 che è più un 5-3-1-1 con Verdi che supporta la punta avanzata Mbakogu. Esterni sono Gagliolo e Sabelli.

Il Carpi si chiude dietro non concedendo spazi a una Juventus comunque meno precisa dal solito. Le occasioni sono poche. Al 6′ gran lancio di 60 metri di Bonucci e tiro al volo in area di Pogba che Belec respinge. Al quarto d’ora perfetto cross dalla sinistra di Alex Sandro con colpo di testa di Morata: pallone di poco sul fondo. Il Carpi ha l’unica chance con Verdi che al 21′, servito da Crimi, impegna Buffon con un destro incrociato. Sul corner seguente deviazione doppia di Mbakogu e Suagher ma sfera out.

Manduzkic fa il solito prezioso lavoro sporco anche se oggi il croato appare più nervoso del solito rimediando anche una ammonizione per proteste. L’attaccante bianconero ha una sola occasione di testa alla mezz’ora ma non trova la porta. Porta che invece pesca Hernanes al 42′ quando colpisce al volo di destro su un assist di Asamoah e con la complicità di Belec realizza il primo gol in bianconero in campionato.

A inizio secondo tempo Morata, toccato duro da Romagnoli in avvio di match, lascia il posto a Zaza. Il Carpi deve pareggiare e disputa una prima parte di ripresa discreta con la Juventus invece che non riesce più a imbastire azioni offensive. Dopo 4′ Sabelli ci prova dal limite ma prima trova Alex Sandro e poi conclude sul fondo. Castori verso il ventesimo decide che è giunto il momento di Lasagna: esce Martinho. Alla mezz’ora gran tiro di Porcari appena entrato in campo al posto di Crimi: un destro che dà alla palla un grande effetto lasciando Buffon immobile. Ma pallone sul fondo.

Al minuto 34 si rivede la Juventus in attacco: traversone di Lichtsteiner e Mandzukic sfiora di testa anticipando anche Bonucci, ma palla sul fondo. Passa un minuto e la Juventus la chiude: cross dalla destra di Pogba e Zaza anticipa di testa Romagnoli insaccando alla destra di Belec.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus (3-5-2): Buffon, Rugani, Bonucci, Evra, Cuadrado (dal 29′ s.t. Lichtsteiner), Pogba, Hernanes, Asamoah (dal 40′ s.t. Sturaro), Alex Sandro, Mandzukic, Morata  (dal 1′ s.t. Zaza). (Rubinho, Audero, Barzagli, Padoin, Lemina, Khedira, Pereyra, Dybala). All. Allegri
Carpi (5-3-1-1): ) Belec, Sabelli, Zaccardo, S. Romagnoli, Suagher, Gagliolo,  Crimi (dal 29′ s.t. Porcari), Cofie, Martinho (dal 20′ s.t. Lasagna), Verdi (dal 39′ s.t. De Guzman), Mbakogu. (Colombi, Poli, Letizia, Daprelà, Pasciuti, Di Gaudio, Mancosu, Franchini). All. Castori

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Non una grandissima Juve, ma abbiamo vinto, ancora una volta!

VINCERE NON E’ IMPORTANTE..E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!

GRAZIE RAGAZZI!

Questa maglia ha sempre fame…ONORATELA SEMPRE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!