Mese: maggio 2016

COME NOI NESSUNO MAI! Unici. Leggendari. Storici!

Postato il Aggiornato il

21 Maggio 2016

Finale Coppa Italia:

MILAN-JUVENTUS: 0-1

Mai nessuno ha completato in Italia una “doppia doppietta”.

Gli aggettivi si sprecano per i bianconeri, che anche ieri sera hanno realizzato qualcosa di mai visto, in Italia. Campionato, Coppa, lo scorso anno e in questa stagione: due doppiette così non le aveva ancora messe a segno nessuno.

Se aggiungiamo la Supercoppa di agosto a Pechino, vi raccontiamo allora di una tripletta ancora più incredibile. Giunti a fine stagione, riviviamo allora per l’ultima volta con l’aiuto delle statistiche il match di ieri sera.

La Juve dei record non si ferma più: bissa per la seconda volta di fila, prima nella storia, l’accoppiata coppa-campionato, chiude la tripletta stagionale dopo la conquista in agosto della Supercoppa e si gode il 10° trofeo in 5 anni. Numeri mostruosi che rendono chiaro come, in questo momento, in Italia non ce ne sia per nessuno. La finale di Coppa Italia è terminata, curiosamente, come lo scorso anno. A punire la Lazio dodici mesi fa al supplementare fu Matri, da poco entrato, stavolta ha pensato Morata, al primo pallone toccato, a far svanire al 110′ i sogni di un ottimo Milan.

I rossoneri per il terzo anno di fila, così, restano fuori dalle coppe e fanno felice il Sassuolo che, invece, festeggia una notte storica visto che per la prima volta metterà piede in Europa League.

La Juve porta a casa l’11/a Coppa Italia al termine di una delle prove meno brillanti della stagione. E questo è un ulteriore segno di forza. Incapace di reagire a una partenza molle per una serata di scarsa vena dei suoi centrocampisti, ha saputo soffrire ed è venuta fuori alla distanza puntando, ancora una volta, sul grande carattere. Al di là della prodezza di Morata, infatti, gran parte del merito della vittoria va attribuito alla difesa che, sorretta dai soliti giganteschi Chiellini e Barzagli, ha finito per dare alla squadra la forza necessaria per andare ad alzare l’ennesimo trofeo.

La Juventus è la prima squadra a vincere sia campionato che Coppa Italia per due anni di fila.

Ha partecipato a 16 finali di Coppa Italia, vincendo in 11 occasioni. Il Milan invece ha vinto solo cinque delle 11 finali di Coppa Italia disputate finora, l’ultima nel 2003 contro la Roma.

Quanto alla sfida di ieri, allunga la striscia di partite vinte contro il Milan in tutte le competizioni, nove: la più lunga per i bianconeri contro i rossoneri.

Prima di stasera, anche l’ultimo confronto tra Milan e Juve in Coppa Italia era andato ai supplementari, ed era stato deciso grazie a un gol nel finale di gara di Mirko Vucinic (stagione 2012/13).

Era dal 18 maggio 2000 che la finale di Coppa Italia non terminava 0-0 nei primi 90 minuti (Inter-Lazio, ma in quell’occasione il pareggio fu sufficiente per i biancocelesti, che avevano vinto la gara d’andata per 2-1).

Questa è quindi la prima finale finita 0-0 al 90º da quando è stata reintrodotta la partita secca. La precedente finale secca terminata 0-0 al 90° era stata Roma-Torino nel 1980.

Con Bonucci squalificato e, stanti gli infortuni di Marchisio e Khedira, Allegri ha inserito Rugani in difesa e ha dato una chance dal 1′ a Lemina a centrocampo, preferendolo a Pereyra e Sturaro. Tra i pali, infine, ha confermato il portiere di coppa Neto, lasciando Buffon in panchina. Sul fronte opposto Brocchi ha deciso di cambiare, dopo la deludente prestazione con la Roma. Ha cambiato modulo, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3, e ha rilanciato Calabria, Zapata, Montolivo, Poli e Bonaventura, bocciando Alex, Mexes, Locatelli, Bertolacci e Balotelli.

Il Milan è sembrato trasformato rispetto a una settimana fa. E’ partito col piglio giusto, ha preso il comando delle operazioni e ha sorpreso una Juve eccessivamente compassata. I rossoneri hanno rischiato solo in avvio, quando Rocchi ha preferito sorvolare su un intervento in area da dietro di Calabria su Pogba, apparso meritevole del rigore, ma poi si è creato quattro buone opportunità per passare, non concretizzate da Bonaventura (2), De Sciglio e Poli. La Juve menomata in fase di impostazione dall’assenza di Bonucci non ha avuto da Lemina, Hernanes e Pogba il dovuto apporto in fase mediana. E il risultato, inatteso, è stato che in 45′ non ha prodotto alcun tiro in porta.

Nella ripresa il Milan ha insistito e ha chiamato in causa in un altro paio di circostanze Neto con due conclusioni da fuori di De Sciglio. Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e ha cambiato gli interpreti sulle fasce: fuori Evra e Lichtsteiner, dentro Alex Sandro e Cuadrado. La Juve, d’incanto, ha alzato il baricentro e per la prima volta ha prodotto un mezzo pericolo con un cross di Pogba, deviato pericolosamente sul primo palo con un piede da Zapata: Donnarumma non è fatto sorprendere e ha respinto.

I bianconeri hanno insistito ma per rendersi nuovamente pericolosi hanno dovuto attendere addirittura il primo tempo supplementare quando Pogba, smarcato al limite da Mandzukic, ha costretto Donnarumma a un plastico volo sulla destra per evitare il gol (103′). Il Milan, mai remissivo, non è rimasto a guardare e subito dopo (105′) ha replicato con una rovesciata di Bacca di poco alta.

Allegri si è giocato l’ultima carta inserendo Morata e lo spagnolo, forse alla sua ultima partita in bianconero, lo ha ripagato con un gol d’autore alla prima palla utile: si è fatto trovare pronto su un cross dalla destra di Cuadrado e lo ha girato nell’angolo con un bel destro di controbalzo. Il Milan si è gettato disperatamente in avanti e, all’ultimo secondo, ha sfiorato il pari con un altro subentrato, José Mauri, che ha mandato a fil di palo un destro dal limite.

FORMAZIONI UFFICIALI

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Poli (39′ st Niang), Montolivo (3′ sts Josè Mauri) , Kucka (5′ sts Balotelli), Honda, Bacca, Bonaventura.  (1 Diego Lopez, 32 Abbiati, 33 Alex, 5 Mexes, 91 Bertolacci, 73 Locatelli, 72 Boateng, 9 Luiz Adriano). All. Brocchi

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner (30′ st Cuadrado), Lemina, Hernanes (3′ sts Morata), Pogba, Evra (16′ st Alex Sandro) Dybala, Mandzukic. (1 Buffon, 34 Rubinho, 20 Padoin, 33 Evra, 27 Sturaro,22 Asamoah, 37 Pereyra, 7 Zaza). All. Allegri

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Una pioggia di coriandoli tricolori avvolge i nostri eroi, che si passano la coppa e la baciano, perché l’impresa di vincere per due anni consecutivi campionato e coppa nazionale non era mai riuscita a nessuno ancora e loro sanno che hanno fatto fatto la storia!

GRAZIE RAGAZZI!

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FESTAAAAA!

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I più agili si arrampicano come scimmie sulla traversa della porta sotto la curva nord.

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Altri si avventurano a mostrare la coppa, bellissima, sotto la tribuna juventina, tra il tripudio generale.

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Piano piano ad uno ad uno i nostri eroi ritornano negli spogliatoi.

Chi rimane in campo e si scatena è invece il trio delle meraviglie Dybala, Bonucci, Pogba, che rimarranno fino a mezzanotte a festeggiare con i propri tifosi.

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Il polpo Paul addirittura si mette a ballare sulle note del classico “Non si vende Pogba!” Ormai è uno di noi, non ci abbandonerà per nessun motivo. Ti adoro troppo Paul! ❤

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I tre sono scatenati, non pensano minimamente ad infilarsi sotto la doccia calda, vogliono festeggiare con noi, si divertono e vanno ad esternare la propria gioia persino alle telecamere della Rai.

Sono 3 pazzi ahahahah mi fanno morire dal ridere li adoro troppo!

Ormai a mezzanotte, la festa finisce,ma non per NOI..per NOI continua ancora!

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Meritiamo di festeggiare i nostri eroi…la nostra Juventus leggendaria!

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Due ospiti importanti della serata che facevano il tifo per noi: IL NOSTRO CAPITANO  e “IL GLADIATORE” Russell Crowe

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Siete il mio orgoglio, la mia gioia ragazzi!

VI AMO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

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Una brutta Juve sconfitta dal Verona..

Postato il

8 Maggio 2016

Trentasettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Verona-Juventus:2-1

Il Verona batte 2-1 la Juventus e ferma una striscia bianconera di 26 gare senza sconfitte (l’ultimo ko il 28 ottobre per 1-0 contro il Sassuolo). Nel giorno dell’addio al calcio, Luca Toni prima prende un palo e poi sblocca la gara con un pregevole cucchiaio su calcio di rigore (43′), concesso per un fallo di Alex Sandro su Pisano. Nella ripresa Viviani (10′) trova il raddoppio. Al 49′ rigore di Dybala.

L’Hellas è già retrocesso e la Juve è già campione d’Italia, ma al Bentegodi è comunque una serata di grandi emozioni per l’ultimo match da professionista di Luca Toni, 305 gol con i club, 16 con la Nazionale con cui si è laureato campione del mondo nel 2006. Prima del fischio d’inizio il presidente Setti ha premiato il bomber, ricoperto di applausi dai tifosi e dai calciatori della Juve. L’attaccante è l’unica punta del 4-2-3-1 di Delneri. La formazione ad Allegri questa volta gliela fa il Giudice Sportivo, con le squalifiche di Hernanes, Pogba, Mandzukic e Lichtsteiner, che si aggiungono agli infortunati Caceres, Marchisio, Morata e Khedira. In porta c’è Neto, in attacco l’inedita coppia Zaza-Dybala. Si rivede in panchina (per la gioia di noi tifosi) Chiellini.

Non si notano quasi i 63 punti di differenza tra le due squadre, d’altronde la differenza di motivazioni è abissale: il Verona vuole chiudere dando una soddisfazione al proprio pubblico in una stagione nera, mentre i bianconeri hanno la testa alla finale di Coppa Italia contro il Milan. Dunque da una parte c’è la squadra di Delneri grintosa e aggressiva, dall’altra una molle e troppo spensierata.

Il primo tiro in porta ha la firma di Viviani, una telefonata centrale per Neto al 28′. Le emozioni, non troppe, si concentrano tutte nel finale. Toni prende il palo al 38′, poi Dybala lascia sul posto Helander, s’invola verso Gollini ma calcia a fil di palo. La grande chance dei bianconeri dopo un duetto Zaza-Dybala, l’unico di un primo tempo sotto ritmo e sottotono. Un minuto dopo Alex Sandro non frena l’irruenza su Pisano: per Maresca è rigore. Dal dischetto Toni supera Neto scegliendo di calciare con il ‘cucchiaio’: l’ultimo capitolo romantico di una carriera ricca di gol.

Dopo l’intervallo è sempre il Verona a giocare meglio e a spingere sulle fasce. Al 9′ arriva il doppio: nasce tutto da un contropiede gestito da Ionita, che offre un assist d’oro a Viviani, freddo a battere Neto sotto all’incrocio. Allegri allora si gioca le carte Pereyra, Padoin e Chiellini (al rientro dopo un mese di stop), ma è ancora l’Hellas a sfiorare il tris, prima con Siligardi e poi con il neo entrato Romulo. Helander e Bianchetti non concedono nulla a Zaza e Dybala.

Al 40′ Delneri regala la passerella a Luca Toni, che si congeda dal calcio con il gol numero 157 in Serie A, il 306 con le maglie di club. Il momento più emozionante insieme al saluto di tifosi e compagni al triplice fischio di Maresca.  Nel recupero Alex Sandro si fa cacciare, rimediando il secondo giallo e all’ultimo dei 3 minuti di recupero arriva l’unico errore della serata di Helander, che spinge in area Zaza. Rigore anche qui netto, che Dybala trasforma spiazzando Gollini.Il gol su rigore di Dybala all’ultimo secondo è buono solo per le statistiche, visto che la Joya ha eguagliato il connazionale Tevez, che al primo anno in bianconero aveva segnato 21 gol. Maresca fischia la fine e Luca Toni, durante il giro di campo per ricevere gli applausi del suo pubblico, non trattiene le lacrime. Serata magica, ma al tempo stesso malinconica per lui e per il Verona, che dovrà ripartire dalla serie B. Sconfitta indolore per la Juventus, già con la testa alla finale di Coppa Italia del 21 maggio contro il Milan.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

VERONA (4-2-3-1): Gollini,  Bianchetti, Helander, Pisano, Emanuelsson, Marrone (35’st Greco), Ionita,  Wszolek, Viviani, Siligardi (20’st Romulo); Toni  (40’st Gomez). In panchina: Coppola, Marcone, Samir, Jankovic, Gilberto, Furman, Moras, Checchin. Allenatore: Delneri.
JUVENTUS (3-5-2): Neto, Barzagli (27’st Chiellini), Bonucci, Rugani, Cuadrado, Sturaro (17’st Pereyra), Lemina, Asamoah (26’st Padoin), Alex Sandro, Dybala, Zaza. In
panchina: Rubinho, Audero, Evra, Cassata, Favilli. Allenatore: Allegri.

NON SIAMO ABITUATI A PERDERE..SIAMO JUVENTINI!

NON DOBBIAMO NEMMENO ABITUARCI PERCHE’ VINCERE E’ NEL NOSTRO DNA.

Primo e ultimo passo falso ragazzi!

Concentrati che la Coppa Italia è vicina

SEMPRE AL VOSTRO FIANCO..

AVANTI TUTTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE SPIETATA..UN’ALTRA VITTORIA!

Postato il

1 Maggio 2016

Trentaseiesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

JUVENTUS-CARPI:2-0

La Juventus non fa sconti a nessuno e contro il Carpi conquista la quindicesima vittoria consecutiva, la venticinquesima nelle ultime ventisei gare. I bianconeri non disputano una grande partita allo Stadium, ma con un gol per tempo di Hernanes e di Zaza, piegano la resistenza degli emiliani, autori comunque di un match dignitoso.

Allegri nel suo 3-5-2 schiera Rugani, Bonucci ed Evra in difesa con Cuadrado e Alex Sandro esterni. In attacco Mandzukic e Morata. Castori risponde col 3-5-1-1 che è più un 5-3-1-1 con Verdi che supporta la punta avanzata Mbakogu. Esterni sono Gagliolo e Sabelli.

Il Carpi si chiude dietro non concedendo spazi a una Juventus comunque meno precisa dal solito. Le occasioni sono poche. Al 6′ gran lancio di 60 metri di Bonucci e tiro al volo in area di Pogba che Belec respinge. Al quarto d’ora perfetto cross dalla sinistra di Alex Sandro con colpo di testa di Morata: pallone di poco sul fondo. Il Carpi ha l’unica chance con Verdi che al 21′, servito da Crimi, impegna Buffon con un destro incrociato. Sul corner seguente deviazione doppia di Mbakogu e Suagher ma sfera out.

Manduzkic fa il solito prezioso lavoro sporco anche se oggi il croato appare più nervoso del solito rimediando anche una ammonizione per proteste. L’attaccante bianconero ha una sola occasione di testa alla mezz’ora ma non trova la porta. Porta che invece pesca Hernanes al 42′ quando colpisce al volo di destro su un assist di Asamoah e con la complicità di Belec realizza il primo gol in bianconero in campionato.

A inizio secondo tempo Morata, toccato duro da Romagnoli in avvio di match, lascia il posto a Zaza. Il Carpi deve pareggiare e disputa una prima parte di ripresa discreta con la Juventus invece che non riesce più a imbastire azioni offensive. Dopo 4′ Sabelli ci prova dal limite ma prima trova Alex Sandro e poi conclude sul fondo. Castori verso il ventesimo decide che è giunto il momento di Lasagna: esce Martinho. Alla mezz’ora gran tiro di Porcari appena entrato in campo al posto di Crimi: un destro che dà alla palla un grande effetto lasciando Buffon immobile. Ma pallone sul fondo.

Al minuto 34 si rivede la Juventus in attacco: traversone di Lichtsteiner e Mandzukic sfiora di testa anticipando anche Bonucci, ma palla sul fondo. Passa un minuto e la Juventus la chiude: cross dalla destra di Pogba e Zaza anticipa di testa Romagnoli insaccando alla destra di Belec.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus (3-5-2): Buffon, Rugani, Bonucci, Evra, Cuadrado (dal 29′ s.t. Lichtsteiner), Pogba, Hernanes, Asamoah (dal 40′ s.t. Sturaro), Alex Sandro, Mandzukic, Morata  (dal 1′ s.t. Zaza). (Rubinho, Audero, Barzagli, Padoin, Lemina, Khedira, Pereyra, Dybala). All. Allegri
Carpi (5-3-1-1): ) Belec, Sabelli, Zaccardo, S. Romagnoli, Suagher, Gagliolo,  Crimi (dal 29′ s.t. Porcari), Cofie, Martinho (dal 20′ s.t. Lasagna), Verdi (dal 39′ s.t. De Guzman), Mbakogu. (Colombi, Poli, Letizia, Daprelà, Pasciuti, Di Gaudio, Mancosu, Franchini). All. Castori

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Non una grandissima Juve, ma abbiamo vinto, ancora una volta!

VINCERE NON E’ IMPORTANTE..E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!

GRAZIE RAGAZZI!

Questa maglia ha sempre fame…ONORATELA SEMPRE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!