TERREMOTO TREMENDO..

Postato il

24 Agosto 2016

CENTRO ITALIA devastato da una VIOLENTA SCOSSA di MAGNITUDO 6.0° Richter, 290 VITTIME.

Epicentro vicino Amatrice; interi PAESI rasi al SUOLO.

Verso le 3 e 36 del mattino di Mercoledì 24 Agosto, un fortissimo terremoto di magnitudo 6.0 sulla scala Richter ha sconvolto il Centro Italia.
BILANCIO AGGIORNATO – Il bilancio delle vittime di questa immane tragedia continua a salire: secondo quanto riferito dalla Protezione Civile, nella giornata di Domenica 28 Agosto si contano 290 vittime tra Pescara del Tronto, Accumoli, Arquata del Tronto e Amatrice.
FUNERALI DI STATO, SABATO 27 AGOSTO – Nella giornata di Sabato 27 Agosto si sono tenuti i funerali di stato alla presenza delle più alte cariche dello stato, ad Ascoli Piceno.Violenta scossa di terremoto Mercoledì 24 Agosto 2016

2500 SFOLLATI – Nelle Marche si contano 1500 sfollati, la maggior parte in zona Arquata del Tronto; ad Amatrice, secondo le stime, le persone sfollate sarebbero circa 1000.
NUMEROSE SCOSSE DI ASSESTAMENTO – Numerose le repliche, superiori al 4° Richter, che hanno provocato nuovi crolli nel centro devastato di Amatrice.
DECINE DI DISPERSI, NUMEROSE PERSONE SALVATE – Ad Amatrice numerose persone sono state estratte dalle macerie dai numerosi soccorritori accorsi da ogni parte d’Italia. La tempestività nell’agire ha permesso di mettere in salvo oltre 200 abitanti.Il centro di Amatrice, completamente raso al suolo dal sisma

Che spavento. Sono stata svegliata da una scossa interminabile..E quando ti rendi conto, vedendo il lampadario oscillare, che non e’ tua sorella che muove il letto allora inzia il terrore vero. Non si può descrivere a parole cosa si prova quando ti senti tremare la terra sotto i piedi e non puoi far altro che sperare e pregare che non ti crolli tutto addosso. Sento ancora muovere il letto, anche se non si muove. Siamo impotenti e la natura così bella, ma anche malvagia ce lo ricorda. Nessuno di noi è Dio, come molti credono di essere. Di Dio ce ne è uno solo. Io posso dire di essere fortunata ad aver avuto solo tanta paura, a me il terremoto ha tolto il sonno ad altri la vita, la casa..tutto. Prego per loro.

Sui social ho visto tanta gente ridicola che non ha perso occasione per sparare cavolate e scherzare anche su una situazione così grave.

Per fortuna, però, ci sono anche persone che dimostrano quanto siamo buoni e amorevoli verso il prossimo.

Risultati immagini per terremoto 24 agosto 2016 vigili del fuoco pensieri

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“Buonanotte mamma, ti voglio bene”
“Buonanotte amore. A domani. Ti amo”
“Bambini, andate a lavare i denti e poi a letto.”
“Buonanotte nonna, domenica vengo per la stessa lasagna di sempre.”
La città dorme: chi nelle stanze di sempre, chi ha fatto la fuga notturna col fidanzato, chi è insonne, chi pensa troppo, chi è racchiuso nelle mura della stanza dell’infanzia.
BOOM. Crolla tutto.
Non è un pensiero di troppo che rimbomba. Non è nulla. È la terra che a volte ci ricorda la sua esistenza. La terra che fotografiamo e amiamo, ci ricorda che anche le cose più belle hanno un altro lato della medaglia e che siamo impotenti.
Che anche le cose più belle finiscono.
Quelle mura che racchiudono ricordi, sicurezza e bellezza familiare sono crollate e con loro si sono portate anche tutta la vita vera e propria. Quella vera. Quella fatta di carne. L’immaginazione a volte aiuta per farci capire quanta disperazione potrebbe esserci: immagino bimbi con la loro dolce ingenuità, immagimo famiglie distrutte in pochi secondi. Immagino storie. Immagino vite frantumate.
La cosa più brutta è essere schiacciati da qualcosa che era sicurezza, amore. Da qualcosa che era sinonimo di vita. Rifugio..Casa.😔
Preghiamo. Aiutiamo. Doniamo.
Siamo fratelli, siamo umani in cerca di qualcosa in più. Facciamo quel qualcosa in più. Immaginiamo la persona li sotto, tra la polvere.. e poi immaginiamo cosa avrebbe fatto la mattina dopo o cosa stesse facendo un attimo prima dell’accaduto. Immaginiamo perché tanto dolore va condiviso, va sentito come fosse nostro. Non si può far finta di nulla.
E comunque questo ci fa capire tante cose..
Amiamo fino allo sfinimento, facciamo quello che vogliamo. Viviamo a mille e sfrenati. Viviamo di notte. Viviamo di giorno. Ma Viviamo ogni attimo come fosse l’ultimo perché in non meno di nulla qualsiasi cosa, anche la più bella, si trasforma in quel soffio che fa crollare il castello di carte che hai quasi finito di costruire. Quella terra che ti porta via la vita dopo avertela donata.

LA VITA E’ UN BRIVIDO CHE VOLA VIA…

SILENZIO E RISPETTO

VI SIAMO VICINI.

In questa tragedia è emerso anche il grande cuore dei nostri fedeli amici a quattro zampe, dei veri eroi questi cani! Fanno venire i brividi certe immagini..

Cani che salvano e cani salvati. Nella tragedia c’è anche chi ‘gioca’ e lavora per un premio. Ma il gioco, in questo caso, salva vite umane: 60 tra Amatrice e Pescara del Tronto. Protagonisti sono i ‘cani da macerie’: pastori tedeschi, pastori belgi, labrador e border collie che in molti già definiscono piccoli eroi. Come Leo, che ha individuato sotto le macerie a Pescara del Tronto la piccola Giorgia, permettendo il salvataggio della bambina rimasta sotto le macerie per oltre sedici ore. O come Matilda, che ha aspettato per ore davanti alla casa in rovina, fino a quando la sua padrona è riuscita a raggiungerla.

Ce ne e’ stato uno in particolare che ha commosso me e tutto il web: Flash.

Flash non si è dato per vinto fino all’ultimo istante, mulinando le zampette tra le macerie e abbaiando nel vuoto improvviso di un paesino cancellato dal sisma. Il giovane cocker di Andrea Cossu, falegname 47enne di Pomezia, ha scavato assieme ai soccorritori per ore. Per cinque interminabili giri di lancette ha fiutato il miracolo sotto le macerie di Pescara del Tronto. Le speranze dei volontari, però, si sono infrante quando tra le macerie è spuntato un ciuffo biondo: Charly, il papà di Flash, e Andrea sono stati trovati abbracciati, accanto a due borsoni. Entrambi senza vita. “Erano insieme – singhiozza la moglie della vittima, Rita Soldati – perché mio marito deve aver provato a salvarlo. Non abbiamo avuto figli. C’era solo Charly per noi, era speciale. Poi è arrivato Flash, lo abbiamo chiamato così perché è instancabile. Ora, però, se ne sta immobile sul pavimento. È rimasto fermo per ore in camera ardente accanto a mio marito e oggi (ieri, ndr) anche al cimitero. Non è più lui. Lo avete visto tutti”.

Come un essere umano che piange la morte di un parente, venerdì pomeriggio Flash si è gettato sul feretro del padrone. Il suo scodinzolio ha fatto il giro del web. Televisioni e fotografi hanno puntato l’obiettivo e immortalato lo strazio del cocker sul sagrato della parrocchia di San Benedetto Abate. Prima tra le gambe di Rita. Poi sopra la bara di Andrea, con le zampe puntate sulla lastra di rovere. Infine, con il carro funebre diretto verso il cimitero, placcato a fatica dai parenti della vittima.

Risultati immagini per flash sulla bara

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Invece di far polemiche inutili e dire che “sono solo cani” e non meritano di essere salvati guardate queste immagini e riflettete, loro per salvare la nostra di vita morirebbero.

Sono più fedeli delle persone, ci amano incondizionatamente.

Dopo il terremoto del 24 agosto, in questi giorni di disperazione, sono nate anche polemiche per l’importanza data ai cani salvati. Ma una volontaria ha risposto alle critiche

Lo hanno pensato in molti, è una cosa che dobbiamo accettare: perché raccontare le storie di cani salvati dal terremoto del 24 agosto se ci sono tante persone che hanno perso la vita sotto le macerie? Ma la risposta a questa domanda secondo noi sta in questa storia, raccontata da una volontaria, Giulia Novelli, al sito http://www.rietilife.com.

Giulia è una veterinaria reatina che, dopo la tragedia, è corsa volontariamente sui luoghi devastati, per cercare di recuperare i tanti animali coinvolti nei crolli e di prestare loro soccorso. Ma non tutti hanno apprezzato o capito il suo impegno: “Mentre prestavamo soccorso ad un cagnolino che guaiva sotto le macerie – ha detto la dottoressa – qualcuno ha tentato di criticare il nostro lavoro, rimarcando che quello era solo un cane, mentre c’erano persone da salvare“.

Lei, naturalmente, è andata avanti nel recupero, anche grazie all’aiuto di un poliziotto e di un altro 4 zampe, Grimm. Già, il meticcio recuperato è quel piccolo Damiano talmente spaventato che mordeva tutti, come aveva raccontato l’agente che aveva partecipato al suo recupero. Ma non solo, perché: “Mentre lo accudivamo – ha proseguito la veterinaria – è stato notato da un bambino disteso su una barella che l’ha subito chiamato a sé: era il suo cane. Abbiamo visto cambiare l’espressione di un bimbo traumatizzato, felice di abbracciare il proprio fedele compagno che non si è più discostato da quella barella. Questo è il supporto che danno gli animali in questo momento, anche perché a quel bambino è rimasto solo il cane. Ha perso tutta la famiglia“.

RIFLETTERE PRIMA DI PARLARE A VANVERA.

SILENZIO E RISPETTO.

SIATE ESSERI UMANI E NON BELVE.

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