Mese: novembre 2016

Una Juve fantastica ricomincia da 3!

Postato il

19 Novembre 2016

Tredicesima giornata di campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Pescara: 3-0

Vittoria larghissima per la Juventus, che impegnata in casa contro il Pescara riesce ad imporsi con il punteggio di 3-0. Il Pescara si presenta con una difesa blindata e quando la Juve passa la tre quarti campo è facile vedere almeno otto maglie gialle a ridosso dell’area di rigore. Per superare una simile muraglia non c’è altro da fare che affidarsi al palleggio, aspettando un movimento sbagliato degli avversari o una giocata individuale. Al 25′ Allegri deve rinunciare a Lichtsteiner e inserisce Cuadrado. La sostituzione non cambia l’assetto tattico, ma regala ai bianconeri quel pizzico di imprevedibilità che dieci minuti più tardi si rivela decisiva: il colombiano parte palla al piede dalla tre quarti, punta l’uomo e tocca per Khedira che, dopo uno scambio stretto al limite dell’area con Mandzukic, infila il diagonale nell’angolino alla destra di Bizzarri. Di Sami Khedira, quindi, nel primo tempo la rete dell’uno a zero. Raddoppio nella ripresa con gli stessi attori, ma questa volta e’ il tedesco che di testa mette la sfera sui piedi dell’ex Atletico Madrid, il quale da due metri mette alle spalle di Bizzarri. Terza rete pochi minuti piu’ tardi ad opera di Hernanes che trasforma in applausi i fischi dello Juventus Stadium grazie ad un gran tiro da lontano. Al netto dei gol di Khedira, Mandzukic e Hernanes, l’ingresso in campo del vercellese di origini ivoriane ha suscitato il boato più grande dello Stadium. Un po’ l’attesa – il “ragazzetto bravetto”, come lo chiama Allegri, era all’ottava convocazione, dopo un mese nel giro della prima squadra – un po’ lo stupore di vedere davvero un 16enne scorrazzare allo Stadium anziché nei campetti degli Allievi Nazionali, la sua categoria. Giusto il tempo per un paio di sportellate, un pallone perso e una bella fuga sull’out sinistro.Dello juventino Moise Kean, il primo ragazzo del 2000 a calcare i prati della Serie A, ‘millennial’ non si può che raccontare dell’incredibile precocità. E della grande personalità con cui sabato sera ha addentato i suoi primi sette minuti più recupero di celebrità, gli ultimi di Juve-Pescara.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS: Neto; Rugani, Bonucci, Evra; Lichtsteiner (25′ pt Cuadrado), Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Asamoah, Alex Sandro; Higuain, Mandzukic (39′ st Kean) A disposizione: Buffon, Audero, Chiellini, Lemina, Marchisio, Pjanic. Allenatore: Allegri

PESCARA: Bizzarri; Zuparic, Campagnaro (1′ st Vitturini), Biraghi; Zampano, Memushaj, Brugman, Cristante (31′ st Bruno), Crescenzi;  Pettinari, Caprari (20′ st Pepe) A disposizione: Fiorillo, Aquilani, Muric, Manaj, Benali. Allenatore: Oddo

Dobbiamo cercare di giocare meglio,ma…VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA…!

Forza ragazzi!

Mai mollare..

Abbiamo ancora molta strada da fare..

Contentissima per l’esordio storico di Kean!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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AUGURI CAPITANO ALEX DEL PIERO!

Postato il

9 Novembre 2016

19 stagioni con la Juventus. 705 partite giocate, 289 reti segnate. La fascia di capitano dal 2001 al 2012. Storia di un talento, un idolo amato anche dai tifosi delle squadre avversarie.

Oggi compie 42 anni, ma io lo vorrei vedere ancora in campo con i suoi colori preferiti il bianco e il nero, ad incantare la platea, noi tifosi che lo abbiamo tanto amato e continueremo a farlo per sempre.

La storia di Alex parla da sola, ed è una storia da record:

Alessandro Del Piero è la bandiera bianconera per eccellenza, con 19 stagioni di percorrenza in maglia Juve. Un GRANDE UOMO non solo un fuoriclasse, questo si può notare dal fatto che anche i tifosi delle squadre avversarie in Italia e nel mondo lo adorano e lo ammirano. Tanti i primati scritti durante la lunga storia d’amore con la Vecchia Signora, mai dimenticata, nemmeno durante le sue parentesi di fine carriera in Australia e India.

Fuoriclasse. Capitano. Trascinatore. Bandiera? SEMPLICEMENTE LUI…ALESSANDRO DEL PIERO!

La percorrenza nelle file bianconere del talento di Del Piero è qualcosa di irripetibile: 705 partite disputate con la bellezza di 289 reti segnate e l’onore di aver indossato la fascia di capitano dal 2001 al 2012, guidando i bianconeri in tre stadi casalinghi differenti (Delle Alpi, Olimpico e Juventus Stadium). 

 

Nelle menti dei tifosi bianconeri rimangono le sue innumerevoli magie col pallone, le reti diventate «alla Del Piero» con quella parabola a girare che andava ad infilarsi all’incrocio dei pali più lontano: un marchio di fabbrica che trascinò la Juve ad innumerevoli trionfi, su tutti la Champions League conquistata il 22 maggio 1996. Poi, il gol vittoria a Tokyo che qualche mese dopo annientò il River Plate e spedì i bianconeri sul tetto del mondo, trasformando il numero 10 in un’icona sul mercato asiatico.

Senza dimenticare l’incredibile conclusione al volo che sancì la rimonta della Juve sulla Fiorentina (da 0-2 a 3-2) nel dicembre 1994 o quelli di tacco nel derby del 2002 vinto per 4-0 o nella finale di Champions persa contro il Borussia nel 1997, fino ad arrivare alla più recente doppietta contro il Real Madrid che gli regalò la standing ovation di tutto il Bernabeu nel novembre 2008. E poi le tantissime marcature su calcio di punizione, mix letale di precisione e potenza, come ad esempio quella da distanza siderale realizzata nel settembre del 2008 allo Zenit San Pietroburgo nel giorno del rientro della Juve sul massimo palcoscenico europeo.

Speciali furono anche la rete del febbraio 2001 contro il Bari con la rabbiosa esultanza successiva per scaricare tutta l’emozione tenuta dentro in seguito alla scomparsa di qualche giorno prima dell’amato papà Gino e quella in acrobazia contro il Piacenza nel gennaio 2003 con dedica speciale all’appena scomparso Giovanni Agnelli, che aveva inventato il suo soprannome: Pinturicchio.

E l’Avvocato era anche colui che l’ha più punzecchiato nei momenti più bui, ribattezzandolo Godot quando non riusciva più ad essere Pinturicchio dopo il crack al ginocchio sinistro nella partita contro l’Udinese di quel maledetto 8 novembre 1998. Eppure, tornò più forte di prima e, dopo essersi laureato campione del mondo nel 2006 con la Nazionale italiana, Del Piero non abbandonò la Juve nemmeno quando venne spedita in Serie B, riportandola a suon di gol laddove meritava e conquistando un ultimo scudetto, prima di salutare, in una giornata commovente allo Juventus Stadium, tutta la tribù bianconera il 13 maggio 2012.

Nella sua vita juventina, ha collezionato:

-8 scudetti ( 2 cancellati da Calciopoli);

-una Champions League;

-una Coppa Intercontinentale;

-una Supercoppa Europea;

-quattro Supercoppe Italiane;

-una Coppa Italia

-ed ha vinto due volte il titolo di capocannoniere in campionato: prima in Serie B (2006/2007 con 20 gol) e poi l’anno successivo in Serie A (2007/2008 con 21 gol).

Non stupisce che, nel mare dei social network, un’ondata di auguri abbia travolto le pagine social di Del Piero, campione amato in campo per le sue magie e fuori per la sua integrità.

SARO’ SEMPRE AL TUO FIANCO, IO DI TE NON MI STANCO, SEI LA COSA PIU’ BELLA CHE C’E’…ALESSANDRO DEL PIERO OLE’!

Un Capitano
c’è solo un Capitano
Un Capitanooooooo…
c’è solo un Capitano!!!!!

GRAZIE DI ESISTERE IMMENSO CAPITANO.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

VITTORIA IMPORTANTE..AVANTI TUTTA!

Postato il

6 Novembre 2016

Dodicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Chievo-Juventus:1-2

La Juventus ha vinto una partita difficile, l’ha vinta a modo suo e stavolta non merita critiche, né ha suscitato perplessità. Ha battuto (2-1) il Chievo, il rognosissimo Chievo, sputando sangue, mettendoci i muscoli, forzando i ritmi, imponendo finalmente il suo modo di essere senza aspettare che la partita se ne andasse per conto suo, che fossero gli altri a tenerla in pugno. Non è esattamente spettacolo puro, ma è quel genere di spettacolo che la Juve sa offrire con alcune giocate di alta qualità, tipo il gol di Pjanic che ha deciso il risultato: il bosniaco ha pennellato una punizione delle sue a un quarto d’ora dalla fine ed è stato il gesto tecnico che ha fatto la differenza. Giusto alla vigilia, Allegri aveva ricordato come i suoi non riuscissero a guadagnarsi punizioni dal limite. Stavolta è successo: Spolli ha steso proprio Pjanic esattamente nella zona in cui l’ex romanista (che finora aveva potuto battere una sola punizione, a San Siro contro l’Inter) sa essere fatale. Lo è stato, freddando Sorrentino che nel finale ha limitato i danni con due parate superbe su Sturaro e ancora su Pjanic e di nuovo su palla ferma, anche se l’azione più spettacolare e sciagurata è stata di Cuadrado, che all’ultimo minuto ha dribblato mezzo Chievo, Sorrentino incluso, ma poi ha tirato fuori.

Fino al 2-1, aveva resistito un risultato di equilibrio giustificato dall’andamento delle cose. Allegri ha scelto un modulo “pesante”, un 4-3-3 pronto a trasformarsi in 4-4-2 grazie al lavoro di Cuadrado ma anche allo sbattersi di Mandzukic, mentre Maran ha rinunciato al suo solito 4-3-1-2 togliendo una punta e aggiungendo un difensore: alla lunga, è stata una scelta che gli ha dato torto perché una delle mosse decisive, la marcatura a uomo di Cacciatore su Cuadrado, si è rivelata dannosa e perché solamente il ritorno al modulo tradizionale, ripristinato dopo il vantaggio juventino, ha restituito incisività al Chievo, che difatti ha saputo raggiungere il pareggio con il rigore di Pellissier, che lui stesso s’era procurato anticipando Lichtsteiner sul lancio profondo di Birsa che ha colto la Juve completamente scoperchiata.

Il pomeriggio bianconero era cominciato in salita per via dell’infortunio di Barzagli, che s’è lussato alla spalla sinistra dopo appena 2′: è entrato Bonucci, “miracolato” due giorni dopo il comunicato del club che lo dava vittima di “un’elongazione al flessore sinistro”, infortunio che comporta in genere due settimane di stop. {}

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Neanche stavolta il gioco bianconero si è sviluppato con fluidità ma contro il Chievo è quasi impossibile che accada: i gialloblù hanno puntato a spezzettare la partita, hanno aggredito a tutto campo, hanno ingolfato la zona centrale e questo gli ha permesso di correre pericoli rari (Mandzukic alto al 28′, Higuain su Sorrentino al 42′) pur senza riuscire a mettere nei guai Buffon. È stato un errore di Gobbi a provocare il vantaggio juventino: il terzino ha regalato palla a Cuadrado, bravissimo ad armare alla svelta il destro di Mandzukic.

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Il Chievo si è rivitalizzato con Pellissier, Buffon ha salvato su Castro (19′ st) prima che arrivasse il rigore del pareggio (c’è per altro il sospetto che il fallo di Lichtsteiner fosse di un paio di centimetri fuori area, ma in campo nessuno ha avuto quella sensazione).{}

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È in quel momento che la Juve ha dato il meglio, trovando la forza per reagire e rovesciando in campo non spettacolo ma rabbia e muscoli. È il loro repertorio, è il loro show.

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FORMAZIONI:

Chievo (3-5-1-1): Sorrentino – Spolli, Dainelli, Gobbi – Izco (16′ st Pellissier), Castro, Radovanovic, Hetemaj, Cacciatore – Birsa (31′ st De Guzman) – Floro Flores (39′ st Inglese). All. Maran
Juventus (4-3-3): Buffon – Lichtsteiner (39′ st Dani Alves), Benatia, Barzagli (5′ pt Bonucci), Alex Sandro – Pjanic, Hernanes, Sturaro – Cuadrado, drado mandzuin, sorrex Sandro – Higuain, Higuain (35′ st Evra), Mandzukic. All. Allegri

Dispiace tantissimo per la nostra Roccia, Forza Barzagli torna presto che abbiamo bisogno di te!

UNA VITTORIA MOLTO DIFFICILE, MA FONDAMENTALE.

GRAZIE RAGAZZI

Avanti così

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

QUALIFICAZIONE RIMANDATA…

Postato il Aggiornato il

2 Novembre 2016

Fase a gironi Champions League:

Juventus- Lione: 1-1

Una Juve a corto di fiato si fa riprendere nel finale dal Lione e deve rimandare la qualificazione agli ottavi di Champions. In controllo di gara per un’ora, i bianconeri hanno avuto un evidente e preoccupante calo psico-fisico che gli è costato caro.

Aver trovato subito il gol con Higuain su rigore non è bastato alla Juve per chiudere i conti. Ha sciupato due ghiotte occasioni per il raddoppio poi, a poco a poco, si è spenta fino a farsi riprendere da Tolisso. Nella serata in cui la squadra ha incassato l’ennesimo gol da palla inattiva, Allegri non può essere rimasto soddisfatto dell’esperimento di Pjanic trequartista. L’ex romanista continua a faticare a ritagliarsi spazi e posizione. Dà l’impressione di essere fuori dagli schemi e dalle linee di passaggio. Se il tecnico non troverà a breve una soluzione rischia di diventare un problema.

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Il Lione è partito pressando alto e ha subito impensierito Buffon con un sinistro in diagonale di Rybus. La Juve non si è impressionata e, dopo aver impegnato Lopes con Mandzukic, è passata (13′): Diakhaby ha ingenuamente spinto in area Sturaro, impedendogli di arrivare su un suggerimento di Higuain e ha indotto l’arbitro Kuipers a decretare il rigore. Sul dischetto è andato il Pipita che ha trasformato con freddezza.

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Approfittando dei maggiori spazi a disposizione, la Juve ha insistito ma ha mancato di un nulla il raddoppio con un destro dal limite di Marchisio e con un sinistro da 12 metri di Higuain, smarcato solo davanti alla porta da Mandzukic. I bianconeri, bravi a contenere le sterili iniziative degli avversari, hanno pensato di aver fatto il più ma nel finale di tempo sono stati risvegliati da Ghezzal e Gonalons che non hanno trovato per poco lo specchio della porta. Il primo con un sinistro radente dal limite, il secondo con un colpo di testa su punizione-cross dalla trequarti.

La Juve ha provato a calmierare il gioco nella ripresa e a lungo ha dato l’impressione di riuscire nell’obiettivo. La svolta negativa è arrivata al 67′ quando Bonucci si è visto costretto a chiedere il cambio per l’acuirsi di un dolore muscolare avvertito nel primo tempo. Allegri è passato al 3-5-2 togliendo anche Pjanic e inserendo Benatia e Alex Sandro ma la Juve non ha ritrovato passo e smalto.

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Il Lione, lentamente, ha ripreso coraggio e dopo aver mandato un avvertimento a Buffon con un sinistro del subentrato Cornet, ha pareggiato (85′): Ghezzal, con una punizione dalla trequarti, ha smarcato in area Tolisso che, lasciato indisturbato davanti alla porta, ha insaccato di testa rovinando al portierone bianconero la 100esima presenza in Champions.{}{}{}

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Stanchissima, la Juve non è riuscita a reagire e per poco, complice un errore di Barzagli, non ha incassato l’1-2 in pieno recupero da Lacazette. Per fortuna ora arriva la sosta. Servirà per recuperare fiato, idee e soprattutto gli infortunati.

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon, Dani Alves, Barzagli, Bonucci (22′ st Benatia), Evra, Khedira, Marchisio, Sturaro, Pjanic (23′ st Alex Sandro), Higuain (38′ st Cuadrado), Mandzukic. (25 Neto, 11 Hernanes, 24 Rugani, 34 Kean). All.: Allegri.
Lione (4-4-2): Anthony Lopes, Rafael, Mammana, Diakhaby, Morel, Ghezzal, Gonalons, Tolisso, Rybus (26′ st Cornet), Fekir (32′ st Darder), Lacazette. (30 Gorgelin, 2 Yanga Mbiwa, 7 Grenier, 12 Ferri, 29 Tousart). All.: Genesio.

Vi criticano tutti quando perdiamo o pareggiamo, ma sono i primi a festeggiare quando vinciamo. Io ti sono sempre vicina Juve mia nella gioia e nel dolore, per te ho giurato eterno amore. La Juventus non si discute, si ama.

Detto questo, ragazzi dobbiamo giocare meglio. Forza. Così non va! Onorate questa maglia.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

LA TERRA TREMA ANCORA..

Postato il

30 Ottobre 2016

Questa mattina sono stata svegliata da una scossa fortissima, mai sentita così in vita mia. Ho avuto davvero una paura tremenda, anche perché con il polpaccio in queste condizioni non posso nemmeno muovermi. Non finiva mai ed era tremendo.

Il 30 ottobre alle 07:40 si è verificata una scossa di magnitudo 6,5, percepita in gran parte della penisola italiana, in Austria (nella regione di Salisburgo e in Carinzia) e sulle coste Balcaniche risultando la più forte scossa di terremoto in Italia dal sisma dell’Irpinia del 1980.Il sisma si è originato a 10 chilometri di profondità con epicentro tra i paesi di Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera. Si sono registrati diversi crolli ma nessuna vittima. Dopo questo si sono verificate scosse di assestamento comprese tra magnitudo 3,5 e 4,8. A Norcia sono crollate la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea ed è stata quasi completamente distrutta la frazione di Castelluccio di Norcia con circa il 60% delle case crollate. Il sisma ha provocato uno spostamento di due lobi: uno verso est di 40 cm nell’area di Montegallo e l’altro verso ovest di 30 cm nella zona di Norcia.

L’EX HIGUAIN INCANTA.. LA JUVE VINCE!

Postato il

29 Ottobre 2016

Undicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus- Napoli: 2-1

La differenza l’ha fatta proprio Gonzalo Higuain, il grande ex dell’anticipo allo Juventus Stadium. È stato lui a regalare la preziosissima vittoria alla squadra di Allegri (2-1) e a punire al di là dei suoi demeriti un buon Napoli, che è stato sempre all’altezza della situazione ed è stato condannato soltanto da due svarioni difensivi di Ghoulam. Del primo ha approfittato Bonucci, in avvio di ripresa. Del secondo, dopo il momentaneo pareggio di Callejon, ha invece beneficiato l’attesissimo Pipita: che ha infilato di sinistro Reina e ha contenuto la sua esultanza, concedendosi comunque un ghigno di comprensibile soddisfazione. Doveva essere la sua notte e l’argentino alla fine è riuscito a deciderla, nonostante la strenua resistenza della formazione di Sarri.

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È stata una sfida combattuta nel primo tempo, in cui l’arbitro Rocchi (quasi impeccabile) ha dovuto alzare la voce e distribuire molte ammonizioni, per non farsi sfuggire di mano la partita. La Juventus ha cercato di fare valere la sua superiorità atletica. Ma il Napoli ha tenuto botta grazie alle contromosse di Sarri, che ha inserito a sorpresa tra i titolari Chiriches e Diawara: per aumentare i centimetri e i muscoli della sua squadra. Missione compiuta, fino all’intervallo: appena due le palle gol, una per parte. Coi portieri praticamente inoperosi e qualche fischio dalle tribune.
Poi il match è cambiato di colpo, dopo l’intervallo. L’ingresso di Cuadrado al posto di Chiellini (infortunato) ha dato più vivacità ai bianconeri ed è arrivato subito (5′) il vantaggio di Bonucci, favorito dal primo liscio di Ghoulam.{}
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Gli azzurri hanno però reagito benissimo, trovando il pareggio (9′) con una bella combinazione tra Insigne e Callejon. {}{}
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Botta e risposta fulmineo, che ha ripristinato l’equilibrio in campo pure nel punteggio. In agguato c’era Higuain, però: prontissimo ad approfittare di sinistro del secondo svarione del povero Ghoulam, che invece di rinviare ha passato il pallone al suo ex compagno. Inutile l’assalto finale degli ospiti. Di Pipita ce n’è uno e ora ce l’ha Allegri.
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FORMAZIONI:
JUVENTUS (3-5-2) Buffon – Barzagli, Bonucci, Chiellini (38′ st Cuadrado) – Lichtsteiner, Khedira, Hernanes (31′ st Sturaro), Pjanic (23′ st Marchisio), Alex Sandro – Higuain, Mandzukic.
NAPOLI (4-3-3) Reina – Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam – Allan (31′ st Zielinski), Diawara. Hamsik (37′ st El Kaddouri) – Callejon, Mertens, Insigne (16′ st Giaccherini).
AVANTI TUTTA!
FORZA RAGAZZI…
Immenso Bonucci e un grandissimo Higuain.
NON MOLLIAMO MAI!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Paura per il terremoto..ma VITTORIA DELLA MIA JUVE!

Postato il

26 Ottobre 2016

Decima Giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Sampdoria: 4-1

Apro una parentesi per descrivere questa giornata particolare…non solo mi sono fatta male e ho scoperto che ho uno strappo al polpaccio, ma c’è stato ancora una volta il terremoto, ancora più forte. Non ne possiamo davvero più. Durante la partita c’è stata la seconda scossa, fortissima, ancora peggio della prima. La paura che si prova è indescrivibile. In questi momenti mi rendo conto di quanto siamo impotenti, siamo piccoli rispetto alla natura, a episodi del genere, dove non puoi far altro che sperare, pregare che non avvenga di peggio. Non sai quando finirà, non sai nulla e non puoi fare nulla. Che cosa bruttissima. Un incubo!

Il 26 ottobre 2016, alle ore 19:10:36 (UTC+2), una nuova forte scossa di magnitudo Mw 5,4 è stata registrata nel comune di Castelsantangelo sul Nera (provincia di Macerata), a cui ne è seguita una ancora più forte, di magnitudo Mw 5,9 alle ore 21:18:05, con epicentro nel comune di Ussita. Le due scosse hanno provocato innumerevoli crolli e diversi feriti lievi.  Sono seguite una serie di scosse, le più forti tra magnitudo 3,0 e 4,5. Tutto questo ha portato paura ai cittadini rivivendo la stessa sensazione vissuta il 24 agosto 2016. I vigili del fuoco e tutte le altre unità che si occupano di questi casi sono subito intervenuti per portare la gente in salvo e soprattutto per dar loro un rifugio antisismico.

Tornando alla partita..

La mia Juventus si rialza dopo il ko di San Siro contro il Milan e travolge la Sampdoria per 4-1. Tre punti che permettono ai bianconeri di restare in testa alla classifica, inseguiti a -2 dalla Roma. Un match strano quello di stasera. Bianconeri dominatori in avvio e avanti grazie ai goal di Mandzukic e Chiellini. A inizio ripresa i padroni di casa si rilassano troppo e colpisce Schick. Quindi reazione piemontese e reti finali di Pjanic e ancora Chiellini.

C’è il grande ritorno del mio adorato Principino..finalmente!!!

L’avvio bianconero è travolgente e la Sampdoria viene colpita due volte dal minuto 4 all’8′. Prima Cuadrado salta Regini a destra, crossa e Mandzukic di testa insacca per l’1-0. Il raddoppio viene da calcio d’angolo: batte Pjanic, la difesa blucerchiata è a zona e Chiellini devia di testa facilmente. {}

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Per 25′ è grande Juventus e la Sampdoria può fare ben poco se non contenere i padroni di casa e impedire il tris. Al 25′ primo break ospite con Praet che ci prova da fuori: pallone sul fondo. Poi chance per Higuain che conclude sull’esterno della rete.{}

Al 31′ conclude da lontano anche Evra, ma Puggioni è pronto. Un minuto dopo la più grossa occasione ospite: assist dalla sinistra di Schick e Budimir dentro l’area conclude sul fondo. Neto blocca un sinistro di Alvarez mentre Evra accusa un problema muscolare e deve lasciare il posto ad Alex Sandro. {}

Il secondo tempo inizia a ritmi molto bassi con la Juventus che gioca come se mancassero 5′ alla fine. Infatti non succede nulla fino al 12′ quando Chiellini regala palla a Praet che sale a sinistra e serve in area Schick che devia in gol. Giampaolo ci crede e fa entrare gli attaccanti titolari, Muriel e Quagliarella. Fuori Budimir e Schick.

Ma è la Juventus a reagire e a tornare in avanti come aveva fatto per gran parte del primo tempo. Prima Puggioni respinge un tiro-cross di Khedira, poi deva capitolare. Minuto 20: Pjanic conclude e Puggioni respinge corto, Higuain è in agguato ma viene murato dalla difesa, rimpallo e ancora conclusione di Pjanic stavolta vincente per il 3-1. Muriel prova a rispondere dal limite ma il pallone termina alto. Alla mezz’ora potrebbe segnare anche il Pipita: lancio  di Pjanic, controllo in area dell’argentino e tiro con Puggioni che respinge. Il poker viene invece servito al 42′: punizione di Cuadrado e Chiellini sbuca in posizione regolare e di testa insacca per la sua doppietta personale.

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FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Alves, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira, Marchisio  (28′ st Lemina), Pjanic (37′ st Asamoah), Evra (41′ pt Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 36 Loria, 4 Benatia, 11 Hernanes, 15 Barzagli, 24 Rugani, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 34 Kean). All.: Allegri
Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni, Sala, Silvestre, Skriniar, Regini, Praet, Cigarini, Barreto (29′ st Djuricic), Alvarez, Schick (16′ st Muriel), Budimir (16′ st Quagliarella). (92 Tozzo, 3 Amuzie, 6 Eramo, 10 Fernandes, 13 Pereira, 15 Krajnc, 16 Linetty, 17 Palombo, 34 Torreira). All.: Giampaolo

GRAZIE RAGAZZI..

Purtroppo sto passando proprio un periodaccio, ma sono sempre al vostro fianco.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS