Giorno: 4 dicembre 2016

UNA BRUTTA JUVE..DIMENTICARE E RIPARTIRE!

Postato il

27 Novembre 2016

Quattordicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Genoa-Juventus: 3-1

Il Genoa chiude la gara nella prima mezz’ora con la doppietta di Simeone e l’autorete di Alex Sandro. Inutile la rete di Pjanic nel finale.

I meriti del Genoa confinano con  i demeriti della Juventus, che aveva la testa da un’altra parte, i muscoli pesanti, la presunzione dappertutto e un allenatore che stavolta non ne ha azzeccata mezza: ha rinnegato il 4-3-3 che aveva funzionato a Siviglia, ha messo Dani Alves stopper e Lichtsteiner esterno, ha lasciato che Cuadrado vagasse come seconda punta, ha ritoccato il modulo aggiungendo disordine al disordine, difatti abbiamo visto una specie di 4-2-3-1 con Alves mediano e Khedira ala sinistra e poi, quando ha fatto ricorso a Higuain, una sorta di 4-1-3-2 mentre il Genoa continuava a macinare gioco e avversari con il suo 3-4-3 riconoscibilissimo, dai tratti precisi e dall’interpretazione univoca.

La Juve ha fatto il primo tiro in porta all’82’, quando Pjanic ha infilato l’angolino sul punizione: per il resto, Perin non ha fatto una parata e gli unici pericoli li ha corsi a inizio ripresa, sulle conclusioni imperfette di Khedira e Pjanic. Il Genoa ha dominato senza soluzione di continuità e più che una partita è stata, appunto, uno sballottamento. Juric ha sguinzagliato i suoi ordinando pressing altissimo, raddoppi feroci, sovrapposizioni continue e ritmo incessante. Ma questo è il suo calcio,  non saperlo prevedere e non immaginare una strategia per arginarlo è stato un torto grave.

Il primo gol racconta tutto: Bonucci ha cercato di eludere la pressione genoana sulla tre quarti con un colpo di tacco senza senso, Rigoni gli ha sfilato la palla scatenando un’ordalia in area di rigore. Buffon ha fatto miracoli spaventosi respingendo sul biondo trequartista e su Simeone, Alex Sandro ha salvato sulla linea su Ocampos ma alla fine ancora Simeone l’ha sbattuta dentro, al quarto tentativo. Ogni respinta la prendeva un genoano, e gli juventini sono stati sempre a guardare. Il raddoppio è stato più lineare: cross di Lazovic, con Alex Sandro beatamente a osservarlo, e incornata di Simeone ad anticipare l’immobilità di Benatia. Il corso della partita non è mai cambiato, il Genoa s’è un po’ chetato solamente nella ripresa e non prima di aver segnato per la terza volta (tocco di Rigoni sulla traversa, poi carambola tra Alex Sandro e la porta). Allegri ha collezionato mosse difficili da capire e comunque senza nessun effetto, annotando anche gli infortuni di Bonucci (sospetto stiramento alla coscia sinistra, la stessa che i medici juventini pensavano si fosse lesionata tre settimane fa) e di Dani Alves, uscito malconcio (una frattura composta del perone della gamba sinistra, si teme un lungo stop) da un contrasto con Ocampos. La Juve ha reagito solo di nervi, ha protestato per un rigore non dato (fallo di Ocampos su Mandzukic) e per un pasio di fischi sbagliati (ma ci stava anche l’espulsione di Cuadrado nel finale), tradendo un’insicurezza isterica che ha raggiunto il culmine nel clamoroso litigio tra Cuadrado e Mandzukic alla fine del primo tempo. Ha dovuto dividerli Dani Alves. È stata l’unica cosa decente che il brasiliano ha combinato.

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

FORMAZIONI UFFICIALI:

GENOA (3-4-3): Perin; Izzo, Burdisso, Munoz; Lazovic (22′ st Edenilson), Rincon, Cofie, Laxalt; Rigoni (42′ st Gakpé) , Simeone, Ocampos (44′ st Biraschi)
A disposizione: Lamanna, Zima, Fiamozzi, Gentiletti, Ninkovic, Ntcham, Pandev
Allenatore: Juric
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Lichtsteiner (8′ st Higuain), Bonucci (33′ pt Rugani), Benatia; Dani Alves, Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Pjanic, Alex Sandro;  Cuadrado, Mandzukic
A disposizione: Neto, Audero, Evra, Chiellini, Marchisio, Asamoah, Kean
Allenatore: Allegri

LA JUVENTUS NON SI DISCUTE..SI AMA!

Può capitare anche a noi di sbagliare una partita, l’importante è ricordarsi di non farlo più accadare. Che questa batosta ci serva da lezione!

Forza ragazzi!

IO CREDO IN VOI SEMPRE!

NOI SIAMO QUELLI DEL FINO ALLA FINE..NON MOLLIAMO MAI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

Annunci

JUVE SEI GRANDE!

Postato il

22 Novembre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-3

Sotto dopo soli 9 minuti per il gol di Pareja, la Juventus ringrazia Vazquez, espulso a fine primo tempo: Marchisio impatta su rigore, Bonucci perfeziona il sorpasso nel finale e Mandzukic mette la firma in pieno recupero. Juve prima nel girone sbanca Siviglia e vola agli ottavi.

La Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d’anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell’ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. Ci sono quindi le firme di Claudio Marchisio, anche fortunato in occasione del rigore, di Leonardo Bonucci, che a 6′ dalla fine inventa il mancino che mette in discesa la sfida, e di Mario Mandzukic, sempre pronto al pressing e alla lotta in attacco.

Allegri ha solo una punta di ruolo a disposizione oltre al giovanissimo Keane e allora propone un inedito 4-3-3, con Cuadrado e Alex Sandro a supporto di Mandzukic, una soluzione che permette di allargare il gioco e anche di favorire gli inserimenti di Pjanic e Khedira. L’inizio è promettente, perché i bianconeri sono aggressivi in avanti e ordinati in fase difensiva, ma al primo tiro in porta il Siviglia passa con Pareja, che dal limite calcia al volo un pallone spiovente e infila l’angolino alla destra di Buffon.

La Juve accusa il colpo e perde un po’ di precisione, mentre gli spagnoli alzano il ritmo e si rendono ancora pericolosi con Escudero, che supera in velocità Dani Alves e sfiora la traversa dai sedici metri. Dalla parte opposta risponde Cuadrado, con un tiro-cross insidioso, messo in angolo da Rico, è con le iniziative del colombiano che la Juve riprende a macinare gioco e riprendere il controllo del match. Dal suo destro arrivano i servizi per Mandzukic e Khedira, le cui conclusioni non centrano la porta, ma allarmano, e non poco gli spagnoli, che cominciano a entrare duro. Un po’ troppo, tanto che Vazquez in cinque minuti rimedia due gialli e lascia i compagni in dieci.

La Juve insiste, schiaccia gli avversari, ma manca sempre qualcosa a finalizzare l’azione. Così sembra che si debba scontato andare al riposo sotto di un gol, sugli sviluppi di un angolo, il  signor Clattenburg vede una trattenuta su Bonucci in area e concede il rigore. Dal dischetto va Marchisio che calcia angolato e rasoterra, Rico tocca, ma non respinge e i bianconeri agguanto il più che meritato pareggio.

A inizio ripresa la Juve può sfruttare la superiorità numerica per comandare il gioco, anche se deve stare attenta a non concedere contropiedi e palle inattive, sulle quali il Siviglia è sempre pericoloso.

L’atmosfera dello stadio, sempre più “calda”, non aiuta la serenità di Sampaoli che protesta troppo con il direttore di gara per un fallo non fischiato sulla tre quarti campo e viene allontanato dalla panchina. Aiuta però i giocatori spagnoli, che nonostante l’uomo in meno a tratti riescono a mettere in affanno la difesa bianconera.

La Juve si fa vedere in avanti con una discesa di Pjanic conclusa da un rasoterra bloccato in due tempi da Rico, ma il più delle volte le azioni si infrangono contro il muro di maglie bianche eretto a protezione dell’area. Poco prima della mezz’ora Allegri interviene sostituendo Evra con Sturaro. Alex Sandro arretra in difesa mentre Cuadrado, Khedira e Pjanic agiscono alle spalle di Mandzukic.

Il pallone è sempre tra i piedi dei bianconeri, ma è un possesso sterile e allora Allegri cambia ancora: fuori Pjanic e dentro Keane, che a sedici anni, dopo l’esordio di sabato contro il Pescara, scopre anche il fascino della Champions. Appena il tempo di operare il cambio e gli sforzi della Juve vengono premiati. Il gol sembra quello di Pereja che ha aperto le danze nel primo tempo, perché la porta e la stessa e la dinamica pure: su respinta della difesa al limite dell’area, si avventa Bonucci che scarica un destro rasoterra imparabile.

La partita non è finita, c’è da portare a casa il risultato e Chiellini rileva Cuadrado per dare più protezione sui palloni che il Siviglia inizia a spedire in area. Dopo una sfuriata dei padroni di casa però la Juve riprende in controllo delle operazioni e negli ultimi secondi  passa ancora con il diagonale di Mandzukic.

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

{}

 

FORMAZIONI UFFICIALI:

Siviglia (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja; Mariano (31′ st Kranevitter), N’Zonzi, Iborra, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1′ st Sarabia). A disposizione:Sirigu, Carriço,Ganso, Kiyotake, Ben Yedder. All.: Sampaoli

Juventus (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Rugani, Evra (27′ st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39′ st Kean); Cuadrado (42′ st Chiellini). Mandzukic, Alex Sandro. A disposizione: Neto, Asamoah, Hernanes, Lemina. All.: Allegri

Marchisio: «Il gol un po’ come una liberazione»

Dopo il rientro dall’infortunio, un gol pesante, pesantissimo: la rete dal dischetto che ha riaperto il match decisivo per il passaggio dei bianconeri agli Ottavi di finale di Champions League. Un momento importantissimo, per Claudio Marchisio, tornato in campo da leader del centrocampo bianconero.

«Siamo davvero felici! Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, e sapevamo che non sarebbe stato facile qui, in questo Stadio, con questo pubblico incredibile che incitava il Siviglia anche quando stava perdendo 3-1. La nostra prestazione non è stata male, considerata la forza dell’avversario, che non a caso finora non aveva mai preso gol: noi siamo riusciti a segnargliene tre, quindi non possiamo che essere contenti».

Primo obiettivo raggiunto, ora la Juve guarda avanti: «Non dobbiamo pensare troppo a quello che verrà dopo, dobbiamo pensare al presente. Oggi eravamo sotto 1-0 e le cose potevano mettersi male, invece l’abbiamo ribaltata e abbiamo raggiunto la qualificazione. Innanzitutto in Champions c’è ancora una partita, poi dobbiamo pensare al campionato. Anche se le altre squadre stanno sbagliando qualcosa, questo non significa che noi possiamo pensare di permetterci di poter giocare senza la giusta cattiveria».

Pochi spazi per il palleggio, sul terreno del Sanchez-Pizjuan: «Nel secondo tempo ci siamo fatti ingolosire tutti da questi palloni in profondità, e siamo riusciti a trovare gli spazi per palleggiare meglio soltanto dopo il secondo gol. A quel punto, loro si sono aperti e siamo riusciti anche a segnare il terzo. Questa squadra ha una tale qualità che sicuramente può e deve migliorare, al di là degli uomini che scendono in campo. Abbiamo una rosa completa e di alto livello, ma è normale che dopo i primi tre mesi, tra campionato, coppe e Nazionali, si arrivi in un periodo in cui i giocatori possano iniziare a sentire un po’ di stanchezza. Per quanto riguarda me, è un po’ dura giocare partite ogni tre giorni, non è ancora semplice perché muscolarmente ho momenti di difficoltà in cui mi si appanna la vista. So che devo lavorare: è stato un infortunio lungo, ma sono felice di come stanno andando le cose».

Quel rigore, e poi la gioia di tornare ad esultare dopo una palla che si infila in rete: «Al momento del rigore, pensavo soltanto a tenerla più bassa possibile, perché il campo non era bello, e c’erano tante buche, quindi avevo paura di alzarla troppo. Poi quando ho calciato, sono stato fortunato perché la palla è passata sotto il braccio del portiere ed è entrata. E’ stata un po’ una liberazione, perché dopo tutti questi mesi vedere la palla dentro e andare a festeggiare un gol è stato sicuramente bellissimo».

Mi sentivo troppo i goal di tutti e tre, infatti su un foglietto avevo scritto i loro nomi.

Sono felicissima per il goal del mio adorato Principino, se lo merita tutto.

Grande Juve! Grazie ragazzi!

MAI MOLLARE

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!