CALCIO

QUALIFICAZIONE RIMANDATA…

Postato il Aggiornato il

2 Novembre 2016

Fase a gironi Champions League:

Juventus- Lione: 1-1

Una Juve a corto di fiato si fa riprendere nel finale dal Lione e deve rimandare la qualificazione agli ottavi di Champions. In controllo di gara per un’ora, i bianconeri hanno avuto un evidente e preoccupante calo psico-fisico che gli è costato caro.

Aver trovato subito il gol con Higuain su rigore non è bastato alla Juve per chiudere i conti. Ha sciupato due ghiotte occasioni per il raddoppio poi, a poco a poco, si è spenta fino a farsi riprendere da Tolisso. Nella serata in cui la squadra ha incassato l’ennesimo gol da palla inattiva, Allegri non può essere rimasto soddisfatto dell’esperimento di Pjanic trequartista. L’ex romanista continua a faticare a ritagliarsi spazi e posizione. Dà l’impressione di essere fuori dagli schemi e dalle linee di passaggio. Se il tecnico non troverà a breve una soluzione rischia di diventare un problema.

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Il Lione è partito pressando alto e ha subito impensierito Buffon con un sinistro in diagonale di Rybus. La Juve non si è impressionata e, dopo aver impegnato Lopes con Mandzukic, è passata (13′): Diakhaby ha ingenuamente spinto in area Sturaro, impedendogli di arrivare su un suggerimento di Higuain e ha indotto l’arbitro Kuipers a decretare il rigore. Sul dischetto è andato il Pipita che ha trasformato con freddezza.

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Approfittando dei maggiori spazi a disposizione, la Juve ha insistito ma ha mancato di un nulla il raddoppio con un destro dal limite di Marchisio e con un sinistro da 12 metri di Higuain, smarcato solo davanti alla porta da Mandzukic. I bianconeri, bravi a contenere le sterili iniziative degli avversari, hanno pensato di aver fatto il più ma nel finale di tempo sono stati risvegliati da Ghezzal e Gonalons che non hanno trovato per poco lo specchio della porta. Il primo con un sinistro radente dal limite, il secondo con un colpo di testa su punizione-cross dalla trequarti.

La Juve ha provato a calmierare il gioco nella ripresa e a lungo ha dato l’impressione di riuscire nell’obiettivo. La svolta negativa è arrivata al 67′ quando Bonucci si è visto costretto a chiedere il cambio per l’acuirsi di un dolore muscolare avvertito nel primo tempo. Allegri è passato al 3-5-2 togliendo anche Pjanic e inserendo Benatia e Alex Sandro ma la Juve non ha ritrovato passo e smalto.

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Il Lione, lentamente, ha ripreso coraggio e dopo aver mandato un avvertimento a Buffon con un sinistro del subentrato Cornet, ha pareggiato (85′): Ghezzal, con una punizione dalla trequarti, ha smarcato in area Tolisso che, lasciato indisturbato davanti alla porta, ha insaccato di testa rovinando al portierone bianconero la 100esima presenza in Champions.{}{}{}

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Stanchissima, la Juve non è riuscita a reagire e per poco, complice un errore di Barzagli, non ha incassato l’1-2 in pieno recupero da Lacazette. Per fortuna ora arriva la sosta. Servirà per recuperare fiato, idee e soprattutto gli infortunati.

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon, Dani Alves, Barzagli, Bonucci (22′ st Benatia), Evra, Khedira, Marchisio, Sturaro, Pjanic (23′ st Alex Sandro), Higuain (38′ st Cuadrado), Mandzukic. (25 Neto, 11 Hernanes, 24 Rugani, 34 Kean). All.: Allegri.
Lione (4-4-2): Anthony Lopes, Rafael, Mammana, Diakhaby, Morel, Ghezzal, Gonalons, Tolisso, Rybus (26′ st Cornet), Fekir (32′ st Darder), Lacazette. (30 Gorgelin, 2 Yanga Mbiwa, 7 Grenier, 12 Ferri, 29 Tousart). All.: Genesio.

Vi criticano tutti quando perdiamo o pareggiamo, ma sono i primi a festeggiare quando vinciamo. Io ti sono sempre vicina Juve mia nella gioia e nel dolore, per te ho giurato eterno amore. La Juventus non si discute, si ama.

Detto questo, ragazzi dobbiamo giocare meglio. Forza. Così non va! Onorate questa maglia.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

L’EX HIGUAIN INCANTA.. LA JUVE VINCE!

Postato il

29 Ottobre 2016

Undicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus- Napoli: 2-1

La differenza l’ha fatta proprio Gonzalo Higuain, il grande ex dell’anticipo allo Juventus Stadium. È stato lui a regalare la preziosissima vittoria alla squadra di Allegri (2-1) e a punire al di là dei suoi demeriti un buon Napoli, che è stato sempre all’altezza della situazione ed è stato condannato soltanto da due svarioni difensivi di Ghoulam. Del primo ha approfittato Bonucci, in avvio di ripresa. Del secondo, dopo il momentaneo pareggio di Callejon, ha invece beneficiato l’attesissimo Pipita: che ha infilato di sinistro Reina e ha contenuto la sua esultanza, concedendosi comunque un ghigno di comprensibile soddisfazione. Doveva essere la sua notte e l’argentino alla fine è riuscito a deciderla, nonostante la strenua resistenza della formazione di Sarri.

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È stata una sfida combattuta nel primo tempo, in cui l’arbitro Rocchi (quasi impeccabile) ha dovuto alzare la voce e distribuire molte ammonizioni, per non farsi sfuggire di mano la partita. La Juventus ha cercato di fare valere la sua superiorità atletica. Ma il Napoli ha tenuto botta grazie alle contromosse di Sarri, che ha inserito a sorpresa tra i titolari Chiriches e Diawara: per aumentare i centimetri e i muscoli della sua squadra. Missione compiuta, fino all’intervallo: appena due le palle gol, una per parte. Coi portieri praticamente inoperosi e qualche fischio dalle tribune.
Poi il match è cambiato di colpo, dopo l’intervallo. L’ingresso di Cuadrado al posto di Chiellini (infortunato) ha dato più vivacità ai bianconeri ed è arrivato subito (5′) il vantaggio di Bonucci, favorito dal primo liscio di Ghoulam.{}
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Gli azzurri hanno però reagito benissimo, trovando il pareggio (9′) con una bella combinazione tra Insigne e Callejon. {}{}
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Botta e risposta fulmineo, che ha ripristinato l’equilibrio in campo pure nel punteggio. In agguato c’era Higuain, però: prontissimo ad approfittare di sinistro del secondo svarione del povero Ghoulam, che invece di rinviare ha passato il pallone al suo ex compagno. Inutile l’assalto finale degli ospiti. Di Pipita ce n’è uno e ora ce l’ha Allegri.
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FORMAZIONI:
JUVENTUS (3-5-2) Buffon – Barzagli, Bonucci, Chiellini (38′ st Cuadrado) – Lichtsteiner, Khedira, Hernanes (31′ st Sturaro), Pjanic (23′ st Marchisio), Alex Sandro – Higuain, Mandzukic.
NAPOLI (4-3-3) Reina – Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam – Allan (31′ st Zielinski), Diawara. Hamsik (37′ st El Kaddouri) – Callejon, Mertens, Insigne (16′ st Giaccherini).
AVANTI TUTTA!
FORZA RAGAZZI…
Immenso Bonucci e un grandissimo Higuain.
NON MOLLIAMO MAI!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Paura per il terremoto..ma VITTORIA DELLA MIA JUVE!

Postato il

26 Ottobre 2016

Decima Giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Sampdoria: 4-1

Apro una parentesi per descrivere questa giornata particolare…non solo mi sono fatta male e ho scoperto che ho uno strappo al polpaccio, ma c’è stato ancora una volta il terremoto, ancora più forte. Non ne possiamo davvero più. Durante la partita c’è stata la seconda scossa, fortissima, ancora peggio della prima. La paura che si prova è indescrivibile. In questi momenti mi rendo conto di quanto siamo impotenti, siamo piccoli rispetto alla natura, a episodi del genere, dove non puoi far altro che sperare, pregare che non avvenga di peggio. Non sai quando finirà, non sai nulla e non puoi fare nulla. Che cosa bruttissima. Un incubo!

Il 26 ottobre 2016, alle ore 19:10:36 (UTC+2), una nuova forte scossa di magnitudo Mw 5,4 è stata registrata nel comune di Castelsantangelo sul Nera (provincia di Macerata), a cui ne è seguita una ancora più forte, di magnitudo Mw 5,9 alle ore 21:18:05, con epicentro nel comune di Ussita. Le due scosse hanno provocato innumerevoli crolli e diversi feriti lievi.  Sono seguite una serie di scosse, le più forti tra magnitudo 3,0 e 4,5. Tutto questo ha portato paura ai cittadini rivivendo la stessa sensazione vissuta il 24 agosto 2016. I vigili del fuoco e tutte le altre unità che si occupano di questi casi sono subito intervenuti per portare la gente in salvo e soprattutto per dar loro un rifugio antisismico.

Tornando alla partita..

La mia Juventus si rialza dopo il ko di San Siro contro il Milan e travolge la Sampdoria per 4-1. Tre punti che permettono ai bianconeri di restare in testa alla classifica, inseguiti a -2 dalla Roma. Un match strano quello di stasera. Bianconeri dominatori in avvio e avanti grazie ai goal di Mandzukic e Chiellini. A inizio ripresa i padroni di casa si rilassano troppo e colpisce Schick. Quindi reazione piemontese e reti finali di Pjanic e ancora Chiellini.

C’è il grande ritorno del mio adorato Principino..finalmente!!!

L’avvio bianconero è travolgente e la Sampdoria viene colpita due volte dal minuto 4 all’8′. Prima Cuadrado salta Regini a destra, crossa e Mandzukic di testa insacca per l’1-0. Il raddoppio viene da calcio d’angolo: batte Pjanic, la difesa blucerchiata è a zona e Chiellini devia di testa facilmente. {}

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Per 25′ è grande Juventus e la Sampdoria può fare ben poco se non contenere i padroni di casa e impedire il tris. Al 25′ primo break ospite con Praet che ci prova da fuori: pallone sul fondo. Poi chance per Higuain che conclude sull’esterno della rete.{}

Al 31′ conclude da lontano anche Evra, ma Puggioni è pronto. Un minuto dopo la più grossa occasione ospite: assist dalla sinistra di Schick e Budimir dentro l’area conclude sul fondo. Neto blocca un sinistro di Alvarez mentre Evra accusa un problema muscolare e deve lasciare il posto ad Alex Sandro. {}

Il secondo tempo inizia a ritmi molto bassi con la Juventus che gioca come se mancassero 5′ alla fine. Infatti non succede nulla fino al 12′ quando Chiellini regala palla a Praet che sale a sinistra e serve in area Schick che devia in gol. Giampaolo ci crede e fa entrare gli attaccanti titolari, Muriel e Quagliarella. Fuori Budimir e Schick.

Ma è la Juventus a reagire e a tornare in avanti come aveva fatto per gran parte del primo tempo. Prima Puggioni respinge un tiro-cross di Khedira, poi deva capitolare. Minuto 20: Pjanic conclude e Puggioni respinge corto, Higuain è in agguato ma viene murato dalla difesa, rimpallo e ancora conclusione di Pjanic stavolta vincente per il 3-1. Muriel prova a rispondere dal limite ma il pallone termina alto. Alla mezz’ora potrebbe segnare anche il Pipita: lancio  di Pjanic, controllo in area dell’argentino e tiro con Puggioni che respinge. Il poker viene invece servito al 42′: punizione di Cuadrado e Chiellini sbuca in posizione regolare e di testa insacca per la sua doppietta personale.

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FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Alves, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira, Marchisio  (28′ st Lemina), Pjanic (37′ st Asamoah), Evra (41′ pt Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 36 Loria, 4 Benatia, 11 Hernanes, 15 Barzagli, 24 Rugani, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 34 Kean). All.: Allegri
Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni, Sala, Silvestre, Skriniar, Regini, Praet, Cigarini, Barreto (29′ st Djuricic), Alvarez, Schick (16′ st Muriel), Budimir (16′ st Quagliarella). (92 Tozzo, 3 Amuzie, 6 Eramo, 10 Fernandes, 13 Pereira, 15 Krajnc, 16 Linetty, 17 Palombo, 34 Torreira). All.: Giampaolo

GRAZIE RAGAZZI..

Purtroppo sto passando proprio un periodaccio, ma sono sempre al vostro fianco.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

 

 

 

 

 

 

JUVE CHE COMBINI? COSI’ NON VA.

Postato il

22 Ottobre 2016

Nona giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Milan-Juventus: 1-0

Nel primo tempo Pjanic segna su punizione un gol che l’arbitro prima convalida, poi annulla per un offside che non c’è di Bonucci. Nella ripresa la rete decisiva del giovane centrocampista, Donnarumma salva al 95′.

A quasi quattro anni di distanza dall’ultima volta, i rossoneri tornano a battere la Juventus dopo 9 sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia e ora sono a -2 punti dai bianconeri primi in classifica. La capolista deve incassare la seconda sconfitta di questo campionato, entrambe al Mezza con le milanesi. Ma questa partita è stata condizionata da un evidente errore di Rizzoli e collaboratori che nel primo tempo hanno impedito alla Juventus di passare in vantaggio con una punizione beffarda di Pjanic. Al di là dell’errore resta negli occhi l’infinita e confusa consultazione di arbitro, guardalinee e assistente di porta.

Il Milan decide di aspettare la Juventus senza mai rischiare offensive massicce. I bianconeri approfittano di questo atteggiamento degli avversari e partono fortissimo. Nel primo quarto d’ora i Campioni d’Italia schiacciano sull’acceleratore sperando di mettere in soggezione i padroni di casa e spegnere la spinta dello stadio. Ci provano Dybala e Alex Sandro. Il Milan replica con Suso che impegna Buffon.{}

La prima svolta della partita arriva dopo la mezzora: Dybala prova un tiro da 40 metri per scavalcare Donnarumma, ma la parabola finisce fuori quadro e l’argentino rimedia un infortunio muscolare. Allegri sceglie di spedire in campo Cuadrado. {}

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Poco dopo l’episodio che resterà nella storia della serata: Pjanic calcia una punizione in area, Bonucci scatta sul filo del fuorigioco, segue la traiettoria alzando la gamba per cercare la deviazione, non la trova e inganna Donnarumma. Rizzoli indica il centrocampo (e il guardalinee corre verso la metà del terreno) tra le proteste inferocite dei rossoneri dovute alla posizione di Benatia vicino a Bonucci. Solo che dopo quasi due minuti di consultazione tra l’assistente di porta Massa e il guardalinee Cariolato (peraltro circondato da quasi tutto il Milan con Donnarumma che poi si dirige verso Massa dicendogli: “Tu non parli, tu non dici niente”), la decisione viene ribaltata.

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La Juventus fatica a riprendersi dopo questo episodio. Il primo tempo va in archivio con un assist molto bello di Pjanic per Khedira. Nella ripresa l’atteggiamento non cambia: il Milan lascia il compito di fare la partita alla Juventus che però non riesce ad approfittarne. Il match viene sbloccato al 20′ da un’altra fucilata di Manuel Locatelli.{}

I bianconeri non sfruttano due favorevoli azioni in contropiede con Dani Alves (trotterellante) e Cuadrado. L’arrembaggio finale produce solo un tiro dalla distanza di Hernanes, dopo classico doppio passo, e una sventagliata da 30 metri di Khedira deviata in modo plastico da Donnarumma proprio sul triplice fischio di Rizzoli.

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FORMAZIONI:

MILAN (4-3-3): Donnarumma – Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio – Kucka, Locatelli (36′ st Gomez), Bonaventura – Suso, Bacca (48′ st Lapadula),Niang (24′ st Poli). Allenatore: Montella
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Benatia (30′ st Mandzukic)- Dani Alves, Khedira, Hernanes (42′ st Sturaro), Pjanic, Alex Sandro – Dybala (33′ pt Cuadrado), Higuain. Allenatore: Allegri

Purtroppo quando ho un periodaccio la mia adorata Juve ne risente..Tranquilla ritorneremo più forti di prima..non ti abbandono amore mio.

Quelli come noi non mollano mai.

Riguardo all’arbitro preferisco non parlarne.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

SUPERGIGI AL CUADRADO!

Postato il Aggiornato il

18 Ottobre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Lione-Juventus: 0-1

Dopo tante critiche, alcune anche pesanti. Il doppio errore tra Nazionale e Juve-Udinese non ha minimamente scalfito la corazza di un gigante come Gianluigi Buffon. Il nostro superman come sappiamo noi tifosi è unico e inimitabile. E’ suo il volto del successo bianconero, ha fatto parate assurde e difficili anche solo da spiegare, come quella sul rigore di Lacazette e il miracolo che nega a Fekir il vantaggio in avvio di ripresa. La Juventus mostra i muscoli, si gode la magia da tre punti di Cuadrado e prosegue la sua marcia in testa al Gruppo H di Champions League a braccetto con il Siviglia, che ha vinto a Zagabria con lo stesso risultato della Vecchia Signora (0-1). Il Lione cede quando avrebbe dovuto prendere in mano la partita, vale a dire dopo l’espulsione di Lemina (8′ della ripresa). Ma in inferiorità numerica si è visto il volto migliore della Juve, capace di compattarsi in difesa senza rinunciare a pungere.

La rabbia di Buffon per le critiche ricevute, l’ironia di Allegri verso l’arbitro Marciniak, “Dobbiamo ringraziarlo per l’espulsione di Lemina: ha dato più ampiezza al nostro gioco…’: è stata un’altra notte speciale per la Juventus, tornata da Lione con i tre punti che la lasciano al primo posto del girone di Champions, in coabitazione con il Siviglia.

La Juventus parte subito forte e sin dai primi minuti prova a mettere sotto i ben organizzati avversari. I bianconeri dominano la partita, ma non riescono a segnare, grazie anche alla buona difesa del Lione. Higuain cerca i pali da fuori area ma il suo mancino termina alto. A vanificare la principale occasione del primo tempo bianconero è, suo malgrado, Sami Khedira, che mura con il corpo un sinistro a colpo sicuro di Bonucci. Il Lione tampona per poi provare a ripartire. Alla mezz’ora del primo tempo, la partita rischia di prendere una brutta piega: sugli sviluppi di un corner, Bonucci atterra Diakhaby e l’arbitro concede il penalty. Sul dischetto Lacazette si fa ipnotizzare da Buffon che intercetta alla sua sinistra. All’uscita dal tunnel degli spogliatoi è tutto un altro Lione. Fekir approfitta di un errore di Dani Alves, sterza di colpo su Barzagli e spara con il destro: Bonucci devia, Buffon ha un riflesso mostruoso e salva la porta. La serata bianconera rischia di naufragare definitivamente quando Lemina ferma fallosamente una ripartenza di Fekir: secondo giallo e conseguente espulsione, Allegri ridisegna subito i suoi arretrando Dani Alves sulla linea di difesa. Cuadrado per Dybala è il primo cambio ordinato dal tecnico bianconero ed è la mossa vincente, anche se prima di arrivare al vantaggio c’è bisogno di altri due miracoli di Buffon: prima su un gran tiro di Ghezzal (riflesso pazzesco dopo una doppia deviazione) e poi sul colpo di testa ravvicinato di Tolisso (riflesso di piede). Si apre lo scenario per Cuadrado. Il colombiano salta Morel dopo averlo puntato, butta un occhio a centro area, quanto basta per convincere Lopes, che si predispone al cross. Un cross che non arriva, perché Cuadrado fa partire un missile che tramortisce il portiere dei padroni di casa e permette alla Juve di gestire il vantaggio nel quarto d’ora finale. Sturaro e Benatia per Khedira e Dani Alves, Allegri vuole uomini da trincea per evitare guai. Gonalons ci prova da fuori area ma per il Buffon di questa sera è uno scherzo respingere in tuffo, il secondo dei tre minuti di recupero toglie il fiato a noi tifosi bianconeri: Ghezzal ha tempo per stoppare e prendere la mira col sinistro, quando il pallone sfila sul fondo il nostro sospiro di sollievo.

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FORMAZIONI:
Lione (3-5-2): Lopes; Yanga-Mbiwa (36′ st Cornet), Nkoulou, Diakhaby; Rafael, Darder (19′ st Ferri), Gonalons, Tolisso, Morel; Fekir, Lacazette (27′ st Cornet). (Gorgelin, Gaspar, Tousart, Ghezzal, Valbuena). All.: Genesio
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Evra; Dani Alves (38′ st Benatia), Khedira (30′ st Sturaro), Lemina, Pjanic, Alex Sandro; Dybala (24′ st Cuadrado), Higuain. (Neto, Benatia, Mattiello, Hernanes, Kean). All.: Allegri

Grazie ragazzi!

Immenso Cuadrado…

In quanto al mio SUPERG1G1 ho finito gli aggettivi ha dimostrato ancora una volta che le chiacchiere stanno a zero, Noi lasciamo parlare il campo.  Vi riporto qua sotto l’intervista di Gigi post partita. Parole da vero Capitano.

Leggermente “incazzato” per le critiche dei giorni scorsi, Gianluigi Buffon si toglie qualche sassolino dalle scarpe davanti le telecamere di Premium.

“Mai detto che nessuno mi dava per morto, nessun funerale. So, senza presunzione, essere autocritico, non c’è bisogno che qualcuno diventi spocchioso entrando e mancando di rispetto della persona e della sua carriera, non mi sono mai omologato con gli altri, io ho sentito solo una cosa giusta tra le varie stupidate, <<io da Buffon pretendo di più>> “.

Anche stasera la Juventus ha vinto soffrendo, per il capitano bisogna invertire la tendenza e cominciare a giocare meglio.

“La Juve deve migliorare perché non può bastare per andare in fondo, so che abbiamo fatto è proposto in parità numerica, poi in inferiorità siamo stati più squadra senza accontentarci. Lo spirito ed il senso di responsabilità è buono, dobbiamo migliorare e abbiamo margini per poterlo fare, sarebbe un peccato non spendere questo tempo per non fare un salto in avanti”.

Alessio Tacchinardi gli chiede come mai non abbia esultato alle parate fatte questa sera…

“Perché non hai esultato? Non ho esultato perché mancava tanto alla fine e non volevo perdere energie, la situazione lo richiedeva lo dovevo ai compagni, alla società, ai tifosi che con me sono encomiabili. Pensavo da prendere la gara con le molle, sono una squadra di qualità con esperienza europea, protagonisti in questi quindici anni, vincere voleva dire mettere un’ipoteca sul passaggio del turno, in undici contro undici non pensavo di poter perdere, poi in dieci pensavo che potesse accadere ma abbiamo dato una buona risposta di compattezza, come detto prima secondo me, dobbiamo fare dei passi in avanti se vogliamo essere protagonisti in Europa”, conclude.

AVANTI TUTTA..NON MOLLIAMO MAI!

DAI RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

Dybala fa doppietta.. Juve verso la fuga!

Postato il

15 Ottobre 2016

Ottava giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Udinese:2-1

La Juve supera l’Udinese grazie ad una meravigliosa doppietta della Joya, che risponde al gol del vantaggio friulano di Jankt.

Tra infortunati e affaticati, Allegri è costretto a un ampio turnover e schiera un anomalo 3-5-2 con Dybala e Mandzukic in attacco, Cuadrado ed Evra esterni, Alex Sandro interno di centrocampo con Lemina ed Hernanes a completare il reparto. In difesa rientra Benatia che fa compagnia a Lichtsteiner e Barzagli. Prima panchina dopo 181 giorni di stop per Marchisio. Delneri risponde con un 4-3-3 con De Paul, Zapata e Thereau in avanti. Kums, Jankto e Fofana formano il centrocampo friulano.

I friulani, evidentemente rinvigoriti dal cambio di allenatore, giocano una partita gagliarda, passando addirittura in vantaggio e serve il miglior Dybala per ribaltare il risultato e prendere i tre punti.

L’argentino va vicino al gol già dopo un minuto dall’inizio della partita, scaricando il sinistro sull’esterno della rete. A metterlo nelle condizioni di tirare è Cuadrado, che  appena può attacca la profondità e punta l’uomo, ma l’Udinese ci mette poco a prendere le misure al colombiano e inizia a respingere le iniziative dei bianconeri. Il pressing alto dei friulani crea più di una difficoltà durante l’impostazione della manovra e così la conclusione della Joya rimane l’unica del primo quarto d’ora.

La soluzione è cercare Mandzukic con maggiore frequenza e sfruttare le sue sponde per velocizzare il gioco. Con un colpo di testa del croato e uno di Hernanes la Juve si riaffaccia dalle parti di Karnezis, però spesso l’iniziativa è nelle mani degli avversari. Cuadrado prova a scuotere i suoi con un destro dal limite fuori misura e sembra riuscire nell’intento, visto che al 25′, dopo una combinazione tra Dybala e Lemina, sporcata da un rimpallo, Mandzukic si trova con la porta spalancata e il pallone sul destro ma, disturbato da Danilo, alza troppo la mira.
Invece è l’Udinese che continua ad attaccare e alla mezz’ora viene premiata: Hernanes non controlla il tocco di Evra, Jankto ne approfitta recuperando palla e lasciando partire un rasoterra dal limite che passa sotto il corpo di Buffon e termina in rete.

In un certo senso ci voleva, perché la Juve si scuote finalmente dal torpore, alza il ritmo e pur non creando grandi occasioni, raggiunge il pareggio con una prodezza di Dybala che al 43′ sfrutta nel modo migliore una punizione dal limite concessa per atterramento di Lemina. L’arbitro ha il suo da fare per tenere a distanza regolamentare la barriera friulana e quando finalmente arriva il fischio la Joya pennella una traiettoria perfetta, che si infila nell’angolino e manda le squadre al riposo sull’1-1.

A inizio ripresa Delneri cambia Samir con Adnan, mentre Allegri ridisegna la sua Juventus con una difesa a tre composta stavolta da Benatia, Barzagli ed Evra, a sinistra ci va Alex Sandro, a destra Lichtsteiner e Cuadrado interno di centrocampo. La nuova disposizione sorprende l’Udinese che ci mette diversi minuti per capirla. Ma sono minuti fatali perché al 6′ De Paul aggancia ingenuamente in area Alex Sandro: rigore netto. Sul dischetto ci va Dybala che spiazza Karnezis e firma la sua personale doppietta. Al quarto d’ora la Juventus potrebbe chiuderla: cross perfetto dalla destra di Lichtsteiner e Alex Sandro tutto solo di testa schiaccia la palla, ma la manda out.

Cominciano le sostituzioni Delneri lancia Perica al posto di De Paul, Allegri cambia Mandzukic con Higuain e il Pipita si rende subito pericoloso in area ospite, ma Adnan lo mura. Dentro anche Bonucci (applauditissimo) al posto di Benatia. L’Udinese generosamente si porta in attacco e Thereau ha una buona occasione quando si libera a sinistra, entra in area e conclude, ma Buffon respinge in angolo. Al 38′ ancora protagonista Buffon che si fa parzialmente perdonare l’incertezza del gol subito: palla crossata in area da Adnan, poi rimessa al centro e Zapata di testa devia ma il numero uno bianconero si salva con l’aiuto del palo. Minuti finali che vedono la Juventus tutta a difendere e schierata col 5-4-1 e l’Udinese in avanti, ma senza più trovare occasioni da rete.

Juventus (3-5-2): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Benatia (24′ st Bonucci), Cuadrado , Hernanes, Lemina, Alex Sandro, Evra, Dybala (36′ st Sturaro), Mandzukic (20′ st Higuain). In panchina: Neto, Audero, Pjanic, Mattiello, Dani Alves, Marchisio, Khedira, Sturaro, Keane. Allenatore: Allegri
Udinese (4-3-3): Karnezis,Wague, Danilo, Felipe, Samir (1′ st Adnan),Kums, De Paul (9′ st Perica), Fofana, Jankto (29′st Hertaux), Thereau, Zapata. In panchina: Scuffet, Perisan, Angella, Widmer, Heurtaux, Evangelista, Matos, Balic, Hallfredsson, Peñaranda. Allenatore: Delneri

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GRAZIE RAGAZZI!

NON MOLLIAMO MAI! AVANTI TUTTA..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

UN POKER CHE VALE IL PRIMO POSTO!

Postato il

27 Settembre 2016

Seconda giornata della fase a gironi (gruppo H) di Champions League:

Dinamo Zagabria-Juventus:0-4

Dopo il pari d’esordio con il Siviglia la squadra di Allegri centra il primo successo contro un avversario costantemente sulla difensiva. I bianconeri superano la Dinamo per 4-0, prendendo in mano il gioco fin dall’inizio e rimanendone padroni fino alla fine. Pjanic e Higuain spianano la strada nel 1° tempo, poi Dybala trova la prima rete stagionale e Dani Alves fissa il punteggio.

Una Juve straripante, dominante, cinica in avanti e ai limiti della perfezione in difesa, strapazza con quattro reti la Dinamo Zagabria allo Stadio Maksimir e, considerata anche al difficoltà della competizione, offre forse la prova più convincente di questo inizio di stagione.

Gli uomini di Allegri non lasciano agli avversari neanche le briciole e prendono immediatamente in mano il gioco. I bianconeri raddoppiano o triplicano i croati nelle rare volte in cui entrano in possesso palla e si gioca praticamente in una sola metà campo, con i padroni di casa ben rintanati in difesa. Con un  muro di maglie blu davanti, l’unica possibilità di avvicinarsi alla porta è l’invenzione del singolo, oppure l’errore di un avversario. Hernanes al quarto d’ora cerca la prima soluzione, con una staffilata di sinistro che sfiora il palo, mentre Pjanic, al 24′, sfrutta la seconda: Sigali interviene di testa in modo maldestro sul lancio di Bonucci e serve involontariamente un assist delizioso per Pjanic, che senza lasciar rimbalzare il pallone, tocca con la punta eludendo l’uscita di Semper e appoggiando in rete.

La reazione dei croati è immediata e Schildenfeld scuote la traversa incornando la punizione di Antolic, ma è un fuoco di paglia. La Juve è padrona assoluta del campo e il vantaggio regala ai bianconeri ancora maggior sicurezza nelle giocate. Quella che si vede al 31′ è da manuale: sventagliata di quaranta metri di Pjanic che cade morbida sul petto di Higuain. Tempo che il pallone raggiunga il sinistro del Pipita ed è già 2-0.

L’azione si ripete poco dopo, con protagonisti Bonucci e Khedira, il primo al lancio, il secondo che supera Semper in uscita con un colpo di testa sul quale però la difesa croata riesce a intervenire.

La ripresa inizia con Cuadrado al posto di Pjanic. Il colombiano scambia più volte la posizione con Khedira, giocando comunque da mezz’ala. Si tratta di una novità tattica che non incide minimamente sull’efficacia del gioco dei bianconeri. La partita rimane a senso unico e non ci vuole molto perché il punteggio diventi ancor più rotondo: al 12′ Dybala ha qualche metro di spazio davanti a sé e tanto gli basta per accelerare il passo, prendere la mira e lasciar partire da oltre venti metri un sinistro teso che si spegne in rete. Per la Joya è il primo gol stagionale, ma per una perla del genere valeva la pena aspettare qualche gara.

Poco dopo il ventesimo Allegri opera la seconda sostituzione, mandando in campo Pjaca, fino a due mesi fa idolo locale, richiamando Barzagli e passando alla difesa a quattro. L’ingresso del numero 20 bianconero è salutato dal pubblico con un’ovazione e, a questo proposito, va sottolineato come i tifosi croati non smettano neanche per un secondo, neanche sotto di tre gol, di incitare la propria squadra.

Una buona dose di applausi spetta anche a Mandzukic, altro ex della gara, che al 26′ rileva Higuain. La Juve ora è schierata con il 4-2-3-1 e avendo già messo il risultato al sicuro, gli ultimi minuti sono utilissimi per testare il nuovo modulo, che esalta le qualità tecniche e la velocità di esecuzione dei tre uomini alle spalle dell’unica punta: sia Pjaca, che Dybala, che Cuadrado arrivano a impegnare ancora Semper, senza riuscire a sorprenderlo.

Chi ce la fa è Dani Alves, che a cinque minuti dal termine disegna una traiettoria maligna su calcio piazzato sulla quale il portiere interviene in modo tutt’altro che perfetto, riuscendo a toccare il pallone, ma non a rinviarlo. La sfera prende un effetto curioso e dopo essere rimbalzata sulla linea si insacca, permettendo di mettere a referto il terzo gol del brasiliano nelle ultime tre partite e di festeggiare con un poker la prima vittoria europea della stagione. Non solo: con lo spettacolare successo di Zagabria la Juve centra anche il primo posto nel girone, con quattro punti, alla pari con il Siviglia.

FORMAZIONI:

DINAMO ZAGABRIA (4-3-3): Semper, Situm, Sigali, Schildenfeld, Pivaric, Antolic  (27′ st Machado), Benkovic, Jonas (3′ st Fiolic), Soudani, Fernandes  (13′ st Hodzic), Pavicic. (9 Henríquez, 40 Livakovic, 14 Gojak, 55 Peric). All.: Sopic
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli (23′ st Pjaca), Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Khedira, Hernanes, Pjanic (1′ st Cuadrado), Evra, Dybala, Higuain. (25 Neto, 12 Alex Sandro, 27 Sturaro, 18 Lemina). All.: Allegri

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Questa sì che è la mia Juventus!

Grazie ragazzi..non mollate mai! Voglio vedere sempre dei leoni in campo!

Avanti così ragazzi! Forza…

Vincere non è importante..è l’unica cosa che conta!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!