MUSICA

CONGRATULAZIONI MAESTRO ENNIO MORRICONE!

Postato il

29 Febbraio 2016

Ennio Morricone ce l’ha fatta: dopo sei nomination e un Oscar alla carriera, il compositore ha ricevuto la statuetta per la colonna sonora di The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Morricone è il più anziano vincitore dell’Oscar, e si era recato a Los Angeles qualche giorno prima della cerimonia per ricevere una Stella sulla Walk Of Fame. Ricevuto il premio, il grande compositore è salito sul Palco e ha ringraziato – in italiano, con una traduzione simultanea – in particolare John Williams e la moglie.

CcWtkvtWIAAwj3h

FB_IMG_1456737305038

FB_IMG_1456828902882

Arrivato a Los Angeles in veste di favorito, applauditissimo alla cerimonia per la stella sulla Walk of Fame di Hollywood, Ennio Morricone ha vinto l’Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino consegnato dal grande Quincy Jones. Era la sesta candidatura, non ce l’aveva fatta per «I giorni del cielo», «Mission», «Gli intoccabili», «Bugsy» e «Malena». Finora, a 87 anni, aveva ricevuto la statuetta per la carriera dalle mani di Clint Eastwood (nel 2007). La vittoria ai Golden Globes aveva confermato che questo sarebbe stato l’anno giusto. E, giustamente, scatta la meritata e commossa standing ovation. Lui, accompagnato sul palco dal figlio, ringrazia, ancor più commosso, in italiano: «Buonasera signori», rende omaggio agli altri compositori, in particolare a John Williams, autore della colonna sonora di «Star Wars The Force Awakens», John Williams, «non c’è una musica importante senza un grande film che lo ispiri. Ringrazio Tarantino per avermi scelto. Dedico questo premio a mia moglie Maria».

Mi inchino ad un vero e proprio genio.

Grazie di esistere Maestro.

Orgoglio italiano.

EZIO BOSSO..MAESTRO DI MUSICA E DI VITA!

Postato il Aggiornato il

11 Febbraio 2016

Colgo l’occasione di averlo visto ieri sera al Festival di Sanremo per presentarvi una persona che ammiro tantissimo:Ezio Bosso.

ezio_bosso_sanremo-860x450_c

Questo uomo ieri sera ha incantato Sanremo con la sua musica, ma non solo, con la sua semplicità, la sua forza d’animo, il suo sorriso che va oltre la malattia, le sue bellissime parole, poche, ma piene di significato. Mi ha fatto piangere e riflettere tanto, mi sono persa tra le sue note. Ha dato una lezione di vita, è un esempio per tutti. Posso solo ringraziarlo. Ho pensato a tante cose tra le quali che ogni giorno persone che hanno tutto si lamentano in continuazione di cose stupide, di frivolezze e chi invece ha malattie gravi o problemi seri è pieno di voglia di vivere..di forza di volontà e soprattutto sorride sempre. La salute è la cosa più importante.

Grazie a lui la frase che dico sempre: “LA MUSICA E’ VITA, SENZA NON POTREI VIVERE” assume un significato ancora più forte.

Ezio Bosso è pianista, direttore d’orchestra di fama internazionale.  Ha 44 anni ed è torinese. Ha imparato a leggere lo spartito prima delle lettere, e a 4 anni già suonava. Da ragazzino per 3 anni è stato bassista degli Statuto, presto abbandonati per la musica classica.

A 16 anni il debutto come solista. Compositore, direttore (anche della London Symphony), ha firmato anche la colonna sonora di “Io non ho paura”, di Gabriele Salvatores. Nel 2011 ha dovuto sottoporsi ad un intervento al cervello, per l’asportazione di una neoplasia che lo ha precipitato, parole sue, in “una storia di buio”. Dopo l’intervento infatti è stato colpito da una malattia autoimmune. Aveva disimparato a parlare e a suonare, ha dovuto riapprendere tutto. Ma non si è fermato.

Solo nel 2015 ha inciso il primo disco “The 12th Room”, doppio cd per piano solo registrato con il pubblico in sala a Gualtieri (Reggio Emilia).

Cosa gli è successo. L’aveva raccontato tempo fa a La Stampa. “A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me. Al massimo, io sono al servizio della musica”.

Gli inizi. Ezio è stato precoce. Grazie ad una prozia pianista ha cominciato lo studio della musica a quattro anni. Poi ha studiato a Vienna, sotto la guida di Streicher e Österreicher e Schölckner.

Dove ha suonato. Sia come solista, che come direttore o in formazioni da camera si è esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali. Per citarne alcuni: Royal Festival Hall, Southbank Center London, Sydney Opera House, Palacio de las Bellas Artes di Mexico city, Teatro Colon di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica Roma.
Col basso. Nel 1985 è entrato a far parte degli Statuto, con cui ha suonato per tre anni. Poi ha deciso di abbandonare la musica pop per la classica.

«La musica è la nostra vera terapia». Standing ovation e molte lacrime hanno accolto le parole e la musica del pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso sul palco dell’Ariston ieri sera. Entrato in scena su una sedia a rotelle, l’enfant prodige ha commosso l’Italia. «La musica è una magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno la bacchetta, è una fortuna che condividiamo» ha detto prima di mettersi allo strumento e dar prova di una sorprendente tecnica pianistica.  

“La musica siamo noi. È una fortuna che condividiamo. Ci è arrivata e ce la cerchiamo. Mettiamo le mani ma ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”

“Noi diciamo che perdere è brutto ma a volte perdere i pregiudizi, perdere le paure, perdere il dolore ci avvicina e ci fa seguire”

“La musica come la vita si può fare solo in un modo. Insieme”

“Noi uomini tendiamo a dare per scontato le cose belle”

I premi. Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo) o il Syracuse NY Award in America, la sua musica viene richiesta nella danza dai più importanti coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang o Rafael Bonchela, nel teatro da registi come James Thierrèe e nel cinema ha collaborato con registi di fama internazionale tra cui Gabriele Salvatores.

Al cinema. Per Salvatores ha composto la famosa e innovativa colonna sonora per quartetto d’archi del film “Io non ho paura”. Ma anche per Quo Vadis baby? e per Il ragazzo Invisibile.

Il suo stile. Da anni è ormai considerato uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione.
Ha compiuto un approfondito lavoro sugli strumenti ad arco, conosce diversi linguaggi musicali, e soprattutto la sua ricerca sul concetto di musica empatica sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo.

Il suo primo disco. The 12th room/ 12 stanze è il titolo del suo primo album. Lo racconta così:

“Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente.

E’ una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai.
Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Si, perché la stanza è anche una poesia”.

Cosa farà ora. Il tour nei teatri italiani è in partenza. Il 27 febbraio a Collegno a Le Lavanderie a Vapore, l’8 aprile a Cagliari, il 12 Roma, il 19 a Firenze. Il primo aprile a Torino invece una lezione speciale alle persone affette da neurodiversità a Palazzo Barolo.

Un autentico ciclone si è abbattuto sul Festival di Sanremo 2016, di nome Ezio Bosso: ha fatto boom la sua ospitata con tanto di intervista e sonata di piano, per uno dei compositori e pianisti più famosi del mondo con un particolarità drammatica, la malattia Sla che si porta dietro. Dalla carrozzina alle parole che escono difficili dalla bocca, Bosso è stato ed è un trionfo di gioia che risulta davvero misteriosa pensando alla sua condizione: una felicità non ostentata e neanche forzata, ma una semplicità di testimonianza che ha colpito davvero tutti ieri sera, da Carlo Conti in giù. Per otto ore consecutive è stato trend topic su Twitter al primo posto, mentre il pubblico dell’Ariston ha accolto la sua Following a Bird con una standing ovation: share cresciuto di 10% durante il suo intervento e classifica di iTunes impazziti con il suo ultimo album, The 12th Room, diventato primissimo quasi all’istante. E poi ancora, ad aprile Bosso sarà nei teatri italiani proprio per presentare “un viaggio attraverso le 12 stanza della vita” e siamo certi che dopo l’emozione di ieri saranno stati in tanti a prenotare i biglietti esclusivi. La disabilità come abilità? Anche. La malattia che sconfigge tutto? Sì ma non solo. Colpisce in lui la semplicità e la letizia. Anche e soprattutto per questo, grazie davvero Ezio.

ECCO IL LINK DEL VIDEO DI EZIO BOSSO A SANREMO 2016 CON FOLLOWING A BIRD:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-306e05f7-a102-42fb-bf8b-dfeca642a88c-sanremo.html#p=0

Un maestro di musica, di vita, ma anche di auotironia. Ezio Bosso, dopo la sua emozionante performance di ieri sera a Sanremo, lascia di nuovo senza parole. Questa volta con una battuta su Twitter, in risposta a un cinguettio del blog satirico Spinoza, che ieri aveva definito “da coglione” la pettinatura del pianista, che è affetto da una malattia neurodegenerativa. “E’ davvero commuovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa avere una pettinatura da coglione”, recitava il tweet dissacrante. Geniale la risposta del compositore: “E’ perché cerco di pettinarmi da solo”

Con il suo talento, la sua musica, le sue parole e la sua simpatia aveva già conquistato ieri sera il popolo di Sanremo. Ora conquista anche la rete. E anche Spinoza si è dovuto arrendere: “Era già il nostro idolo prima ma ora ha vinto tutto”.

Bosso mi sta  particolarmente a cuore anche per il fatto che mio nonno Ezio oltre al suo stesso nome ha la sua stessa malattia (la Sla), ma lui è all’ultimo stadio. Vivendola ogni giorno vi posso assicurare che è una sofferenza atroce, non solo per il malato, ma anche per chi gli sta accanto e lo assiste.

Sapete cos’è la SLA?

La sclerosi laterale amiotrofica è una rara malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, cellule cerebrali responsabili del controllo dei movimenti, e che porta alla progressiva paralisi della muscolatura volontaria. Oltre alla progressiva perdita di forza agli arti e della muscolatura della fonazione, deglutizione e respirazione, in alcuni casi può coinvolgere le funzioni cognitive fino alla demenza frontotemporale.

La malattia è conosciuta anche come Morbo di Lou Gehrig, dal nome del famoso giocatore americano di baseball che ne fu colpito, o come malattia di Charcot dal nome del neurologo francese che per primo la descrisse nel 1860. Nella maggior parte dei casi, oltre il 90 per cento, la malattia è sporadica e sulle sue cause non c’è ancora certezza nonostante negli ultimi anni siano stati compiuti numerosi studi e siano state avanzate molte ipotesi.

Non esistono trattamenti capaci di fornire un valido blocco alla degenerazione neuronale che, dai sintomi iniziali come atrofia muscolare, paralisi, spasticità, arriva fino alla compromissione delle funzioni vitali, tanto che la vita media di un paziente con SLA è tra i due e i cinque anni. E non ci sono cure. E l’unico farmaco autorizzato per il trattamento – il riluzolo – perde presto di efficacia man mano che la malattia progredisce.

Mi auguro che la tenacia e il carisma di Bosso portino a un rinnovato interesse verso la SLA che speriamo si traduca in un incremento della ricerca scientifica e dell’assistenza ai pazienti. Tuttavia, il suo rimane un manifesto d’amore per la cultura musicale, patrimonio che deve essere accudito, trasmesso e diffuso, anche su un palcoscenico, ad ogni costo.

LA MUSICA E’ LA NOSTRA SALVEZZA.

GRAZIE EZIO BOSSO!

COMPLIMENTI MAESTRO ENNIO MORRICONE!

Postato il Aggiornato il

Golden Globe 2016: vince anche Ennio Morricone, stagione dei premi si apre nel segno dell’Italia

Ennio Morricone ha vinto il globo per la colonna sonora di The Hateful Height, il nuovo film di Quentin Tarantino, che ha ritirato il premio al posto del compositore italiano. “E’ una cosa fantastica, voi capite che Ennio Morricone è il mio compositore preferito? E non intendo un compositore qualunque, solo di film, intendo uno come Mozart, come Beethoven, come Schubert”, ha detto Tarantino che ha poi proseguito “Ennio Morricone non ha mai vinto un premio singolo per uno dei film che ha fatto. Ha vinto in Italia, ha vinto alla carriera, ma mai qui in America e voglio ringraziarlo: a 87 anni ha realizzato una fantastica colonna sonora e finalmente vinto un premio prestigioso.

Condivido..è anche il mio compositore preferito!

Ennio Morricone è un genio della musica!

Orgoglio italiano..

Grazie di esistere Maestro!

…E COMPLIMENTI ANCORA!

BUON COMPLEANNO ENNIO MORRICONE!

Postato il

ENNIO MORRICONE
Ennio Morricone, una delle ultime leggende viventi del cinema italiano, compie oggi 87 anni. Alle spalle, una carriera mastodontica che tocca 56 anni nella storia della settima arte, cinque nomination all’Oscar andate a vuoto (e un premio alla carriera di consolazione nel 2007), fama e fortuna a livello internazionale. I suoi temi hanno contribuito fortemente a dare forma al cinema di Sergio Leone e al western all’italiana, ma hanno anche fatto sognare gli spettatori di tutto il mondo quando Hollywood si è accorta del suo talento e ha iniziato a domandare i suoi servigi.

La collaborazione con Sergio Leone ha una genesi molto lontana visto che Ennio e Sergio erano compagni alle scuole elementari. Nel 1964 Morricone scrisse la prima colonna sonora per il regista principe degli spaghetti western: Per un pugno di dollari. A questa collaborazione fecero seguito quelle di Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa fino a C’era una volta in America (1984).

Oltre a questo sodalizio ve ne furono molti altri fondamentali: quelli con Bernardo Bertolucci, Elio Petri, Marco Bellocchio, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Tornatore e molti altri… Ma ha collaborato con registi di ogni genere cinematografico: con Dario Argento (L’uccello dalle piume di cristallo), Pedro Almodovar (Legami!), Brian De Palma (Gli intoccabili), Tinto Brass (La chiave), Carlo Verdone (Bianco Rosso e Verdone), La cosa (John Carpenter)…

Tra le colonne sonore indimenticabili possiamo citare La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, la trilogia del dollaro e i due C’era una volta di Sergio Leone, tra le composizioni più premiate, citiamo Mission di Roland Joffe, Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore e Gli intoccabili di Brian De Palma.

Sono oramai 50 anni che Ennio Morricone scrive almeno una colonna sonora all’anno… una piacevolissima abitudine che forse non abbiamo ancora valutato appieno.

L’elenco dei premi ricevuti (fonte Wikipedia):
-1965 – Nastro d’Argento per Per un pugno di dollari
-1969 – Premio Spoleto Cinema
-1970 – Nastro d’Argento per Metti, una sera a cena
-1971 – Nastro d’Argento per Sacco e Vanzetti
-1972 – Premio Cork Film International per La califfa
-1979 – Nomination all’Oscar per I giorni del cielo (Days of Heaven)
-1981 – Premio della critica discografica per Il prato
-1985 – Riceve il Nastro d’argento e il BAFTA per C’era una volta in America
-1986 – Nomination all’Oscar, BAFTA e Golden Globe Award per “Mission”
-1988 – Nastro d’argento, BAFTA, Grammy Award e nomination all’Oscar per Gli intoccabili
-1988 – David di Donatello per “Gli occhiali d’oro
-1989 – David di Donatello per Nuovo Cinema Paradiso
-1989 – Nint Annual Ace Winner per Il giorno prima
-1989 – Pardo d’onore del Festival internazionale del film di Locarno
-1990 – BAFTA, Prix Fondation Sacem del XLIII Festival di Cannes e David di Donatello per Nuovo Cinema Paradiso
-1991 – David di Donatello per Stanno tutti bene
-1992 – Nomination all’Oscar per Bugsy
-1992 – Grolla d’Oro alla carriera (Saint Vincent)
-1993 – David di Donatello e Efebo d’Argento per Jona che visse nella balena
-1994 – Premio Golden Soundtrack dell’ASCAP (Los Angeles)
-1995 – Leone d’Oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
-1999 – Golden Globe per La leggenda del pianista sull’oceano
-2000 – David di Donatello per Canone inverso
-2001 – Nomination all’Oscar per Malèna
-2007 – Riceve il Premio Oscar alla carriera
-2007 – David di Donatello per La sconosciuta
-2008 – Premio Internazionale Daniele Paris (Frosinone)
Onorificenze:
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 1995
Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte
— Roma, 25 febbraio 2000
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 14 luglio 2005

EnnioMorriconeClintEastwoodOscar

Oggi, in questo traguardo così importante nella sua vita, colgo l’occasione per ribadire quanto è immenso! Un vero genio.
I suoi brani che tutti ci siamo trovati ogni tanto a fischiettare sotto la doccia e che ogni volta ci portano alle lacrime per la loro poesia o brividi lungo la schiena per la loro cupezza. SEMPLICEMENTE GRAZIE.
87 ANNI E NON SENTIRLI!
Buon compleanno, maestro!

LUCIANO PAVAROTTI: UNICO E INIMITABILE. UN MITOL..E UN GRANDE JUVENTINO!

Postato il Aggiornato il

Quando ho visto il suo funerale ho pianto come fosse stato uno di famiglia. La sua voce per me è unica, mi riusciva e riesce ancora ad emozionare come quasi nessuno. Mi fa venire i brividi! E poi..era veramente simpatico. Avrei tanto voluto conoscerlo. Lo adoro!

Tra l’altro ho scoperto che era un tifoso della Juventus. Un altro motivo in più per amarlo!

Sicuramente tutti sanno chi è, ma pochi conoscono davvero la sua storia.

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo grazie alla sua voce, intensa e squillante, nonché per la sua particolare simpatia e comunicatività. La riuscita gestione della propria immagine mediatica è stata tale da influire sul consenso popolare alla musica operistica in generale, che Pavarotti ha tentato di rilanciare nella modernità, anche se il suo operato è stato altresì motivo di pesanti contestazioni.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell’ambito musicale, tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale. Con Enrico Caruso, Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli e Tito Schipa, permane uno dei tenori “storici” di notorietà mondiale.

Luciano Pavarotti ha fatto la sua prima esperienza musicale nel coro della sua città, di cui anche suo padre Fernando, era membro. Il giovane Pavarotti e il genitore, insieme alla corale Gioacchino Rossini, effettuarono una trasferta in Galles per partecipare al concorso internazionale di canto di Llangollen, dove ottennero il primo premio. Questo evento  incendiò le ambizioni musicali del giovane Pavarotti, facendogli sognare una carriera da tenore. Aveva inizialmente intrapreso la strada dell’insegnamento (conseguendo il diploma di maestro elementare), ma dopo i primi studi di canto con il tenore Arrigo Pola e successivamente (dopo la partenza per il Giappone di Pola) con Ettore Campogalliani, vinse nel 1961 il prestigioso Concorso Internazionale che gli consentì di debuttare come Rodolfo, protagonista della Bohème, nell’allestimento del Teatro di Reggio Emilia lo stesso anno (29 Aprile). Il successo di quella serata convinse il giovane Pavarotti a proseguire seriamente il percorso appena intrapreso di cantante d’opera: da quella sera la sua carriera ebbe inizio.

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali » (Daniel Hicks, The New York Times)

BELLISSIMA QUESTA SUA DESCRIZIONE..:

Tenace come Calaf, dolce come Nemorino

Artista a tratti informale e abile comunicatore (nel senso moderno del termine), e soprattutto personaggio comunque unico all’interno del mondo dello spettacolo, ambasciatore nel mondo del belcanto all’italiana, amante della buona tavola come Rossini e impegnato nella solidarietà (che solo in parte ha bilanciato la caduta di immagine dovuta ai suoi problemi con il fisco, Pavarotti è stato riconosciuto da molta parte della critica come uno fra i migliori cantanti nel registro di tenore del XX secolo, un secolo che pure ha dato numerosi grandi protagonisti al mondo dell’opera, alcuni dei quali, suoi coetanei o quasi, sono ancora in attività. Questo riconoscimento gli è venuto non soltanto per la particolare estensione vocale e padronanza tecnica dello strumento voce, uniti a una capacità di interpretazione in grado di porlo nella condizione di andare in profondità nella lettura dei personaggi che andava a interpretare sul palcoscenico e nei solchi delle incisioni discografiche, ma anche in virtù di quello che il suo collega José Carreras ha definito naturale carisma, di cui Pavarotti era evidentemente dotato. Tenace come il Calaf che doma la pucciniana principessa Turandot ed esorta le stelle a un tramonto senza indugio in vista di un’alba che lo vedrà vincitore, e capace al tempo stesso di una tenerezza degna dell’ingenuo e affabile Nemorino donizettiano de L’elisir d’amore (Una furtiva lacrima è una delle sue arie d’opera più conosciute), Pavarotti – per tutti, il Maestro – è stato al contempo il testimone di un’epoca e di una professione, quella di cantante, per la quale – secondo le sue stesse parole – non è sufficiente il solo talento se esso non è supportato da un’adeguata e talvolta faticosa opera di studio.

CELEBRAZIONI E RICONOSCIMENTI

Nel 1990, in occasione di una serie di concerti a Covent Garden (Londra), venne inaugurata la statua di cera del tenore italiano (primo interprete d’opera a ricevere l’onore) al museo di Madame Tussauds. Nel 1992 il ministro francese della cultura gli ha conferito la Legion d’onore.

Il 19 giugno 1994 il Comune di Portomaggiore gli conferì la Cittadinanza onoraria in occasione della sua visita nella cittadina emiliana per l’inaugurazione di un busto a Mafalda Favero, soprano portuense che il Maestro ebbe modo di conoscere agli inizi della sua carriera. Nel 1998 fu nominato Messaggero di pace dalle Nazioni Unite.

Nel 1999 al tenorissimo fu dedicato un asteroide, il 5203 Pavarotti. Nel maggio 2001, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati conferì a Luciano Pavarotti il Nansen Refugee Award, per la sua opera di sostegno dei rifugiati del Pakistan. Primo italiano a vincere il premio in vita, Pavarotti è stato definito dal UNHCR il privato cittadino che maggiormente ha contribuito a raccogliere fondi per l’agenzia.

L’8 febbraio 2006 ricevette la Cittadinanza onoraria di Sarajevo, per l’impegno profuso dall’artista in favore dei bambini bosniaci. Nel dicembre 2006 gli venne conferito il Premio Puccini, alla sua 36ª edizione, e nello stesso mese ricevette a Bergamo, nell’ambito del Bergamo Music Festival il Premio Donizetti. Il 4 settembre 2007 gli fu conferito dal ministero dei Beni Culturali il Premio per l’eccellenza nella cultura, alla prima assegnazione

Pavarotti si è aggiudicato complessivamente 6 Grammy Award, 4 come artista singolo e altri 2 in collaborazione con altri artisti:

  • 1978 – Miglior voce classica solista
  • 1979 – Miglior voce classica solista
  • 1981 – Miglior voce classica (Joan Sutherland, Luciano Pavarotti & Marilyn Horne)
  • 1988 – Miglior voce classica solista
  • 1990 – Miglior performance classica (premio al gruppo I Tre Tenori)
  • Nel 1998, viene premiato con il Grammy Legend Awards

RICONOSCIMENTI ED EVENTI ORANIZZATI IN MEMORIA DI PAVAROTTI

l comune di Modena gli ha intitolato, il 6 dicembre 2007 con una cerimonia pubblica, il Teatro cittadino intitolandolo teatro comunale Luciano Pavarotti. Nel febbraio del 2008, il Casinò di Sanremo espone nella sala incontri una statua di luce del tenore modenese creata da Marco Lodola.

Il 12 ottobre 2008 (giorno del suo compleanno) si è tenuto Salute Petra, un concerto in onore del maestro a Petra (Giordania) e trasmesso in televisione. Hanno partecipato a questo appuntamento molti artisti fra cui i colleghi Plácido Domingo e José Carreras (per la prima volta riuniti senza Pavarotti), Jovanotti, Sting, Zucchero, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Andrea Griminelli, Cynthia Lawrence, e molti altri. Il concerto si è svolto per iniziativa della principessa Haya Hussein di Giordania e della vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, entrambe presenti all’evento assieme alla figlioletta del maestro, Alice Pavarotti, al re Abd Allah II di Giordania con la moglie Rania di Giordania, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al ministro Andrea Ronchi, a Caterina Caselli e a molte altre autorità e amici del tenore.

Sempre nel giorno del suo compleanno, anche il famoso motore di ricerca Google dedica un riconoscimento speciale a Pavarotti, inserendo nella sua homepage un’icona del maestro che riportava a tutte le pagine web a lui dedicate. Nel 2009 è stata annunciata la realizzazione di un progetto a Dubai, gestito da un’azienda di Bergamo, che prevede la realizzazione di una torre denominata Luciano Pavarotti Tower, di 16 piani e con all’interno un museo dedicato al tenore italiano più famoso al mondo.

L’11 agosto 2010 si è tenuto a Manfredonia in Piazza Giovanni XXIII il concerto “Ricordando il Maestro Luciano Pavarotti” alla presenza di Nicoletta Mantovani e delle autorità locali. Hanno cantato gli allievi di Big Luciano: Domenico Tegliafilo (tenore), Antonella Tegliafilo (soprano), Francesca Cappelletti (soprano), Luigi Cirillo (baritono), Francesco Ellero D’Artegna (basso) e Simona Todaro (soprano) con l’Orchestra Lirico-Sinfonica di Capitanata “Umberto Giordano” diretti dal M° Giuseppe Acquaviva. L’evento organizzato dalla “Fondazione Luciano Pavarotti” era stato presentato il giorno prima con l’apertura della Mostra nel Castello di Manfredonia dedicata al Maestro in anteprima nazionale.

In occasione di EXPO 2015 la Fondazione Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani hanno deciso di aprire al pubblico la casa di campagna del Maestro a Modena, permettendovi l’accesso sette giorni su sette. Si tratta di una Casa Museo per permettere al pubblico di ammirare non solo le stanze e gli arredi, ma anche abiti e costumi di scena, oggettistica come i foulard e i cappelli che spesso accompagnavano Pavarotti, fotografie, dipinti, cimeli vari, spartiti e pianoforte ove il Maestro studiava e approfondiva la sua arte.

CURIOSITA’

  • Grande appassionato di cavalli ed equitazione; inoltre Pavarotti seguiva molto il calcio ed era un tifoso della Juventus.
  • Pavarotti aveva l’hobby di giocare al burraco.
  • Pavarotti compare in una puntata di Futurama.
  • Pavarotti viene citato nel brano Mope del gruppo rock comico statunitense Bloodhound Gang.
  • Nel 1995 ricevette una Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dall’Università degli Studi di Parma.
  • Nel 2003 ha duettato con Brian May e i Queen nella canzone “Too much love will kill you”.
  • Nonostante possedesse diverse abitazioni, amava trascorrere l’estate nella villa di Pesaro, appartenuta ai genitori.

La sua canzone che adoro in assoluto è questa:

BRIVIDI!

Altre canzoni bellissime..sono troppe..ne metto solo alcune 🙂

LA FIRMA DI LUCIANO PAVAROTTI:

frase-celebre-di-luciano-pavarotti-25879

il 9 settembre 1998..17 anni fa moriva Lucio Battisti: l’Italia piange ancora il suo poeta

Postato il

Il 9 settembre 1998 si spegneva all’ospedale San Paolo di Milano Lucio Battisti, il poeta, compositore e polistrumentista che, insieme a Mogol, regalò alla musica italiana dei capolavori senza tempo ricchi di emozioni, genialità e profondi sentimenti.

Girando tra i siti ho trovato questo articolo che mi è piaciuto tanto e ve lo voglio riproporre:

“Raccontare Lucio Battisti è quasi impossibile. Si rischia di passano le ore, i giorni le settimane ad arrovellarsi il cervello nel tentativo di trovare la giusta chiave di scrittura per esprimere, con semplici parole, una figura tanto complicata quanto semplice come quella dell’artista rietino.

Ti renderai immediatamento conto che nulla sarà mai in grado di omaggiare un uomo, un cantante, un artista dalle mille sfaccettature quale era Lucio Battisti.

Il cantautore sabino non era solito rilasciare interviste, anzi era piuttosto schivo e riservato, quasi geloso della sua vita privata, per una ragione molto semplice. Lucio Battisti comunicava con il pubblico, con i suoi ascoltatori, a modo suo, con il suo stile. Lo faceva con le sue canzoni, i suoi testi, la sua voce, i suoi concerti e i suoi dischi.

Il suo successo inizia nel 1965, grazie all’incontro con Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande paroliere italiano di tutti i tempi. Questo sodalizio regalerà alla musica italiana, a tutti noi, alcuni tra i più bei testi di sempre, eseguiti da Lucio in maniera esemplare, quasi magistrale se si pensa cha all’inizio della sua carriera la sua voce era stata giudicata non adatta, per nulla commerciale.

Le canzoni di Lucio Battisti erano canzoni d’amore, canzoni che erano in grado di mettere a nudo le corde più nascoste dell’anima di qualsiasi ascoltatore, come “Pensieri e Parole” o la splendida “il mio canto libero”, testo scritto da Mogol dopo la separazione dalla moglie , dove l’amore è urlato, sviscerale, senza remore. Quasi sottovoce.

La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato. E s’alza un vento tiepido d’amore, di vero amore. E riscopro te, dolce compagna che, non sai domandare ma sai, che ovunque andrai, al fianco tuo mi avrai”.

Nel 1970 arriva quello che, probabilmente, è il suo più grande successo: Emozioni. Il brano è la sintesi dell’inarrivabile capacità di Battisti di usare la voce per esprimere sentimenti che scavano nella profondità dell’anima umana e che mette a nudo tutto te stesso:” E stringere le mani per fermare, qualcosa che è dentro me, ma nella mente tua non c’e’….. tu chiamale se vuoi emozioni.

Lucio Battisti si spegne il 9 settembre del 1998, ma il poeta rietino  continua a raccontare emozioni che appaiono immortali a chiunque abbia avuto la fortuna di ascoltare e amarle.

Grazie Lucio, puoi chiamarle, se vuoi, emozioni. Ovunque tu sia.”

ENNIO MORRICONE..UN GENIO DELLA MUSICA..

Postato il Aggiornato il

Considerato da molti un Mozart redivivo: ENNIO MORRICONE.

Ennio Morricone è nato a Roma il 10/11/1928.
Durante la sua carriera si è cimentato in tutte le specializzazioni della composizione musicale: nella musica assoluta così come nella musica applicata, dapprima come orchestratore e direttore in campo discografico, poi come compositore per il teatro, la radio, la televisione ed il cinema.
Nel 1946 consegue il diploma di tromba al Conservatorio e ottiene il primo impiego come arrangiatore per il teatro di varietà;
nel 1947 viene ingaggiato come compositore di musiche per teatro; nel 1953 realizza il primo arrangiamento per una serie di trasmissioni per la radio.
Nel 1954 si diploma in Composizione al Conservatorio sotto la guida di Goffredo Petrassi.
Nel 1958 viene assunto dalla Rai come assistente musicale, ma si licenzia il primo giorno di lavoro.
La sua carriera di compositore di musica per film ha inizio nel 1961 con Il Federale di Luciano Salce; ma con i film western di Sergio Leone – Per un Pugno di Dollari (1964), Per Qualche Dollaro in Più (1965), Il Buono, il Brutto, il Cattivo (1966), C’era una Volta il West (1968), Giù la Testa (1971) – diventa famoso in tutto il mondo. Nel 1965 entra a far parte del Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza; nel 1984, insieme ad altri compositori fonda a Roma l’I.R.TE.M. (Istituto di Ricerca per il Teatro Musicale.

Dal 1960 Morricone ha musicato oltre 400 film lavorando con moltissimi registi italiani ed internazionali (tra questi: Sergio Leone, Gillo Pontecorvo, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Lina Wertmuller, Giuseppe Tornatore, Brian De Palma, Roman Polanski, Warren Beatty, Adrian Lyne, Oliver Stone, Margarethe Von Trotta, Henry Verneuil, Pedro Almodovar, Roland Joffè). Tra I suoi film più noti ricordiamo: La Battaglia di Algeri; Sacco e Vanzetti; Cinema Paradiso; La legenda del Pianista sull’Oceano, Malena; The Untouchables, C’era una volta in America; Mission; U-Turn. La sua produzione di Musica Assoluta comprende più di 100 composizioni scritte dal 1946 ad oggi

Alcuni titoli: Concerto per orchestra 1 (1957); Frammenti di Eros (1985); Rag in Frantumi (1986); Cantata per L’Europa (1988); UT, per tromba, archi e percussioni (1991); Ombra di Lontana Presenza (1997); Voci dal Silenzio (2002); Sicilo ed altri Frammenti (2006); Vuoto di Anima Piena (2008).

Ennio Morricone ha diretto varie orchestre in tutto il mondo tra le quali l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia in diverse stagioni sinfoniche. Ricordiamo anche la direzione dell’Orchestra Filarmonica e del Coro Filarmonico della Scala, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Budapest, l’Orquesta Nacionales de España (ONE). L’Orchestra Nazionale del Brasile, l’Orchestra della Radio Bavarese Monaco Rundfunk, la London Synphony Orchestra, L’Orchestra Sinfonica Bulgara, l’Orchestra e il Coro della Radiotelevisione Spagnola. Inoltre lavora spesso con l’Orchestra Roma Sinfonietta per i numerosi concerti in Italia e all’estero e anche per la registrazione di musiche per il cinema. Il 2 Febbraio 2007 il Maestro Morricone, con l’Orchestra Roma Sinfonietta, ha diretto un importante concerto presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare l’insediamento del nuovo Segretario Generale dell’ONU Banki Moon

Nella sua lunga carriera Ennio Morricone ha ricevuto moltissimi premi tra cui 8 Nastri D’argento, 5 Bafta, 5 Nomination all Oscar, 7 David Di Donatello, 3 Golden Globe, 1 Grammy Award, 1 European Film Award, oltre al Leone D’Oro e l’Oscar alla Carriera. Nel 2009 il Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha firmato un decreto che nomina il M° Ennio Morricone al grado di Cavaliere nell’ordine della Legione d’Onore.

In campo discografico ha ricevuto 27 Dischi D’oro, 7 Dischi di Platino, 3 Targhe d’oro e nel 1981 il premio della “Critica discografica” per la musica del film “Il Prato”. La colonna sonora del film Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo è incluso nella nuove entrate del Grammy Hall of Fame 2009.

In un’intervista alla domanda: Lei compone le colonne sonore usando il pentagramma, non il pianoforte. Può spiegarci il perché?

Lui rispose: Ebbene, se avessi bisogno del pianoforte per comporre della musica non sarei un musicista. La partitura per orchestra nasce da un’idea, non dalle note di un solo strumento. Molti grandi compositori del passato erano pianisti, ma non ce n’era uno che suonasse il pianoforte per comporre una partitura destinata ad un’orchestra. Si dà il caso, poi, che io abbia una formazione da trombettista.

Ennio Morricone non si può commentare, non gli si rende abbastanza valore attraverso le parole..va semplicemente ascoltato.

Quindi..

Vi propongo questi video..

chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare….

lasciate che la musica vi entri dentro..

BUON ASCOLTO!