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La capolista se ne va..

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29 Gennaio 2017

Ventiduesima giornata di Campionato di Serie A 2016/2017:

Sassuolo-Juventus: 0-2

Il campionato che la Juventus aveva riaperto con la sconfitta di Firenze, quella che aveva mandato in pensione il 3-5-2 e un certo modo di pensare, è tornata a fare paura da quando Allegri ha dato la svolta chic alla sua squadra. La vittoria con il Sassuolo era largamente prevedibile, certo. E non è mai stata in discussione, visto che i neroverdi poco hanno fatto per resistere almeno un briciolo. Ma la Juve è forte e agguerrita, questo è evidente a tutti.

L’unica nota stonata è Dybala, che è ancora il meno brillante dei quattro attaccanti (benché ieri abbia centrato un palo nella ripresa e propiziato il secondo gol) e che ieri è uscito, rimpiazzato da Pjaca, con una maschera sul volto: non quella del gladiatore con cui ultimamente festeggia i gol ma quella di un ragazzo adombrato per l’ennesima sostituzione. Dybala è filato via senza neanche guardare in faccia Allegri né stringere la mano che l’allenatore gli aveva teso: devono essere i residui dell’irritazione che lo aveva preso prima di Natale.

La Juve ha spianato la partita in meno di mezzora, imperversando sulla fascia destra del Sassuolo, quella che avrebbe dovuto essere occupata da Pol Lirola, gioiello del settore giovanile bianconero, assente per infortunio: il suo sostituto, Antei, ha aperto voragini. I primi in classifica hanno fatto scorribande in contropiede e già al 7′ sono passati in vantaggio: Mandzukic ha lanciato di tacco Alex Sandro, il quale ha crossato per Higuain che non ha avuto alcuna difficoltà a fulminare l’immobile Acerbi.

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Dopo altre ripartenze sempre sulla stessa fascia (il Pipita ha sprecato il raddoppio), il 2-0 l’ha regalato Cannavaro, facendosi sfilare la palla da Higuain, il quale ha poi centrato da sinistra: velo di Dybala, inserimento di Khedira.

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Il Sassuolo non ha reagito. La Juve ha sempre avuto la situazione in mano, ha rischiato una volta sola al 13′ st, quando Buffon s’è opposto prima a Politano e poi a Matri, e ha fondamentalmente evitato di infierire, anche se le opportunità di segnare il 3-0 non sono mancate, in particolare per Dybala, che ha colpito il palo al 9′ st (sinistro dal limite), e per Higuain, lanciato superbamente da Cuadrado ma fermato da Consigli al 24′ st. Solamente la maschera cupa della Joya sostituita ha allungato un’ombra sul felice pomeriggio juventino.

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FORMAZIONI:

SASSUOLO (4-3-3): Consigli – Antei, Cannavaro, Acerbi, Peluso – Aquilani, Mazzitelli (13′ st Duncan), Pellegrini (14′ st Defrel) – Berardi, Matri (30’st Ragusa), Politano. All. Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon – Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro – Pjanic, Khedira – Cuadrado (39′ st Rincon), Dybala (33′ st Pjaca), Mandzukic – Higuain. All. Allegri

Questa è la Juve che mi piace!

La Juve che lotta sempre e non molla mai!

Grazie ragazzi..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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Sconfitta che ci può stare..rialzarsi subito!

Postato il Aggiornato il

15 Gennaio 2017

Ventesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Fiorentina-Juventus:2-1

Fiorentina capace di imporre i propri ritmi ai bianconeri nel primo tempo, di passare in vantaggio con Kalinic al 37’ e poi di difendersi nella ripresa.Quando Badelj sigla il momentaneo 2-0 al 54’ la Juventus risponde tre minuti più tardi con Higuain e col passare dei minuti cresce la paura. Niente da fare, però.

Lancio dalle retrovie, Kalinic spalle alla porta appoggia per Bernardeschi che a sua volta restituisce il pallone al croato sulla destra: tiro in diagonale di prima intenzione e rete. E così, al 37’, arriva il vantaggio dei viola.

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Nella ripresa i ritmi della Fiorentina calano, inevitabilmente. Eppure al 54’ arriva il raddoppio. Badelj vede Chiesa scattare verso Buffon e lo serve con un lancio sul quale il numero 25 viola prova a deviare e beffa il portiere bianco nero, pur non toccando il pallone. 2-0 dunque a firma di Badelj.

Dura poco, però, perché al 57’ la Juventus accorcia le distanze con Higuain, abile a sfruttare il cross dalla sinistra di Khedira e l’incertezza di Olivera sul tocco di Sturaro. La Fiorentina si abbassa, troppo, e i bianconeri spingono, ma le occasioni non si concretizzano. Non c’è più tempo e dopo sei minuti di recupero la Fiorentina può finalmente esultare.

FORMAZIONI:

FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu, Sanchez, Gonzalo, Astori, Chiesa, Badelj, Vecino, Borja Valero, Maxi Olivera, Bernardeschi, Kalinic. A disp: Lezzerini, Sportiello, De Maio, Zarate, Tello, Salcedo, Cristoforo, Hagi, Babacar, Milic, Tomovic, Ilicic. Allenatore: Paulo Sousa.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira, Marchisio, Sturaro, Alex Sandro, Dybala, Higuain. A disp: Neto, Audero, Pjanic, Hernanes, Mandzukic, Pjaca, Asamoah, Rugani, Rincon. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Una sconfitta ci può stare, ma dobbiamo reagire subito!

Contro loro non dovevamo perdere..LI ODIO!

Pesa questo risultato…ma noi non molliamo mai! MAI.

Forza ragazzi..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

UNA BRUTTA JUVE..DIMENTICARE E RIPARTIRE!

Postato il

27 Novembre 2016

Quattordicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Genoa-Juventus: 3-1

Il Genoa chiude la gara nella prima mezz’ora con la doppietta di Simeone e l’autorete di Alex Sandro. Inutile la rete di Pjanic nel finale.

I meriti del Genoa confinano con  i demeriti della Juventus, che aveva la testa da un’altra parte, i muscoli pesanti, la presunzione dappertutto e un allenatore che stavolta non ne ha azzeccata mezza: ha rinnegato il 4-3-3 che aveva funzionato a Siviglia, ha messo Dani Alves stopper e Lichtsteiner esterno, ha lasciato che Cuadrado vagasse come seconda punta, ha ritoccato il modulo aggiungendo disordine al disordine, difatti abbiamo visto una specie di 4-2-3-1 con Alves mediano e Khedira ala sinistra e poi, quando ha fatto ricorso a Higuain, una sorta di 4-1-3-2 mentre il Genoa continuava a macinare gioco e avversari con il suo 3-4-3 riconoscibilissimo, dai tratti precisi e dall’interpretazione univoca.

La Juve ha fatto il primo tiro in porta all’82’, quando Pjanic ha infilato l’angolino sul punizione: per il resto, Perin non ha fatto una parata e gli unici pericoli li ha corsi a inizio ripresa, sulle conclusioni imperfette di Khedira e Pjanic. Il Genoa ha dominato senza soluzione di continuità e più che una partita è stata, appunto, uno sballottamento. Juric ha sguinzagliato i suoi ordinando pressing altissimo, raddoppi feroci, sovrapposizioni continue e ritmo incessante. Ma questo è il suo calcio,  non saperlo prevedere e non immaginare una strategia per arginarlo è stato un torto grave.

Il primo gol racconta tutto: Bonucci ha cercato di eludere la pressione genoana sulla tre quarti con un colpo di tacco senza senso, Rigoni gli ha sfilato la palla scatenando un’ordalia in area di rigore. Buffon ha fatto miracoli spaventosi respingendo sul biondo trequartista e su Simeone, Alex Sandro ha salvato sulla linea su Ocampos ma alla fine ancora Simeone l’ha sbattuta dentro, al quarto tentativo. Ogni respinta la prendeva un genoano, e gli juventini sono stati sempre a guardare. Il raddoppio è stato più lineare: cross di Lazovic, con Alex Sandro beatamente a osservarlo, e incornata di Simeone ad anticipare l’immobilità di Benatia. Il corso della partita non è mai cambiato, il Genoa s’è un po’ chetato solamente nella ripresa e non prima di aver segnato per la terza volta (tocco di Rigoni sulla traversa, poi carambola tra Alex Sandro e la porta). Allegri ha collezionato mosse difficili da capire e comunque senza nessun effetto, annotando anche gli infortuni di Bonucci (sospetto stiramento alla coscia sinistra, la stessa che i medici juventini pensavano si fosse lesionata tre settimane fa) e di Dani Alves, uscito malconcio (una frattura composta del perone della gamba sinistra, si teme un lungo stop) da un contrasto con Ocampos. La Juve ha reagito solo di nervi, ha protestato per un rigore non dato (fallo di Ocampos su Mandzukic) e per un pasio di fischi sbagliati (ma ci stava anche l’espulsione di Cuadrado nel finale), tradendo un’insicurezza isterica che ha raggiunto il culmine nel clamoroso litigio tra Cuadrado e Mandzukic alla fine del primo tempo. Ha dovuto dividerli Dani Alves. È stata l’unica cosa decente che il brasiliano ha combinato.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

GENOA (3-4-3): Perin; Izzo, Burdisso, Munoz; Lazovic (22′ st Edenilson), Rincon, Cofie, Laxalt; Rigoni (42′ st Gakpé) , Simeone, Ocampos (44′ st Biraschi)
A disposizione: Lamanna, Zima, Fiamozzi, Gentiletti, Ninkovic, Ntcham, Pandev
Allenatore: Juric
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Lichtsteiner (8′ st Higuain), Bonucci (33′ pt Rugani), Benatia; Dani Alves, Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Pjanic, Alex Sandro;  Cuadrado, Mandzukic
A disposizione: Neto, Audero, Evra, Chiellini, Marchisio, Asamoah, Kean
Allenatore: Allegri

LA JUVENTUS NON SI DISCUTE..SI AMA!

Può capitare anche a noi di sbagliare una partita, l’importante è ricordarsi di non farlo più accadare. Che questa batosta ci serva da lezione!

Forza ragazzi!

IO CREDO IN VOI SEMPRE!

NOI SIAMO QUELLI DEL FINO ALLA FINE..NON MOLLIAMO MAI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

JUVE SEI GRANDE!

Postato il

22 Novembre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-3

Sotto dopo soli 9 minuti per il gol di Pareja, la Juventus ringrazia Vazquez, espulso a fine primo tempo: Marchisio impatta su rigore, Bonucci perfeziona il sorpasso nel finale e Mandzukic mette la firma in pieno recupero. Juve prima nel girone sbanca Siviglia e vola agli ottavi.

La Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d’anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell’ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. Ci sono quindi le firme di Claudio Marchisio, anche fortunato in occasione del rigore, di Leonardo Bonucci, che a 6′ dalla fine inventa il mancino che mette in discesa la sfida, e di Mario Mandzukic, sempre pronto al pressing e alla lotta in attacco.

Allegri ha solo una punta di ruolo a disposizione oltre al giovanissimo Keane e allora propone un inedito 4-3-3, con Cuadrado e Alex Sandro a supporto di Mandzukic, una soluzione che permette di allargare il gioco e anche di favorire gli inserimenti di Pjanic e Khedira. L’inizio è promettente, perché i bianconeri sono aggressivi in avanti e ordinati in fase difensiva, ma al primo tiro in porta il Siviglia passa con Pareja, che dal limite calcia al volo un pallone spiovente e infila l’angolino alla destra di Buffon.

La Juve accusa il colpo e perde un po’ di precisione, mentre gli spagnoli alzano il ritmo e si rendono ancora pericolosi con Escudero, che supera in velocità Dani Alves e sfiora la traversa dai sedici metri. Dalla parte opposta risponde Cuadrado, con un tiro-cross insidioso, messo in angolo da Rico, è con le iniziative del colombiano che la Juve riprende a macinare gioco e riprendere il controllo del match. Dal suo destro arrivano i servizi per Mandzukic e Khedira, le cui conclusioni non centrano la porta, ma allarmano, e non poco gli spagnoli, che cominciano a entrare duro. Un po’ troppo, tanto che Vazquez in cinque minuti rimedia due gialli e lascia i compagni in dieci.

La Juve insiste, schiaccia gli avversari, ma manca sempre qualcosa a finalizzare l’azione. Così sembra che si debba scontato andare al riposo sotto di un gol, sugli sviluppi di un angolo, il  signor Clattenburg vede una trattenuta su Bonucci in area e concede il rigore. Dal dischetto va Marchisio che calcia angolato e rasoterra, Rico tocca, ma non respinge e i bianconeri agguanto il più che meritato pareggio.

A inizio ripresa la Juve può sfruttare la superiorità numerica per comandare il gioco, anche se deve stare attenta a non concedere contropiedi e palle inattive, sulle quali il Siviglia è sempre pericoloso.

L’atmosfera dello stadio, sempre più “calda”, non aiuta la serenità di Sampaoli che protesta troppo con il direttore di gara per un fallo non fischiato sulla tre quarti campo e viene allontanato dalla panchina. Aiuta però i giocatori spagnoli, che nonostante l’uomo in meno a tratti riescono a mettere in affanno la difesa bianconera.

La Juve si fa vedere in avanti con una discesa di Pjanic conclusa da un rasoterra bloccato in due tempi da Rico, ma il più delle volte le azioni si infrangono contro il muro di maglie bianche eretto a protezione dell’area. Poco prima della mezz’ora Allegri interviene sostituendo Evra con Sturaro. Alex Sandro arretra in difesa mentre Cuadrado, Khedira e Pjanic agiscono alle spalle di Mandzukic.

Il pallone è sempre tra i piedi dei bianconeri, ma è un possesso sterile e allora Allegri cambia ancora: fuori Pjanic e dentro Keane, che a sedici anni, dopo l’esordio di sabato contro il Pescara, scopre anche il fascino della Champions. Appena il tempo di operare il cambio e gli sforzi della Juve vengono premiati. Il gol sembra quello di Pereja che ha aperto le danze nel primo tempo, perché la porta e la stessa e la dinamica pure: su respinta della difesa al limite dell’area, si avventa Bonucci che scarica un destro rasoterra imparabile.

La partita non è finita, c’è da portare a casa il risultato e Chiellini rileva Cuadrado per dare più protezione sui palloni che il Siviglia inizia a spedire in area. Dopo una sfuriata dei padroni di casa però la Juve riprende in controllo delle operazioni e negli ultimi secondi  passa ancora con il diagonale di Mandzukic.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

Siviglia (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja; Mariano (31′ st Kranevitter), N’Zonzi, Iborra, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1′ st Sarabia). A disposizione:Sirigu, Carriço,Ganso, Kiyotake, Ben Yedder. All.: Sampaoli

Juventus (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Rugani, Evra (27′ st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39′ st Kean); Cuadrado (42′ st Chiellini). Mandzukic, Alex Sandro. A disposizione: Neto, Asamoah, Hernanes, Lemina. All.: Allegri

Marchisio: «Il gol un po’ come una liberazione»

Dopo il rientro dall’infortunio, un gol pesante, pesantissimo: la rete dal dischetto che ha riaperto il match decisivo per il passaggio dei bianconeri agli Ottavi di finale di Champions League. Un momento importantissimo, per Claudio Marchisio, tornato in campo da leader del centrocampo bianconero.

«Siamo davvero felici! Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, e sapevamo che non sarebbe stato facile qui, in questo Stadio, con questo pubblico incredibile che incitava il Siviglia anche quando stava perdendo 3-1. La nostra prestazione non è stata male, considerata la forza dell’avversario, che non a caso finora non aveva mai preso gol: noi siamo riusciti a segnargliene tre, quindi non possiamo che essere contenti».

Primo obiettivo raggiunto, ora la Juve guarda avanti: «Non dobbiamo pensare troppo a quello che verrà dopo, dobbiamo pensare al presente. Oggi eravamo sotto 1-0 e le cose potevano mettersi male, invece l’abbiamo ribaltata e abbiamo raggiunto la qualificazione. Innanzitutto in Champions c’è ancora una partita, poi dobbiamo pensare al campionato. Anche se le altre squadre stanno sbagliando qualcosa, questo non significa che noi possiamo pensare di permetterci di poter giocare senza la giusta cattiveria».

Pochi spazi per il palleggio, sul terreno del Sanchez-Pizjuan: «Nel secondo tempo ci siamo fatti ingolosire tutti da questi palloni in profondità, e siamo riusciti a trovare gli spazi per palleggiare meglio soltanto dopo il secondo gol. A quel punto, loro si sono aperti e siamo riusciti anche a segnare il terzo. Questa squadra ha una tale qualità che sicuramente può e deve migliorare, al di là degli uomini che scendono in campo. Abbiamo una rosa completa e di alto livello, ma è normale che dopo i primi tre mesi, tra campionato, coppe e Nazionali, si arrivi in un periodo in cui i giocatori possano iniziare a sentire un po’ di stanchezza. Per quanto riguarda me, è un po’ dura giocare partite ogni tre giorni, non è ancora semplice perché muscolarmente ho momenti di difficoltà in cui mi si appanna la vista. So che devo lavorare: è stato un infortunio lungo, ma sono felice di come stanno andando le cose».

Quel rigore, e poi la gioia di tornare ad esultare dopo una palla che si infila in rete: «Al momento del rigore, pensavo soltanto a tenerla più bassa possibile, perché il campo non era bello, e c’erano tante buche, quindi avevo paura di alzarla troppo. Poi quando ho calciato, sono stato fortunato perché la palla è passata sotto il braccio del portiere ed è entrata. E’ stata un po’ una liberazione, perché dopo tutti questi mesi vedere la palla dentro e andare a festeggiare un gol è stato sicuramente bellissimo».

Mi sentivo troppo i goal di tutti e tre, infatti su un foglietto avevo scritto i loro nomi.

Sono felicissima per il goal del mio adorato Principino, se lo merita tutto.

Grande Juve! Grazie ragazzi!

MAI MOLLARE

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

LA TERRA TREMA ANCORA..

Postato il

30 Ottobre 2016

Questa mattina sono stata svegliata da una scossa fortissima, mai sentita così in vita mia. Ho avuto davvero una paura tremenda, anche perché con il polpaccio in queste condizioni non posso nemmeno muovermi. Non finiva mai ed era tremendo.

Il 30 ottobre alle 07:40 si è verificata una scossa di magnitudo 6,5, percepita in gran parte della penisola italiana, in Austria (nella regione di Salisburgo e in Carinzia) e sulle coste Balcaniche risultando la più forte scossa di terremoto in Italia dal sisma dell’Irpinia del 1980.Il sisma si è originato a 10 chilometri di profondità con epicentro tra i paesi di Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera. Si sono registrati diversi crolli ma nessuna vittima. Dopo questo si sono verificate scosse di assestamento comprese tra magnitudo 3,5 e 4,8. A Norcia sono crollate la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea ed è stata quasi completamente distrutta la frazione di Castelluccio di Norcia con circa il 60% delle case crollate. Il sisma ha provocato uno spostamento di due lobi: uno verso est di 40 cm nell’area di Montegallo e l’altro verso ovest di 30 cm nella zona di Norcia.

SUPER HIGUAIN..E LA JUVE VOLA!

Postato il

10 Settembre 2016

Terza giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

JUVENTUS-SASSUOLO: 3-1

I campioni d’Italia disputano una prima mezz’ora di gara travolgente. Il Pipita realizza una doppietta in cinque minuti, poi Pjanic chiude la pratica. La rete ospite arriva grazie a un errore di Buffon e una deviazione di Antei.

Questa Juventus è troppo forte, di una categoria superiore rispetto al campionato italiano. Io lo dico da tifosa, ok, ma penso che se ne rendano conto tutti! Ritmi alti, giocate di prima senza errori e tre gol in 27′ al Sassuolo che non è proprio l’ultima arrivata. Gonzalo Higuain realizza una doppietta d’autore al suo esordio dal 1′ in bianconero e Pjanic ci mette la ciliegina. Il Sassuolo accorcia, sempre nel primo tempo, approfittando di una uscita a vuoto di Buffon e Antei si ritrova goleador senza capire nemmeno come. Nel secondo tempo la Juventus controlla, potrebbe segnare ancora, ma si accontenta di essere capolista a punteggio pieno dopo tre giornate di Serie A.

Allegri può finalmente proporre la vera nuova Juventus con i big tutti dal 1′: Pjanic a centrocampo e in attacco la coppia Higuain e Dybala. Chiellini gioca regolarmente in difesa mentre riposano Barzagli e Dani Alves rimpiazzati rispettivamente da Benatia e Lichtsteiner. Lemina vince il ballottaggio con Asamoah. Al 3-5-2 bianconero, Di Francesco risponde col 4-3-3 con Ragusa, Matri e Politano in attacco viste le assenze di Berardi e Defrel. In mezzo al campo con Magnanelli ci sono Duncan e Pellegrini; al centro della difesa Antei viene preferito a Cannavaro. Dopo una bella parata di Buffon su Politano, la Juventus ne fa due in cinque minuti e l’assoluto protagonista è Gonzalo Higuain. Minuto 5: contropiede bianconero con assist di Dybala per Higuain che in area con un destro diagonale realizza. Al 10′ la furia argentina si ripete: Lichtsteiner crossa dalla destra per Pjanic che di testa la tocca verso Khedira che a sua volta di testa serve il Pipita che con una pazzesca girata fa 2-0.

E’ un monologo bianconero adesso col Sassuolo che appare inerme. Sfiora la rete anche Bonucci di testa su calcio d’angolo, ma è Pjanic a siglare il 3-0 al 27′: Dybala scatta in area ma viene fermato in extremis da un difensore. Pallone ancora vivo con colpo di testa di Pjanic e traversa piena. Quindi il bosniaco è più lesto dello stesso Dybala a insaccare da due passi. Al 33′ a sorpresa arriva il gol del Sassuolo: angolo, Buffon esce a vuoto, Antei in corsa impatta la sfera e la insacca. I ritmi altissimi della Juventus non permettono al Sassuolo di giocare e quando Pellegrini commette una leggerezza nella propria area, Khedira lo grazia concludendo alto. Nell’unico minuto di recupero, corner di Pjanic e colpo di tacco di Benatia che il portiere controlla.

Consigli tiene a galla il Sassuolo nel secondo tempo quando para su Khedira e soprattutto all’11’ salvando su Pjanic che si inserisce in area e conclude in corsa. Di Francesco a questo punto cambia due elementi: fuori Matri (ex applauditissimo dallo Stadium) e Pellegrini e dentro Iemmello e Missiroli. Ma le sostituzioni non incidono e Dybala al quarto d’ora si beve tutta la difesa, poi con una finta supera Duncan sul fondo e conclude: Consigli devia. Si batte l’angolo e Chiellini di testa per poco non centra la porta. Al 22′ occasionissima per Lichtsteiner: nell’area piccola e con Consigli già a terra, lo svizzero conclude però sul corpo del portiere. Quindi mischia furiosa e il Sassuolo che si salva mentre l’esterno bianconero cade e lamenta un fallo da rigore che pare non esserci.

Il punteggio consente ad Allegri di gestire i cambi in vista dell’impegno di Champions: il primo a abandonare la scena è Higuain, al suo posto dentro Mandzukic. Quindi out Khedira e dentro Hernanes. Quando tra gli ospiti entra Ricci per Ragusa, qualcosa migliora nella manovra offensiva ospite, ma ormai è tardi. Anzi, al 38′ assistiamo a un gran lancio di Bonucci per Pjanic che in area intende servire Dybala ma c’è l’anticipo decisivo di Acerbi che salva i suoi dal 4-1. Al 43′ il 3-2 pare cosa fatta quando Politano, liberato in area, salta Buffon e conclude. Ma salva sulla linea Lichtsteiner, degno sostituto oggi di Dani Alves.

Juventus-Sassuolo 3-1
Juventus (3-5-2): Buffon, Benatia, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Khedira (28′ st Hernanes), Pjanic, Lemina, Dybala 7 (41′ st Pjaca sv), Higuain (23′ st Mandzukic) (25 Neto, 32 Audero,7 Cuadrado, 15 Barzagli, 22 Asamoah, 23 Dani Alves, 24 Rugani, 33 Evra). All.:Allegri
Sassuolo (4-3-3): Consigli, Gazzola, Acerbi, Antei, Peluso, Pellegrini (11′ st Iemmello), Magnanelli, Duncan, Politano, Matri (11′ st Missiroli), Ragusa (35′ st Ricci) (1 Pomini, 79 Pegolo, 8 Biondini, 20 Lirola, 22 Mazzitelli, 26 Terranova, 28 Cannavaro, 55 Letschert, 98 Adjapong). All.:Di Francesco

Una Juve solida, concreta, capace di mettere in campo un gioco avvolgente e soprattutto capace di segnare gol spettacolari. È bastato un tempo, ai bianconeri, per decidere il match, il quarto vinto (su quattro) contro gli emiliani in Serie A allo Stadium, match nei quali sono nove i gol fatti e uno solo quello subito.

Una striscia vincente, non c’è che dire: esattamente come quella che vede i bianconeri in campionato a punteggio pieno, con nove punti, frutto di tre brillanti vittorie. E dire che il calendario finora non ha certo riservato partite semplici.

Una vittoria limpida, quella contro il Sassuolo, e basta analizzare i dati principali, a parte ovviamente il punteggio: parliamo per esempio del possesso palla, del 70% sia nel primo che nel secondo tempo.

Due “cifre tonde”: per Gianluigi Buffon quella di ieri è la 200ª vittoria casalinga in Serie A, mentre Stephan Lichtsteiner ha giocato la partita numero 250 nel massimo campionato.

 

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FIERA DI VOI RAGAZZI!

Avanti così il cammino è ancora lungo..non montiamoci la testa!

Ho scritto a Higuain e ha visualizzato il mio messaggio. Ho detto a un mio amico che avrebbe segnato il nostro Pipita e, come al solito, non sbaglio mai!

Una bellissima Juve superiore a tutte.

GRAZIE RAGAZZI…

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

BUON COMPLEANNO JUVENTUS STADIUM!

Postato il

8 Settembre 2016

Lo Juventus Stadium compie cinque anni

La prima volta l’8 settembre 2011, quando Agnelli disse al popolo bianconero: “Signori, benvenuti a casa!”.

Era una di quelle sere, quell’8 settembre 2011, nelle quali non sapevi perché, ma percepivi che qualcosa di grande era nell’aria. Ciò che noi tifosi della Juventus non potevamo ancora sapere è quanto grande sarebbe stato quel “qualcosa” nell’aria.
Stava iniziando un’epopea storica, stava per iniziare il secondo quinquennio bianconero. Un quinquennio, quello da #Hi5tory, che non può che essere inscindibilmente legato alla casa della Juventus, in cui così tanto di questo cammino incredibile è stato percorso.
Gol, emozioni, campioni che, numerosissimi, hanno regalato emozioni infinite, fatto esplodere le splendide tribune dello Stadium.

Giornata speciale in casa Juve, che festeggia il quinto anniversario dello Juventus Stadium. Era l’8 settembre 2011 quando il presidente Andrea Agnelli accolse il popolo bianconero: “Signori, benvenuti a casa!. Una cerimonia d’inaugurazione, che ha visto il culmine in un’amichevole contro il Notts County, da cui la Juve nel 1903 ereditò l’attuale divisa bianconera. Il binomio Juve-Stadium ha regalato ai tifosi cinque anni di incredibili successi.

La nuova casa bianconera è diventata sin da subito, da quell’11 settembre 2011 quando l’allora squadra di Conte sconfisse 4-1 il Parma nella prima gara ufficiale nel nuovo impianto, un fortino quasi inespugnabile, da cui sono partiti tutti i grandi successi della recente storia bianconera. Sono 129 le partite giocate dal giorno dell’inaugurazione: 96 in campionato, 18 in Champions League, 11 in Coppa Italia e 4 in Europa League. In tutto 100 vittorie, 24 pareggi e solo 5 sconfitte.

Dai cinque scudetti, alle due Coppe Italia, passando per il record di gare senza sconfitte (47): in questi primi cinque anni, lo J-Stadium è stato il teatro di grandi e incredibili vittorie. Quelle che hanno portato la Juve di Conte prima e Allegri poi nella leggenda del calcio italiano…

Lo Juventus Stadium è casa, è un simbolo per il popolo della Juve, è un luogo dove in soli cinque anni sono stati fissati talmente tanti episodi da ricordare che basterebbero a scriverne un libro. E il bello di questo libro è che, da parte di tutti noi, c’è voglia e volontà di scriverne un ennesimo, fantastico capitolo.

TUTTI I RECORD DELLO STADIUM

– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Serie A: 47 (dal 19 gennaio 2013 al 23 maggio 2015).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Coppa Italia: 8 (dall’8 dicembre 2011 al 5 marzo 2015).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Champions League: 13 (dal 2 ottobre 2013 al 23 febbraio 2016).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Europa League: 4 (dal 20 febbraio 2014 al 1º maggio 2014).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in tutte le competizioni: 47 (dal 21 aprile 2013 al 5 marzo 2015).
– Maggior numero di spettatori: 41.332 contro il Bayern Monaco (23 febbraio 2016, Champions League) – Minor numero di spettatori: 17.716 contro l’Avellino (18 dicembre 2013, Coppa Italia).

J-STADIUM, LE CARATTERISTICHE TECNICHE

– Capienza: 41.475 posti a sedere
– Posteggi: 4.000 posti auto
– Superficie totale: 355 000 m²
– Superficie interna allo stadio: 45 000 m²
– Superficie stadio: 90 000 m²
– Aree dedicate ai servizi: 150 000 m²
– Aree commerciali: 34 000 m²
– Aree verdi e piazze: 30 000 m²
– Persone impiegate nella costruzione: 450
– Acciaio utilizzato: 6 000 t
– Skybox: 64
– Pitch view studio: 2
– Posti stampa: 275
– Bar: 21
– Aree ristorazione: 8
– Ristoranti: 2 per 4 000 pasti
– Spogliatoi: 3

E poi l’Europa, le grandi notti internazionali, le sfide contro avversari classici, come il Real o il Borussia Dortmund, e poi i derby, quei due consecutivi vinti in piena zona cesarini. E potremmo andare avanti con il film dei ricordi, ma ciò che maggiormente conta è una costante: il calore di uno stadio mai silente, sempre ribollente di passione, e spesso tutto esaurito, come si può vedere in questa grafica:

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Foto 4

Foto 5

Foto 6

Foto 7

Foto 8

Foto 9

Per me non è solo uno stadio…è una casa!

E’ stata l’emozione più bella della mia vita entrarci, ho pianto di gioia. E’ impossibile descrivere cosa ho provato quando ho cantato l’inno, quando ho sentito quello della Champions. E’ uno spettacolo..un posto magico!

Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare…Sei il mio grande amore JUVE MIA!

Sono davvero orgogliosa di far parte di questa grande famiglia…siamo tutti uniti e speriamo che la nostra bellissima casa ci porti ancora tanta fortuna!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS