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La capolista se ne va..

Postato il Aggiornato il

29 Gennaio 2017

Ventiduesima giornata di Campionato di Serie A 2016/2017:

Sassuolo-Juventus: 0-2

Il campionato che la Juventus aveva riaperto con la sconfitta di Firenze, quella che aveva mandato in pensione il 3-5-2 e un certo modo di pensare, è tornata a fare paura da quando Allegri ha dato la svolta chic alla sua squadra. La vittoria con il Sassuolo era largamente prevedibile, certo. E non è mai stata in discussione, visto che i neroverdi poco hanno fatto per resistere almeno un briciolo. Ma la Juve è forte e agguerrita, questo è evidente a tutti.

L’unica nota stonata è Dybala, che è ancora il meno brillante dei quattro attaccanti (benché ieri abbia centrato un palo nella ripresa e propiziato il secondo gol) e che ieri è uscito, rimpiazzato da Pjaca, con una maschera sul volto: non quella del gladiatore con cui ultimamente festeggia i gol ma quella di un ragazzo adombrato per l’ennesima sostituzione. Dybala è filato via senza neanche guardare in faccia Allegri né stringere la mano che l’allenatore gli aveva teso: devono essere i residui dell’irritazione che lo aveva preso prima di Natale.

La Juve ha spianato la partita in meno di mezzora, imperversando sulla fascia destra del Sassuolo, quella che avrebbe dovuto essere occupata da Pol Lirola, gioiello del settore giovanile bianconero, assente per infortunio: il suo sostituto, Antei, ha aperto voragini. I primi in classifica hanno fatto scorribande in contropiede e già al 7′ sono passati in vantaggio: Mandzukic ha lanciato di tacco Alex Sandro, il quale ha crossato per Higuain che non ha avuto alcuna difficoltà a fulminare l’immobile Acerbi.

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Dopo altre ripartenze sempre sulla stessa fascia (il Pipita ha sprecato il raddoppio), il 2-0 l’ha regalato Cannavaro, facendosi sfilare la palla da Higuain, il quale ha poi centrato da sinistra: velo di Dybala, inserimento di Khedira.

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Il Sassuolo non ha reagito. La Juve ha sempre avuto la situazione in mano, ha rischiato una volta sola al 13′ st, quando Buffon s’è opposto prima a Politano e poi a Matri, e ha fondamentalmente evitato di infierire, anche se le opportunità di segnare il 3-0 non sono mancate, in particolare per Dybala, che ha colpito il palo al 9′ st (sinistro dal limite), e per Higuain, lanciato superbamente da Cuadrado ma fermato da Consigli al 24′ st. Solamente la maschera cupa della Joya sostituita ha allungato un’ombra sul felice pomeriggio juventino.

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FORMAZIONI:

SASSUOLO (4-3-3): Consigli – Antei, Cannavaro, Acerbi, Peluso – Aquilani, Mazzitelli (13′ st Duncan), Pellegrini (14′ st Defrel) – Berardi, Matri (30’st Ragusa), Politano. All. Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon – Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro – Pjanic, Khedira – Cuadrado (39′ st Rincon), Dybala (33′ st Pjaca), Mandzukic – Higuain. All. Allegri

Questa è la Juve che mi piace!

La Juve che lotta sempre e non molla mai!

Grazie ragazzi..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Rivincita bianconera!

Postato il

25 Gennaio 2017

Coppa italia- Quarti di finale:

Juventus-Milan: 2-1

Vittoria importante!
Sconfitti in campionato e beffati in Supercoppa, gli uomini di Allegri si riscattano facendo fuori i rossoneri dalla Coppa Italia. La squadra di Montella incassa il micidiale uno-due in 21′ e si sveglia tardi riuscendo solo a ridurre le distanze con Bacca. Espulso Locatelli.
Dopo aver liquidato la Lazio, piega anche il Milan e in un sol colpo di prende due soddisfazioni: vendica le due sconfitte patite dai rossoneri in campionato e a Doha e vola in semifinale di Coppa Italia ad affrontare il Napoli. Impressionanti i numeri degli uomini di Allegri allo Stadium: 7/a vittoria consecutiva, addirittura 31/a contro le squadre italiane che non fanno punti nel fortino bianconero da un anno e mezzo (l’ultimo è stato il Frosinone il 23/9/2015…).
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La Juve è partita forte, aprendo bene il campo con i cambi di gioco di Bonucci, e al 10′ è passata: Asamoah con un cross da sinistra ha pescato al limite Cuadrado che con un colpo di tacco volante ha smarcato in area Dybala, dimenticato dalla difesa rossonera: destro secco e gol.
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Kucka ha steso al limite lo scatenato Asamoah regalando una punizione alla Juve (21′). Pjanic ha ringraziato e dalla sua mattonella preferita ha agevolmente superato Donnarumma con il marchio di fabbrica, un perfetto destro a giro.
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Il Milan si è innervosito e ha rischiato addirittura di incassare il 3-0, annullato a Khedira per fuorigioco dopo un sinistro di Higuain. Incapaci di sviluppare il proprio gioco, soprattutto sulle fasce, i rossoneri hanno avuto bisogno dell’intervallo per rinfrescare le idee. E al primo tiro in porta (53′) hanno ridotto le distanze: tutto merito di Bacca che si è avventato su una corta respinta di Khedira e ha scaraventato il pallone alle spalle di Neto con una girata volante.
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La gara si è fatta elettrizzante: Allegri è corso ai ripari mettendosi a specchio con l’innesto di Alex Sandro per Dybala ma la Juve ha fallito ancora il colpo del ko con Higuain e Pjanic. Montella ha tentato il tutto per tutto lanciando nella mischia Deulofeu e per poco la mossa non lo ha premiato: proprio lo spagnolo, infatti, ha avuto la palla per pareggiare ma il suo bell’inserimento sulla sinistra in area è stato sventato da Neto che gli ha chiuso prontamente il primo palo. E così avanti va la Juve.
FORMAZIONI:
Juventus (4-2-3-1): Neto, Barzagli, Bonucci, Rugani, Asamoah, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala (22′ st Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 42 Del Favero, 3 Chiellini, 11 Hernanes, 14 Mattiello, 20 Pjaca, 23 Dani Alves, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 28 Rincon, 45 Muratore). All.: Allegri.
Milan (4-3-3): Donnarumma, Abate (19′ st Pasalic), Zapata, Romagnoli, Antonelli, Kucka, Locatelli, Bertolacci (45′ st Honda), Suso, Bacca (35′ st Deulofeu), Bonaventura. (30 Storari, 2 De Sciglio, 9 Lapadula, 10 Honda, 14 Fernandez, 15 Gomez, 16 Poli, 21 Vangioni, 23 Sosa, 29 Paletta). All.: Montella.
GRAZIE RAGAZZI!
Una bella vittoria.. avanti tutta!
Mai mollare!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Nuovo modulo e …vittoria!

Postato il Aggiornato il

22 Gennaio 2017

Ventunesima giornata di Campionato di Serie A Timi 2016/2017:

Juventus-Lazio: 2-0

La Juve con un modulo quasi inedito, il 4-2-3-1  con una mescolanza di talenti decisa sul confine tra il coraggio e l’arroganza, tra il rischio e la follia, tra l’ambizione e la scelleratezza. Ha avuto ragione Allegri, affidandosi alla sua lucida capacità di fare, e stare, sempre un passo avanti e rispolverando un progetto sul quale aveva lungamente lavorato in autunno ma che poi ha dovuto mettere temporaneamente da parte per tutta una serie di ragioni, a cominciare dagli infortuni di Dybala e Pjaca. Aveva in mente questa svolta, l’allenatore, perché era l’unica soluzione che gli avrebbe consentito di sfruttare fino in fondo, e totalmente, la qualità che s’annida della sua rosa, alzando il livello tecnico ed evitando di sacrificare uno o due dei suoi talenti migliori (meglio mandare in panchina Rincon invece di Mandzukic, no?). Così li ha messi in campo tutti: Pjanic in regia al fianco di Khedira, Cuadrado e Mandzukic e fare le ali a campo aperto, Dybala come i numeri 10 di una volta e Higuain a farsi ruotare attorno tutti gli altri, anche se poi il Pipita è stato il primo a ripiegare, a rincorrere, a distribuire assist. In aggiunta, c’erano anche due terzini di spinta, e chissà che succederà quando saranno a disposizione pure Dani Alves e Alex Sandro, mentre Pjaca è la prima alternativa al trio dei fantasisti.

È una soluzione affascinante ma complessa, che richiede equilibri sofisticati e precisi e un’applicazione feroce: Allegri l’ha avuta, anche se serviranno test ulteriori.

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L’incertezza sulla scommessa di Allegri è durata meno di 5′, il tempo che arrivasse un gol cucito su misura sul nuovo modulo, con il cross di Lichtsteiner dalla trequarti e la sponda di Mandzukic per l’inserimento al limite di Dybala, perfetto nella conclusione al volo di esterno di sinistro almeno quanto imperfetto è stato il tentativo di parata di Marchetti, in evidente ritardo.

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L’1-0 ha accentuato le differenze, ha infuso sicurezze alla Juve e ha moltiplicato le paure della Lazio, che ha impiegato 25′ (botta a fil di palo di Milnkovic-Savic) per entrare timidamente in una partita che nel frattempo la Juve aveva già mandato in archivio con il 2-0, orchestrato con una fuga sulla destra da Cuadrado, sul cui cross Wallace e De Vrij sono arrivati in ritardo e Higuain invece puntualissimo, come al solito.

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La Juve ha continuato a decidere i ritmi (sempre più lenti, per agevolare la gestione della palla), il tempo degli attacchi, quello della prudenza. Il 4-2-3-1 ha funzionato grazie soprattutto allo straordinario spirito di sacrificio di Mandzukic, ma anche Higuain e Pjanic hanno fatto un’ottima partita.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon – Lichtsteiner (30′ st Barzagli), Bonucci, Chiellini, Asamoah – Pjanic, Khedira – Cuadrado, Dybala (37′ st Rincon), Mandzukic – Higuain (42’st Pjaca). All. Allegri
LAZIO (4-3-3): Marchetti – Patric, De Vrij, Wallace, Radu (15′ st Lukaku) – Parolo, Biglia (15′ st Djordjevic), Milinkovic-Savic – Lombardi (21′ st Murgia), Immobile, Anderson. All. Inzaghi

 

Siamo quelli del “FINO ALLA FINE” non a caso.

NON MOLLIAMO MAI!

GRAZIE RAGAZZI!

VITTORIA IMPORTANTE..AVANTI COSI’!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

 

Bianconeri in fuga!

Postato il

17 Dicembre 2016

Diciassettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Roma: 1-0

Roma domata, la squadra di Allegri avanza a +7 dopo aver sofferto nel secondo tempo Una magia di Higuain decide la sfida all’avvio, i giallorossi inseguono inutilmente il pari.

Con questo successo, la Juve ha raggiunto quota 100 punti in Serie A nell’anno solare, vincendo tutte le partite casalinghe giocate negli ultimi dodici mesi. Si tratta della vittoria interna consecutiva n. 25 per i Bianconeri allo Stadium: eguagliato il record che già appartiene alla Signora, stabilito tra agosto 2013 e novembre 2014.

In particolare, la Juventus ha ora vinto tutte le ultime sei partite casalinghe contro la Roma in Serie A, concedendo soltanto tre reti in questo parziale. Con il gran sinistro di Higuain, sono sette i gol segnati nel primo quarto d’ora di partita, più di ogni altra squadra in Serie A.

Una vittoria, quella bianconera, che non è stata costruita sul possesso palla, ma sulla qualità: tutte le sei conclusioni effettuate dai nostri giocatori, escluse quelle respinte, hanno infatti centrato lo specchio della porta.

Titolo d’inverno archiviato con due giornate d’anticipo, Roma lasciata a sette punti di distacco e Milan a nove.

Il Pipita conquista palla al limite dell’area, salta due giallorossi e fa partire un bolide che si insacca nell’angolino per il vantaggio bianconero.  Un grande gol dell’argentino regala ad Allegri la sfida dello “Juventus Stadium”.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-1-2) Buffon – Lichtsteiner (23′ st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro – Khedira, Marchisio, Sturaro – Pjanic (6′ st Cuadrado) – Higuain (37′ st Dybala), Mandzukic.

ROMA (4-2-3-1) Szczezny – Rudiger, Manolas (40′ st Bruno Peres), Fazio, Emerson – Strootman, De Rossi (27′ st El Shaarawy) – Gerson (1′ st Salah), Nainggolan, Perotti – Dzeko.

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GRAZIE RAGAZZI!

AVANTI TUTTA..!

ORGOGLIOSA DI VOI COME SEMPRE

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

TORINO E’ SEMPRE E SOLO BIANCONERA!

Postato il

11 Dicembre 2016

Diciassettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Torino-Juventus: 1-3

FORMAZIONI:

TORINO: Hart; Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca; Benassi (37′ st Boyé), Valdifiori, Baselli (37′ st Acquah) ; Iago Falque (37′ st Martinez), Belotti, Ljajic. A disposizione: Padelli, Cucchietti, Moretti, Ajeti, Bovo, De Silvestri, Vives, Gustafson, Boyé, Maxi Lopez
All.: Mihajlovic

JUVENTUS: Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Marchisio, Sturaro (22′ st Lemina); Cuadrado (37′ st Pjanic), Higuain, Mandzukic (26′ st Dybala)
A disposizione: Neto, Audero, Benatia, Evra, Hernanes, Asamoah. All.: Allegri

La Juve fa suo il Derby con una straordinaria doppietta di Higuain e con la rete di Pjanic nel finale, che rispondono al gol iniziale di Belotti.

Un Derby bellissimo, ben giocato, combattuto e deciso dai colpi dei campioni. Il Toro ha Belotti, che sblocca il risultato. La Juve ne ha a sufficienza per rispondere e fare sua la partita, con uno straordinario doppio Higuain e con Pjanic nel finale. Menzione speciale per Mandzukic, anche oggi uomo ovunque, e per Dybala, che mette qualcosa di più di una firma sulla rete del 3-1.

È la Juve a comandare il gioco all’inizio e a dare fastidio alla difesa granata soprattutto con Mandzukic, che svaria spesso sulla destra, trova la profondità, arriva a colpire di testa sul traversone di Cuadrado, mettendo a lato da buona posizione, e a correggere il tiro di Khedira, trovando la risposta di Hart.

Il tridente schierato da Allegri è atipico, perché Cuadrado gioca più arretrato rispetto a Higuain e Mandzukic e parte praticamente dalla linea dei centrocampisti, trasformando il modulo in un 4-4-2, con Sturaro che si allarga sulla sinistra. Anche nel Toro Ljajic difficilmente è in linea con Belotti e Iago Falque, anzi, svaria spesso alle loro spalle. È comunque nella rapidità delle punte che confidano i granata, che aspettano pazienti l’occasione giusta per colpire in contropiede. Non è una ripartenza in effetti, ma una bella combinazione in velocità quella che porta Baselli a crossare dal fondo e a pescare Belotti in area. La punta anticipa Lichtsteiner e gira di testa alle spalle di Buffon, portando in vantaggio il Toro con il primo tiro in porta.
La Juve reagisce immediatamente. Prima arrivano le conclusioni dal limite di Higuain e Marchisio, poi il pareggio del Pipita: Cuadrado mette in movimento Mandzukic che con il tacco, forse involontariamente, serve l’argentino. Accelerazione rabbiosa e diagonale che supera Hart imprendibile. Quanto mi gasa il Pipitaaaaa!

Dopo mezz’ora di spettacolo, i ritmi si abbassano e si tira il fiato fino all’intervallo. La ripresa restituisce una Juve ancora pimpante, che si piazza subito nella metà campo avversaria, portando alla conclusione Sturaro e Khedira, puntuali negli inserimenti, ma poco precisi.

Entrambe le squadre, quando attaccano danno sensazione di pericolosità. Il Toro è più attendista, ma ha qualità per spaventare Buffon e ci riesce al quarto d’ora, quando Benassi calcia a colpo sicuro dal limite dell’area e trova l’opposizione dell’onnipresente Mandzukic, che respinge a un metro dalla linea.

L’occasione sfumata  fa aumentare l’intensità del Torino che costruisce qualche contropiede pericoloso. Allegri allora interviene, inserendo Lemina e Dybala al posto di Sturaro e Mandzukic, ma sono ancora i granata a sfiorare il secondo gol con Ljajic che sfiora in palo con una conclusione a giro dal limite.

L’ultimo quarto d’ora è un assalto da parte di entrambe le squadre, che sono stanche e quindi si allungano.
Mihajlovic vuole provare a vincere e non solo cambia tre uomini in un colpo per inserire forze fresche, ma manda in campo addirittura altre due punte, Boyé e Martinez. La Juve risponde con Pjanic al posto di Cuadrado e, soprattutto con Higuain: appena dopo le sostituzioni, il lungo lancio di Chiellini trova il Pipita al limite dell’area. L’argentino è spalle alla porta ed è francobollato da Castan, ma lascia scorrere il pallone, si gira con il mestiere del grande attaccante e scarica un destro in diagonale che Hart può solo guardare.

La Juve ha troppa esperienza, troppa classe, troppa voglia di vincere per temere la  reazione del Toro…E poi abbiamoPaulo Dybala…

La Joya prima serve un pallone d’oro in area che Higuain mette alto, poi decide di chiudere la partita, prendendo palla a metà campo, bevendosi tre avversari e mettendo ancora Higuain davanti ad Hart. Il portiere respinge la conclusione ravvicinata e il pallone termina ancora sui piedi di Dybala, che allora serve Pjanic a centro area. Hart si supera anche sul bosniaco che sulla ribattuta però non sbaglia, spendendo in rete il gol del 3-1. Il gol che chiude il Derby. Il goal che colora ancora una volta Torino di bianconero.

TORINO E’ SEMPRE E SOLO BIANCONERA!

 FIERA DI VOI RAGAZZI..
GRAZIE !
HIGUAIN FENOMENALE, MANDZUKIC IL SOLITO GUERRIERO..E  BRAVI TUTTI..SIETE LA MIA FELICITA’!
FORZA RAGAZZI!
Il mio rito sta funzionando, mi faccio paura da sola certe volte.
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

NOI SIAMO QUELLI DEL: “FINO ALLA FINE”

Postato il Aggiornato il

3 Dicembre 2016

Quindicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Atalanta: 3-1

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichststeiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (15′ st Lemina), Marchisio, Sturaro; Pjanic (32′ st Evra); Higuain, Mandzukic (29′ st Cuadrado). In panchina: Neto, Audero, Benatia, Asamoah, Kean, Hernanes. Allenatore: Allegri
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Masiello, Caldara; Conti (9′ st Grassi), Kessié, Spinazzola, Freuler; Kurtic (29′ st D’Alessandro), Petagna (9′ st Pesic), Gomez. In panchina: Bassi, Mazzini, Drame’, Migliaccio, Raimondi, Bastoni, Capone. Allenatore: Gasperini

La Juventus non è morta. Per chi avesse avuto dei dubbi dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, i bianconeri rispondono sul campo (come hanno sempre fatto) fermando la corsa dell’Atalanta e battono i giovani bergamaschi con le loro stesse armi, ovvero con forza fisica, anticipi, pressing a tutto campo, sacrificio e giocate di prima. Nel primo tempo uno-due letale con le reti di Alex Sandro e Rugani. Nella ripresa Mandzukic corona una prestazione straordinaria col gol. Nel finale la rete ospite grazie a Freuler.

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La Juve riprende la marcia giocando una delle migliori gare della stagione, spazzando via gli avversari in venti minuti e dominando il resto dell’incontro: la difesa a quattro scelta da Allegri, vista l’assenza di Bonucci, funziona perfettamente e concede qualcosa solo nel finale, a partita ormai ampiamente decisa. Il centrocampo, con Marchisio in regia e Pjanic sulla tre quarti, è ispirato e rifornisce con continuità gli ottimi Mandzukic e Higuain.

La percussione di Alex Sandro al 15′, conclusa con una sventola che si insacca a fil di palo, è la prima conferma delle intenzioni dei bianconeri. La sua esultanza commuove tutti, la dedica speciale al Chape è un gesto bellissimo.

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L’incornata con cui Rugani, quattro minuti più tardi, spedisce in rete il corner di Pjanic è la seconda.

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Il doppio vantaggio non basta. La Juve è assatanata, sfiora il terzo gol con la punizione di Pjanic  e continua a comandare il gioco, schiacciando nella sua metà campo una pur volenterosa Atalanta. I bergamaschi si fanno vivi solo dopo il 40′, ma l’attenzione e la voglia di vincere dei bianconeri è massima ed è rappresentata perfettamente da Mandzukic, che prima respinge il tentativo di Freuler e poi si tuffa addirittura  come il più tignoso dei difensori per mettere in angolo il destro di Gomez. IMMENSO MARIONE!

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L’avvio del secondo tempo è anche più frizzante del primo: da una parte la spettacolare combinazione, tutta di prima, tra Khedira, Higuain e Mandzukic, interrotta all’ultimo dal recupero della difesa nerazzurra.

Dall’altra l’iniziativa di Petagna, conclusa con un destro smorzato che non crea problemi a Buffon.

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Mandzukic è straripante, è un tuttofare: non butta via un pallone, non smette per un attimo di “mordere” gli avversari, si propone come ala e va al cross, apre il gioco quando arretra… Il pensiero di tutti è che meriterebbe almeno goal per lo straordinario atteggiamento con cui trascina i compagni. E il goal arriva puntuale: dopo un destro maligno di Marchisio messo in angolo da Sportiello, Pjanic disegna un’altra perla dalla bandierina e il croato stacca perfettamente, infilando l’angolino.

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E quando alla mezz’ora, dopo un duro contrasto con Gomez, Super Mario lascia il posto a Cuadrado, tutto lo Stadium gli tributa una più che meritata ovazione. {}

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Altri applausi vanno a Pjanic, sostituito da Evra, anche lui autore di una prestazione superba. La volée di Freuler, che devia alle spalle di Buffon il preciso cross di D’Alessandro, cambia il punteggio nel finale, ma non la sostanza né la morale della serata: ogni tanto può anche inciampare anche la Juve. Ma quando si rialza, fa paura.

 

 

 IMMENSO SUPER MARIONE!
Mandzukic corre, recupera palla, umilia gli avversari, prepara il thè caldo, spazza per terra e nel tempo libero fa lo steward allo stadium, ma (cosa più importante) segna pure! ahaha
Dovrebbero esserci sempre 11 Mario Mandzukic in campo!
Me lo sentivo troppo il tuo goal e non mi hai delusa..GRAZIE GUERRIERO!
QUESTA E’ LA MIA JUVE!
GRAZIE RAGAZZI!
RISPETTO PER TUTTI…PAURA DI NESSUNO!
GRINTA, CORAGGIO, TESTA, CUORE E TANTA FAME DI VITTORIA.
VINCERE NON E’ IMPORTANTE….E’ L’UNICA COSA CHE CONTA.
SEMPRE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI. SEMPRE!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

AUGURI CAPITANO ALEX DEL PIERO!

Postato il

9 Novembre 2016

19 stagioni con la Juventus. 705 partite giocate, 289 reti segnate. La fascia di capitano dal 2001 al 2012. Storia di un talento, un idolo amato anche dai tifosi delle squadre avversarie.

Oggi compie 42 anni, ma io lo vorrei vedere ancora in campo con i suoi colori preferiti il bianco e il nero, ad incantare la platea, noi tifosi che lo abbiamo tanto amato e continueremo a farlo per sempre.

La storia di Alex parla da sola, ed è una storia da record:

Alessandro Del Piero è la bandiera bianconera per eccellenza, con 19 stagioni di percorrenza in maglia Juve. Un GRANDE UOMO non solo un fuoriclasse, questo si può notare dal fatto che anche i tifosi delle squadre avversarie in Italia e nel mondo lo adorano e lo ammirano. Tanti i primati scritti durante la lunga storia d’amore con la Vecchia Signora, mai dimenticata, nemmeno durante le sue parentesi di fine carriera in Australia e India.

Fuoriclasse. Capitano. Trascinatore. Bandiera? SEMPLICEMENTE LUI…ALESSANDRO DEL PIERO!

La percorrenza nelle file bianconere del talento di Del Piero è qualcosa di irripetibile: 705 partite disputate con la bellezza di 289 reti segnate e l’onore di aver indossato la fascia di capitano dal 2001 al 2012, guidando i bianconeri in tre stadi casalinghi differenti (Delle Alpi, Olimpico e Juventus Stadium). 

 

Nelle menti dei tifosi bianconeri rimangono le sue innumerevoli magie col pallone, le reti diventate «alla Del Piero» con quella parabola a girare che andava ad infilarsi all’incrocio dei pali più lontano: un marchio di fabbrica che trascinò la Juve ad innumerevoli trionfi, su tutti la Champions League conquistata il 22 maggio 1996. Poi, il gol vittoria a Tokyo che qualche mese dopo annientò il River Plate e spedì i bianconeri sul tetto del mondo, trasformando il numero 10 in un’icona sul mercato asiatico.

Senza dimenticare l’incredibile conclusione al volo che sancì la rimonta della Juve sulla Fiorentina (da 0-2 a 3-2) nel dicembre 1994 o quelli di tacco nel derby del 2002 vinto per 4-0 o nella finale di Champions persa contro il Borussia nel 1997, fino ad arrivare alla più recente doppietta contro il Real Madrid che gli regalò la standing ovation di tutto il Bernabeu nel novembre 2008. E poi le tantissime marcature su calcio di punizione, mix letale di precisione e potenza, come ad esempio quella da distanza siderale realizzata nel settembre del 2008 allo Zenit San Pietroburgo nel giorno del rientro della Juve sul massimo palcoscenico europeo.

Speciali furono anche la rete del febbraio 2001 contro il Bari con la rabbiosa esultanza successiva per scaricare tutta l’emozione tenuta dentro in seguito alla scomparsa di qualche giorno prima dell’amato papà Gino e quella in acrobazia contro il Piacenza nel gennaio 2003 con dedica speciale all’appena scomparso Giovanni Agnelli, che aveva inventato il suo soprannome: Pinturicchio.

E l’Avvocato era anche colui che l’ha più punzecchiato nei momenti più bui, ribattezzandolo Godot quando non riusciva più ad essere Pinturicchio dopo il crack al ginocchio sinistro nella partita contro l’Udinese di quel maledetto 8 novembre 1998. Eppure, tornò più forte di prima e, dopo essersi laureato campione del mondo nel 2006 con la Nazionale italiana, Del Piero non abbandonò la Juve nemmeno quando venne spedita in Serie B, riportandola a suon di gol laddove meritava e conquistando un ultimo scudetto, prima di salutare, in una giornata commovente allo Juventus Stadium, tutta la tribù bianconera il 13 maggio 2012.

Nella sua vita juventina, ha collezionato:

-8 scudetti ( 2 cancellati da Calciopoli);

-una Champions League;

-una Coppa Intercontinentale;

-una Supercoppa Europea;

-quattro Supercoppe Italiane;

-una Coppa Italia

-ed ha vinto due volte il titolo di capocannoniere in campionato: prima in Serie B (2006/2007 con 20 gol) e poi l’anno successivo in Serie A (2007/2008 con 21 gol).

Non stupisce che, nel mare dei social network, un’ondata di auguri abbia travolto le pagine social di Del Piero, campione amato in campo per le sue magie e fuori per la sua integrità.

SARO’ SEMPRE AL TUO FIANCO, IO DI TE NON MI STANCO, SEI LA COSA PIU’ BELLA CHE C’E’…ALESSANDRO DEL PIERO OLE’!

Un Capitano
c’è solo un Capitano
Un Capitanooooooo…
c’è solo un Capitano!!!!!

GRAZIE DI ESISTERE IMMENSO CAPITANO.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!