PSICOLOGIA

MOTIVAZIONE..

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 In questo periodo, per un insieme di cose negative, sono veramente a pezzi, ma in queste frasi ho trovato motivazione e forza per andare avanti, ve le ripropongo perché spero possano aiutare anche voi in momenti meno felici della vostra vita.

“Rimanere se stessi in un mondo che giorno e notte si adopera per trasformare ciascuno di noi in un essere qualsiasi. Vuol dire combattere la battaglia più dura della vita”

“Finché la mano e la mente ti guideranno non smettere mai di amare la vita. Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano. Non guardare gli uomini piccoli che ti girano intorno, ma guarda l’uomo grande che è in te. Vivi apprezzandoti e fai silenzio, vedrai che ritroverai la calma e la serenità. In mezzo al rumore non si avvertono né i respiri né i sospiri delle persone che ti vogliono bene. Fai in modo di non sentire la cattiveria degli uomini, ma di apprezzare la loro bontà”

“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.”

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi.”

“Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.”

“Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta.”

“Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.”

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora,abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

“Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato, ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare.”

“Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

“Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.”

“C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente.”

“Tutto quello che hai sempre voluto è dall’altro lato della paura.”

“Inizia dove ti trovi. Usa ciò che hai. Fai ciò che puoi.”

“Quando avevo 5 anni, mia madre mi disse che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero che cosa avrei voluto essere da grande. Io scrissi ‘felice’. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.”

“Cadere sette volte e alzarsi otto.”

“Quando una porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma spesso guardiamo così a lungo la porta chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.”

“Chi conosce gli altri è sapiente,chi conosce sé stesso è illuminato.Chi vince gli altri è potente,chi vince sé stesso è forte.”

“La felicità non è qualcosa di già pronto. Viene dalle vostre azioni.”

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.”

“Le sfide sono ciò che rende la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa. ”

“Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare.”

“Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo.”

“Lascia che raffinare e migliorare la tua vita ti tenga così occupato da avere poco tempo per criticare gli altri.”

“Ricorda che non ottenere ciò che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.”

“Ricorda che nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.”

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”

“Niente è impossibile, la parola stessa dice: “io sono possibile!”

“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai.”

“Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino.”

“Hai permesso al primo fesso che arrivava di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l’hai trovato in un’ombra… Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente!”

NON DOBBIAMO MAI PERMETTERE A NESSUNO DI SMINUIRCI!

OGNUNO DI NOI E’ SPECIALE ..OGNUNO DI NOI VALE!

NESSUNO CONOSCE I NOSTRI SENTIMENTI E LE NOSTRE PAURE..NESSUNO VIVE LA NOSTRA VITA E QUINDI NESSUNO PUO’ PERMETTERSI DI GIUDICARE NOI E LE NOSTRE SCELTE!

Come dice il grande VASCO ROSSI:

Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori…

VIVERE!

 NON DOBBIAMO SOPRAVVIVERE..MA VIVERE!
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RIFLESSIONI..

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Ognuno vive il proprio dolore, la sua storia, i suoi giorni di pioggia e di sole. Ognuno si passa le dita sulle proprie ferite, ricordando quanto sia stato faticoso rimettersi in piedi. Ognuno ha i propri fantasmi, le proprie paure, i propri sogni infranti, i propri desideri inespressi. Questa consapevolezza può portarci alla comprensione che la vita degli altri, per giudicarla, bisognerebbe viverla e non guardarla soltanto dall’esterno. Nessuno fa questo..tutti giudicano dalle apparenze, ma come dice il grande Vasco Rossi: “Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori…”

Se ognuno pensasse alla propria vita invece che giudicare e criticare quello che fanno o non fanno gli altri, il mondo sarebbe migliore e se la gente la smettesse di infangare persone e sparlare sulle loro vite solo perchè magari prova invidia, si vivrebbe in modo più sereno e tranquillo. Senza cattiverie e falsità. Ma tutto questo rimane solo un sogno, purtroppo è e sarà sempre così quindi facciamocene una ragione!

In questo mondo fatto di apparenze, dove ci si preoccupa più dell’apparire che dell’essere, si va sempre in cerca della PERFEZIONE. E’ inutile che cerchiamo di essere perfetti. Non lo saremo mai. Nessuno è perfetto! Possiamo però fare di meglio, possiamo cercare di essere noi stessi. Con i nostri piccoli e grandi difetti. Le nostre fragilità. Il nostro essere sinceri e gentili. Il nostro cercare di essere ogni giorno migliori.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione.”  – Charlie Chaplin

Ci sono altre due citazioni di Charlie Chaplin che sono una grande verità: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro,che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamene ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi..”

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. La tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.”

PENSIERO POSITIVO

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A proposito di positività..

Io che sono piuttosto impulsiva e che, a volte, ho avuto brutti pensieri in momenti difficili, ho trovato molto interessanti le parole che troverete qua sotto, mi hanno fatto riflettere:

I Prodigi del Pensiero Positivo, Amadeus Voldben

“Sono da rifiutare quei pensieri distruttivi che suggeriscono debolezza, malattia, disgrazia, insuccesso, povertà o peggio ancora odi, invidie, rancori e simili. Chi avesse tendenza a guardare e a pensare al lato negativo delle cose, deve correggere questa malaugurata disposizione perché attira a sé i mali che guarda, che pensa, che teme. I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici. Evitateli, come evitereste un ladro, perché vi tolgono la pace, l’armonia, la serenità. Non agite mai all’ombra della negatività. Quando vi trovate in cattiva disposizione d’animo, è preferibile non agire, è meglio riposare, mettersi da parte, anziché operare quando le azioni che ne deriverebbero sarebbero negative. Agite quando l’animo è sereno, sgombro da nubi che impedirebbero la luce del sole. Non siate tra quelli che parlano o agiscono un minuto prima di pensare. Parlate e agite sempre dopo aver pensato ciò che dovete dire o ciò che dovete fare. Il contrario è agire istintivamente e l’istinto è ancora il grado animale, non quello umano che è almeno quello razionale.”

“…Lavorate a difendere idee sane, di fede, di speranza, di amore. Date fiducia agli uomini depressi e avviliti.
I pensieri sereni, costruttivi, sono di per sé un rimedio a un gran numero di mali come le idee nere, malinconiche.
L’ottimismo da solo è l’antidoto delle peggiori malattie mentali. Il pessimismo, invece, è solo procuratore di disgrazie, malattie e miseria.
Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.
L’abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realtà di ogni momento e considerandola come una verità eterna, è un meraviglioso tonico che vi darà la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata…”

La mente ha una strana capacità di tramutare i pensieri nel loro equivalente fisico. In base alla legge eterna dell’attrazione, i nostri pensieri si traducono sempre in cose materiali che ne riflettono la natura.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di vedere in tutte le situazioni spiacevoli che si incontrano altrettante opportunità per mettere alla prova la propria capacità di superarle tramite la ricerca del “seme di un beneficio equivalente”.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di valutare tutti i problemi, e di distinguere tra quelli che si possono e quelli che non si possono controllare.
Chi ha un atteggiamento mentale positivo cerca di risolvere i problemi che può controllare, e fa in modo che gli altri, quelli che non può controllare, non trasformino il suo atteggiamento mentale da positivo in negativo.
Un atteggiamento mentale positivo ci aiuta ad accettare le fragilità e le debolezze degli altri senza lasciarci condizionare dalla loro negatività, o lasciarci influenzare dal loro modo di pensare.
Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di agire con un scopo ben preciso, credendo fino in fondo sia nella bontà di quello scopo sia nella propria capacità di realizzarlo.
È l’abitudine di andare oltre la lettera delle proprie responsabilità e di rendere, in modo affabile e cordiale, un servizio migliore e più accurato di quello che si è tenuti a rendere,

La nostra mente ha un grande potere che, spesso, sottovalutiamo.

Grazie a una persona ho conosciuto il pensiero positivo ed è stata la mia salvezza.

Con il termine pensiero positivo si designa una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, superando gli schemi di pensiero negativi sussistenti e creandone di nuovi, più ottimisti e sani, al fine di affrontare con fiducia la propria esperienza di vita e raggiungere il benessere psicofisico.

Il pensiero positivo nasce e si sviluppa come tecnica di modifica e di miglioramento della qualità della vita attraverso l’osservazione e la gestione cosciente dei propri pensieri. Uno dei principali presupposti su cui si basa la filosofia del pensiero positivo è infatti che i pensieri sono materia viva e creativa, sulla quale l’individuo ha ampia possibilità d’intervento.

La tecnica principale attraverso cui il pensiero positivo è messo in atto è costituita dalle “affermazioni”, ovvero frasi che contengono in sé le caratteristiche mentali, fisiche e spirituali che l’individuo desidera possedere oppure gli eventi che desidera che accadano. Le affermazioni possono essere pronunciate ad alta voce, pensate o anche cantate, portando così attraverso questa costante ripetizione a una lenta riprogrammazione della mente subconscia.

Altre tecniche corollarie usate nel pensiero positivo per rafforzare l’efficacia delle affermazioni sono la visualizzazione creativa e la meditazione.

RESILIENZA.

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Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti.
Sylvester Stallone, in Rocky Balboa, 2006

Con me la vita è stata molto dura, ma ho avuto sempre, o quasi, la forza di resistere ai colpi e reagire.

Non è facile affrontare tutte le difficoltà da sola, senza nessuno che crede in te e ti sostiene, ma in questo modo mi sono resa conto di quanto sono forte..come dice la citazione da Fight Club, di Chuk Palahniuk: «Non sai mai quanto sei forte finché essere forte è l’unica scelta che hai».

Un termine che adoro particolarmente è la Resilienza. Vorrei riuscire ad essere una persona resiliente sempre, invece, spesso sono stata facilmente vulnerabile e debole, ma fa parte della vita…Capita di non avere sempre la forza di reagire, l’importante è non arrendersi mai del tutto. Continuare a lottare sempre nonostante le difficoltà.

Il termine “resilienza” in origine proveniva dalla metallurgia: indica, nella tecnologia metallurgica, la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità. Così anche in campo psicologico: la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente “resilienza” viene fatta derivare dal latino “resalio”, iterativo di “salio”. Qualcuno propone un collegamento suggestivo tra il significato originario di “resalio”, che connotava anche il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare, e l’attuale utilizzo in campo psicologico: entrambi i termini indicano l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.

La forza d’animo (che con termine più specifico viene detta “resilienza“), cioè la resistenza alle avversità unita alla capacità di fronteggiare gli avvenimenti e ricostruire positivamente la propria realtà, è una qualità fondamentale e complessa, che va coltivata in noi stessi.

Gli uomini discendono da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Sono costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo gli uomini possiedono, come un dono, un insieme di risorse che hanno ereditato dal passato: è la “resilienza” ad essere la norma negli esseri umani, non la fragilità; la “resilienza” psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative.

Girando tra i siti ho trovato una definizione che mi è piaciuta e ve la ripropongo:
“La mia personale definizione del termine è la seguente: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo “persistere” indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.”

LA FELICITA’..COME ESSERE FELICI

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 Tutti noi cerchiamo la felicità, ma secondo voi che cos’è?
Io ho trovato i Principi della felicità del Dalai Lama  molto interessanti, mi hanno fatto riflettere e ve li propongo qui sotto. Poi..leggerete un mio modesto parere su come essere felici..Aspettando le vostre opinioni! 🙂

I 18 Principi della Felicità del Dalai Lama

1 – Tieni sempre contro del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2 – Quando perdi, non perdere la lezione.

3 – Segui sempre le tre “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4
– Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5 – Impara le regole, affinché tu possa infrangerle nel modo appropriato.

6 – Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7 – Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8 – Trascorri un pò di tempo da solo ogni giorno.

9 – Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10 – Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11 – Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12 – Un’atmosfera amorevole nella tua casa deve essere il fondamento della tua vita.

13 – Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14 – Condividi la tua conoscenza. È un modo per raggiungere l’immortalità.

15 – Sii gentile con la Terra.

16 – Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei stato prima.

17 – Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18 – Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

LA MIA OPINIONE..

Secondo me, dobbiamo apprezzare di più quello che abbiamo e non pensare sempre a quello che ci manca. Ognuno di noi è una persona unica, irripetibile e meravigliosa. Non dobbiamo pensare mai che gli altri siano migliori di noi. Confrontare la nostra vita con quella degli altri ci porterà inevitabilmente ad essere insoddisfatti. Lì fuori ci sarà sempre qualcuno che sembrerà avere qualcosa in più di noi. Non dobbiamo utilizzare questo metro di paragone. Ognuno di noi è unico, speciale, perfetto per quello che è e con ciò che ha.

Non dobbiamo smettere mai di imparare, di crescere, di scoprire e di meravigliarci di fronte all’entusiasmante miracolo della vita. Non abbiamo bisogno di accumulare cose, possiamo però scoprire la meraviglia della crescita personale.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra personalità e dei progressi che abbiamo fatto, ma non dobbiamo pensare mai che non ci siano più margini di miglioramento.

La nostra felicità non risiede nell’accumulazione di oggetti e beni materiali. La nostra felicità risiede esclusivamente nella nostra decisione di essere felici e questa consapevolezza da sola può davvero cambiarci la vita. Ogni istante, scegliamo di essere felici. Per quello che siamo, per quello che abbiamo.
Non dobbiamo differire la nostra felicità, non dobbiamo condizionarla con ciò che forse potremmo ottenere nel futuro. Invece di pensare che forse domani saremo felici, proviamo ad assumere il controllo della nostra vita e cerchiamo la nostra felicità nel momento, nel qui e ora.

Saper essere felici con ciò che già si ha significa innanzitutto essere riconoscenti. Una persona grata e riconoscente è colei che ha imparato a focalizzarsi sugli aspetti positivi della vita e non li dà per scontati, ma li vive e li apprezza in ogni momento. Chi è riconoscente non guarda a ciò che gli manca.

Dovremmo essere meno attaccati alle cose che possediamo, io sono la prima a commettere questo errore. Ciò che possiedi finisce inevitabilmente per possederti. Dovremmo provare a ridurre al minimo le nostre esigenze materiali, per trovare un pò più di felicità.

Dobbiamo imparare a perdonare! A cosa servono l’odio e il rancore? Il perdono è l’arma migliore a nostra disposizione per stare bene con noi stessi e con chi ci è vicino. Tutti noi commettiamo errori e serbare rancore per gli sbagli altrui non è di aiuto a nessuno. Rimanere astiosi e arrabbiati verso qualcuno contribuisce a creare il nostro malessere, mentre il perdono è un meraviglioso strumento in grado di donarci sollievo e benessere, lasciandoci alle spalle i rancori del passato.

Anche stare all’aria aperta a me aiuta tanto, fare una bella passeggiata o giocare con gli amici mi fa stare molto meglio.

Rilassarsi il più possibile, fare ciò che amiamo sono aspetti fondamentali per vivere felici e in armonia con se stessi.

Non pensiamo sempre al futuro, ma viviamo il presente e dimentichiamoci del passato..soprattutto degli errori commessi.

Che il passato non possa essere cambiato è cosa ovvia, allora perché arrovellarcisi il cervello? Usiamo il passato soltanto per comprendere come non ripetere errori che abbiamo commesso, ma per il resto lasciamolo andare, non tornerà più in vita. Il futuro, d’altro canto, non è altro che il risultato di ciò che compiamo oggi, nel presente, in questo preciso istante. Viviamo nell’oggi, qui e ora. Il momento presente è l’unico che conta, non lasciamocelo sfuggire. CARPE DIEM!

Viaggiamo più spesso! Chiunque abbia avuto la fortuna e la possibilità di visitare il mondo, vi racconterà che viaggiare è una delle attività più emozionanti e ed entusiasmanti che si possano sperimentare. Osservare culture e luoghi differenti consente di far spaziare la nostra mente verso orizzonti nuovi e lontani, spingendoci ad apprezzare la diversità e le differenti sfaccettature della nostra realtà.

Un’altra cosa che mi fa essere felice è l’aiutare gli altri. Quando vedo che sono riuscita a far sorridere una persona (soprattutto se sono anziani, bambini o diversamente abili) il cuore mi esplode di gioia, mi sento davvero utile e contenta.

E non posso che nominare la MUSICA. La mia felicità per eccellenza. LEI c’è sempre stata per me, anche nei momenti più difficili, accompagna la mia vita da sempre e lo farà per sempre. UN VERO AMORE. Cantiamo, balliamo, suoniamo..ascoltiamo la musica!

Felicità!

Come diceva il mitico Mike Bongiorno: ALLEGRIA!

Adesso tocca a voi..commentate in tanti mi raccomando..sono curiosa! 🙂

MUSICOTERAPIA

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Dico sempre che la musica è la cura a tutti i mali e informandomi bene sulla Musicoterapia ho avuto solo conferme.

La Musicoterapia, intesa come metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico, permette di comunicare, con l’aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale partendo dal principio dell’ISO (identità sonora individuale) che utilizza il suono, la musica, il movimento per aprire canali di comunicazione ed una finestra nel mondo interno dell’individuo. Dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica.

I principi base della pratica musicoterapeutica sono:

  1. il paziente è parte attiva della terapia;
  2. la centralità del rapporto di fiducia e l’accettazione incondizionata rispetto al paziente;
  3. l’adattamento e la personalizzazione della tecnica volta per volta;
  4. scambio reciproco di proposte tra paziente e musicoterapeuta;
  5. stabilimento di un legame tra il musicoterapeuta e il paziente grazie al suono.

Il musicoterapeuta è quindi un mezzo attraverso il quale un paziente si apre e “tira fuori” le proprie emozioni.

Il termine musicoterapia nasce nell’Antica Grecia e oggi indica il ricorso ad esperienze musicali attive, in cui s’impiega la musica per coltivare l’espressione creativa, o passive in cui predomina l’ascolto.
Con il termine di musicoterapia si intende l’utilizzo della musica e degli elementi musicali (armonia, melodia, ritmo, timbro) per favorire l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva dell’individuo.
La musicoterapia è una disciplina che utilizza l’elemento sonoro/musicale all’interno della relazione utente/operatore in un processo sistemico di intervento con finalità preventive, riabilitative e terapeutiche.

Come citato sopra, la musicoterapia viene applicata attraverso due metodologie:

  1. musicoterapia ricettiva o passiva , con l’ascolto di musica registrata scelta dal paziente o programmata dal terapeuta;
  2. musicoterapia attiva , in cui la musica è creata dal paziente attraverso strumenti musicali, suoni e rumori emessi dal paziente.

La musicoterapia può essere utilizzata a vari livelli, quali l’insegnamento, la riabilitazione o la terapia.

Per quanto riguarda la terapia e la riabilitazione, gli ambiti di intervento riguardano preminentemente la neurologia e la psichiatria:

In ogni caso, gli interventi di tipo clinico rimangono di esclusiva competenza degli esercenti le professioni sanitarie.

ORIGINI DELLA MUSICA COME TERAPIA

In tutte le culture dell’antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote medico (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell’uomo, è dominata dal ritmo e dall’armonia. Sapeva che la musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale, che procura benessere e che nei casi di malattia può ricostituire l’armonia perduta.

ELEMENTI DI MUSICOTERAPIA

Per lo sviluppo della sanità mentale ed il benessere, le attività creative sono la chiave per il raggiungimento dell’equilibrio psichico. Attraverso esse si può mirare all’evoluzione dell’essere umano nella sua totalità e far emergere tutte le capacità potenziali.Attività come il cantare, suonare, danzare, sono direttamente creative, essendo la musica sì una disciplina mentale che ha bisogno di ordine, di attenzione e concentrazione, ma che permette la manifestazione della propria espressività.

PRINCIPI TEORICI

La Musicoterapia si basa tre principi: ISO, che caratterizza l’identità sonora di un individuo; suono inteso come oggetto intermediario, cioè come strumento di comunicazione in grado di agire terapeuticamente sul paziente e suono come oggetto Integratore, in grado di integrare le dinamiche di comunicazione in un gruppo uniformandole.

LE SEDUTE DI MUSICOTERAPIA

Il trattamento di musicoterapia è strutturato in incontri settimanali a seconda delle esigenze del paziente. Le sedute possono essere: individuali o di gruppo della durata di circa 60 minuti ognuno; in alcuni patologie, come ad esempio nella malattia di Alzheimer, sono consigliati tempi di partecipazione molto più brevi.

MUSICOTERAPIA E ANZIANI

Sono sempre più numerosi gli studi e le esperienze che attestano l’utilità della musicoterapia con gli anziani, soprattutto se vivono l’ultima parte della loro vita in istituto. E’ solitamente proprio nelle strutture residenziali che i pazienti geriatrici hanno l’opportunità di iniziare un percorso preventivo/terapeutico con la musica, che diventa aiuto e sostegno psicologico per l’anziano, che spesso vive il ricovero con forte disagio fisico ed emotivo.

MUSICOTERAPIA E ALZHEIMER

Nel 2001 l’America Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer. Ciò è possibile perché la musica sembra rivelarsi una via di accesso privilegiata per contattare il cuore dei malati che preservano intatte certe abilità e competenze musicali fondamentali nonostante il deterioramento cognitivo dovuto alla malattia.

MUSICOTERAPIA E GIOCO D’AZZARDO

Improvvisazioni al pianoforte, dialoghi sonori e ascolto di musica rilassante sono i contenuti principali delle sedute di musicoterapia, a cui possono partecipare i giocatori d’azzardo patologici che decidono di intraprendere un programma terapeutico per guarire. Il gioco d’azzardo, infatti, nel 1980 è stato riconosciuto come una malattia mentale. Per guarire, dunque, è consigliato un percorso psicoterapico che può comprendere anche una serie di terapie complementari, quali la musicoterapia.

LE ATTIVITA’ DI MUSICOTERAPIA IN GRAVIDANZA E PARTO: APPLICAZIONI E RISULTATI

Le ormai numerose esperienze di musicoterapia italiane ed estere confermano l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali ai tradizionali corsi di preparazione al parto, poiché la musica può aiutare la gestante a rilassarsi, a contenere l’ansia e a raggiungere uno stato di generale benessere psicofisico.

MUSICOTERAPIA E AFASIA

Sta dando buoni risultati l’uso sperimentale della musicoterapia nella riabilitazione degli afasici, in chi cioè, a seguito di una lesione cerebrale, causata da trauma cranico, ischemia, ictus, emorragia o tumore, manifesta dei disturbi nell’espressione e nella comprensione del linguaggio parlato o scritto ed anche, indipendentemente dalla localizzazione ed estensione della lesione, disturbi della memoria, difficoltà nei movimenti, incapacità di riconoscere gli oggetti, alterazioni della percezione sensoriale e instabilità emotiva.

BIOMUSICA

La biomusica è una metodologia diretta e pratica che serve ad equilibrare e a stimolare il corpo per evitare la somatizzazione dei conflitti emotivi. Secondo il suo ideatore, il professor Marco Corradini, docente di musicoterapia in Italia, Svizzera e Spagna, questo metodo si basa sulla relazione fra suoni, musica, malattia ed energia bioenergetica e viene usato con successo in gruppi aperti, ai quali aderiscono persone senza sintomatologie dichiarate, e anche in terapia, ad esempio nel recupero dei tossicodipendenti.

MUSICOTERAPIA IN ONCOLOGIA

Quando un medico comunica ad un paziente una diagnosi di tumore, questi e la sua famiglia vedono concretizzarsi tutte le paure e le ansie che erano presenti nel periodo di attesa del responso clinico.  Al momento della diagnosi i malati di cancro, i loro parenti e amici provano un senso di panico, disperazione e incertezza. Ciò si ripercuote su tutti gli aspetti della loro vita, soprattutto sui rapporti interpersonali e sul modo di vedere la propria condizione e il proprio futuro. D’altra parte maggiore è la gravità della malattia e maggiore è l’ansia che ne deriva.
I malati di cancro abbandonano un mondo con il quale hanno dimestichezza e nel quale si sentono sicuri per entrare in un nuovo mondo fatto di ospedali, specialisti, terminologia medica, medicine e trattamenti.
Se già con la diagnosi di tumore il paziente vede spesso modificato il suo ruolo, non essendo più attivo e dovendosi appoggiare agli altri, a questo si deve aggiungere la paura di interventi o di terapie e l’incognita di ciò che succederà dopo.
Altre volte nel soggetto scatta un meccanismo psicologico di negazione della patologia, che serve ad allontanare l’ansia e la paura: “Hanno sbagliato, non è possibile”. Ma questo atteggiamento è controproducente perché negare la realtà non modifica quanto è avvenuto, anzi espone al rischio di sottovalutare o addirittura di ignorare le terapie mettendo a repentaglio la propria vita. D’altra parte in un’era moderna qual è la nostra, in cui pur non volendo cercare ci si trova a contatto con informazioni, i pazienti tendono ad essere sempre più interessati a sapere.
Spesso il soggetto che ha appreso la diagnosi, decide di non parlarne con i familiari “perché non voglio che mi vedano preoccupato, che stiano in ansia per me”. Pertanto esclude l’argomento malattia dalle conversazioni evitando ogni riferimento al tumore e creando una falsa situazione in cui apparentemente non è successo nulla. A loro volta i familiari spesso confermano tale comportamento tacendo sia col paziente che con gli altri componenti della famiglia, al fine di evitare loro preoccupazioni. In tal modo si instaura un meccanismo perverso del tipo “io so che tu sai che io so”, nel quale l’ombra del tumore è comunque presente, perché presenza fissa nella mente di tutti, anche se non verbalizzata. Questo atteggiamento è fortemente controproducente per diversi motivi. Innanzitutto perché impedisce a ognuno, e in particolare al paziente, di esprimere i propri sentimenti e i propri bisogni; in questo modo ogni persona coinvolta porta sulle spalle un peso enorme di emozioni, paure, angosce che è costretto a reggere da solo senza per questo alleviare il peso agli altri. Inoltre la comunicazione non verbale (espressa da atteggiamenti, gesti, mimica del viso) rimanda messaggi contrastanti rispetto alla comunicazione verbale, creando confusione all’interno del sistema familiare. La discrepanza tra comportamento verbale positivo e non verbale negativo può indurre il paziente a sentirsi abbandonato e non amato mentre il familiare potrà sentirsi frustrato e impotente nell’aiutare il malato. È pertanto importante capire che il non comunicare su quello che si sta verificando non aiuta nessuno: non pronunciare la parola “cancro” non lo fa sparire. Parlare di un problema, di qualsiasi natura esso sia, non solo permette di dare libera espressione alle emozioni, ma aiuta anche a dargli la giusta dimensione.
Con l’obiettivo da un lato di gestire le emozioni, le paure, le ansie e le angoscie proprie della malattia e dall’altro di contribuire ad una migliore accettazione e sopportazione anche fisica della malattia e del suo trattamento, vari approcci terapeutici sono stati proposti. Tra questi annoveriamo la musicoterapia.

Negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati vari studi riguardanti l’applicazione della musicoterapia in campo oncologico. Essi hanno dimostrato che la musicoterapia può determinare una riduzione dei livelli di ansia e di stress, un miglior controllo del dolore, una migliore compliance ai trattamenti antiblastici e può fornire un supporto psicologico al pazienti e ai loro familiari.

Tra i possibili campi di applicazione della musicoterapia vi è l’oncologia con le seguenti finalità:

  • Riduzione di ansia e stress
  • Miglior controllo del dolore
  • Migliore compliance ai trattamenti
  • Supporto psicologico al paziente e ai familiari

Già oltre 15 anni fa era stata evidenziata l’importanza della musicoterapia nel controllo del dolore oncologico e da allora varie esperienze sono state condotte in questo settore.
Più recentemente, in uno studio condotto su pazienti in trattamento radioterapico, 42 pazienti sono stati randomizzati in un gruppo sperimentale (n=19) e in un gruppo di controllo (n=23). Il gruppo sperimentale ha ascoltato musica scelta direttamente dal paziente per tutto il periodo del trattamento, mentre il gruppo di controllo non ha ascoltato musica. Malgrado la mancanza di una differenzazione significativa tra il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo lungo il periodo del trattamento radioterapeutico, l’intervento di musicoterapia ha mostrato effetti positivi per pazienti con elevati livelli d’ansia nella fase iniziale della radioterapia.
In un’ulteriore esperienza condotta su pazienti oncologici, 33 pazienti sottoposti a chemioterapia ad alte dosi sono stati randomizzati in un gruppo di controllo sottoposto a protocollo antiemetico standard, e in un gruppo sperimentale sottoposto a protocollo antiemetico standard più intervento di musicoterapia effettuato durante le 48 ore di somministrazione del farmaco ciclofosfoammide ad alte dosi. Lo studio ha evidenziato una riduzione sia dei sintomi di nausea sia del numero di episodi di vomito a favore del gruppo sperimentale.
Vari studi sono stati condotti, inoltre, sui pazienti oncologici nella fase avanzata della malattia, al fine di migliorare gli effetti delle terapie di supporto.
In una recente esperienza realizzata in un centro oncologico svizzero, 251 pazienti nella fase avanzata di malattia neoplastica hanno ricevuto un approccio integrato con musicoterapia, psicoterapia ed assistenza spirituale che ha contribuito ad alleviare il dolore e a ridurre l’ansia e la disperazione, migliorando lo stato di speranza e serenità.
Oltre alle esperienze sopracitate se ne possono annoverare molte altre, ma per lo più si tratta di studi condotti su piccoli gruppi di pazienti che necessitano ovviamente di ulteriori conferme.
È indubbio, comunque, come sosteneva Oliver Sacks, che “il potere della musica di integrare e curare… è un elemento essenziale, è il più completo farmaco non chimico”.
È ovvio che la musicoterapia non può sostituirsi alle terapie tradizionali per la cura delle neoplasie, ma può senz’altro potenzialmente offrire un valido supporto alle stesse.

IL MASSAGGIO SONORO

Un’antica tecnica di guarigione che unisce il sapiente tocco delle mani alla musica, per riequilibrare mente e corpo.

LEGGETE E RIFLETTETE..

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Un professore mostra una banconota da 50,00 euro e chiede ai suoi alunni: “A chi piacerebbe  avere questi 50,00 euro?”  Gli alunni  alzano la mano.  Stropiccia  la banconota e chiede: “La desiderate ancora?” Le mani si alzano nuovamente. Butta a terra la 50,00 euro  e ci salta sopra a piedi uniti e ripete: “Anche adesso la volete ancora?” Gli alunni tornano ad alzare la mano.  A questo punto gli dice: “Amici miei, avete appena appreso una lezione! Poco importa cosa ho fatto a questa 50,00 euro, tanto la volete sempre perchè qualsiasi cosa gli faccia, il suo valore non cambia. Vale sempre 50,00 euro. Molte volte nella nostra vita, verrete offesi, ripudiati dalla gente e scherniti. Crederete di non valere più nulla, ma il vostro valore non sarà cambiato, chi vi conosce bene sa quanto valete.