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La Juventus ricorda l’Avvocato: 68 anni fa diventava presidente Giovanni Agnelli

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Il 22 luglio 1947 Giovanni Agnelli assumeva la presidenza della società a soli 26 anni.

Il club bianconero celebra la ricorrenza sul proprio sito internet ricordando che, “se la Signora del pallone ancora oggi stazione al vertice del calcio, è anche grazie a lui“. L’Avvocato guidò la Juve per sette anni, fino al 1954, conquistando due scudetti.

ALCUNE DELLE SUE CITAZIONI PIU’ FAMOSE:

  • La Juve è per me l’amo­re di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d’amore.
  • La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago… e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
  • Nei momenti difficili, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
  • Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di Torino e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all’estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.

Un’intera esistenza dedicata a lei, sette anni da Presidente. Per l’Avvocato, come la gente e i tifosi lo hanno conosciuto, la Juve è sempre stata una lezione di vita, oltreché un momento insostituibile di gioia e divertimento. Ebbene, se Giovanni Agnelli ha legato il suo nome a quello della Juventus per tutta una vita, è esattamente 68 anni fa che ne assumeva in prima persona la presidenza.

I suoi rapporti con la Juventus, che nel corso della vita gli ha regalato 41 successi,risalgono al 1935, quando scomparve il padre dopo l’epoca d’oro dei cinque scudetti consecutivi. Edoardo venne eletto presidente per acclamazione, mentre il nonno era dichiarato sostenitore bianconero.

Il destino si compì pertanto nel dopoguerra, quando Piero Dusio propose a Giovanni la presidenza della Juve: “E’ arrivato il momento”, gli comunicò con stringata decisione.

Come l’Avvocato ebbe a ricordare in un’intervista nel 1967, riportata dall’edizione di maggio di Hurrà Juventus:

“Entrai nel Consiglio della Juventus. Avevo solo 14 anni, sentivo parlare di calcio ma non me ne potevo occupare. Rientrato a Torino dopo la guerra, fui richiamato alla presidenza della Juventus. Rimasi presidente per sette anni, conquistando due scudetti e costruendo una squadra, ritengo, forte”.

Giovanni Agnelli

Quella Juve lo fu per davvero: i Tricolori arrivarono infatti nel 1950 e nel 1952. Il primo scudetto fu quello della Juve “forse più forte che abbia a ricordare”, nella parole di Boniperti, leader di uno squadrone che vantava anche il fortissimo oriundo Rinaldo Martino ed i danesi Praest e Hansen. Una formazione imbottita di campioni, come quella che fece il bis due anni dopo, con fuoriclasse come Parola e Muccinelli.

«Scrissero che una società di cinquant’anni ha un presidente di 25», dichiarò più avanti – nel 1997 – allo stesso magazine bianconero, ricordando i successi di quegli anni.

Il 18 settembre 1954 l’Avvocato lascerà la presidenza a Enrico Craveri, ma rimarrà sempre vicino alla sua Juve. Una vicinanza per la quale saremo sempre grati, vissuta attraverso la saggezza, il lavoro, la cultura e l’amore per lo sport. L’assiduità con la quale ha garantito appoggio alla squadra è stata, nel corso della sua inimitabile parabola di vita, incessante ed affettuosa.

Intervenendo con benevola ironia ed infondendo ottimismo nelle vicende bianconere, ha saputo plasmare il fato di una squadra “il cui destino è quello di vincere” (Hurrà Juventus, marzo 2001).

Nell’anno del centenario della Juventus, le augurò di cuore «un altro secolo così». E se la Signora del pallone ancora oggi staziona al vertice del calcio, è anche grazie a lui.

LA MIA CHITARRA CLASSICA

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Uno dei miei regali più belli è stato sicuramente la chitarra classica. Ho frequentato una scuola di chitarra per 4 anni, conseguendone l’attestato di merito. Suonarla è fantastico. Entri in un mondo tutto tuo, dove non esistono più niente e nessuno se non TU e LEI.

Vi spiego un pò che cos’è questo strumento bellissimo e interessante, ma complesso nel suo insieme.

La chitarra classica è un tipo di chitarra utilizzato per l’esecuzione di brani di musica classica o popolare (come per esempio la musica latino-americana o il flamenco). La forma della chitarra classica, che conosciamo e usiamo oggi, risale alla seconda metà dell’Ottocento.

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È composta da due parti principali:

  • il manico, su cui si trova la tastiera e che termina con la paletta, la quale ospita le meccaniche per l’accordatura;
  • la cassa di risonanza con una buca centrale, che serve ad amplificare il suono prodotto dalle corde.

La chitarra classica viene costruita con legni di diverso tipo per ogni parte del corpo.

La postura

La postura tipica del chitarrista classico prevede che lo strumento, poggiante sulle gambe, sia inclinato verso l’alto dalla parte della tastiera. Per fare ciò è comune l’utilizzo del poggiapiede, col quale tenere rialzata la gamba sinistra; alcuni interpreti del repertorio contemporaneo fanno talvolta uso di un sostegno che, poggiato sulla coscia sinistra, permette di mantenere l’inclinazione della chitarra pur poggiando entrambi i piedi a terra.

La mano destra

La tecnica della chitarra classica prevede il tocco diretto delle punte delle dita sulle corde per metterle in vibrazione. Le dita della mano destra impiegate per pizzicare le corde sono pollice, indice, medio e anulare (nelle diteggiature degli spartiti vengono indicate con le iniziali p, i, m, a). Il mignolo è assolutamente inutilizzato.

La mano sinistra

Le dita della mano sinistra vengono utilizzate per pigiare le corde contro il manico, ciò che permette di ottenere tutte le altezze nell’estensione della corda. Sono impiegati l’indice, il medio, l’anulare e il mignolo (nelle diteggiature degli spartiti sono indicate con numeri, nell’ordine, da 1 a 4). Il ruolo del pollice è quello di equilibrare la mano premendo – senza particolare forza – contro la superficie inferiore del manico.

La chitarra classica si può suonare in modi diversi: tramite l’uso delle dita o della mano in generale (il tipico stile “classico”), oppure mediante un plettro, usato correntemente nella musica moderna o di derivazione afro-americana. Particolari effetti timbrici sono dovuti all’uso delle unghie della mano destra, al variare dell’angolo di attacco delle dita sulle corde, all’uso percussivo della mano, al pizzicato ecc. Alcuni di tali effetti, ad esempio il rasgueado, provengono dalla tecnica chitarristica usata nel flamenco.

La chitarra classica è uno fra gli strumenti musicali più espressivi. Gran parte del repertorio esistente per chitarra classica è scritto per strumento solista, per duo o, più raramente, per trio, quartetto od orchestra di chitarre. Molto ricco anche il repertorio cameristico, mentre è piuttosto raro il suo impiego in orchestra.

UNA HOSTESS JUVENTINA SFEGATATA? EBBENE SI…

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Sono una hostess, ma quando vado nella mia Curva Sud, nel mio Juventus Stadium mi trasformo.

Purtroppo o per fortuna con il mio lavoro viaggerò molto e non potrò sempre andare allo stadio..in quello che definisco casa mia..Lavorarci sarebbe un sogno, di sicuro lo farei più volentieri e con più passione.

AMO LA JUVENTUS e SONO FIERA DI ESSERE JUVENTINA.

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Sto pensando di trasferimi a Torino…e credo che lo farò se non quest’anno il prossimo! 🙂

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TORINO

Sono stufa della mia Perugia e non vedo l’ora di partire.

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Aereo in volo

Mi presento un pò..

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Mi chiamo Eleonora Frescura e il mio soprannome è Fresh.

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Sono una juventina sfegatata e la musica, in tutte le sue forme, è la mia vita. Canto, ballo e suono fin da piccolissima.

Vi spiego il mio motto: – “IMPOSSIBLE IS NOTHING” (NULLA E’ IMPOSSIBILE..) oltre che uno stile di vita cioè credere sempre nei propri sogni e negli obiettivi da raggiungere; è il tatuaggio di Claudio Marchisio, un giocatore della Juventus che seguo fin dal primo esordio con la squadra, da sempre. -“NEVER BACK DOWN” (MAI ARRENDERSI) La difficoltà, le sfide e i problemi sono all’ordine del giorno per tutti e piccole o grandi che siano esisteranno sempre. Parecchie volte, stanchi, demotivati e sopraffatti dai problemi si arriva quindi alla triste decisione di arrendersi e accettare qualcosa che non ci va, rassegnandosi ad uno stile di vita o delle situazioni che invece non vorremmo più. NON C’E’ NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO! Arrendersi è la cosa facile che molti scelgono rimpiangendo forse un giorno di non avere osato, per questo i risultati più importanti ed inaspettati premiano invece chi ci ha creduto fino in fondo osando e rischiando qualcosa in più. ” Nella vita non bisogna mai arrendersi, mai rassegnarsi alla mediocrità ma bensì uscire da quella zona grigia e senza colore in cui tutto è abitudine e rassegnazione “.  cit.Rita Levi Montalcini. – “TILL THE END” (FINO ALLA FINE) Al motto di Giampiero Boniperti: “Alla Juventus, vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta“, se ne è aggiunto uno nuovo che ha le sembianze di un grido di battaglia:  “Fino alla fine“, il coro che i tifosi fanno alzare dalle curve durante le partite. Tre parole non soltanto per dire che la Vecchia Signora non sarà mai sola, ma che chi scenderà in campo con quella maglia addosso dovrà onorarla, lottare e mai mollare. La prima volta che Andrea Agnelli pronunciò quella frase, quello slogan, fu durante l’inaugurazione dello Juventus Stadium. Il coro “fino alla fine forza Juventus” non è un semplice incitamento, ma un vero e proprio credo di questa squadra.

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Da questo si deduce come sono..

UNA GUERRIERA; UNA TIGRE….che nonostante i soli 21 anni, ha attraversato tante difficoltà, ma ne è uscita sempre a testa alta e non si è MAI ARRESA. Sono un pò come Xena.. una WARRIOR PRINCESS.. Una principessa guerriera 🙂

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Ho avuto anche io i miei cedimenti..sono umana, ma non ho mai smesso di lottare fino alla fine di ogni “battaglia”, anche quando credevo di non potercela fare, ho sempre avuto la forza e la testardaggine di rialzarmi.  Questo non solo grazie a me..ma grazie alla musica, senza la quale non potrei vivere e alla mia Juventus che mi ha dato sempre una carica assurda e una mentalità forte. Determinazione, coraggio e credere sempre in se stessi. Rialzarsi sempre,dai momenti più difficili che sembrano impossibili da superare più forti di prima. E anche se si perde una battaglia, l’importante è vincere la guerra.

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Con questo spero di darvi un pò di  carica e l’energia necessaria per affrontare tutto o quasi 😀

“Se tu permetti alla tua luce di splendere, tu inconsciamente dai agli altri il permesso di fare lo stesso. Così tu sei liberato dalle tue paure, la tua presenza automaticamente libera gli altri”. cit. Nelson Mandela

E ricordate che: il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla…e tutto sembra sempre impossibile finché non viene realizzato.

NON PERDO MAI

CIAO A TUTTI….!

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Ciao mondo..Come state? Aspetto notizie!

Sono pronta a rispondere alle vostre domande!

baci 🙂