Bianconeri in fuga!

Postato il

17 Dicembre 2016

Diciassettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Roma: 1-0

Roma domata, la squadra di Allegri avanza a +7 dopo aver sofferto nel secondo tempo Una magia di Higuain decide la sfida all’avvio, i giallorossi inseguono inutilmente il pari.

Con questo successo, la Juve ha raggiunto quota 100 punti in Serie A nell’anno solare, vincendo tutte le partite casalinghe giocate negli ultimi dodici mesi. Si tratta della vittoria interna consecutiva n. 25 per i Bianconeri allo Stadium: eguagliato il record che già appartiene alla Signora, stabilito tra agosto 2013 e novembre 2014.

In particolare, la Juventus ha ora vinto tutte le ultime sei partite casalinghe contro la Roma in Serie A, concedendo soltanto tre reti in questo parziale. Con il gran sinistro di Higuain, sono sette i gol segnati nel primo quarto d’ora di partita, più di ogni altra squadra in Serie A.

Una vittoria, quella bianconera, che non è stata costruita sul possesso palla, ma sulla qualità: tutte le sei conclusioni effettuate dai nostri giocatori, escluse quelle respinte, hanno infatti centrato lo specchio della porta.

Titolo d’inverno archiviato con due giornate d’anticipo, Roma lasciata a sette punti di distacco e Milan a nove.

Il Pipita conquista palla al limite dell’area, salta due giallorossi e fa partire un bolide che si insacca nell’angolino per il vantaggio bianconero.  Un grande gol dell’argentino regala ad Allegri la sfida dello “Juventus Stadium”.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-1-2) Buffon – Lichtsteiner (23′ st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro – Khedira, Marchisio, Sturaro – Pjanic (6′ st Cuadrado) – Higuain (37′ st Dybala), Mandzukic.

ROMA (4-2-3-1) Szczezny – Rudiger, Manolas (40′ st Bruno Peres), Fazio, Emerson – Strootman, De Rossi (27′ st El Shaarawy) – Gerson (1′ st Salah), Nainggolan, Perotti – Dzeko.

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GRAZIE RAGAZZI!

AVANTI TUTTA..!

ORGOGLIOSA DI VOI COME SEMPRE

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

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TORINO E’ SEMPRE E SOLO BIANCONERA!

Postato il

11 Dicembre 2016

Diciassettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Torino-Juventus: 1-3

FORMAZIONI:

TORINO: Hart; Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca; Benassi (37′ st Boyé), Valdifiori, Baselli (37′ st Acquah) ; Iago Falque (37′ st Martinez), Belotti, Ljajic. A disposizione: Padelli, Cucchietti, Moretti, Ajeti, Bovo, De Silvestri, Vives, Gustafson, Boyé, Maxi Lopez
All.: Mihajlovic

JUVENTUS: Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Marchisio, Sturaro (22′ st Lemina); Cuadrado (37′ st Pjanic), Higuain, Mandzukic (26′ st Dybala)
A disposizione: Neto, Audero, Benatia, Evra, Hernanes, Asamoah. All.: Allegri

La Juve fa suo il Derby con una straordinaria doppietta di Higuain e con la rete di Pjanic nel finale, che rispondono al gol iniziale di Belotti.

Un Derby bellissimo, ben giocato, combattuto e deciso dai colpi dei campioni. Il Toro ha Belotti, che sblocca il risultato. La Juve ne ha a sufficienza per rispondere e fare sua la partita, con uno straordinario doppio Higuain e con Pjanic nel finale. Menzione speciale per Mandzukic, anche oggi uomo ovunque, e per Dybala, che mette qualcosa di più di una firma sulla rete del 3-1.

È la Juve a comandare il gioco all’inizio e a dare fastidio alla difesa granata soprattutto con Mandzukic, che svaria spesso sulla destra, trova la profondità, arriva a colpire di testa sul traversone di Cuadrado, mettendo a lato da buona posizione, e a correggere il tiro di Khedira, trovando la risposta di Hart.

Il tridente schierato da Allegri è atipico, perché Cuadrado gioca più arretrato rispetto a Higuain e Mandzukic e parte praticamente dalla linea dei centrocampisti, trasformando il modulo in un 4-4-2, con Sturaro che si allarga sulla sinistra. Anche nel Toro Ljajic difficilmente è in linea con Belotti e Iago Falque, anzi, svaria spesso alle loro spalle. È comunque nella rapidità delle punte che confidano i granata, che aspettano pazienti l’occasione giusta per colpire in contropiede. Non è una ripartenza in effetti, ma una bella combinazione in velocità quella che porta Baselli a crossare dal fondo e a pescare Belotti in area. La punta anticipa Lichtsteiner e gira di testa alle spalle di Buffon, portando in vantaggio il Toro con il primo tiro in porta.
La Juve reagisce immediatamente. Prima arrivano le conclusioni dal limite di Higuain e Marchisio, poi il pareggio del Pipita: Cuadrado mette in movimento Mandzukic che con il tacco, forse involontariamente, serve l’argentino. Accelerazione rabbiosa e diagonale che supera Hart imprendibile. Quanto mi gasa il Pipitaaaaa!

Dopo mezz’ora di spettacolo, i ritmi si abbassano e si tira il fiato fino all’intervallo. La ripresa restituisce una Juve ancora pimpante, che si piazza subito nella metà campo avversaria, portando alla conclusione Sturaro e Khedira, puntuali negli inserimenti, ma poco precisi.

Entrambe le squadre, quando attaccano danno sensazione di pericolosità. Il Toro è più attendista, ma ha qualità per spaventare Buffon e ci riesce al quarto d’ora, quando Benassi calcia a colpo sicuro dal limite dell’area e trova l’opposizione dell’onnipresente Mandzukic, che respinge a un metro dalla linea.

L’occasione sfumata  fa aumentare l’intensità del Torino che costruisce qualche contropiede pericoloso. Allegri allora interviene, inserendo Lemina e Dybala al posto di Sturaro e Mandzukic, ma sono ancora i granata a sfiorare il secondo gol con Ljajic che sfiora in palo con una conclusione a giro dal limite.

L’ultimo quarto d’ora è un assalto da parte di entrambe le squadre, che sono stanche e quindi si allungano.
Mihajlovic vuole provare a vincere e non solo cambia tre uomini in un colpo per inserire forze fresche, ma manda in campo addirittura altre due punte, Boyé e Martinez. La Juve risponde con Pjanic al posto di Cuadrado e, soprattutto con Higuain: appena dopo le sostituzioni, il lungo lancio di Chiellini trova il Pipita al limite dell’area. L’argentino è spalle alla porta ed è francobollato da Castan, ma lascia scorrere il pallone, si gira con il mestiere del grande attaccante e scarica un destro in diagonale che Hart può solo guardare.

La Juve ha troppa esperienza, troppa classe, troppa voglia di vincere per temere la  reazione del Toro…E poi abbiamoPaulo Dybala…

La Joya prima serve un pallone d’oro in area che Higuain mette alto, poi decide di chiudere la partita, prendendo palla a metà campo, bevendosi tre avversari e mettendo ancora Higuain davanti ad Hart. Il portiere respinge la conclusione ravvicinata e il pallone termina ancora sui piedi di Dybala, che allora serve Pjanic a centro area. Hart si supera anche sul bosniaco che sulla ribattuta però non sbaglia, spendendo in rete il gol del 3-1. Il gol che chiude il Derby. Il goal che colora ancora una volta Torino di bianconero.

TORINO E’ SEMPRE E SOLO BIANCONERA!

 FIERA DI VOI RAGAZZI..
GRAZIE !
HIGUAIN FENOMENALE, MANDZUKIC IL SOLITO GUERRIERO..E  BRAVI TUTTI..SIETE LA MIA FELICITA’!
FORZA RAGAZZI!
Il mio rito sta funzionando, mi faccio paura da sola certe volte.
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

JUVE DA SOGNO!

Postato il Aggiornato il

7 Dicembre 2016

Fase a gironi di Champions Leaugue:

Juventus-Dinamo Zagabria: 2-0

FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Benatia, Rugani, Evra, Cuadrado, Lemina, Marchisio (29′ st Sturaro), Pjanic (35′ st Dybala), Asamoah, Mandzukic (40′ st Hernanes), Higuain. (1 Buffon 3 Chiellini 6 Khedira 12 Alex Sandro). All.: Allegri.
Dinamo (4-3-3): Livakovic, Situm, Sigal, Schildenfeld, Pivaric, Moro (40′ st Matel), Knezevic, Gojak (13′ st Fiolic), Soudani (29′ st Stojanovic), Coric, Fernandes. (98 Semper 9 Henriquez 26 Benkovic 35 Sosa). All.: Petev.

La Juve supera la Dinamo con le reti del Pipita e del difensore e si qualifica agli ottavi come prima del Gruppo H. Nel finale il rientro tanto atteso di Dybala.

Il primato nel girone, il ritorno al goal di Higuain e il secondo centro consecutivo di Rugani, il rientro di Dybala e un’altra prova mostruosa del guerriero Mandzukic…una Juve da sogno, che spazza via la Dinamo Zagabria con una gara autorevole.

Il tecnico regala un turno di riposo a Buffon e torna alla difesa a tre, ma mantiene Pjanic sulla tre quarti campo come contro l’Atalanta. Il bosniaco dimostra ancora una volta di apprezzare quella posizione, mettendosi in luce per primo, grazie a una bella intuizione di Higuain, che gli permette di puntare l’area e sfiorare il palo con un destro dalla distanza.

I due sono protagonisti anche della splendida azione che al 6′ porta i bianconeri vicinissimi al gol: Marchisio sventaglia un lancio di quaranta metri per Mandzukic, che di esterno, al volo, serve Pjanic, il cui tocco di prima mette l’argentino nelle condizioni di battere a rete, ma Livakovic intercetta il diagonale e mette a lato.

La gara ha un solo padrone, un po’ perché l’atteggiamento dei croati è piuttosto rinunciatario, un po’ perché la manovra della Juve è rapida, oltre che piacevole: Cuadrado e Asamoah garantiscono ampiezza e arrivano spesso sul fondo, mentre Lemina e, soprattutto, Marchisio dirigono le operazioni nel mezzo. Con il passare dei minuti la Dinamo prende le misure e alla mezz’ora Allegri cambia le carte in tavola, arretrando Cuadrado e passando alla difesa a quattro. Mandzukic, anche oggi tra i migliori, oltre a giocare di sponda e a dannarsi come sempre in fase di interdizione, veste anche i panni dell’uomo assist, liberandosi per il cross e pennellando sulla testa di Pjanic, che da due passi indirizza tra le braccia di Livakovic.

La Dinamo si vede solo al 38′, con un tentativo centrale di Coric, mentre la Juve va ancora vicino al gol con Lemina, che spara alto da buona posizione, con Pjanic, la cui punizione crea più di un problema a Livakovic, e con il diagonale di Mandzukic, anche questo respinto dal portiere croato.

Per vedere premiata la propria indiscussa supremazia, i bianconeri devono aspettare il 7′ della ripresa, quando dopo un’insistita azione al limite dell’area e un paio di contrasti vinti da Lemina, il pallone arriva a Higuain, che dai sedici metri scarica nell’angolino il suo decimo gol stagionale, il terzo di questa Champions.

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La Dinamo non riesce a pungere e si espone alle ripartenze. Pjanic arriva ancora al tiro, bloccato a terra da Livakovic. D’altra parte anche quando la manovra è prolungata i bianconeri attaccano e una deviazione fortuita impedisce a Lemina di esultare.

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Il raddoppio arriva comunque dal corner seguente, pennellato da Pjanic sulla testa di Rugani, che schiaccia in rete la sua seconda rete in due partite.

Nel finale Allegri richiama Marchisio e Pjanic e inserisce Sturaro e Dybala, che torna in campo dopo l’infortunio patito contro il Milan un mese e mezzo fa e che cerca subito la via del gol con tre rasoiate da fuori area. Gli ultimi minuti valgono la standing ovation per Mandzukic, ancora una volta straordinario per qualità e quantità delle giocate, e dopo il triplice fischio, per il resto della squadra, anche questa sera concentrata, pimpante e vincente.

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Avanti tutta..non molliamo mai!

Cosi vi voglio ragazzi!

I miei complimenti a Higuain e Mandzukic  sono scontati…li vorrei fare a Daniele Rugani! Le sue qualità stanno crescendo veramente tantissimo!

Grazie ragazzi! Grazie Juve mia!

Dybala finalmente in campo..ed è subito JOYA! Ci sei mancato tantissimo!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

NOI SIAMO QUELLI DEL: “FINO ALLA FINE”

Postato il Aggiornato il

3 Dicembre 2016

Quindicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Atalanta: 3-1

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichststeiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (15′ st Lemina), Marchisio, Sturaro; Pjanic (32′ st Evra); Higuain, Mandzukic (29′ st Cuadrado). In panchina: Neto, Audero, Benatia, Asamoah, Kean, Hernanes. Allenatore: Allegri
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Masiello, Caldara; Conti (9′ st Grassi), Kessié, Spinazzola, Freuler; Kurtic (29′ st D’Alessandro), Petagna (9′ st Pesic), Gomez. In panchina: Bassi, Mazzini, Drame’, Migliaccio, Raimondi, Bastoni, Capone. Allenatore: Gasperini

La Juventus non è morta. Per chi avesse avuto dei dubbi dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, i bianconeri rispondono sul campo (come hanno sempre fatto) fermando la corsa dell’Atalanta e battono i giovani bergamaschi con le loro stesse armi, ovvero con forza fisica, anticipi, pressing a tutto campo, sacrificio e giocate di prima. Nel primo tempo uno-due letale con le reti di Alex Sandro e Rugani. Nella ripresa Mandzukic corona una prestazione straordinaria col gol. Nel finale la rete ospite grazie a Freuler.

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La Juve riprende la marcia giocando una delle migliori gare della stagione, spazzando via gli avversari in venti minuti e dominando il resto dell’incontro: la difesa a quattro scelta da Allegri, vista l’assenza di Bonucci, funziona perfettamente e concede qualcosa solo nel finale, a partita ormai ampiamente decisa. Il centrocampo, con Marchisio in regia e Pjanic sulla tre quarti, è ispirato e rifornisce con continuità gli ottimi Mandzukic e Higuain.

La percussione di Alex Sandro al 15′, conclusa con una sventola che si insacca a fil di palo, è la prima conferma delle intenzioni dei bianconeri. La sua esultanza commuove tutti, la dedica speciale al Chape è un gesto bellissimo.

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L’incornata con cui Rugani, quattro minuti più tardi, spedisce in rete il corner di Pjanic è la seconda.

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Il doppio vantaggio non basta. La Juve è assatanata, sfiora il terzo gol con la punizione di Pjanic  e continua a comandare il gioco, schiacciando nella sua metà campo una pur volenterosa Atalanta. I bergamaschi si fanno vivi solo dopo il 40′, ma l’attenzione e la voglia di vincere dei bianconeri è massima ed è rappresentata perfettamente da Mandzukic, che prima respinge il tentativo di Freuler e poi si tuffa addirittura  come il più tignoso dei difensori per mettere in angolo il destro di Gomez. IMMENSO MARIONE!

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L’avvio del secondo tempo è anche più frizzante del primo: da una parte la spettacolare combinazione, tutta di prima, tra Khedira, Higuain e Mandzukic, interrotta all’ultimo dal recupero della difesa nerazzurra.

Dall’altra l’iniziativa di Petagna, conclusa con un destro smorzato che non crea problemi a Buffon.

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Mandzukic è straripante, è un tuttofare: non butta via un pallone, non smette per un attimo di “mordere” gli avversari, si propone come ala e va al cross, apre il gioco quando arretra… Il pensiero di tutti è che meriterebbe almeno goal per lo straordinario atteggiamento con cui trascina i compagni. E il goal arriva puntuale: dopo un destro maligno di Marchisio messo in angolo da Sportiello, Pjanic disegna un’altra perla dalla bandierina e il croato stacca perfettamente, infilando l’angolino.

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E quando alla mezz’ora, dopo un duro contrasto con Gomez, Super Mario lascia il posto a Cuadrado, tutto lo Stadium gli tributa una più che meritata ovazione. {}

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Altri applausi vanno a Pjanic, sostituito da Evra, anche lui autore di una prestazione superba. La volée di Freuler, che devia alle spalle di Buffon il preciso cross di D’Alessandro, cambia il punteggio nel finale, ma non la sostanza né la morale della serata: ogni tanto può anche inciampare anche la Juve. Ma quando si rialza, fa paura.

 

 

 IMMENSO SUPER MARIONE!
Mandzukic corre, recupera palla, umilia gli avversari, prepara il thè caldo, spazza per terra e nel tempo libero fa lo steward allo stadium, ma (cosa più importante) segna pure! ahaha
Dovrebbero esserci sempre 11 Mario Mandzukic in campo!
Me lo sentivo troppo il tuo goal e non mi hai delusa..GRAZIE GUERRIERO!
QUESTA E’ LA MIA JUVE!
GRAZIE RAGAZZI!
RISPETTO PER TUTTI…PAURA DI NESSUNO!
GRINTA, CORAGGIO, TESTA, CUORE E TANTA FAME DI VITTORIA.
VINCERE NON E’ IMPORTANTE….E’ L’UNICA COSA CHE CONTA.
SEMPRE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI. SEMPRE!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

UNA BRUTTA JUVE..DIMENTICARE E RIPARTIRE!

Postato il

27 Novembre 2016

Quattordicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Genoa-Juventus: 3-1

Il Genoa chiude la gara nella prima mezz’ora con la doppietta di Simeone e l’autorete di Alex Sandro. Inutile la rete di Pjanic nel finale.

I meriti del Genoa confinano con  i demeriti della Juventus, che aveva la testa da un’altra parte, i muscoli pesanti, la presunzione dappertutto e un allenatore che stavolta non ne ha azzeccata mezza: ha rinnegato il 4-3-3 che aveva funzionato a Siviglia, ha messo Dani Alves stopper e Lichtsteiner esterno, ha lasciato che Cuadrado vagasse come seconda punta, ha ritoccato il modulo aggiungendo disordine al disordine, difatti abbiamo visto una specie di 4-2-3-1 con Alves mediano e Khedira ala sinistra e poi, quando ha fatto ricorso a Higuain, una sorta di 4-1-3-2 mentre il Genoa continuava a macinare gioco e avversari con il suo 3-4-3 riconoscibilissimo, dai tratti precisi e dall’interpretazione univoca.

La Juve ha fatto il primo tiro in porta all’82’, quando Pjanic ha infilato l’angolino sul punizione: per il resto, Perin non ha fatto una parata e gli unici pericoli li ha corsi a inizio ripresa, sulle conclusioni imperfette di Khedira e Pjanic. Il Genoa ha dominato senza soluzione di continuità e più che una partita è stata, appunto, uno sballottamento. Juric ha sguinzagliato i suoi ordinando pressing altissimo, raddoppi feroci, sovrapposizioni continue e ritmo incessante. Ma questo è il suo calcio,  non saperlo prevedere e non immaginare una strategia per arginarlo è stato un torto grave.

Il primo gol racconta tutto: Bonucci ha cercato di eludere la pressione genoana sulla tre quarti con un colpo di tacco senza senso, Rigoni gli ha sfilato la palla scatenando un’ordalia in area di rigore. Buffon ha fatto miracoli spaventosi respingendo sul biondo trequartista e su Simeone, Alex Sandro ha salvato sulla linea su Ocampos ma alla fine ancora Simeone l’ha sbattuta dentro, al quarto tentativo. Ogni respinta la prendeva un genoano, e gli juventini sono stati sempre a guardare. Il raddoppio è stato più lineare: cross di Lazovic, con Alex Sandro beatamente a osservarlo, e incornata di Simeone ad anticipare l’immobilità di Benatia. Il corso della partita non è mai cambiato, il Genoa s’è un po’ chetato solamente nella ripresa e non prima di aver segnato per la terza volta (tocco di Rigoni sulla traversa, poi carambola tra Alex Sandro e la porta). Allegri ha collezionato mosse difficili da capire e comunque senza nessun effetto, annotando anche gli infortuni di Bonucci (sospetto stiramento alla coscia sinistra, la stessa che i medici juventini pensavano si fosse lesionata tre settimane fa) e di Dani Alves, uscito malconcio (una frattura composta del perone della gamba sinistra, si teme un lungo stop) da un contrasto con Ocampos. La Juve ha reagito solo di nervi, ha protestato per un rigore non dato (fallo di Ocampos su Mandzukic) e per un pasio di fischi sbagliati (ma ci stava anche l’espulsione di Cuadrado nel finale), tradendo un’insicurezza isterica che ha raggiunto il culmine nel clamoroso litigio tra Cuadrado e Mandzukic alla fine del primo tempo. Ha dovuto dividerli Dani Alves. È stata l’unica cosa decente che il brasiliano ha combinato.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

GENOA (3-4-3): Perin; Izzo, Burdisso, Munoz; Lazovic (22′ st Edenilson), Rincon, Cofie, Laxalt; Rigoni (42′ st Gakpé) , Simeone, Ocampos (44′ st Biraschi)
A disposizione: Lamanna, Zima, Fiamozzi, Gentiletti, Ninkovic, Ntcham, Pandev
Allenatore: Juric
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Lichtsteiner (8′ st Higuain), Bonucci (33′ pt Rugani), Benatia; Dani Alves, Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Pjanic, Alex Sandro;  Cuadrado, Mandzukic
A disposizione: Neto, Audero, Evra, Chiellini, Marchisio, Asamoah, Kean
Allenatore: Allegri

LA JUVENTUS NON SI DISCUTE..SI AMA!

Può capitare anche a noi di sbagliare una partita, l’importante è ricordarsi di non farlo più accadare. Che questa batosta ci serva da lezione!

Forza ragazzi!

IO CREDO IN VOI SEMPRE!

NOI SIAMO QUELLI DEL FINO ALLA FINE..NON MOLLIAMO MAI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

JUVE SEI GRANDE!

Postato il

22 Novembre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-3

Sotto dopo soli 9 minuti per il gol di Pareja, la Juventus ringrazia Vazquez, espulso a fine primo tempo: Marchisio impatta su rigore, Bonucci perfeziona il sorpasso nel finale e Mandzukic mette la firma in pieno recupero. Juve prima nel girone sbanca Siviglia e vola agli ottavi.

La Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d’anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell’ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. Ci sono quindi le firme di Claudio Marchisio, anche fortunato in occasione del rigore, di Leonardo Bonucci, che a 6′ dalla fine inventa il mancino che mette in discesa la sfida, e di Mario Mandzukic, sempre pronto al pressing e alla lotta in attacco.

Allegri ha solo una punta di ruolo a disposizione oltre al giovanissimo Keane e allora propone un inedito 4-3-3, con Cuadrado e Alex Sandro a supporto di Mandzukic, una soluzione che permette di allargare il gioco e anche di favorire gli inserimenti di Pjanic e Khedira. L’inizio è promettente, perché i bianconeri sono aggressivi in avanti e ordinati in fase difensiva, ma al primo tiro in porta il Siviglia passa con Pareja, che dal limite calcia al volo un pallone spiovente e infila l’angolino alla destra di Buffon.

La Juve accusa il colpo e perde un po’ di precisione, mentre gli spagnoli alzano il ritmo e si rendono ancora pericolosi con Escudero, che supera in velocità Dani Alves e sfiora la traversa dai sedici metri. Dalla parte opposta risponde Cuadrado, con un tiro-cross insidioso, messo in angolo da Rico, è con le iniziative del colombiano che la Juve riprende a macinare gioco e riprendere il controllo del match. Dal suo destro arrivano i servizi per Mandzukic e Khedira, le cui conclusioni non centrano la porta, ma allarmano, e non poco gli spagnoli, che cominciano a entrare duro. Un po’ troppo, tanto che Vazquez in cinque minuti rimedia due gialli e lascia i compagni in dieci.

La Juve insiste, schiaccia gli avversari, ma manca sempre qualcosa a finalizzare l’azione. Così sembra che si debba scontato andare al riposo sotto di un gol, sugli sviluppi di un angolo, il  signor Clattenburg vede una trattenuta su Bonucci in area e concede il rigore. Dal dischetto va Marchisio che calcia angolato e rasoterra, Rico tocca, ma non respinge e i bianconeri agguanto il più che meritato pareggio.

A inizio ripresa la Juve può sfruttare la superiorità numerica per comandare il gioco, anche se deve stare attenta a non concedere contropiedi e palle inattive, sulle quali il Siviglia è sempre pericoloso.

L’atmosfera dello stadio, sempre più “calda”, non aiuta la serenità di Sampaoli che protesta troppo con il direttore di gara per un fallo non fischiato sulla tre quarti campo e viene allontanato dalla panchina. Aiuta però i giocatori spagnoli, che nonostante l’uomo in meno a tratti riescono a mettere in affanno la difesa bianconera.

La Juve si fa vedere in avanti con una discesa di Pjanic conclusa da un rasoterra bloccato in due tempi da Rico, ma il più delle volte le azioni si infrangono contro il muro di maglie bianche eretto a protezione dell’area. Poco prima della mezz’ora Allegri interviene sostituendo Evra con Sturaro. Alex Sandro arretra in difesa mentre Cuadrado, Khedira e Pjanic agiscono alle spalle di Mandzukic.

Il pallone è sempre tra i piedi dei bianconeri, ma è un possesso sterile e allora Allegri cambia ancora: fuori Pjanic e dentro Keane, che a sedici anni, dopo l’esordio di sabato contro il Pescara, scopre anche il fascino della Champions. Appena il tempo di operare il cambio e gli sforzi della Juve vengono premiati. Il gol sembra quello di Pereja che ha aperto le danze nel primo tempo, perché la porta e la stessa e la dinamica pure: su respinta della difesa al limite dell’area, si avventa Bonucci che scarica un destro rasoterra imparabile.

La partita non è finita, c’è da portare a casa il risultato e Chiellini rileva Cuadrado per dare più protezione sui palloni che il Siviglia inizia a spedire in area. Dopo una sfuriata dei padroni di casa però la Juve riprende in controllo delle operazioni e negli ultimi secondi  passa ancora con il diagonale di Mandzukic.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

Siviglia (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja; Mariano (31′ st Kranevitter), N’Zonzi, Iborra, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1′ st Sarabia). A disposizione:Sirigu, Carriço,Ganso, Kiyotake, Ben Yedder. All.: Sampaoli

Juventus (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Rugani, Evra (27′ st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39′ st Kean); Cuadrado (42′ st Chiellini). Mandzukic, Alex Sandro. A disposizione: Neto, Asamoah, Hernanes, Lemina. All.: Allegri

Marchisio: «Il gol un po’ come una liberazione»

Dopo il rientro dall’infortunio, un gol pesante, pesantissimo: la rete dal dischetto che ha riaperto il match decisivo per il passaggio dei bianconeri agli Ottavi di finale di Champions League. Un momento importantissimo, per Claudio Marchisio, tornato in campo da leader del centrocampo bianconero.

«Siamo davvero felici! Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, e sapevamo che non sarebbe stato facile qui, in questo Stadio, con questo pubblico incredibile che incitava il Siviglia anche quando stava perdendo 3-1. La nostra prestazione non è stata male, considerata la forza dell’avversario, che non a caso finora non aveva mai preso gol: noi siamo riusciti a segnargliene tre, quindi non possiamo che essere contenti».

Primo obiettivo raggiunto, ora la Juve guarda avanti: «Non dobbiamo pensare troppo a quello che verrà dopo, dobbiamo pensare al presente. Oggi eravamo sotto 1-0 e le cose potevano mettersi male, invece l’abbiamo ribaltata e abbiamo raggiunto la qualificazione. Innanzitutto in Champions c’è ancora una partita, poi dobbiamo pensare al campionato. Anche se le altre squadre stanno sbagliando qualcosa, questo non significa che noi possiamo pensare di permetterci di poter giocare senza la giusta cattiveria».

Pochi spazi per il palleggio, sul terreno del Sanchez-Pizjuan: «Nel secondo tempo ci siamo fatti ingolosire tutti da questi palloni in profondità, e siamo riusciti a trovare gli spazi per palleggiare meglio soltanto dopo il secondo gol. A quel punto, loro si sono aperti e siamo riusciti anche a segnare il terzo. Questa squadra ha una tale qualità che sicuramente può e deve migliorare, al di là degli uomini che scendono in campo. Abbiamo una rosa completa e di alto livello, ma è normale che dopo i primi tre mesi, tra campionato, coppe e Nazionali, si arrivi in un periodo in cui i giocatori possano iniziare a sentire un po’ di stanchezza. Per quanto riguarda me, è un po’ dura giocare partite ogni tre giorni, non è ancora semplice perché muscolarmente ho momenti di difficoltà in cui mi si appanna la vista. So che devo lavorare: è stato un infortunio lungo, ma sono felice di come stanno andando le cose».

Quel rigore, e poi la gioia di tornare ad esultare dopo una palla che si infila in rete: «Al momento del rigore, pensavo soltanto a tenerla più bassa possibile, perché il campo non era bello, e c’erano tante buche, quindi avevo paura di alzarla troppo. Poi quando ho calciato, sono stato fortunato perché la palla è passata sotto il braccio del portiere ed è entrata. E’ stata un po’ una liberazione, perché dopo tutti questi mesi vedere la palla dentro e andare a festeggiare un gol è stato sicuramente bellissimo».

Mi sentivo troppo i goal di tutti e tre, infatti su un foglietto avevo scritto i loro nomi.

Sono felicissima per il goal del mio adorato Principino, se lo merita tutto.

Grande Juve! Grazie ragazzi!

MAI MOLLARE

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

Una Juve fantastica ricomincia da 3!

Postato il

19 Novembre 2016

Tredicesima giornata di campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Pescara: 3-0

Vittoria larghissima per la Juventus, che impegnata in casa contro il Pescara riesce ad imporsi con il punteggio di 3-0. Il Pescara si presenta con una difesa blindata e quando la Juve passa la tre quarti campo è facile vedere almeno otto maglie gialle a ridosso dell’area di rigore. Per superare una simile muraglia non c’è altro da fare che affidarsi al palleggio, aspettando un movimento sbagliato degli avversari o una giocata individuale. Al 25′ Allegri deve rinunciare a Lichtsteiner e inserisce Cuadrado. La sostituzione non cambia l’assetto tattico, ma regala ai bianconeri quel pizzico di imprevedibilità che dieci minuti più tardi si rivela decisiva: il colombiano parte palla al piede dalla tre quarti, punta l’uomo e tocca per Khedira che, dopo uno scambio stretto al limite dell’area con Mandzukic, infila il diagonale nell’angolino alla destra di Bizzarri. Di Sami Khedira, quindi, nel primo tempo la rete dell’uno a zero. Raddoppio nella ripresa con gli stessi attori, ma questa volta e’ il tedesco che di testa mette la sfera sui piedi dell’ex Atletico Madrid, il quale da due metri mette alle spalle di Bizzarri. Terza rete pochi minuti piu’ tardi ad opera di Hernanes che trasforma in applausi i fischi dello Juventus Stadium grazie ad un gran tiro da lontano. Al netto dei gol di Khedira, Mandzukic e Hernanes, l’ingresso in campo del vercellese di origini ivoriane ha suscitato il boato più grande dello Stadium. Un po’ l’attesa – il “ragazzetto bravetto”, come lo chiama Allegri, era all’ottava convocazione, dopo un mese nel giro della prima squadra – un po’ lo stupore di vedere davvero un 16enne scorrazzare allo Stadium anziché nei campetti degli Allievi Nazionali, la sua categoria. Giusto il tempo per un paio di sportellate, un pallone perso e una bella fuga sull’out sinistro.Dello juventino Moise Kean, il primo ragazzo del 2000 a calcare i prati della Serie A, ‘millennial’ non si può che raccontare dell’incredibile precocità. E della grande personalità con cui sabato sera ha addentato i suoi primi sette minuti più recupero di celebrità, gli ultimi di Juve-Pescara.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS: Neto; Rugani, Bonucci, Evra; Lichtsteiner (25′ pt Cuadrado), Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Asamoah, Alex Sandro; Higuain, Mandzukic (39′ st Kean) A disposizione: Buffon, Audero, Chiellini, Lemina, Marchisio, Pjanic. Allenatore: Allegri

PESCARA: Bizzarri; Zuparic, Campagnaro (1′ st Vitturini), Biraghi; Zampano, Memushaj, Brugman, Cristante (31′ st Bruno), Crescenzi;  Pettinari, Caprari (20′ st Pepe) A disposizione: Fiorillo, Aquilani, Muric, Manaj, Benali. Allenatore: Oddo

Dobbiamo cercare di giocare meglio,ma…VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA…!

Forza ragazzi!

Mai mollare..

Abbiamo ancora molta strada da fare..

Contentissima per l’esordio storico di Kean!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!