CHAMPIONS LEAGUE

SUPERGIGI AL CUADRADO!

Postato il Aggiornato il

18 Ottobre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Lione-Juventus: 0-1

Dopo tante critiche, alcune anche pesanti. Il doppio errore tra Nazionale e Juve-Udinese non ha minimamente scalfito la corazza di un gigante come Gianluigi Buffon. Il nostro superman come sappiamo noi tifosi è unico e inimitabile. E’ suo il volto del successo bianconero, ha fatto parate assurde e difficili anche solo da spiegare, come quella sul rigore di Lacazette e il miracolo che nega a Fekir il vantaggio in avvio di ripresa. La Juventus mostra i muscoli, si gode la magia da tre punti di Cuadrado e prosegue la sua marcia in testa al Gruppo H di Champions League a braccetto con il Siviglia, che ha vinto a Zagabria con lo stesso risultato della Vecchia Signora (0-1). Il Lione cede quando avrebbe dovuto prendere in mano la partita, vale a dire dopo l’espulsione di Lemina (8′ della ripresa). Ma in inferiorità numerica si è visto il volto migliore della Juve, capace di compattarsi in difesa senza rinunciare a pungere.

La rabbia di Buffon per le critiche ricevute, l’ironia di Allegri verso l’arbitro Marciniak, “Dobbiamo ringraziarlo per l’espulsione di Lemina: ha dato più ampiezza al nostro gioco…’: è stata un’altra notte speciale per la Juventus, tornata da Lione con i tre punti che la lasciano al primo posto del girone di Champions, in coabitazione con il Siviglia.

La Juventus parte subito forte e sin dai primi minuti prova a mettere sotto i ben organizzati avversari. I bianconeri dominano la partita, ma non riescono a segnare, grazie anche alla buona difesa del Lione. Higuain cerca i pali da fuori area ma il suo mancino termina alto. A vanificare la principale occasione del primo tempo bianconero è, suo malgrado, Sami Khedira, che mura con il corpo un sinistro a colpo sicuro di Bonucci. Il Lione tampona per poi provare a ripartire. Alla mezz’ora del primo tempo, la partita rischia di prendere una brutta piega: sugli sviluppi di un corner, Bonucci atterra Diakhaby e l’arbitro concede il penalty. Sul dischetto Lacazette si fa ipnotizzare da Buffon che intercetta alla sua sinistra. All’uscita dal tunnel degli spogliatoi è tutto un altro Lione. Fekir approfitta di un errore di Dani Alves, sterza di colpo su Barzagli e spara con il destro: Bonucci devia, Buffon ha un riflesso mostruoso e salva la porta. La serata bianconera rischia di naufragare definitivamente quando Lemina ferma fallosamente una ripartenza di Fekir: secondo giallo e conseguente espulsione, Allegri ridisegna subito i suoi arretrando Dani Alves sulla linea di difesa. Cuadrado per Dybala è il primo cambio ordinato dal tecnico bianconero ed è la mossa vincente, anche se prima di arrivare al vantaggio c’è bisogno di altri due miracoli di Buffon: prima su un gran tiro di Ghezzal (riflesso pazzesco dopo una doppia deviazione) e poi sul colpo di testa ravvicinato di Tolisso (riflesso di piede). Si apre lo scenario per Cuadrado. Il colombiano salta Morel dopo averlo puntato, butta un occhio a centro area, quanto basta per convincere Lopes, che si predispone al cross. Un cross che non arriva, perché Cuadrado fa partire un missile che tramortisce il portiere dei padroni di casa e permette alla Juve di gestire il vantaggio nel quarto d’ora finale. Sturaro e Benatia per Khedira e Dani Alves, Allegri vuole uomini da trincea per evitare guai. Gonalons ci prova da fuori area ma per il Buffon di questa sera è uno scherzo respingere in tuffo, il secondo dei tre minuti di recupero toglie il fiato a noi tifosi bianconeri: Ghezzal ha tempo per stoppare e prendere la mira col sinistro, quando il pallone sfila sul fondo il nostro sospiro di sollievo.

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FORMAZIONI:
Lione (3-5-2): Lopes; Yanga-Mbiwa (36′ st Cornet), Nkoulou, Diakhaby; Rafael, Darder (19′ st Ferri), Gonalons, Tolisso, Morel; Fekir, Lacazette (27′ st Cornet). (Gorgelin, Gaspar, Tousart, Ghezzal, Valbuena). All.: Genesio
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Evra; Dani Alves (38′ st Benatia), Khedira (30′ st Sturaro), Lemina, Pjanic, Alex Sandro; Dybala (24′ st Cuadrado), Higuain. (Neto, Benatia, Mattiello, Hernanes, Kean). All.: Allegri

Grazie ragazzi!

Immenso Cuadrado…

In quanto al mio SUPERG1G1 ho finito gli aggettivi ha dimostrato ancora una volta che le chiacchiere stanno a zero, Noi lasciamo parlare il campo.  Vi riporto qua sotto l’intervista di Gigi post partita. Parole da vero Capitano.

Leggermente “incazzato” per le critiche dei giorni scorsi, Gianluigi Buffon si toglie qualche sassolino dalle scarpe davanti le telecamere di Premium.

“Mai detto che nessuno mi dava per morto, nessun funerale. So, senza presunzione, essere autocritico, non c’è bisogno che qualcuno diventi spocchioso entrando e mancando di rispetto della persona e della sua carriera, non mi sono mai omologato con gli altri, io ho sentito solo una cosa giusta tra le varie stupidate, <<io da Buffon pretendo di più>> “.

Anche stasera la Juventus ha vinto soffrendo, per il capitano bisogna invertire la tendenza e cominciare a giocare meglio.

“La Juve deve migliorare perché non può bastare per andare in fondo, so che abbiamo fatto è proposto in parità numerica, poi in inferiorità siamo stati più squadra senza accontentarci. Lo spirito ed il senso di responsabilità è buono, dobbiamo migliorare e abbiamo margini per poterlo fare, sarebbe un peccato non spendere questo tempo per non fare un salto in avanti”.

Alessio Tacchinardi gli chiede come mai non abbia esultato alle parate fatte questa sera…

“Perché non hai esultato? Non ho esultato perché mancava tanto alla fine e non volevo perdere energie, la situazione lo richiedeva lo dovevo ai compagni, alla società, ai tifosi che con me sono encomiabili. Pensavo da prendere la gara con le molle, sono una squadra di qualità con esperienza europea, protagonisti in questi quindici anni, vincere voleva dire mettere un’ipoteca sul passaggio del turno, in undici contro undici non pensavo di poter perdere, poi in dieci pensavo che potesse accadere ma abbiamo dato una buona risposta di compattezza, come detto prima secondo me, dobbiamo fare dei passi in avanti se vogliamo essere protagonisti in Europa”, conclude.

AVANTI TUTTA..NON MOLLIAMO MAI!

DAI RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

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FINALMENTE LA CHAMPIONS

Postato il

14 Settembre 2016

Juventus-Siviglia:0-0

Comincia con un pareggio casalingo a reti inviolate il cammino dei campioni d’Italia, che faticano a trovare sbocchi contro un avversario compatto e organizzato. Dopo due occasioni per Khedira nel 1° tempo, nella ripresa colpisce la traversa Higuain, poi il portiere spagnolo salva su Dybala e Alex Sandro.

Che il Siviglia fosse un avversario tignoso la Juve lo aveva già scopertola scorsa stagione e non solo nella partita del Ramón Sánchez-Pizjuán che le era costata il primo posto nel girone, ma già in quella giocata allo Stadium, vinta sì 2-0, ma non senza fatica. Quest’anno gli spagnoli si confermano squadra solida ed esperta, non a caso hanno vinto le ultime tre edizioni dell’Europa League, e strappano un pareggio a reti bianche che molto probabilmente li soddisfa, ma che sta stretto ai bianconeri, i soli ad aver provato a vincere.

Allegri sceglie ancora il 3-5-2, schierando Lemina in regia e Asamoah e Khedira al suo fianco e Dybala e Higuain in vanti. Gli esterni sono Dani Alves ed Evra. I primi minuti trascorrono con le due squadre che cercano di prendere le misure agli avversari, anche se il Siviglia, per quanto schierato da Sampaoli in modo più guardingo del solito, concede spazi in difesa, specie quando la verticalizzazione dei bianconeri si sviluppa rapidamente. È il caso dell’azione che al 7′ vede lo scambio tra Higuain e Dybala e l’apertura della Joya per Khedira, che conclude a lato da posizione invitante.
L’identica sequenza si ripete al quarto d’ora, con un dialogo strettissimo tra i due argentini che Dybala perfeziona con una magia, riuscendo da terra a servire in profondità ancora Khedira. Il tedesco resiste a una carica, entra in area, ma calcia tra le braccia di Sergio Rico. Quando qualche secondo dopo il portiere spagnolo ferma anche un rasoterra di Higuain e si ha la sensazione che la Juve stia iniziando a spingere con maggior intensità, il Siviglia riesce ad addormentare il ritmo della partita, difendendo con maggior precisione. Le maglie della difesa spagnola ora si aprono raramente e si deve attendere la mezz’ora per vedere la sponda di Higuain per Dybala che al limite dell’area riesce a evitare l’uscita irruenta di Sergio Rico, ma non a mantenere l’equilibrio e a concludere l’azione.

La ripresa inizia con la Juve che stazione nella metà campo spagnola, faticando però a trovare la giocata negli ultimi metri. Dybala viene fermato spesso e volentieri con le maniere forti e le frequenti interruzioni nel gioco rendono ancor più complicato imporre un ritmo sostenuto alla gara.
La prima conclusione arriva al 13′ ed è proprio la Joya ad arrivare in corsa sul cross rasoterra di Evra e a sparare alto. Un minuto ed ecco l’occasione più ghiotta: ancora Dybala lancia con un tocco delizioso Dani Alves, sul cui cross stacca perfettamente Higuain. Sergio Rico è battuto, ma il pallone si stampa sulla traversa.

Sempre dalla destra arriva un altro spunto di Dani Alves che al 22′, imbeccato da Khedira, mette in mezzo un rasoterra pericoloso, sul quale Dybala non riesce a intervenire. Subito dopo Allegri cambia la fascia sinistra: fuori  Evra e Asamoah, dentro Alex Sandro e Pjanic.

Il bosniaco prova a dare più incisività alla manovra, cerca spesso lo scambio in velocità, soprattutto con Dybala e al 36′ riesce a liberarsi in area e a servire Higuain a due passi dalla porta, con l’argentino che viene anticipato dalla scivolata di Pareja.  A cinque minuti dal 90′ Allegri manda in campo Pjaca al posto di Dybala, ma né l’ingresso del croato, né  l’incornata di Alex Sandro respinta da Sergio Rico, né l’assedio finale portano a quello che sarebbe il meritato gol partita.
La Juve deve accontentarsi di un punto e del secondo posto momentaneo nel girone, a pari merito con il Siviglia e dietro al Lione, che supera 3-0 la Dinamo Zagabria nell’altra partita del Gruppo H.

 FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Lemina, Asamoah (23′ st Pjanic), Evra (23′ st Alex Sandro); Dybala (41′ st Pjaca), Higuain
A disposizione: Neto, Benatia, Cuadrado, Mandzukic
Allenatore: Allegri

SIVIGLIA: Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja, Escudero; N’Zonzi, Kranevitter (33′ st Mariano), Iborra; Vazquez (45′ st Carriço); Vitolo, Sarabia (18′ st Correa), Vietto
A disposizione: Sirigu, Kiyotake, Vietto, Ganso
Allenatore: Sampaoli

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

FORZA RAGAZZI!

JUVE FURIOSA.. TIFOSI INCREDULI..

Postato il

16 Marzo 2016

Ritorno degli Ottavi di finale di Champions League:

Bayern Monaco-Juventus: 4-2

Termina in maniera amara la Champions League della Juventus: i bianconeri escono sconfitti 4-2 ai supplementari dal confronto con il Bayern Monaco.

Settantadue minuti di straordinaria Juve non bastano per proseguire il cammino in Champions League. Con cinismo il Bayern la riprende proprio al 90′ e ai supplementari, sfruttando le intuizioni di Guardiola, completa l’opera (4-2) approdando ai quarti di finale. Una delusione cocente, difficile da digerire dagli uomini di Allegri che, ai punti, avrebbero decisamente meritato di andare avanti. E’ mancata un pò di fortuna, ma soprattutto la freddezza necessaria per chiudere prima la partita. Basti pensare al clamoroso errore di Cuadrado sullo 0-2. Enormi rimpianti che, a questo punto, in ottica scudetto, rischiano di pesare nella mente dei giocatori bianconeri.

La gara è stata decisa dai cambi. Coman e Thiago Alcantara hanno dato al Bayern lo sprint in più per fare la differenza mentre, sul fronte opposto, l’uscita di Morata e poi di Cuadrado, rimpiazzati da Mandzukic e Pereyra, ha finito per far perdere alla Juve quella profondità che, per quasi 90′, era servita per mettere in scacco i rivali. Nonostante questo ad Allegri il merito di aver sfiorato davvero l’impresa con una prova tatticamente perfetta con la quale era praticamente riuscito a disinnescare l’intero potenziale della corazzata bavarese.

Costretto a giocarsi il tutto per tutto senza l’attacco titolare (Mandzukic-Dybala) più Chiellini e Marchisio, tutti k.o per infortunio, il tecnico bianconero inizialmente ha deciso di affidarsi al 4-5-1 con Hernanes in cabina di regia e Cuadrado e Alex Sandro chiamati, contemporaneamente, a presidiare le fasce e a supportare l’unica punta Morata. Guardiola ha risposto rilanciando fin dal 1′ i ristabiliti Benatia e Xabi Alonso e inserendo Ribery al posto dell’indisponibile Robben nel tridente alle spalle di Lewandowski.

La Juve è partita determinata, pressando molto alta, ed è stata subito premiata: al 5′ Alaba non ha chiuso bene su un lancio in area per Lichtsteiner che ha calciato addosso a Neuer in uscita; la palla è schizzata al limite sui piedi di Pogba che ha realizzato il goal del vantaggio bianconero.

Stordito, il Bayern ha faticato a reagire.. Merito dei bianconeri che, tenendo cortissimi i reparti e 10 giocatori sempre dietro la linea della palla, non hanno mai prestato il fianco ai veloci inserimenti in area degli avversari.

Brava a non abbassarsi troppo, la Juve non ha mai rinunciato a contrattaccare. E, dopo essersi vista annullare un goal di Morata per un fuorigioco inesistente, ha meritatamente raddoppiato (28′): l’attaccante spagnolo se ne è andato via in dribbling a tre uomini con uno straordinario coast-to-coast da area ad area e poi ha liberato sulla destra Cuadrado che, dopo aver messo a sedere Lahm, ha battuto Neuer per la seconda volta con un preciso tiro a fil di palo.

Il Bayern ha stentato a rialzarsi e solo al 42′ ha spaventato Buffon con una doppia occasione targata Muller-Lewandowski. La Juve non si è spaventata e si è costruita la palla-goal per chiudere la partita con Cuadrado che, smarcato a pochi passi dalla porta da Pogba non è riuscito a far altro che calciare addosso a Neuer.

Guardiola ha cercato di risistemare i suoi nella ripresa mettendo a sinistra Bernat al posto di Alaba, dirottato in mezzo in sostituzione di Benatia. I bianconeri, però, non si sono fatti sorprendere. Anzi, di rimessa per altre due volte hanno tenuto in allerta Neuer con le iniziative solitarie di uno scatenato Morata. Per cambiare volto il Bayern ha avuto bisogno dell’ingresso di Coman al posto di Alonso. I tedeschi hanno allargato meglio il campo e al 73′, al primo tiro nello specchio della porta della ripresa, sono rientrati in partita: Douglas Costa, smarcato al limite da Coman, ha pennellato un pallone per la testa di Lewandowski che da due passi ha insaccato.

La Juve ha pericolosamente arretato il baricentro ma si è chiusa con ordine. Almeno fino al 90′ quando si è fatta rubar palla sulla trequarti e il Bayern non ha esitato a pareggiare (2-2): Vidal ha smarcato sulla destra Coman che, di prima, ha centrato per Muller, bravo a mettere dentro di testa la seconda palla utile in tutta la partita.

I bianconeri non si sono dati per vinti, ma le ultime speranze sono svanite su un sinistro dal limite di Lichtsteiner bloccato in tuffo da Neuer in avvio di supplementari. Guardiola ha inserito Alcantara al posto di uno stremato Ribery e lo spagnolo ha immediatamente sfruttato la sua freschezza per decidere la partita al 108′: ha recuperato palla al limite e ha battuto Buffon con preciso rasoterra dopo un triangolo stretto con Muller.

Palla al centro ed è arrivato il 4-2: l’arbitro Eriksson non ha ritenuto punibile una trattenuta evidente di Kimmich a Pogba al limite dell’area e ha consentito a Coman di andar via in contropiede e battere Buffon con un preciso sinistro a giro. L’orgoglio bianconero ha prodotto altre tre limpide occasioni per rientrare in partita ma Mandzukic, Sturaro e Bonucci non hanno avuto la freddezza per concretizzarle. Tanto per andare a riempire una cesta di rimpianti.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Bayern (4-1-4-1): Neuer, Lahm, Kimmich, Benatia (1′ st Bernat), Alaba, Xabi Alonso (15′ st Coman), Douglas Costa, Muller, Vidal, Ribery (11′ pts Thiago Alcantara) Lewandowski. (26 Ulreich 20 Rode 19 Gotze 13 Rafinha). All.: Guardiola.
Juventus (4-5-1): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado (44′ st Pereyra), Khedira (23′ st Sturaro), Hernanes, Pogba, Alex Sandro, Morata  (27′ st Mandzukic). (25 Neto 24 Rugani 22 Asamoah 7 Zaza). All.: Allegri.

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Ho visto una Juve grintosa, con un grande cuore e tanto orgoglio per 72 minuti, poi abbiamo avuto un crollo purtroppo.

SONO FIERA DI VOI RAGAZZI.

Dell’arbitro meglio non dire nulla, ma è una vergogna venire penalizzati così.

Meritavamo di passare noi, ma purtroppo non è andata.

Usciamo dalla Champions sì, ma A TESTA ALTA.

Ho visto 11 leoni lottare ed era quello che volevo vedere, certo speravo in un finale diverso, ma ormai è andata.

Noi tifosi siamo increduli e arrabbiati perché ci avevamo creduto…NOI credevamo in questo sogno che è finito troppo presto.

Adesso, però, non dobbiamo abbatterci. Testa al campionato e VINCERE.

Sì, perché VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA per NOI..NON CE LO DOBBIAMO DIMENTICARE.

SEMPRE E COMUNQUE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI..

E DOPO UNA SCONFITTA COSI’ PESANTE…ANCORA PIU’ FORTE E’ IL MIO AMORE PER TE, JUVE MIA.

CARA JUVE..Mi regali emozioni indescrivibili, la mia FEDE per TE è ETERNA..sei un vero e proprio AMORE.. nella gioia e nel dolore.

AVANTI TUTTA..SENZA MAI MOLLARE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

GRINTA E CUORE JUVE..CHE LEONI! TUTTO E’ POSSIBILE..FINO ALLA FINE!

Postato il

23 Febbraio 2016

Andata degli Ottavi di  Champions League:

Juventus- Bayern: 2-2

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus: (4-4-2): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado, Khedira (24′ st Sturaro) , Marchisio (1′ st Hernanes), Pogba, Mandzukic, Dybala (30′ st Morata). (25 Neto 7 Zaza 24 Rugani 37 Pereyra). All. Allegri.
Bayern (4-1-4-1): Neuer, Lahm, Kimmich, Alaba, Bernat (28′ st Benatia sv), Vidal, Robben, Muller, Thiago Alcantara, Douglas Costa (38′ st Ribery), Lewandoswski. (26 Ulreich 13 Rafinha 14 Xabi Alonso 19 Goetze 29 Coman). All. Guardiola.

Una Juventus di coraggio e di cuore rimonta due reti al Bayern e resta aggrappata con i denti alla qualificazione ai quarti di Champions League. I bavaresi in vantaggio di due gol si sono fatti rimontare e hanno anche rischiato di uscire sconfitti dopo un primo tempo praticamente perfetto. Match molto intenso soprattutto nella ripresa. La Juventus ha dimostrato la grinta da Juve..una squadra che non molla mai, che riesce a reagire nonostante tutto (anche gli episodi arbitrali a sfavore) e che lotta con tutto il cuore FINO ALLA FINE. Sì, perché noi siamo quelli del “FINO ALLA FINE” e in questa partita abbiamo dimostrato davvero che per Noi non è solo un motto, ma uno stile di vita!

Il 2-2 non può di certo far sorridere Allegri, visto che al ritorno (16 marzo) la squadra dovrà tentare di vincere a Monaco per passare, ma non può che, comunque, essere accolto con soddisfazione visto che dopo un’ora, sotto 0-2, l’avventura dei bianconeri in Europa sembrava davvero già finita.

E’ stata una gara dai due volti. Una Juve eccessivamente timorosa, è stata travolta per 60′ da un Bayern che, giustamente, ne ha approfittato, capace di mettere in mostra tutte le sue migliori qualità, tecniche e tattiche. Poi, complice un errore di Kimmich e un bel duetto Mandzukic-Dybala, la squadra si è ripresa e ha tirato fuori una grinta straordinaria che le ha addirittura consentito di andare a sfiorare, nel finale, una vittoria ormai impensabile.

Resta il rammarico di non aver visto fin dall’inizio la Juve dell’ultima mezz’ora. Ma va detto che nella prima parte del match il Bayern ha concesso poco agli avversari grazie al suo tiki-taka. La Juve non è riuscita  quasi mai a entrare nelle linee di passaggio degli avversari e, così, tutto si è fatto più difficile. Per fortuna la formazione bianconera si è ritrovata nel finale, anche grazie ai decisivi cambi di Allegri, bravo a rimediare in corsa ad una scelta tattica di partenza quantomeno discutibile.

Allegri è andato sul sicuro, proponendo, in pratica, la stessa formazione del big-match di campionato con il Napoli con la sola novità di Mandzukic, al rientro dopo un mese, al posto di Morata. Sul fronte opposto, invece, Guardiola ha deciso di ovviare all’emergenza difensiva mettendo Alaba al fianco di Kimmich al centro della difesa, con Bernat a sinistra, e piazzando Thiago Alcantara al fianco di Vidal in cabina di regia.

La Juve ha deciso di difendere bassa per chiudere ogni varco ed avere ampi spazi per le ripartenze e, probabilmente, si è illusa di poter in tal modo colpire visto che dopo appena 30″ è riuscita a impensierire Neuer con un sinistro dal limite di Mandzukic. Invece da quel momento in poi è iniziato un assolo del Bayern (oltre il 70% di possesso palla) che ha iniziato a schiacciare i bianconeri nella propria trequarti. I bavaresi sono andati ripetutamente vicini al bersaglio con Vidal, Muller, Robben, Bernat e Lewandowski e, alla fine (43′), sono inevitabilmente passati: Barzagli ha respinto corto un cross di Douglas Costa e ha permesso a Muller, appostato sul dischetto del rigore, di battere comodamente Buffon.

Con Hernanes al posto dell’infortunato Marchisio, la Juve ha provato ad alzare il baricentro in avvio di ripresa ma il Bayern non le ha concesso l’opportunità. E al 55′ ha puntualmente raddoppiato con una bella azione personale di Robben conclusa con un sinistro a fil di palo. I bianconeri non hanno mollato e, grazie a un bel pallone recuperato da Mandzukic, hanno riaperto la partita al 63′ con un preciso sinistro di Dybala, lanciato a rete dal compagno.

Il Bayern ha accusato il colpo e la Juve ha insistito, sfiorando subito il pari con Cuadrado e Pogba. Allegri si è giocato le carte Sturaro e Morata, facendo uscire Khedira e Dybala, ed è stato premiato: su un lancio di Mandzukic, lo spagnolo ha fatto torre in mezzo per l’accorrente Sturaro che anticipando lo stordito Kimmich ha infilato il pallone in spaccata sotto la traversa.

Sulle ali dell’entusiasmo la Juve ha continuato ad insistere, ma le ultime speranze di riuscire a segnare il fondamentale 3-2 sono sfumate quando Pogba ha spedito alto un colpo di testa da buona posizione e Bonucci ha calciato un destro al volo dal limite tra le braccia di Neuer. Per andare avanti, così, servirà comunque un’impresa. Ma se la Juve si ricorderà di come ha giocato nell’ultima mezz’ora ci sono tutte le premesse per sperare nel miracolo.

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FACCIO I MIEI COMPLIMENTI E RINGRAZIO I RAGAZZI!

SONO ORGOGLIOSA DI VOI!

CE LA POSSIAMO FARE..IO CREDO IN VOI COME SEMPRE!

SAPEVO CHE AVREBBERO RIMONTATO PERCHE’ HO FIDUCIA IN LORO..E NON MI HANNO DELUSA.

Arbitro penoso..con 3 episodi ci ha penalizzati e hanno derubato una Juve di ferro, ma NOI siamo superiori, non ci attacchiamo a questo e guardiamo oltre.

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Un rigore per noi netto e i due goal loro irregolari.

Passiamo oltre sicuramente, ma non dimentichiamo certe cose!

ADESSO CE LA GIOCHIAMO A MONACO…

Non abbiamo nulla da perdere..dobbiamo mettercela tutta e fargli capire quanto teniamo a questa qualificazione che tutti reputano impossibile da raggiungere.

Prima o poi mi farete morire..con tutti questi colpi che mi fate prendere!

NIENTE E’ IMPOSSIBILE..

Li definiscono tutti di un’altra categoria, alieni e bla bla bla, ma secondo me non lo sono! Forti si, sicuramente, ma non imbattibili! Quindi FORZA RAGAZZI…CE LA POSSIAMO FARE!

NOI LOTTEREMO ..FINO ALLA FINE!

IO SONO CON VOI.

VI AMO!

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

MAI DARE NULLA PER SCONTATO!

Postato il

08/12/2015

Sesta giornata del girone D di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-0

Con la squadra ridotta ai minimi termini tra indisponibili (Khedira, Hernanes, Pereyra, Lemina, Caceres, Evra, Mandzukic e, ultimo, Zaza) e defezioni di lista (Asamoah e Padoin), Allegri non ha avuto praticamente scelta: ha schierato Morata al fianco di Dybala in avanti e ha riporoposto a centrocampo Pogba, assente per squalifica in campionato contro la Lazio. Sul fronte opposto Emery ha risposto inserendo Coke al posto di Mariano sull’out di destra in difesa e N’Zonzi in mediana accanto a Krychowiak.

Le formazioni ufficiali

Siviglia (4-4-2): Rico; Trémoulinas, Kolodziejczak, Andreolli, Coke; Krychowiak, Vitolo, Banega, N’Zonzi; Konoplyanka, Llorente
Juventus (3-5-2): Buffon; Chiellini, Barzagli, Bonucci; Alex Sandro, Lichtsteiner, Marchisio, Pogba, Sturaro; Dybala, Morata

 

La classica rete dell’ex di turno, Llorente, condanna la Juve alla prima sconfitta stagionale in Champions League. Un ko pesante perché priva i bianconeri del 1° posto nel girone, data la contemporanea vittoria per 4-2 del Manchester City, e li espone al rischio di affrontare una big come Barcellona, Real o Bayern già agli ottavi. Pogba e compagni hanno sciupato occasioni in serie. Traversa di Dybala nel finale.

Uno scivolone che brucia per le tante, incredibili occasioni sciupate. Ha tradito soprattutto Morata che, nella partita in cui non doveva far sentire l’assenza di Mandzukic, non ha avuto, in almeno tre circostanze, la lucidità necessaria per superare Rico. Stavolta, però, non è stata serata neppure per Dybala che per due volte ha spedito il suo sinistro dal limite a fil di palo e poi, all’82’, ha visto stamparsi sulla traversa la palla del possibile 1-1.

Missione fallita. La Juventus va agli ottavi (e questo si sapeva già), ma la sconfitta con il Siviglia (con la complicità della vittoria del City sul Borussia Moenchengladbach) la ributta al secondo posto nel girone. Un brutto guaio, perché adesso i bianconeri rischiano un sorteggio da brividi. Lunedì prossimo, giorno in cui si conosceranno gli accoppiamenti, bisognerà solo affidarsi alla buona sorte. Allegri sperava di chiudere il girone imbattuto, invece è arrivata la prima sconfitta di Coppa: “colpa” dell’ex Llorente, che ha portato il Siviglia in Europa League ma ha messo in un brutto guaio la Juve.

Purtroppo abbiamo perso e non lo meritavamo. Da qui sono venuti fuori i veri tifosi e gli occasionali soliti, che “tifano” Juve solo quando la squadra vince.

TIFARE..(almeno secondo me) significa sostenere la squadra sempre e comunque..nel bene e nel male,che si vinca o si perda! Se si vogliono criticare i giocatori o l’allenatore lo si fa in maniera costruttiva, non offendendoli! Magari usando anche i social, che ci danno la possibilità di comunicare in modo diretto con loro, scrivendo cosa dovrebbero migliorare sotto i loro post. Insultarli, fischiarli…NON SERVE A NULLA. Non si può tifare una squadra solo perché vince e rinnegarla quando si perde, come fanno in troppi.

Non parlo di interisti e compagnia bella perché è solo tempo sprecato, si commentano da soli.

Detto questo: RISPETTO PER TUTTI.. PAURA DI NESSUNO.

SIAMO LA JUVENTUS..ANNO SCORSO ERAVAMO IN FINALE DI CHAMPIONS..DI CHI DOBBIAMO AVERE PAURA? NESSUNO.

Siamo passati! Contava questo, i sorteggi come vanno vanno!

Tanto per vincere dobbiamo affrontare tutte le squadre per forza..

AVANTI RAGAZZI.

Morata dai che passerà questo periodo! Ce la farai ne sono certa! Io credo in te e ti stiamo tutti vicini. Devi avere più fiducia in te stesso perché sai quanto vali! Sei un fenomeno!

I miei complimenti vanno a Llorente (anche se poteva evitare di segnare eh) ha detto bellissime parole su noi tifosi e ha augurato il meglio alla Juventus e ai suoi compagni. Una brava persona e un buon giocatore.

Adesso domenica abbiamo contro la Fiorentina… dobbiamo distruggerli!

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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SENZA JUVENTUS STADIUM NON SO STARE..

Postato il

25 Novembre 2015

Quinta giornata del girone D di Champions League:

Juventus-Manchester City: 1-0

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EMOZIONI UNICHE!

OGNI VOLTA CHE TORNO QUI..MI RENDO CONTO DI QUANTO QUESTA PASSIONE MI TRAVOLGE..E MI COMPLETA!

SI..MI COMPLETA..perché la Juventus non è solo la squadra del mio cuore..è il mio cuore!  La mia vita! Non potrei mai vivere senza.

Vedere le partite di Champions allo stadio poi.. è un’emozione ancora più grande..si respira un’atmosfera magica..è veramente fantastico!

Vorrei esprimere a parole tutto quello che ho provato, ma è impossibile!

Sono ricordi indelebili, emozioni indescrivibili che porterò per sempre nel mio cuore.

Tanto freddo, ore e ore di viaggio, ma per la mia JUVE questo ed altro.. farei di tutto!

E’ un vero e proprio AMORE!

UNA MALATTIA DALLA QUALE NON VOGLIO GUARIRE..NON GUARIRO’ MAI!

SI..SONO UNA PAZZA AHAHAH

Soprattutto allo Stadio (ma anche a casa) vado fuori di testa!

Mi emoziono e tremo già solo quando vedo dal pullman lo Stadio, come entro dentro inizio a ballare… a urlare e non mi fermo mai..poi faccio tutti i cori della mia adorata Curva Sud e se segnano è l’inferno ahahhaha 😀

Stavolta non sono andata in Curva Sud, ma in Tribuna Family, ho visto i giocatori molto più vicini rispetto alle altre volte ed è stato straordinario davvero!

Chiaramente i cori li ho fatti lo stesso!

Ho visto ancora una vittoria!

SIAMO AGLI OTTAVI!!! 😀

UNA SERATA PERFETTA!

Contava solo vincere e la Juventus ha portato a casa il massimo risultato con il minimo risultato. L’1-0 contro il Manchester City siglato da Mario Mandzukic ci  manda direttamente nel paradiso degli ottavi di finale. I tre punti ottenuti, inoltre, ci portano anche  al primo posto nel girone.

Quella di questa sera è una vittoria del gruppo, unito e solido come non mai, ma una vittoria anche di Allegri che azzecca tutte le scelte dell’11 iniziale. Il tecnico livornese lascia in panchina Morata scegliendo Mandzukic al fianco di Dybala. In panchina al fischio iniziale siede anche Cuadrado con Alex Sandro deputato a supportare maggiormente la manovra lungo l’out di sinistra. E proprio lungo l’asse Alex Sandro-Mandzukic è arrivato il gol vittoria. Pogba guida maestosamente al 17’ la transizione allargando per il terzino brasiliano. Il cross di Alex Sandro pesca maestosamente Mandzukic che si libera della marcatura di Otamendi e di piatto batte Hart.

Nella ripresa il cambio forzato di Mandzukic cambia gli equilibri tattici e l’inserimento di Morata e Cuadrado sbilancia il club bianconero che crea almeno 4 palle gol (con un palo colpito a porta vuota da Sturaro dopo un pallonetto proprio di Morata), ma che concede qualche spazio in più agli inglese. Ma la Juventus ha avuto la meglio anche e soprattutto dal punto di vista difensivo. Il ritorno al 3-5-2 ha offuscato gran parte delle fonti di gioco dei Citizens limitando al massimo le occasioni create dagli ospiti. E dove non è bastata la linea a tre Barzagli-Bonucci-Chiellini ci ha pensato Buffon, in forma splendida, a dire di no ad Aguero (servito da uno scellerato retropassaggio di Marchisio) a Fernando e a Sterling nella ripresa.

Ora alla Juventus basterà un pareggio con il Siviglia per mantenere il primo posto e un sorteggio per gli ottavi potenzialmente più favorevole.

Uno scompenso continuo..

Ma alla fine è andata bene!

Una notte da incorniciare.

Al goal di Mario è esploso lo stadio in una gioia incontenibile!

VERAMENTE FANTASTICO!

Quando il mio adorato Marchisio ha sbagliato quel passaggio mi sono sentita male, per fortuna NOI abbiamo SAN GIGI BUFFON che fa i miracoli!

Posso dire: “IO C’ERO” e  ne sono fiera 😀

LE FORMAZIONI UFFICIALI

JUVENTUS: (3-5-2) Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro (31′ st Evra); Mandzukic (9′ st Morata), Dybala (37′ st Cuadrado). All.: Allegri.

MANCHESTER CITY: (4-2-3-1): Hart (35′ st Caballero); Sagna, Demichelis, Otamendi, Clichy; Fernando, Fernandinho (15′ st Delph); Navas, Toure, De Bruyne; Aguero (23′ st Sterling). All.: Pellegrini.

ARBITRO: Brych (Germania).

Sono felice perché sono riuscita a fare belle foto e vari video, nonostante la mano che trema tra il gelo e l’emozione!

Ne carico un pò qui..non posso metterle tutte che sono troppe ahah

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(IO FACEVO PARTE DEL NERO SOTTO LA SCRITTA “JUVE”)

 

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I NOSTRI EROI..

 

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LA NOSTRA MASCOTTE J

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FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

 

NOTTE DI CHAMPIONS: UN PAREGGIO COL CUORE

Postato il

3 Novembre 2015

Quarta giornata del girone D di Champions League:

Borussia Mönchengladbach-Juventus: 1-1

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Il bianco e il nero di una Juve a due facce trovano il santino di Gigi su un lato della medaglia e la figurina sbiadita del Profeta dall’altra: Buffon ci avevo messo la faccia dopo il Sassuolo, a Mönchengladbach ci ha messo le mani (e anche i piedi). In entrambi i casi non è una novità: ha sempre fatto l’una e l’altra cosa. Hernanes, invece, ci ha messo le gambe e lo ha fatto nel modo peggiore, con un’entrata su Dominguez a centrocampo da cartellino rosso (secondo l’arbitro).

Come al solito sia stato Buffon l’uomo in più, con un paio di interventi fuori dall’ordinario, dunque straordinari. Il portiere, che più di qualsiasi altro è la guida della squadra, continua a ergersi protagonista in campo. Gigi sempre, gli altri a sprazzi: un po’ di Pogba (delizioso l’assist del gol), un po’ di Bonucci, un po’ di Evra, un po’ di Marchisio, un po’ di Dybala. A forza di un po’ si arriverà prima o poi al tutto, ma è chiaro che – capovolgendo la tradizione, persino la storia – adesso la Juventus da esportazione è diversa nell’indole da quella formato campionato. Sempre senza andare troppo per il sottile…

Nulla è stato semplice contro il Borussia. Perché si sa che la Juventus non attraversa un momento felice e perché ha praticamente disputato buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Hernanes. Non sappiamo come sarebbe finita se la sfida fosse stata consumata per tutti i novanta e passa minuti ad armi pari, certo che i bianconeri sarebbero riusciti a mettere il naso nell’area avversaria con più frequenza e non sarebbero stati costretti a difendersi.

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Il regalo più bello. Per la sua Juventus ma anche per se stesso, dopo uno dei periodi più bui della sua carriera. Un evento inatteso, ma dal lieto fine che tanto piace ai romantici. Quarantuno giorni dopo la crisi respiratoria, Lichtsteiner torna a giocare. E contro il Borussia Mönchengladbach segna un gol importantissimo per il percorso europeo della sua Juventus. Una storia da film: dopo le paure, il timore di un lungo stop o, peggio, di una carriera arrivata a un bivio.

23 settembre, quinta giornata di serie A. La Juventus affronta il Frosinone, nell’intervallo Lichtsteiner sta male: fatica a respirare. Per sicurezza la società decide di fare dei controlli; l’ex giocatore della Lazio passa la notte all’ospedale Mauriziano. All’inizio si sospetta sia solo una crisi respiratoria, risolvibile al termine di un breve decorso. In seguito la doccia fredda, gelida. Il laterale svizzero soffre di ‘un’aritmia cardiaca benigna’ e deve essere operato.
Il 2 ottobre Lichtsteiner va sotto i ferri: l’operazione è di routine, non pericolosa. I dubbi invece permangono per i tempi di recupero. La Juventus comunica che tornerà a disposizione in un mese, ma c’è anche chi sostiene dovrà stare fuori fino ad aprile.
Il calvario sembra non essere ancora terminato.
Le previsioni della Juventus vengono suffragate dal giocatore, che giorno dopo giorno migliora: il 12 ottobre si presenta a Vinovo e pian piano cerca di rimettersi in pari. Per la prima volta, proprio contro il Borussia Mönchengladbach, Lichtsteiner è a disposizione. Ma questo non può bastare. La conclusione dev’essere ad effetto, con il botto. Allegri decide di rischiarlo: la Juve non va bene, soffre e va in svantaggio, punita da Johnson. Al calar del primo tempo Pogba inventa un assist sublime: Lichtsteiner si inserisce, il suo destro è un calcio forte che spazza via le paure. La Juve è viva. Il motorino svizzero è tornato a correre. Più forte che mai.
Le parole — “Volevamo vincere però poi visto come è andata la partita, con l’espulsione, va bene così – le parole di Lichtsteiner a fine partita – Se questa sera è come se fossi rinato? Per me è stato molto importante tornare subito, dopo solo due allenamenti con la squadra. Il momento era troppo delicato per tirarsi fuori” .
Lichtsteiner si prende la scena e i titoli perché la sua è una bella storia da raccontare. Ma se la Juve torna a casa con un pareggio e un’ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di Champions il merito è anche o forse soprattutto di Buffon: già nel primo tempo aveva chiuso la porta un paio di volte, ma è nel secondo che si supera con la parata di piede su Stindl e il gran volo sulla conclusione di Thorgan Hazard all’89’. Una settimana fa, dopo la sconfitta col Sassuolo, aveva alzato la voce: “Abbiamo giocato un primo tempo indegno, sono sgomento”. La sua Juve non ha imparato del tutto la lezione, in Germania ha giocato ancora sotto ritmo per almeno trenta minuti, ma la capacità di soffrire dice che un (minimo) passo avanti è stato fatto. Gigi, invece, ha messo in mostra il meglio del suo repertorio, come aveva già fatto in questa Champions a Manchester e in campionato soprattutto a San Siro con l’Inter e nel derby.
Hernanes lascia il campo a testa bassa dopo l'espulsione. Epa

“Hernanes non era una prima scelta, non abbiamo mai pensato di aver portato a casa un fenomeno”. Marotta l’ha detto il 23 ottobre, in occasione dell’assemblea degli azionisti della Juve. A quel punto Allegri l’aveva già tenuto fuori contro l’Inter, poi con l’Atalanta, infine col Sassuolo. L’ha rispolverato nel derby dove Hernanes ha iniziato da trequartista, ma di fatto ha giocato quasi tutta la partita da regista: più che sufficiente nel primo tempo, in calo nella ripresa. Sembrava un passo avanti, in Germania ne ha fatti due indietro. Piede a martello sulla gamba d’appoggio di Xhaka nel primo tempo: l’arbitro lo grazia. Piedi uniti contro Dominguez nella ripresa: l’arbitro lo butta fuori. E per i 53 minuti in cui era rimasto in campo nessuno spunto da trequartista. Sulle spalle non ha il 10, ma l’11, come i milioni pagati all’Inter quest’estate: in quel ruolo dovrebbe prendersi comunque la responsabilità. Non è un fenomeno, però, e a quanto pare non è neppure il trequartista che Allegri voleva. Del resto lo ha detto anche Marotta.

Allegri sorride per il risultato ma i bianconeri continuano a non convincere sul piano del gioco e soprattutto sull’approccio alla gara: per l’ottava volta in stagione la Vecchia Signora va sotto nel risultato, poi non è sempre facile ribaltarlo e lo sforzo si sente. Intanto Pogba cresce e i tifosi applaudono Buffon e Lichtsteiner.

Massimiliano Allegri sorride davanti ai microfoni delle tv e ai taccuini dei giornalisti: “Avrei firmato per 8 punti dopo 4 partite”. Vero, ma i problemi restano e anche il mister lo sa e quando glieli fanno notare non può che rabbuiarsi: difficoltà tecnica, poca lucidità e quella brutta statistica. Per l’ottava volta in stagione la Juventus è andata sotto nel risultato, e in 15 partite (più una di Supercoppa) non può essere certamente un caso.

E’ successo 6 volte in campionato: in 4 occasioni, contro Udinese, Roma, Napoli e Sassuolo, i bianconeri non sono stati in grado di evitare la sconfitta, contro il Chievo è arrivato un pareggio, solo contro il Bologna il risultato è stato completamente ribaltato. E’ andata meglio in Champions: a Manchester, lo sfortunato autogol di Chiellini (ancora lui!) è stato cancellato da Mandzukic e Morata, mentre ieri sera ci ha pensato la premiata coppia Pogba(grande assist!)-Lichtsteiner. Ma la rincorsa costa sacrificio e a patirne è certamente il gioco: quando bisogna raddrizzare un risultato, il possesso e il bel calcio passano spesso in secondo piano.

la Juventus è ancora alla ricerca di quella sicurezza che aveva maturato nel corso delle ultime quattro stagioni, condite da altrettanti scudetti. Fino allo scorso anno, ci pensava Tevez: la maggior parte delle partite dei bianconeri iniziavano dall’1-0 grazie all’Apache, quest’anno invece il vantaggio, di campo e di personalità se lo deve guadagnare. Non è facile, soprattutto con “4 calciatori sotto i 23 in campo”, come spesso ripete Allegri, ma la Juve deve crescere, e deve farlo in fretta.

Crescita e continuità. Quella che sta cercando Paul Pogba, uno dei protagonisti della serata di Moenchengladbach: così come la sua Juve, il francese con la 10 (+5) sulle spalle commette ancora tanti errori di gioventù, ma i suoi sprazzi sono sicuramente da campione. Chiedere a Stephan Lichtsteiner, bravo a mettere dentro un vero e proprio cioccolatino servito dallo stesso Pogba. “Sta crescendo, ha giocato una partita importante, ma deve ancora migliorare e capire i momenti determinanti della partita”.

Se il pari del Borussia Park fa sorridere i tifosi della Juventus e non li getta nello sconforto più totale lo si deve soprattutto a due protagonisti: uno è svizzero, non giocava da tempo per colpa di un intervento di ablazione al cuore che lo ha costretto a lasciare i suoi compagni per 40 giorni (solo!!), ma la cui spinta in più si è subito avvertita. L’altro è un signore di quasi 38 anni che ancora fa brillare gli occhi agli osservatori di mezza Europa e fa gridare allo scandalo quando si dà un’occhiata alla lista dei candidati al Pallone d’Oro 2015. Stephan Lichtsteiner e Gigi Buffon, due rappresentanti della vecchia guardia bianconera che gli aitanti giovani di oggi dovrebbero guardare come esempi da seguire. Soprattutto per quanto riguarda l’approccio alla partita…

FORMAZIONE BORUSSIA M.: Sommer, Wendt, Dominguez, Christensen, Nordtveit, Johnson, Xhaka, Dahoud, Traoré, Raffael, Stindl.

Allenatore: Schubert

FORMAZIONE JUVE: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio, Sturaro, Pogba, Hernanes, Dybala, Morata.

Allenatore: Allegri

Tedeschi avanti con Johnson al 17’. Lichsteiner pareggia con un colpo al volo (43’). Juve in dieci dal 53’ per l’espulsione di Hernanes.

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FELICISSIMA PER IL NOSTRO TRENO SVIZZERO.

PER QUANTO RIGUARDA BUFFON HO FINITO GLI AGGETTIVI. DICO SOLO “SANTO SUBITO”

POGBA STA CRESCENDO E DEVE FARLO ALLA SVELTA.

VEDIAMO UN PO’ COME VA..

IO CI CREDO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!