CORAGGIO

NOI NON MOLLIAMO MAI..AVANTI TUTTA JUVE!

Postato il

21 Settembre 2016

Quinta giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Cagliari:4-o

Un poker per riprendere la vetta del campionato

La Juve si riprende la vetta della classifica superando 4-0 il Cagliari con le prime reti in bianconero di Rugani e Dani Alves, la zampata di Higuain e l’autorete finale di Ceppitelli.

L’Inter è già dimenticata. La Juventus archivia la sconfitta contro i nerazzurri battendo con facilità 4-0 il Cagliari: basta un tempo ai ragazzi di Allegri per regolare i sardi grazie alle reti di Rugani, Higuain e Dani Alves, nel finale sfortunato autogol di Ceppitelli. Un successo che vale doppio per i bianconeri che superano il Napoli, tornando al primo posto in classifica.

Due nomi inediti sul tabellino dei marcatori, Rugani e Dani Alves, oltre a quello ormai consueto di Higuain, a segno per la quarta volta in stagione e all’autorete di Ceppitelli, regalano al pubblico dello Stadium una partita godibile e alla Juve tre punti più che meritati e il ritorno in vetta alla classifica.

Contro il Cagliari i bianconeri appaiono subito tonici e le avvisaglie che la serata possa essere piacevole non tardano ad arrivare.
Tre minuti ed ecco il primo brivido, nato dal destro di Hernanes e dalla sua punizione da 30 metri deviata in angolo da Storari, applauditissimo per il suo ritorno allo Stadium come Padoin. Un giro di orologio e il portiere  rossoblu   deve uscire dai pali per fermare Higuain, messo in movimento da Dybala.
È una gara vivace, che il Cagliari affronta a viso aperto, cercando soprattuto di sfruttare la rapidità di Sau. L’atteggiamento dei sardi è encomiabile, ma li espone anche alle ripartenze dei bianconeri e quella condotta da Dybala all’8′ potrebbe essere decisiva, se l’ultimo tocco in direzione di Pjanic fosse più preciso e non costringesse il bosniaco ad allargarsi e a perdere il tempo per la battuta.

La Juve è pimpante, Dani Alves e Alex Sandro spingono che è un piacere e al 10′ il perfetto cross dell’ex Barca pesca in area Higuain, che stacca bene, ma trova Storari piazzato e pronto a bloccare. Il duello tra i due si rinnova al 14′, quando il Pipita gira al volo la punizione di Pjanic e il portiere risponde con un riflesso da campione. Sulla sua respinta però è appostato Rugani, che si trova la porta spalancata e può agevolmente segnare il suo primo gol in bianconero.

Il copione della gara non cambia, i ritmi si mantengono elevati ed entrambe le squadre producono un gioco frizzante, anche se le occasioni fioccano da una parte sola: prima Dybala pesca l’inserimento di Alex Sandro che incrocia di testa, sfiorando il palo, quindi il cross rasoterra di Lemina non raggiunge Higuain nell’area piccola, solo per il provvidenziale intervento di Ceppitelli.

L’argentino allora prova a fare da solo e al 33′ piazza un rasoterra dal limite che scheggia il palo e termina sul fondo. Appena l’azione riprende la Juve riconquista palla con Alex Sandro che libera Pjanic in area. La conclusione del bosniaco viene intercettata da Storari e anche in questo caso sulla ribattuta arriva il tap in vincente, proprio di Higuain.

Il Cagliari ora è come stordito e la Juve ne approfitta. Cinque minuti dopo il raddoppio, Pjanic batte un corner piazzando il pallone rasoterra al limite dell’area: Dani Alves arriva come una furia e scarica il destro di prima intenzione, in piena velocità. Questa volta Storari non riesce neanche a ribattere.

La ripresa inizia con Neto tra i pali al posto di Buffon, rimasto spettatore non pagante per 45 minuti nonostante la buona volontà dei rossoblu, che nel secondo tempo schierano Tachtsidis e Giannetti al posto di Joao Pedro e Borriello.

Anche se il risultato è saldamente nelle sue mani, la Juve continua a proporre gioco e la premiata ditta Pjanic-Dani Alves prova ad offrire su azione il bis del terzo gol, ma la sventola del brasiliano viene alzata sopra la traversa da Bruno Alves, che riesce a mettere una pezza anche sul sinistro di Dybala al 21′.

Cinque minuti dopo la Joya lascia il posto a Pjaca, che al primo pallone toccato si procura un calcio di punizione sulla sinistra. La posizione inviterebbe più al cross che al tiro, ma Pjanic decide di piazzare il pallone sul primo palo. Storari non si fa sorprendere, né dal bosniaco né poco dopo da una sventola dalla distanza di Hernanes, applaudito a lungo e meritatamente.

Nel finale c’è anche spazio per Mandzukic, che rileva Higuain e offre a Lemina una golosa sponda di testa, piazzandolo solo davanti a Storari. Il portiere rossoblu non vive la serata più fortunata della sua carriera, perché respinge anche la conclusione del francese, ma anche questa volta deve raccogliere il pallone in fondo alla rete, dopo l’involontario tocco di Ceppitelli.

Gli applausi scrosciano anche negli ultimi minuti per la coppia croata Mandzukic-Pjaca, entrambi vicini al quinto gol, e continuano oltre il fischio finale, per salutare l’ottima prova dei bianconeri, i tanti ex in campo, la vittoria e il primato in classifica ritrovato.

FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon (1′ st Neto); Rugani, Barzagli, Chiellini; Dani Alves, Lemina, Hernanes, Pjanic, Alex Sandro; Dybala (27′ st Pjaca), Higuain (36′ st Mandzukic) A disposizione: Audero, Bonucci, Asamoah, Sturaro, Lichtsteiner
Allenatore: Allegri

 CAGLIARI: Storari; Bittante, Ceppitelli, Bruno Alves, Murru; Barella, Di Gennaro, Padoin; Joao Pedro (1′ st Tachtsidis); Sau (22′ st Munari), Borriello (1′ st Giannetti) A disposizione: Rafael, Colombo, Salamon, Capuano, Pisacane, Melchiorri
Allenatore: Rastelli

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Forza ragazzi..

vincere aiuta a vincere!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

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FINALMENTE LA CHAMPIONS

Postato il

14 Settembre 2016

Juventus-Siviglia:0-0

Comincia con un pareggio casalingo a reti inviolate il cammino dei campioni d’Italia, che faticano a trovare sbocchi contro un avversario compatto e organizzato. Dopo due occasioni per Khedira nel 1° tempo, nella ripresa colpisce la traversa Higuain, poi il portiere spagnolo salva su Dybala e Alex Sandro.

Che il Siviglia fosse un avversario tignoso la Juve lo aveva già scopertola scorsa stagione e non solo nella partita del Ramón Sánchez-Pizjuán che le era costata il primo posto nel girone, ma già in quella giocata allo Stadium, vinta sì 2-0, ma non senza fatica. Quest’anno gli spagnoli si confermano squadra solida ed esperta, non a caso hanno vinto le ultime tre edizioni dell’Europa League, e strappano un pareggio a reti bianche che molto probabilmente li soddisfa, ma che sta stretto ai bianconeri, i soli ad aver provato a vincere.

Allegri sceglie ancora il 3-5-2, schierando Lemina in regia e Asamoah e Khedira al suo fianco e Dybala e Higuain in vanti. Gli esterni sono Dani Alves ed Evra. I primi minuti trascorrono con le due squadre che cercano di prendere le misure agli avversari, anche se il Siviglia, per quanto schierato da Sampaoli in modo più guardingo del solito, concede spazi in difesa, specie quando la verticalizzazione dei bianconeri si sviluppa rapidamente. È il caso dell’azione che al 7′ vede lo scambio tra Higuain e Dybala e l’apertura della Joya per Khedira, che conclude a lato da posizione invitante.
L’identica sequenza si ripete al quarto d’ora, con un dialogo strettissimo tra i due argentini che Dybala perfeziona con una magia, riuscendo da terra a servire in profondità ancora Khedira. Il tedesco resiste a una carica, entra in area, ma calcia tra le braccia di Sergio Rico. Quando qualche secondo dopo il portiere spagnolo ferma anche un rasoterra di Higuain e si ha la sensazione che la Juve stia iniziando a spingere con maggior intensità, il Siviglia riesce ad addormentare il ritmo della partita, difendendo con maggior precisione. Le maglie della difesa spagnola ora si aprono raramente e si deve attendere la mezz’ora per vedere la sponda di Higuain per Dybala che al limite dell’area riesce a evitare l’uscita irruenta di Sergio Rico, ma non a mantenere l’equilibrio e a concludere l’azione.

La ripresa inizia con la Juve che stazione nella metà campo spagnola, faticando però a trovare la giocata negli ultimi metri. Dybala viene fermato spesso e volentieri con le maniere forti e le frequenti interruzioni nel gioco rendono ancor più complicato imporre un ritmo sostenuto alla gara.
La prima conclusione arriva al 13′ ed è proprio la Joya ad arrivare in corsa sul cross rasoterra di Evra e a sparare alto. Un minuto ed ecco l’occasione più ghiotta: ancora Dybala lancia con un tocco delizioso Dani Alves, sul cui cross stacca perfettamente Higuain. Sergio Rico è battuto, ma il pallone si stampa sulla traversa.

Sempre dalla destra arriva un altro spunto di Dani Alves che al 22′, imbeccato da Khedira, mette in mezzo un rasoterra pericoloso, sul quale Dybala non riesce a intervenire. Subito dopo Allegri cambia la fascia sinistra: fuori  Evra e Asamoah, dentro Alex Sandro e Pjanic.

Il bosniaco prova a dare più incisività alla manovra, cerca spesso lo scambio in velocità, soprattutto con Dybala e al 36′ riesce a liberarsi in area e a servire Higuain a due passi dalla porta, con l’argentino che viene anticipato dalla scivolata di Pareja.  A cinque minuti dal 90′ Allegri manda in campo Pjaca al posto di Dybala, ma né l’ingresso del croato, né  l’incornata di Alex Sandro respinta da Sergio Rico, né l’assedio finale portano a quello che sarebbe il meritato gol partita.
La Juve deve accontentarsi di un punto e del secondo posto momentaneo nel girone, a pari merito con il Siviglia e dietro al Lione, che supera 3-0 la Dinamo Zagabria nell’altra partita del Gruppo H.

 FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Lemina, Asamoah (23′ st Pjanic), Evra (23′ st Alex Sandro); Dybala (41′ st Pjaca), Higuain
A disposizione: Neto, Benatia, Cuadrado, Mandzukic
Allenatore: Allegri

SIVIGLIA: Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja, Escudero; N’Zonzi, Kranevitter (33′ st Mariano), Iborra; Vazquez (45′ st Carriço); Vitolo, Sarabia (18′ st Correa), Vietto
A disposizione: Sirigu, Kiyotake, Vietto, Ganso
Allenatore: Sampaoli

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

FORZA RAGAZZI!

SI RICOMINCIA! BUONA LA PRIMA..

Postato il

20 Agosto 2016

Prima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Fiorentina:2-1

RETI: Khedira 37′ pt, Kalinic 26′ st, Higuain 30′ st

Khedira porta in vantaggio i bianconeri, poi, dopo il pareggio viola, risolve Higuain, in rete appena nove minuti dopo il suo ingresso in campo

20/08/2016 – Serie A TIM – Juventus – Fiorentina 2-1

Buona la prima per la Signora. E buona la prima soprattutto per Higuain, che inaugura la sua avventura in bianconero con una rete da tre punti, timbrata dopo appena nove minuti dal suo ingresso in campo. Quasi un omaggio al suo numero di maglia.

Il Pipita inizialmente è in panchina. Allegri schiera la coppia Mandzukic Dybala e l’unico nuovo acquisto presente all’inizio è Dani Alves. Sarà che la squadra si conosce e gioca a memoria, ma il primo tempo dei bianconeri è uno spettacolo. Neanche quattro minuti sul cronometro e potrebbero già passare con Khedira, che approfitta di un rinvio maldestro di Tatarusanu e si presenta a tu per tu con il portiere alzando troppo il pallonetto. La gara è un monologo bianconero: le corsie esterne sono territorio di caccia per Dani Alves e Alex Sandro, mentre al centro Asamoah arriva su ogni pallone, garantendo non solo copertura, ma anche giocate di qualità. È suo il sinistro che termina alto dopo una ventina di minuti, mentre quello di Dybala, rasoterra, si spegne a lato.

Quando la Joya e Dani Alves combinano in velocità è una goduria per gli occhi e alla mezz’ora lo scambio di prima tra i due meriterebbe di terminare accompagnato dal boato dello Stadium, invece il sinistro a giro dell’argentino termina sul fondo.

Per sentire gli spalti tremare, non si deve comunque aspettare molto: al 36′ Chiellini lascia partire un cross teso dalla tre quarti e Khedira si inserisce con tempismo perfetto, incornando alle spalle di Tatarusanu.

La Juve diverte e convince. La Fiorentina continua a essere schiacciata nella propria metà campo e le giocate che regalano i bianconeri sono spesso deliziose, che si tratti di un disimpegno di tacco di Bonucci, della sventola di contro balzo di Dybala o della fiondata in corsa di Alex Sandro. Si va al riposo sull’1-0, ma i bianconeri meriterebbero un vantaggio ben più ampio.

Ci prova Dybala appena rientrati in campo, deviando al volo il cross di Alex Sandro. Il sinistro della Joya però viene smorzato e Tatarusanu può bloccare. I viola, per scuotersi dall’apatia, provano ad alzare il pressing. La mossa, unita ad un fisiologico calo dei bianconeri, addormenta la gara, ora meno vivace, e risveglia le velleità della Fiorentina. Allegri cerca di riportare l’inerzia della partita dalla propria parte inserendo Higuain al posto di Mandzukic, ma non c’è il tempo di notare gli effetti del cambio che  Kalinic riporta il punteggio in parità, incornando il traversone dalla bandierina di Ilicic.

La reazione bianconera è rabbiosa e al primo vero affondo ecco gli effetti di cui si diceva: il Pipita si avventa come un falco sul tiro di Khedira, sporcato dalla difesa, e infila Tatarusanu da due passi.

Veder vanificati i propri sforzi dopo pochi giri di orologio è una mazzata per il morale dei viola e al contrario la Juve appare rinvigorita. Lemina sfiora il terzo gol con una saetta dal limite che Tatarusanu riesce a deviare in angolo con la punta delle dita. Allegri comunque preferisce evitare di correre rischi e inserisce Evra ed Hernanes al posto di Dybala e Khedira, passando ad un inedito 5-4-1. La squadra perde un po’ di mordente in avanti, ma Buffon rimane al sicuro e la prima vittoria arriva senza patemi. E non potrebbe esserci modo migliore per iniziare il campionato.

 

FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Lemina, Khedira, Asamoah, Alex Sandro, Dybala (39′ st Evra), Mandzukic (21′ st Higuain)

A disposizione: Neto, Audero, Marrone, Benatia, Rugani, Lichtsteiner, Pjanic, Pjaca, Zaza
Allenatore: Allegri

FIORENTINA:Tatarusanu; Tomovic, Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Badelj (20′ st Sanchez), Vecino, Alonso; Ilicic, (35′ st Rossi) Chiesa (1′ st Tello); Kalinic.

A disposizione: Dragowski, Lezzerini, De Maio, Diks, Mati Fernandez, Hagi, Milic, Babacar, Zarate
Allenatore: Paulo Sousa

Juventus Stadium kicks off season in style – Che spettacolo allo Stadium!

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A proposito di Higuain…

Entusiasmo, gioia, voglia di continuare a vincere. C’è tutto questo nelle parole di uno dei protagonisti della serata, Gonzalo Higuain, dopo il vincente esordio contro la Fiorentina.

«Mi sono sentito felice quando sono entrato sul terreno di gioco dello Stadium – racconta – i tifosi mi hanno fatto sentire tutto il loro affetto, un affetto da ricambiare con vittorie e titoli». E continua, il Pipita: «Era importantissimo partire nel migliore dei modi, abbiamo meritato la vittoria. Io quando sono in campo cerco sempre di fare il meglio per aiutare la squadra, oggi per fortuna sono riuscito a segnare».

Una delle parole chiave del Pipita, nelle sue parole dopo partita, è “migliorare”. È un concetto su cui Gonzalo torna spesso: «Da quando sono in Europa sono cresciuto anno dopo anno, ma ho ancora margini di miglioramento e crescita. Io so che devo stare solo tranquillo, imparare dai miei compagni di squadra».

A proposito di squadra e compagni: «Qui alla Juve ho trovato un ambiente organizzatissimo, c’è voglia e mentalità vincente. Tutti mi hanno fatto sentire il loro affetto e sono felice, provo a migliorarmi giorno per giorno. Sto apprendendo un nuovo schema di gioco, un nuovo modulo, ma mi sto abituando. E poi, quando si vince si lavora meglio…».

A proposito di modulo, una domanda sull’intesa con uno dei suoi compagni di attacco, Dybala: «Paulo è un giocatore fortissimo che può ancora crescere molto vista la sua età. Lui cerca la palla e parte da dietro, questo ci rende sicuramente compatibili».

Anche al mare non potevo rinunciare alla mia Juve, sono andata in giro a cercare gente che vedeva la partita e ho trovato tre interisti ahaha e’ il colmo. Hanno gufato tutto il tempo e io ho esultato..ci speravano pure. Gli ho restituito il favore, solo che quando gufo io le cose sono diverse, infatti l’inter ha perso.

Una bella Juve, avrei tanto voluto essere allo stadio.

Mi manca lo Juventus Stadium, mi manca casa mia.

FIERA DELLA MIA JUVENTUS!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

JUVE FURIOSA.. TIFOSI INCREDULI..

Postato il

16 Marzo 2016

Ritorno degli Ottavi di finale di Champions League:

Bayern Monaco-Juventus: 4-2

Termina in maniera amara la Champions League della Juventus: i bianconeri escono sconfitti 4-2 ai supplementari dal confronto con il Bayern Monaco.

Settantadue minuti di straordinaria Juve non bastano per proseguire il cammino in Champions League. Con cinismo il Bayern la riprende proprio al 90′ e ai supplementari, sfruttando le intuizioni di Guardiola, completa l’opera (4-2) approdando ai quarti di finale. Una delusione cocente, difficile da digerire dagli uomini di Allegri che, ai punti, avrebbero decisamente meritato di andare avanti. E’ mancata un pò di fortuna, ma soprattutto la freddezza necessaria per chiudere prima la partita. Basti pensare al clamoroso errore di Cuadrado sullo 0-2. Enormi rimpianti che, a questo punto, in ottica scudetto, rischiano di pesare nella mente dei giocatori bianconeri.

La gara è stata decisa dai cambi. Coman e Thiago Alcantara hanno dato al Bayern lo sprint in più per fare la differenza mentre, sul fronte opposto, l’uscita di Morata e poi di Cuadrado, rimpiazzati da Mandzukic e Pereyra, ha finito per far perdere alla Juve quella profondità che, per quasi 90′, era servita per mettere in scacco i rivali. Nonostante questo ad Allegri il merito di aver sfiorato davvero l’impresa con una prova tatticamente perfetta con la quale era praticamente riuscito a disinnescare l’intero potenziale della corazzata bavarese.

Costretto a giocarsi il tutto per tutto senza l’attacco titolare (Mandzukic-Dybala) più Chiellini e Marchisio, tutti k.o per infortunio, il tecnico bianconero inizialmente ha deciso di affidarsi al 4-5-1 con Hernanes in cabina di regia e Cuadrado e Alex Sandro chiamati, contemporaneamente, a presidiare le fasce e a supportare l’unica punta Morata. Guardiola ha risposto rilanciando fin dal 1′ i ristabiliti Benatia e Xabi Alonso e inserendo Ribery al posto dell’indisponibile Robben nel tridente alle spalle di Lewandowski.

La Juve è partita determinata, pressando molto alta, ed è stata subito premiata: al 5′ Alaba non ha chiuso bene su un lancio in area per Lichtsteiner che ha calciato addosso a Neuer in uscita; la palla è schizzata al limite sui piedi di Pogba che ha realizzato il goal del vantaggio bianconero.

Stordito, il Bayern ha faticato a reagire.. Merito dei bianconeri che, tenendo cortissimi i reparti e 10 giocatori sempre dietro la linea della palla, non hanno mai prestato il fianco ai veloci inserimenti in area degli avversari.

Brava a non abbassarsi troppo, la Juve non ha mai rinunciato a contrattaccare. E, dopo essersi vista annullare un goal di Morata per un fuorigioco inesistente, ha meritatamente raddoppiato (28′): l’attaccante spagnolo se ne è andato via in dribbling a tre uomini con uno straordinario coast-to-coast da area ad area e poi ha liberato sulla destra Cuadrado che, dopo aver messo a sedere Lahm, ha battuto Neuer per la seconda volta con un preciso tiro a fil di palo.

Il Bayern ha stentato a rialzarsi e solo al 42′ ha spaventato Buffon con una doppia occasione targata Muller-Lewandowski. La Juve non si è spaventata e si è costruita la palla-goal per chiudere la partita con Cuadrado che, smarcato a pochi passi dalla porta da Pogba non è riuscito a far altro che calciare addosso a Neuer.

Guardiola ha cercato di risistemare i suoi nella ripresa mettendo a sinistra Bernat al posto di Alaba, dirottato in mezzo in sostituzione di Benatia. I bianconeri, però, non si sono fatti sorprendere. Anzi, di rimessa per altre due volte hanno tenuto in allerta Neuer con le iniziative solitarie di uno scatenato Morata. Per cambiare volto il Bayern ha avuto bisogno dell’ingresso di Coman al posto di Alonso. I tedeschi hanno allargato meglio il campo e al 73′, al primo tiro nello specchio della porta della ripresa, sono rientrati in partita: Douglas Costa, smarcato al limite da Coman, ha pennellato un pallone per la testa di Lewandowski che da due passi ha insaccato.

La Juve ha pericolosamente arretato il baricentro ma si è chiusa con ordine. Almeno fino al 90′ quando si è fatta rubar palla sulla trequarti e il Bayern non ha esitato a pareggiare (2-2): Vidal ha smarcato sulla destra Coman che, di prima, ha centrato per Muller, bravo a mettere dentro di testa la seconda palla utile in tutta la partita.

I bianconeri non si sono dati per vinti, ma le ultime speranze sono svanite su un sinistro dal limite di Lichtsteiner bloccato in tuffo da Neuer in avvio di supplementari. Guardiola ha inserito Alcantara al posto di uno stremato Ribery e lo spagnolo ha immediatamente sfruttato la sua freschezza per decidere la partita al 108′: ha recuperato palla al limite e ha battuto Buffon con preciso rasoterra dopo un triangolo stretto con Muller.

Palla al centro ed è arrivato il 4-2: l’arbitro Eriksson non ha ritenuto punibile una trattenuta evidente di Kimmich a Pogba al limite dell’area e ha consentito a Coman di andar via in contropiede e battere Buffon con un preciso sinistro a giro. L’orgoglio bianconero ha prodotto altre tre limpide occasioni per rientrare in partita ma Mandzukic, Sturaro e Bonucci non hanno avuto la freddezza per concretizzarle. Tanto per andare a riempire una cesta di rimpianti.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Bayern (4-1-4-1): Neuer, Lahm, Kimmich, Benatia (1′ st Bernat), Alaba, Xabi Alonso (15′ st Coman), Douglas Costa, Muller, Vidal, Ribery (11′ pts Thiago Alcantara) Lewandowski. (26 Ulreich 20 Rode 19 Gotze 13 Rafinha). All.: Guardiola.
Juventus (4-5-1): Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado (44′ st Pereyra), Khedira (23′ st Sturaro), Hernanes, Pogba, Alex Sandro, Morata  (27′ st Mandzukic). (25 Neto 24 Rugani 22 Asamoah 7 Zaza). All.: Allegri.

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Ho visto una Juve grintosa, con un grande cuore e tanto orgoglio per 72 minuti, poi abbiamo avuto un crollo purtroppo.

SONO FIERA DI VOI RAGAZZI.

Dell’arbitro meglio non dire nulla, ma è una vergogna venire penalizzati così.

Meritavamo di passare noi, ma purtroppo non è andata.

Usciamo dalla Champions sì, ma A TESTA ALTA.

Ho visto 11 leoni lottare ed era quello che volevo vedere, certo speravo in un finale diverso, ma ormai è andata.

Noi tifosi siamo increduli e arrabbiati perché ci avevamo creduto…NOI credevamo in questo sogno che è finito troppo presto.

Adesso, però, non dobbiamo abbatterci. Testa al campionato e VINCERE.

Sì, perché VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA per NOI..NON CE LO DOBBIAMO DIMENTICARE.

SEMPRE E COMUNQUE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI..

E DOPO UNA SCONFITTA COSI’ PESANTE…ANCORA PIU’ FORTE E’ IL MIO AMORE PER TE, JUVE MIA.

CARA JUVE..Mi regali emozioni indescrivibili, la mia FEDE per TE è ETERNA..sei un vero e proprio AMORE.. nella gioia e nel dolore.

AVANTI TUTTA..SENZA MAI MOLLARE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

Mi presento un pò..

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Mi chiamo Eleonora Frescura e il mio soprannome è Fresh.

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Sono una juventina sfegatata e la musica, in tutte le sue forme, è la mia vita. Canto, ballo e suono fin da piccolissima.

Vi spiego il mio motto: – “IMPOSSIBLE IS NOTHING” (NULLA E’ IMPOSSIBILE..) oltre che uno stile di vita cioè credere sempre nei propri sogni e negli obiettivi da raggiungere; è il tatuaggio di Claudio Marchisio, un giocatore della Juventus che seguo fin dal primo esordio con la squadra, da sempre. -“NEVER BACK DOWN” (MAI ARRENDERSI) La difficoltà, le sfide e i problemi sono all’ordine del giorno per tutti e piccole o grandi che siano esisteranno sempre. Parecchie volte, stanchi, demotivati e sopraffatti dai problemi si arriva quindi alla triste decisione di arrendersi e accettare qualcosa che non ci va, rassegnandosi ad uno stile di vita o delle situazioni che invece non vorremmo più. NON C’E’ NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO! Arrendersi è la cosa facile che molti scelgono rimpiangendo forse un giorno di non avere osato, per questo i risultati più importanti ed inaspettati premiano invece chi ci ha creduto fino in fondo osando e rischiando qualcosa in più. ” Nella vita non bisogna mai arrendersi, mai rassegnarsi alla mediocrità ma bensì uscire da quella zona grigia e senza colore in cui tutto è abitudine e rassegnazione “.  cit.Rita Levi Montalcini. – “TILL THE END” (FINO ALLA FINE) Al motto di Giampiero Boniperti: “Alla Juventus, vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta“, se ne è aggiunto uno nuovo che ha le sembianze di un grido di battaglia:  “Fino alla fine“, il coro che i tifosi fanno alzare dalle curve durante le partite. Tre parole non soltanto per dire che la Vecchia Signora non sarà mai sola, ma che chi scenderà in campo con quella maglia addosso dovrà onorarla, lottare e mai mollare. La prima volta che Andrea Agnelli pronunciò quella frase, quello slogan, fu durante l’inaugurazione dello Juventus Stadium. Il coro “fino alla fine forza Juventus” non è un semplice incitamento, ma un vero e proprio credo di questa squadra.

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Da questo si deduce come sono..

UNA GUERRIERA; UNA TIGRE….che nonostante i soli 21 anni, ha attraversato tante difficoltà, ma ne è uscita sempre a testa alta e non si è MAI ARRESA. Sono un pò come Xena.. una WARRIOR PRINCESS.. Una principessa guerriera 🙂

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Ho avuto anche io i miei cedimenti..sono umana, ma non ho mai smesso di lottare fino alla fine di ogni “battaglia”, anche quando credevo di non potercela fare, ho sempre avuto la forza e la testardaggine di rialzarmi.  Questo non solo grazie a me..ma grazie alla musica, senza la quale non potrei vivere e alla mia Juventus che mi ha dato sempre una carica assurda e una mentalità forte. Determinazione, coraggio e credere sempre in se stessi. Rialzarsi sempre,dai momenti più difficili che sembrano impossibili da superare più forti di prima. E anche se si perde una battaglia, l’importante è vincere la guerra.

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NEVER BACK DOWN

Con questo spero di darvi un pò di  carica e l’energia necessaria per affrontare tutto o quasi 😀

“Se tu permetti alla tua luce di splendere, tu inconsciamente dai agli altri il permesso di fare lo stesso. Così tu sei liberato dalle tue paure, la tua presenza automaticamente libera gli altri”. cit. Nelson Mandela

E ricordate che: il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla…e tutto sembra sempre impossibile finché non viene realizzato.

NON PERDO MAI