GRAZIE RAGAZZI

JUVE DA SOGNO!

Postato il Aggiornato il

7 Dicembre 2016

Fase a gironi di Champions Leaugue:

Juventus-Dinamo Zagabria: 2-0

FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Benatia, Rugani, Evra, Cuadrado, Lemina, Marchisio (29′ st Sturaro), Pjanic (35′ st Dybala), Asamoah, Mandzukic (40′ st Hernanes), Higuain. (1 Buffon 3 Chiellini 6 Khedira 12 Alex Sandro). All.: Allegri.
Dinamo (4-3-3): Livakovic, Situm, Sigal, Schildenfeld, Pivaric, Moro (40′ st Matel), Knezevic, Gojak (13′ st Fiolic), Soudani (29′ st Stojanovic), Coric, Fernandes. (98 Semper 9 Henriquez 26 Benkovic 35 Sosa). All.: Petev.

La Juve supera la Dinamo con le reti del Pipita e del difensore e si qualifica agli ottavi come prima del Gruppo H. Nel finale il rientro tanto atteso di Dybala.

Il primato nel girone, il ritorno al goal di Higuain e il secondo centro consecutivo di Rugani, il rientro di Dybala e un’altra prova mostruosa del guerriero Mandzukic…una Juve da sogno, che spazza via la Dinamo Zagabria con una gara autorevole.

Il tecnico regala un turno di riposo a Buffon e torna alla difesa a tre, ma mantiene Pjanic sulla tre quarti campo come contro l’Atalanta. Il bosniaco dimostra ancora una volta di apprezzare quella posizione, mettendosi in luce per primo, grazie a una bella intuizione di Higuain, che gli permette di puntare l’area e sfiorare il palo con un destro dalla distanza.

I due sono protagonisti anche della splendida azione che al 6′ porta i bianconeri vicinissimi al gol: Marchisio sventaglia un lancio di quaranta metri per Mandzukic, che di esterno, al volo, serve Pjanic, il cui tocco di prima mette l’argentino nelle condizioni di battere a rete, ma Livakovic intercetta il diagonale e mette a lato.

La gara ha un solo padrone, un po’ perché l’atteggiamento dei croati è piuttosto rinunciatario, un po’ perché la manovra della Juve è rapida, oltre che piacevole: Cuadrado e Asamoah garantiscono ampiezza e arrivano spesso sul fondo, mentre Lemina e, soprattutto, Marchisio dirigono le operazioni nel mezzo. Con il passare dei minuti la Dinamo prende le misure e alla mezz’ora Allegri cambia le carte in tavola, arretrando Cuadrado e passando alla difesa a quattro. Mandzukic, anche oggi tra i migliori, oltre a giocare di sponda e a dannarsi come sempre in fase di interdizione, veste anche i panni dell’uomo assist, liberandosi per il cross e pennellando sulla testa di Pjanic, che da due passi indirizza tra le braccia di Livakovic.

La Dinamo si vede solo al 38′, con un tentativo centrale di Coric, mentre la Juve va ancora vicino al gol con Lemina, che spara alto da buona posizione, con Pjanic, la cui punizione crea più di un problema a Livakovic, e con il diagonale di Mandzukic, anche questo respinto dal portiere croato.

Per vedere premiata la propria indiscussa supremazia, i bianconeri devono aspettare il 7′ della ripresa, quando dopo un’insistita azione al limite dell’area e un paio di contrasti vinti da Lemina, il pallone arriva a Higuain, che dai sedici metri scarica nell’angolino il suo decimo gol stagionale, il terzo di questa Champions.

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La Dinamo non riesce a pungere e si espone alle ripartenze. Pjanic arriva ancora al tiro, bloccato a terra da Livakovic. D’altra parte anche quando la manovra è prolungata i bianconeri attaccano e una deviazione fortuita impedisce a Lemina di esultare.

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Il raddoppio arriva comunque dal corner seguente, pennellato da Pjanic sulla testa di Rugani, che schiaccia in rete la sua seconda rete in due partite.

Nel finale Allegri richiama Marchisio e Pjanic e inserisce Sturaro e Dybala, che torna in campo dopo l’infortunio patito contro il Milan un mese e mezzo fa e che cerca subito la via del gol con tre rasoiate da fuori area. Gli ultimi minuti valgono la standing ovation per Mandzukic, ancora una volta straordinario per qualità e quantità delle giocate, e dopo il triplice fischio, per il resto della squadra, anche questa sera concentrata, pimpante e vincente.

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Avanti tutta..non molliamo mai!

Cosi vi voglio ragazzi!

I miei complimenti a Higuain e Mandzukic  sono scontati…li vorrei fare a Daniele Rugani! Le sue qualità stanno crescendo veramente tantissimo!

Grazie ragazzi! Grazie Juve mia!

Dybala finalmente in campo..ed è subito JOYA! Ci sei mancato tantissimo!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

SUPERGIGI AL CUADRADO!

Postato il Aggiornato il

18 Ottobre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Lione-Juventus: 0-1

Dopo tante critiche, alcune anche pesanti. Il doppio errore tra Nazionale e Juve-Udinese non ha minimamente scalfito la corazza di un gigante come Gianluigi Buffon. Il nostro superman come sappiamo noi tifosi è unico e inimitabile. E’ suo il volto del successo bianconero, ha fatto parate assurde e difficili anche solo da spiegare, come quella sul rigore di Lacazette e il miracolo che nega a Fekir il vantaggio in avvio di ripresa. La Juventus mostra i muscoli, si gode la magia da tre punti di Cuadrado e prosegue la sua marcia in testa al Gruppo H di Champions League a braccetto con il Siviglia, che ha vinto a Zagabria con lo stesso risultato della Vecchia Signora (0-1). Il Lione cede quando avrebbe dovuto prendere in mano la partita, vale a dire dopo l’espulsione di Lemina (8′ della ripresa). Ma in inferiorità numerica si è visto il volto migliore della Juve, capace di compattarsi in difesa senza rinunciare a pungere.

La rabbia di Buffon per le critiche ricevute, l’ironia di Allegri verso l’arbitro Marciniak, “Dobbiamo ringraziarlo per l’espulsione di Lemina: ha dato più ampiezza al nostro gioco…’: è stata un’altra notte speciale per la Juventus, tornata da Lione con i tre punti che la lasciano al primo posto del girone di Champions, in coabitazione con il Siviglia.

La Juventus parte subito forte e sin dai primi minuti prova a mettere sotto i ben organizzati avversari. I bianconeri dominano la partita, ma non riescono a segnare, grazie anche alla buona difesa del Lione. Higuain cerca i pali da fuori area ma il suo mancino termina alto. A vanificare la principale occasione del primo tempo bianconero è, suo malgrado, Sami Khedira, che mura con il corpo un sinistro a colpo sicuro di Bonucci. Il Lione tampona per poi provare a ripartire. Alla mezz’ora del primo tempo, la partita rischia di prendere una brutta piega: sugli sviluppi di un corner, Bonucci atterra Diakhaby e l’arbitro concede il penalty. Sul dischetto Lacazette si fa ipnotizzare da Buffon che intercetta alla sua sinistra. All’uscita dal tunnel degli spogliatoi è tutto un altro Lione. Fekir approfitta di un errore di Dani Alves, sterza di colpo su Barzagli e spara con il destro: Bonucci devia, Buffon ha un riflesso mostruoso e salva la porta. La serata bianconera rischia di naufragare definitivamente quando Lemina ferma fallosamente una ripartenza di Fekir: secondo giallo e conseguente espulsione, Allegri ridisegna subito i suoi arretrando Dani Alves sulla linea di difesa. Cuadrado per Dybala è il primo cambio ordinato dal tecnico bianconero ed è la mossa vincente, anche se prima di arrivare al vantaggio c’è bisogno di altri due miracoli di Buffon: prima su un gran tiro di Ghezzal (riflesso pazzesco dopo una doppia deviazione) e poi sul colpo di testa ravvicinato di Tolisso (riflesso di piede). Si apre lo scenario per Cuadrado. Il colombiano salta Morel dopo averlo puntato, butta un occhio a centro area, quanto basta per convincere Lopes, che si predispone al cross. Un cross che non arriva, perché Cuadrado fa partire un missile che tramortisce il portiere dei padroni di casa e permette alla Juve di gestire il vantaggio nel quarto d’ora finale. Sturaro e Benatia per Khedira e Dani Alves, Allegri vuole uomini da trincea per evitare guai. Gonalons ci prova da fuori area ma per il Buffon di questa sera è uno scherzo respingere in tuffo, il secondo dei tre minuti di recupero toglie il fiato a noi tifosi bianconeri: Ghezzal ha tempo per stoppare e prendere la mira col sinistro, quando il pallone sfila sul fondo il nostro sospiro di sollievo.

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FORMAZIONI:
Lione (3-5-2): Lopes; Yanga-Mbiwa (36′ st Cornet), Nkoulou, Diakhaby; Rafael, Darder (19′ st Ferri), Gonalons, Tolisso, Morel; Fekir, Lacazette (27′ st Cornet). (Gorgelin, Gaspar, Tousart, Ghezzal, Valbuena). All.: Genesio
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Evra; Dani Alves (38′ st Benatia), Khedira (30′ st Sturaro), Lemina, Pjanic, Alex Sandro; Dybala (24′ st Cuadrado), Higuain. (Neto, Benatia, Mattiello, Hernanes, Kean). All.: Allegri

Grazie ragazzi!

Immenso Cuadrado…

In quanto al mio SUPERG1G1 ho finito gli aggettivi ha dimostrato ancora una volta che le chiacchiere stanno a zero, Noi lasciamo parlare il campo.  Vi riporto qua sotto l’intervista di Gigi post partita. Parole da vero Capitano.

Leggermente “incazzato” per le critiche dei giorni scorsi, Gianluigi Buffon si toglie qualche sassolino dalle scarpe davanti le telecamere di Premium.

“Mai detto che nessuno mi dava per morto, nessun funerale. So, senza presunzione, essere autocritico, non c’è bisogno che qualcuno diventi spocchioso entrando e mancando di rispetto della persona e della sua carriera, non mi sono mai omologato con gli altri, io ho sentito solo una cosa giusta tra le varie stupidate, <<io da Buffon pretendo di più>> “.

Anche stasera la Juventus ha vinto soffrendo, per il capitano bisogna invertire la tendenza e cominciare a giocare meglio.

“La Juve deve migliorare perché non può bastare per andare in fondo, so che abbiamo fatto è proposto in parità numerica, poi in inferiorità siamo stati più squadra senza accontentarci. Lo spirito ed il senso di responsabilità è buono, dobbiamo migliorare e abbiamo margini per poterlo fare, sarebbe un peccato non spendere questo tempo per non fare un salto in avanti”.

Alessio Tacchinardi gli chiede come mai non abbia esultato alle parate fatte questa sera…

“Perché non hai esultato? Non ho esultato perché mancava tanto alla fine e non volevo perdere energie, la situazione lo richiedeva lo dovevo ai compagni, alla società, ai tifosi che con me sono encomiabili. Pensavo da prendere la gara con le molle, sono una squadra di qualità con esperienza europea, protagonisti in questi quindici anni, vincere voleva dire mettere un’ipoteca sul passaggio del turno, in undici contro undici non pensavo di poter perdere, poi in dieci pensavo che potesse accadere ma abbiamo dato una buona risposta di compattezza, come detto prima secondo me, dobbiamo fare dei passi in avanti se vogliamo essere protagonisti in Europa”, conclude.

AVANTI TUTTA..NON MOLLIAMO MAI!

DAI RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

UN POKER CHE VALE IL PRIMO POSTO!

Postato il

27 Settembre 2016

Seconda giornata della fase a gironi (gruppo H) di Champions League:

Dinamo Zagabria-Juventus:0-4

Dopo il pari d’esordio con il Siviglia la squadra di Allegri centra il primo successo contro un avversario costantemente sulla difensiva. I bianconeri superano la Dinamo per 4-0, prendendo in mano il gioco fin dall’inizio e rimanendone padroni fino alla fine. Pjanic e Higuain spianano la strada nel 1° tempo, poi Dybala trova la prima rete stagionale e Dani Alves fissa il punteggio.

Una Juve straripante, dominante, cinica in avanti e ai limiti della perfezione in difesa, strapazza con quattro reti la Dinamo Zagabria allo Stadio Maksimir e, considerata anche al difficoltà della competizione, offre forse la prova più convincente di questo inizio di stagione.

Gli uomini di Allegri non lasciano agli avversari neanche le briciole e prendono immediatamente in mano il gioco. I bianconeri raddoppiano o triplicano i croati nelle rare volte in cui entrano in possesso palla e si gioca praticamente in una sola metà campo, con i padroni di casa ben rintanati in difesa. Con un  muro di maglie blu davanti, l’unica possibilità di avvicinarsi alla porta è l’invenzione del singolo, oppure l’errore di un avversario. Hernanes al quarto d’ora cerca la prima soluzione, con una staffilata di sinistro che sfiora il palo, mentre Pjanic, al 24′, sfrutta la seconda: Sigali interviene di testa in modo maldestro sul lancio di Bonucci e serve involontariamente un assist delizioso per Pjanic, che senza lasciar rimbalzare il pallone, tocca con la punta eludendo l’uscita di Semper e appoggiando in rete.

La reazione dei croati è immediata e Schildenfeld scuote la traversa incornando la punizione di Antolic, ma è un fuoco di paglia. La Juve è padrona assoluta del campo e il vantaggio regala ai bianconeri ancora maggior sicurezza nelle giocate. Quella che si vede al 31′ è da manuale: sventagliata di quaranta metri di Pjanic che cade morbida sul petto di Higuain. Tempo che il pallone raggiunga il sinistro del Pipita ed è già 2-0.

L’azione si ripete poco dopo, con protagonisti Bonucci e Khedira, il primo al lancio, il secondo che supera Semper in uscita con un colpo di testa sul quale però la difesa croata riesce a intervenire.

La ripresa inizia con Cuadrado al posto di Pjanic. Il colombiano scambia più volte la posizione con Khedira, giocando comunque da mezz’ala. Si tratta di una novità tattica che non incide minimamente sull’efficacia del gioco dei bianconeri. La partita rimane a senso unico e non ci vuole molto perché il punteggio diventi ancor più rotondo: al 12′ Dybala ha qualche metro di spazio davanti a sé e tanto gli basta per accelerare il passo, prendere la mira e lasciar partire da oltre venti metri un sinistro teso che si spegne in rete. Per la Joya è il primo gol stagionale, ma per una perla del genere valeva la pena aspettare qualche gara.

Poco dopo il ventesimo Allegri opera la seconda sostituzione, mandando in campo Pjaca, fino a due mesi fa idolo locale, richiamando Barzagli e passando alla difesa a quattro. L’ingresso del numero 20 bianconero è salutato dal pubblico con un’ovazione e, a questo proposito, va sottolineato come i tifosi croati non smettano neanche per un secondo, neanche sotto di tre gol, di incitare la propria squadra.

Una buona dose di applausi spetta anche a Mandzukic, altro ex della gara, che al 26′ rileva Higuain. La Juve ora è schierata con il 4-2-3-1 e avendo già messo il risultato al sicuro, gli ultimi minuti sono utilissimi per testare il nuovo modulo, che esalta le qualità tecniche e la velocità di esecuzione dei tre uomini alle spalle dell’unica punta: sia Pjaca, che Dybala, che Cuadrado arrivano a impegnare ancora Semper, senza riuscire a sorprenderlo.

Chi ce la fa è Dani Alves, che a cinque minuti dal termine disegna una traiettoria maligna su calcio piazzato sulla quale il portiere interviene in modo tutt’altro che perfetto, riuscendo a toccare il pallone, ma non a rinviarlo. La sfera prende un effetto curioso e dopo essere rimbalzata sulla linea si insacca, permettendo di mettere a referto il terzo gol del brasiliano nelle ultime tre partite e di festeggiare con un poker la prima vittoria europea della stagione. Non solo: con lo spettacolare successo di Zagabria la Juve centra anche il primo posto nel girone, con quattro punti, alla pari con il Siviglia.

FORMAZIONI:

DINAMO ZAGABRIA (4-3-3): Semper, Situm, Sigali, Schildenfeld, Pivaric, Antolic  (27′ st Machado), Benkovic, Jonas (3′ st Fiolic), Soudani, Fernandes  (13′ st Hodzic), Pavicic. (9 Henríquez, 40 Livakovic, 14 Gojak, 55 Peric). All.: Sopic
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli (23′ st Pjaca), Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Khedira, Hernanes, Pjanic (1′ st Cuadrado), Evra, Dybala, Higuain. (25 Neto, 12 Alex Sandro, 27 Sturaro, 18 Lemina). All.: Allegri

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Questa sì che è la mia Juventus!

Grazie ragazzi..non mollate mai! Voglio vedere sempre dei leoni in campo!

Avanti così ragazzi! Forza…

Vincere non è importante..è l’unica cosa che conta!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!