JUVENTUS STADIUM

Rivincita bianconera!

Postato il

25 Gennaio 2017

Coppa italia- Quarti di finale:

Juventus-Milan: 2-1

Vittoria importante!
Sconfitti in campionato e beffati in Supercoppa, gli uomini di Allegri si riscattano facendo fuori i rossoneri dalla Coppa Italia. La squadra di Montella incassa il micidiale uno-due in 21′ e si sveglia tardi riuscendo solo a ridurre le distanze con Bacca. Espulso Locatelli.
Dopo aver liquidato la Lazio, piega anche il Milan e in un sol colpo di prende due soddisfazioni: vendica le due sconfitte patite dai rossoneri in campionato e a Doha e vola in semifinale di Coppa Italia ad affrontare il Napoli. Impressionanti i numeri degli uomini di Allegri allo Stadium: 7/a vittoria consecutiva, addirittura 31/a contro le squadre italiane che non fanno punti nel fortino bianconero da un anno e mezzo (l’ultimo è stato il Frosinone il 23/9/2015…).
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La Juve è partita forte, aprendo bene il campo con i cambi di gioco di Bonucci, e al 10′ è passata: Asamoah con un cross da sinistra ha pescato al limite Cuadrado che con un colpo di tacco volante ha smarcato in area Dybala, dimenticato dalla difesa rossonera: destro secco e gol.
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Kucka ha steso al limite lo scatenato Asamoah regalando una punizione alla Juve (21′). Pjanic ha ringraziato e dalla sua mattonella preferita ha agevolmente superato Donnarumma con il marchio di fabbrica, un perfetto destro a giro.
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Il Milan si è innervosito e ha rischiato addirittura di incassare il 3-0, annullato a Khedira per fuorigioco dopo un sinistro di Higuain. Incapaci di sviluppare il proprio gioco, soprattutto sulle fasce, i rossoneri hanno avuto bisogno dell’intervallo per rinfrescare le idee. E al primo tiro in porta (53′) hanno ridotto le distanze: tutto merito di Bacca che si è avventato su una corta respinta di Khedira e ha scaraventato il pallone alle spalle di Neto con una girata volante.
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La gara si è fatta elettrizzante: Allegri è corso ai ripari mettendosi a specchio con l’innesto di Alex Sandro per Dybala ma la Juve ha fallito ancora il colpo del ko con Higuain e Pjanic. Montella ha tentato il tutto per tutto lanciando nella mischia Deulofeu e per poco la mossa non lo ha premiato: proprio lo spagnolo, infatti, ha avuto la palla per pareggiare ma il suo bell’inserimento sulla sinistra in area è stato sventato da Neto che gli ha chiuso prontamente il primo palo. E così avanti va la Juve.
FORMAZIONI:
Juventus (4-2-3-1): Neto, Barzagli, Bonucci, Rugani, Asamoah, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala (22′ st Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 42 Del Favero, 3 Chiellini, 11 Hernanes, 14 Mattiello, 20 Pjaca, 23 Dani Alves, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 28 Rincon, 45 Muratore). All.: Allegri.
Milan (4-3-3): Donnarumma, Abate (19′ st Pasalic), Zapata, Romagnoli, Antonelli, Kucka, Locatelli, Bertolacci (45′ st Honda), Suso, Bacca (35′ st Deulofeu), Bonaventura. (30 Storari, 2 De Sciglio, 9 Lapadula, 10 Honda, 14 Fernandez, 15 Gomez, 16 Poli, 21 Vangioni, 23 Sosa, 29 Paletta). All.: Montella.
GRAZIE RAGAZZI!
Una bella vittoria.. avanti tutta!
Mai mollare!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Juve dei record: Bianconeri imbattibili in casa!

Postato il Aggiornato il

8 Gennaio 2017

Diciannovesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Bologna: 3-0

Il cerchio si è chiuso: 4 ottobre 2015 Juventus-Bologna 3-1, 8 gennaio 2017 Juventus-Bologna 3-0. Il 2017 dei campioni d’Italia si apre con la 26/a vittoria consecutiva in casa che vale il record assoluto in serie A, battendo il primato che apparteneva proprio ai bianconeri. Allo Stadium gli uomini di Allegri dimostrano di aver dimenticato la delusione della Supercoppa persa con il Milan e divorano letteralmente gli emiliani con un risultato che non lascia spazio a interprestazioni. La Juve risponde così a Roma, Napoli, Lazio e Milan e chiude il girone d’andata con 45 punti, quattro in più dei giallorossi e una gara (quella col fanalino di coda Crotone) ancora da recuperare.

Allegri aveva pubblicamente criticato i suoi dopo Doha, oggi i suoi giocatori hanno risposto al tecnico giocando una partita praticamente perfetta rischiando poco e niente contro un avversario ancora in vacanza.

Parte subito forte la Juventus che, dopo appena 7′, si trova in vantaggio con una bella girata al volo di Higuain su assist di Pjanic.

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Sotto di un gol il Bologna non reagisce o, forse, non ha la forza per farlo. Di Francesco da solo prova a mettere in difficoltà Chiellini e compagni, ma due conclusioni centrali a parte, non riesce a farsi vedere spesso in area bianconera con Destro che quasi non tocca un pallone.

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I padroni di casa controllano, spingono e provano a infilare in rete il pallone del 2-0, ma le conclusioni non sono mai nello specchio.{}

Al 40′, però, un ingenuo Oikonomou spinge Sturaro in area e l’arbitro Mariani concede il rigore. Sul dischetto va Dybala che proprio dagli undici metri ha consegnato la supercoppa al Milan poco più di due settimana fa. L’argentino questa volta spiazza il portiere e permette ai suoi di andare al riposo col doppio vantaggio. {}

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Nella ripresa il Pipita archivia la pratica Bologna con la doppietta personale andando a chiudere di testa una bella azione sulla corsia di destra innescata dalla coppia Pjanic-Lichtsteiner. E’ la rete che spegne di fatto il match che da questo momento in poi diventa pura accademia.

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Nel finale esordio per l’ultimo arrivato Rincon.

FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-1-2): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira (Rincon dal 35′ s.t.), Marchisio, Sturaro; Pjanic (Cuadrado dal 25′ s.t.); Higuain (Mandzukic dal 28′ s.t.), Dybala. (Audero, Del Favero, Semprini, Rugani, Rincon, Hernanes, Pjaca). All. Allegri
BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Torosidis, Oikonomou, Maietta, Masina; Donsah, Viviani, Dzemaili (Pulgar dal 26′ s.t.); Krejci (Rizzo dal 26′ s.t.), Destro, Di Francesco (Mounier dal 44′ s.t.). (Da Costa, Sarr, Kraft, Mounier, Mbaye, Nagy, Ferrari, Floccari, Gastaldello, Okwonkwo).

SEMPRE ORGOGLIOSA DI VOI!

GRAZIE RAGAZZI!

JUVE MIA, MI FAI TREMARE IL CUORE…MI FAI SMETTERE DI RESPIRARE!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

NOI SIAMO QUELLI DEL: “FINO ALLA FINE”

Postato il Aggiornato il

3 Dicembre 2016

Quindicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Atalanta: 3-1

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichststeiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (15′ st Lemina), Marchisio, Sturaro; Pjanic (32′ st Evra); Higuain, Mandzukic (29′ st Cuadrado). In panchina: Neto, Audero, Benatia, Asamoah, Kean, Hernanes. Allenatore: Allegri
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Masiello, Caldara; Conti (9′ st Grassi), Kessié, Spinazzola, Freuler; Kurtic (29′ st D’Alessandro), Petagna (9′ st Pesic), Gomez. In panchina: Bassi, Mazzini, Drame’, Migliaccio, Raimondi, Bastoni, Capone. Allenatore: Gasperini

La Juventus non è morta. Per chi avesse avuto dei dubbi dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, i bianconeri rispondono sul campo (come hanno sempre fatto) fermando la corsa dell’Atalanta e battono i giovani bergamaschi con le loro stesse armi, ovvero con forza fisica, anticipi, pressing a tutto campo, sacrificio e giocate di prima. Nel primo tempo uno-due letale con le reti di Alex Sandro e Rugani. Nella ripresa Mandzukic corona una prestazione straordinaria col gol. Nel finale la rete ospite grazie a Freuler.

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La Juve riprende la marcia giocando una delle migliori gare della stagione, spazzando via gli avversari in venti minuti e dominando il resto dell’incontro: la difesa a quattro scelta da Allegri, vista l’assenza di Bonucci, funziona perfettamente e concede qualcosa solo nel finale, a partita ormai ampiamente decisa. Il centrocampo, con Marchisio in regia e Pjanic sulla tre quarti, è ispirato e rifornisce con continuità gli ottimi Mandzukic e Higuain.

La percussione di Alex Sandro al 15′, conclusa con una sventola che si insacca a fil di palo, è la prima conferma delle intenzioni dei bianconeri. La sua esultanza commuove tutti, la dedica speciale al Chape è un gesto bellissimo.

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L’incornata con cui Rugani, quattro minuti più tardi, spedisce in rete il corner di Pjanic è la seconda.

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Il doppio vantaggio non basta. La Juve è assatanata, sfiora il terzo gol con la punizione di Pjanic  e continua a comandare il gioco, schiacciando nella sua metà campo una pur volenterosa Atalanta. I bergamaschi si fanno vivi solo dopo il 40′, ma l’attenzione e la voglia di vincere dei bianconeri è massima ed è rappresentata perfettamente da Mandzukic, che prima respinge il tentativo di Freuler e poi si tuffa addirittura  come il più tignoso dei difensori per mettere in angolo il destro di Gomez. IMMENSO MARIONE!

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L’avvio del secondo tempo è anche più frizzante del primo: da una parte la spettacolare combinazione, tutta di prima, tra Khedira, Higuain e Mandzukic, interrotta all’ultimo dal recupero della difesa nerazzurra.

Dall’altra l’iniziativa di Petagna, conclusa con un destro smorzato che non crea problemi a Buffon.

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Mandzukic è straripante, è un tuttofare: non butta via un pallone, non smette per un attimo di “mordere” gli avversari, si propone come ala e va al cross, apre il gioco quando arretra… Il pensiero di tutti è che meriterebbe almeno goal per lo straordinario atteggiamento con cui trascina i compagni. E il goal arriva puntuale: dopo un destro maligno di Marchisio messo in angolo da Sportiello, Pjanic disegna un’altra perla dalla bandierina e il croato stacca perfettamente, infilando l’angolino.

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E quando alla mezz’ora, dopo un duro contrasto con Gomez, Super Mario lascia il posto a Cuadrado, tutto lo Stadium gli tributa una più che meritata ovazione. {}

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Altri applausi vanno a Pjanic, sostituito da Evra, anche lui autore di una prestazione superba. La volée di Freuler, che devia alle spalle di Buffon il preciso cross di D’Alessandro, cambia il punteggio nel finale, ma non la sostanza né la morale della serata: ogni tanto può anche inciampare anche la Juve. Ma quando si rialza, fa paura.

 

 

 IMMENSO SUPER MARIONE!
Mandzukic corre, recupera palla, umilia gli avversari, prepara il thè caldo, spazza per terra e nel tempo libero fa lo steward allo stadium, ma (cosa più importante) segna pure! ahaha
Dovrebbero esserci sempre 11 Mario Mandzukic in campo!
Me lo sentivo troppo il tuo goal e non mi hai delusa..GRAZIE GUERRIERO!
QUESTA E’ LA MIA JUVE!
GRAZIE RAGAZZI!
RISPETTO PER TUTTI…PAURA DI NESSUNO!
GRINTA, CORAGGIO, TESTA, CUORE E TANTA FAME DI VITTORIA.
VINCERE NON E’ IMPORTANTE….E’ L’UNICA COSA CHE CONTA.
SEMPRE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI. SEMPRE!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Una Juve fantastica ricomincia da 3!

Postato il

19 Novembre 2016

Tredicesima giornata di campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Pescara: 3-0

Vittoria larghissima per la Juventus, che impegnata in casa contro il Pescara riesce ad imporsi con il punteggio di 3-0. Il Pescara si presenta con una difesa blindata e quando la Juve passa la tre quarti campo è facile vedere almeno otto maglie gialle a ridosso dell’area di rigore. Per superare una simile muraglia non c’è altro da fare che affidarsi al palleggio, aspettando un movimento sbagliato degli avversari o una giocata individuale. Al 25′ Allegri deve rinunciare a Lichtsteiner e inserisce Cuadrado. La sostituzione non cambia l’assetto tattico, ma regala ai bianconeri quel pizzico di imprevedibilità che dieci minuti più tardi si rivela decisiva: il colombiano parte palla al piede dalla tre quarti, punta l’uomo e tocca per Khedira che, dopo uno scambio stretto al limite dell’area con Mandzukic, infila il diagonale nell’angolino alla destra di Bizzarri. Di Sami Khedira, quindi, nel primo tempo la rete dell’uno a zero. Raddoppio nella ripresa con gli stessi attori, ma questa volta e’ il tedesco che di testa mette la sfera sui piedi dell’ex Atletico Madrid, il quale da due metri mette alle spalle di Bizzarri. Terza rete pochi minuti piu’ tardi ad opera di Hernanes che trasforma in applausi i fischi dello Juventus Stadium grazie ad un gran tiro da lontano. Al netto dei gol di Khedira, Mandzukic e Hernanes, l’ingresso in campo del vercellese di origini ivoriane ha suscitato il boato più grande dello Stadium. Un po’ l’attesa – il “ragazzetto bravetto”, come lo chiama Allegri, era all’ottava convocazione, dopo un mese nel giro della prima squadra – un po’ lo stupore di vedere davvero un 16enne scorrazzare allo Stadium anziché nei campetti degli Allievi Nazionali, la sua categoria. Giusto il tempo per un paio di sportellate, un pallone perso e una bella fuga sull’out sinistro.Dello juventino Moise Kean, il primo ragazzo del 2000 a calcare i prati della Serie A, ‘millennial’ non si può che raccontare dell’incredibile precocità. E della grande personalità con cui sabato sera ha addentato i suoi primi sette minuti più recupero di celebrità, gli ultimi di Juve-Pescara.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS: Neto; Rugani, Bonucci, Evra; Lichtsteiner (25′ pt Cuadrado), Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Asamoah, Alex Sandro; Higuain, Mandzukic (39′ st Kean) A disposizione: Buffon, Audero, Chiellini, Lemina, Marchisio, Pjanic. Allenatore: Allegri

PESCARA: Bizzarri; Zuparic, Campagnaro (1′ st Vitturini), Biraghi; Zampano, Memushaj, Brugman, Cristante (31′ st Bruno), Crescenzi;  Pettinari, Caprari (20′ st Pepe) A disposizione: Fiorillo, Aquilani, Muric, Manaj, Benali. Allenatore: Oddo

Dobbiamo cercare di giocare meglio,ma…VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA…!

Forza ragazzi!

Mai mollare..

Abbiamo ancora molta strada da fare..

Contentissima per l’esordio storico di Kean!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Paura per il terremoto..ma VITTORIA DELLA MIA JUVE!

Postato il

26 Ottobre 2016

Decima Giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Sampdoria: 4-1

Apro una parentesi per descrivere questa giornata particolare…non solo mi sono fatta male e ho scoperto che ho uno strappo al polpaccio, ma c’è stato ancora una volta il terremoto, ancora più forte. Non ne possiamo davvero più. Durante la partita c’è stata la seconda scossa, fortissima, ancora peggio della prima. La paura che si prova è indescrivibile. In questi momenti mi rendo conto di quanto siamo impotenti, siamo piccoli rispetto alla natura, a episodi del genere, dove non puoi far altro che sperare, pregare che non avvenga di peggio. Non sai quando finirà, non sai nulla e non puoi fare nulla. Che cosa bruttissima. Un incubo!

Il 26 ottobre 2016, alle ore 19:10:36 (UTC+2), una nuova forte scossa di magnitudo Mw 5,4 è stata registrata nel comune di Castelsantangelo sul Nera (provincia di Macerata), a cui ne è seguita una ancora più forte, di magnitudo Mw 5,9 alle ore 21:18:05, con epicentro nel comune di Ussita. Le due scosse hanno provocato innumerevoli crolli e diversi feriti lievi.  Sono seguite una serie di scosse, le più forti tra magnitudo 3,0 e 4,5. Tutto questo ha portato paura ai cittadini rivivendo la stessa sensazione vissuta il 24 agosto 2016. I vigili del fuoco e tutte le altre unità che si occupano di questi casi sono subito intervenuti per portare la gente in salvo e soprattutto per dar loro un rifugio antisismico.

Tornando alla partita..

La mia Juventus si rialza dopo il ko di San Siro contro il Milan e travolge la Sampdoria per 4-1. Tre punti che permettono ai bianconeri di restare in testa alla classifica, inseguiti a -2 dalla Roma. Un match strano quello di stasera. Bianconeri dominatori in avvio e avanti grazie ai goal di Mandzukic e Chiellini. A inizio ripresa i padroni di casa si rilassano troppo e colpisce Schick. Quindi reazione piemontese e reti finali di Pjanic e ancora Chiellini.

C’è il grande ritorno del mio adorato Principino..finalmente!!!

L’avvio bianconero è travolgente e la Sampdoria viene colpita due volte dal minuto 4 all’8′. Prima Cuadrado salta Regini a destra, crossa e Mandzukic di testa insacca per l’1-0. Il raddoppio viene da calcio d’angolo: batte Pjanic, la difesa blucerchiata è a zona e Chiellini devia di testa facilmente. {}

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Per 25′ è grande Juventus e la Sampdoria può fare ben poco se non contenere i padroni di casa e impedire il tris. Al 25′ primo break ospite con Praet che ci prova da fuori: pallone sul fondo. Poi chance per Higuain che conclude sull’esterno della rete.{}

Al 31′ conclude da lontano anche Evra, ma Puggioni è pronto. Un minuto dopo la più grossa occasione ospite: assist dalla sinistra di Schick e Budimir dentro l’area conclude sul fondo. Neto blocca un sinistro di Alvarez mentre Evra accusa un problema muscolare e deve lasciare il posto ad Alex Sandro. {}

Il secondo tempo inizia a ritmi molto bassi con la Juventus che gioca come se mancassero 5′ alla fine. Infatti non succede nulla fino al 12′ quando Chiellini regala palla a Praet che sale a sinistra e serve in area Schick che devia in gol. Giampaolo ci crede e fa entrare gli attaccanti titolari, Muriel e Quagliarella. Fuori Budimir e Schick.

Ma è la Juventus a reagire e a tornare in avanti come aveva fatto per gran parte del primo tempo. Prima Puggioni respinge un tiro-cross di Khedira, poi deva capitolare. Minuto 20: Pjanic conclude e Puggioni respinge corto, Higuain è in agguato ma viene murato dalla difesa, rimpallo e ancora conclusione di Pjanic stavolta vincente per il 3-1. Muriel prova a rispondere dal limite ma il pallone termina alto. Alla mezz’ora potrebbe segnare anche il Pipita: lancio  di Pjanic, controllo in area dell’argentino e tiro con Puggioni che respinge. Il poker viene invece servito al 42′: punizione di Cuadrado e Chiellini sbuca in posizione regolare e di testa insacca per la sua doppietta personale.

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FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Alves, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira, Marchisio  (28′ st Lemina), Pjanic (37′ st Asamoah), Evra (41′ pt Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 36 Loria, 4 Benatia, 11 Hernanes, 15 Barzagli, 24 Rugani, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 34 Kean). All.: Allegri
Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni, Sala, Silvestre, Skriniar, Regini, Praet, Cigarini, Barreto (29′ st Djuricic), Alvarez, Schick (16′ st Muriel), Budimir (16′ st Quagliarella). (92 Tozzo, 3 Amuzie, 6 Eramo, 10 Fernandes, 13 Pereira, 15 Krajnc, 16 Linetty, 17 Palombo, 34 Torreira). All.: Giampaolo

GRAZIE RAGAZZI..

Purtroppo sto passando proprio un periodaccio, ma sono sempre al vostro fianco.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

 

 

 

 

 

 

FINALMENTE LA CHAMPIONS

Postato il

14 Settembre 2016

Juventus-Siviglia:0-0

Comincia con un pareggio casalingo a reti inviolate il cammino dei campioni d’Italia, che faticano a trovare sbocchi contro un avversario compatto e organizzato. Dopo due occasioni per Khedira nel 1° tempo, nella ripresa colpisce la traversa Higuain, poi il portiere spagnolo salva su Dybala e Alex Sandro.

Che il Siviglia fosse un avversario tignoso la Juve lo aveva già scopertola scorsa stagione e non solo nella partita del Ramón Sánchez-Pizjuán che le era costata il primo posto nel girone, ma già in quella giocata allo Stadium, vinta sì 2-0, ma non senza fatica. Quest’anno gli spagnoli si confermano squadra solida ed esperta, non a caso hanno vinto le ultime tre edizioni dell’Europa League, e strappano un pareggio a reti bianche che molto probabilmente li soddisfa, ma che sta stretto ai bianconeri, i soli ad aver provato a vincere.

Allegri sceglie ancora il 3-5-2, schierando Lemina in regia e Asamoah e Khedira al suo fianco e Dybala e Higuain in vanti. Gli esterni sono Dani Alves ed Evra. I primi minuti trascorrono con le due squadre che cercano di prendere le misure agli avversari, anche se il Siviglia, per quanto schierato da Sampaoli in modo più guardingo del solito, concede spazi in difesa, specie quando la verticalizzazione dei bianconeri si sviluppa rapidamente. È il caso dell’azione che al 7′ vede lo scambio tra Higuain e Dybala e l’apertura della Joya per Khedira, che conclude a lato da posizione invitante.
L’identica sequenza si ripete al quarto d’ora, con un dialogo strettissimo tra i due argentini che Dybala perfeziona con una magia, riuscendo da terra a servire in profondità ancora Khedira. Il tedesco resiste a una carica, entra in area, ma calcia tra le braccia di Sergio Rico. Quando qualche secondo dopo il portiere spagnolo ferma anche un rasoterra di Higuain e si ha la sensazione che la Juve stia iniziando a spingere con maggior intensità, il Siviglia riesce ad addormentare il ritmo della partita, difendendo con maggior precisione. Le maglie della difesa spagnola ora si aprono raramente e si deve attendere la mezz’ora per vedere la sponda di Higuain per Dybala che al limite dell’area riesce a evitare l’uscita irruenta di Sergio Rico, ma non a mantenere l’equilibrio e a concludere l’azione.

La ripresa inizia con la Juve che stazione nella metà campo spagnola, faticando però a trovare la giocata negli ultimi metri. Dybala viene fermato spesso e volentieri con le maniere forti e le frequenti interruzioni nel gioco rendono ancor più complicato imporre un ritmo sostenuto alla gara.
La prima conclusione arriva al 13′ ed è proprio la Joya ad arrivare in corsa sul cross rasoterra di Evra e a sparare alto. Un minuto ed ecco l’occasione più ghiotta: ancora Dybala lancia con un tocco delizioso Dani Alves, sul cui cross stacca perfettamente Higuain. Sergio Rico è battuto, ma il pallone si stampa sulla traversa.

Sempre dalla destra arriva un altro spunto di Dani Alves che al 22′, imbeccato da Khedira, mette in mezzo un rasoterra pericoloso, sul quale Dybala non riesce a intervenire. Subito dopo Allegri cambia la fascia sinistra: fuori  Evra e Asamoah, dentro Alex Sandro e Pjanic.

Il bosniaco prova a dare più incisività alla manovra, cerca spesso lo scambio in velocità, soprattutto con Dybala e al 36′ riesce a liberarsi in area e a servire Higuain a due passi dalla porta, con l’argentino che viene anticipato dalla scivolata di Pareja.  A cinque minuti dal 90′ Allegri manda in campo Pjaca al posto di Dybala, ma né l’ingresso del croato, né  l’incornata di Alex Sandro respinta da Sergio Rico, né l’assedio finale portano a quello che sarebbe il meritato gol partita.
La Juve deve accontentarsi di un punto e del secondo posto momentaneo nel girone, a pari merito con il Siviglia e dietro al Lione, che supera 3-0 la Dinamo Zagabria nell’altra partita del Gruppo H.

 FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Lemina, Asamoah (23′ st Pjanic), Evra (23′ st Alex Sandro); Dybala (41′ st Pjaca), Higuain
A disposizione: Neto, Benatia, Cuadrado, Mandzukic
Allenatore: Allegri

SIVIGLIA: Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja, Escudero; N’Zonzi, Kranevitter (33′ st Mariano), Iborra; Vazquez (45′ st Carriço); Vitolo, Sarabia (18′ st Correa), Vietto
A disposizione: Sirigu, Kiyotake, Vietto, Ganso
Allenatore: Sampaoli

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

FORZA RAGAZZI!

BUON COMPLEANNO JUVENTUS STADIUM!

Postato il

8 Settembre 2016

Lo Juventus Stadium compie cinque anni

La prima volta l’8 settembre 2011, quando Agnelli disse al popolo bianconero: “Signori, benvenuti a casa!”.

Era una di quelle sere, quell’8 settembre 2011, nelle quali non sapevi perché, ma percepivi che qualcosa di grande era nell’aria. Ciò che noi tifosi della Juventus non potevamo ancora sapere è quanto grande sarebbe stato quel “qualcosa” nell’aria.
Stava iniziando un’epopea storica, stava per iniziare il secondo quinquennio bianconero. Un quinquennio, quello da #Hi5tory, che non può che essere inscindibilmente legato alla casa della Juventus, in cui così tanto di questo cammino incredibile è stato percorso.
Gol, emozioni, campioni che, numerosissimi, hanno regalato emozioni infinite, fatto esplodere le splendide tribune dello Stadium.

Giornata speciale in casa Juve, che festeggia il quinto anniversario dello Juventus Stadium. Era l’8 settembre 2011 quando il presidente Andrea Agnelli accolse il popolo bianconero: “Signori, benvenuti a casa!. Una cerimonia d’inaugurazione, che ha visto il culmine in un’amichevole contro il Notts County, da cui la Juve nel 1903 ereditò l’attuale divisa bianconera. Il binomio Juve-Stadium ha regalato ai tifosi cinque anni di incredibili successi.

La nuova casa bianconera è diventata sin da subito, da quell’11 settembre 2011 quando l’allora squadra di Conte sconfisse 4-1 il Parma nella prima gara ufficiale nel nuovo impianto, un fortino quasi inespugnabile, da cui sono partiti tutti i grandi successi della recente storia bianconera. Sono 129 le partite giocate dal giorno dell’inaugurazione: 96 in campionato, 18 in Champions League, 11 in Coppa Italia e 4 in Europa League. In tutto 100 vittorie, 24 pareggi e solo 5 sconfitte.

Dai cinque scudetti, alle due Coppe Italia, passando per il record di gare senza sconfitte (47): in questi primi cinque anni, lo J-Stadium è stato il teatro di grandi e incredibili vittorie. Quelle che hanno portato la Juve di Conte prima e Allegri poi nella leggenda del calcio italiano…

Lo Juventus Stadium è casa, è un simbolo per il popolo della Juve, è un luogo dove in soli cinque anni sono stati fissati talmente tanti episodi da ricordare che basterebbero a scriverne un libro. E il bello di questo libro è che, da parte di tutti noi, c’è voglia e volontà di scriverne un ennesimo, fantastico capitolo.

TUTTI I RECORD DELLO STADIUM

– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Serie A: 47 (dal 19 gennaio 2013 al 23 maggio 2015).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Coppa Italia: 8 (dall’8 dicembre 2011 al 5 marzo 2015).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Champions League: 13 (dal 2 ottobre 2013 al 23 febbraio 2016).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in Europa League: 4 (dal 20 febbraio 2014 al 1º maggio 2014).
– Maggior numero di partite consecutive senza sconfitte in tutte le competizioni: 47 (dal 21 aprile 2013 al 5 marzo 2015).
– Maggior numero di spettatori: 41.332 contro il Bayern Monaco (23 febbraio 2016, Champions League) – Minor numero di spettatori: 17.716 contro l’Avellino (18 dicembre 2013, Coppa Italia).

J-STADIUM, LE CARATTERISTICHE TECNICHE

– Capienza: 41.475 posti a sedere
– Posteggi: 4.000 posti auto
– Superficie totale: 355 000 m²
– Superficie interna allo stadio: 45 000 m²
– Superficie stadio: 90 000 m²
– Aree dedicate ai servizi: 150 000 m²
– Aree commerciali: 34 000 m²
– Aree verdi e piazze: 30 000 m²
– Persone impiegate nella costruzione: 450
– Acciaio utilizzato: 6 000 t
– Skybox: 64
– Pitch view studio: 2
– Posti stampa: 275
– Bar: 21
– Aree ristorazione: 8
– Ristoranti: 2 per 4 000 pasti
– Spogliatoi: 3

E poi l’Europa, le grandi notti internazionali, le sfide contro avversari classici, come il Real o il Borussia Dortmund, e poi i derby, quei due consecutivi vinti in piena zona cesarini. E potremmo andare avanti con il film dei ricordi, ma ciò che maggiormente conta è una costante: il calore di uno stadio mai silente, sempre ribollente di passione, e spesso tutto esaurito, come si può vedere in questa grafica:

Foto 1

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Foto 8

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Per me non è solo uno stadio…è una casa!

E’ stata l’emozione più bella della mia vita entrarci, ho pianto di gioia. E’ impossibile descrivere cosa ho provato quando ho cantato l’inno, quando ho sentito quello della Champions. E’ uno spettacolo..un posto magico!

Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare…Sei il mio grande amore JUVE MIA!

Sono davvero orgogliosa di far parte di questa grande famiglia…siamo tutti uniti e speriamo che la nostra bellissima casa ci porti ancora tanta fortuna!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS