NON MOLLARE MAI

JUVE SEI GRANDE!

Postato il

22 Novembre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-3

Sotto dopo soli 9 minuti per il gol di Pareja, la Juventus ringrazia Vazquez, espulso a fine primo tempo: Marchisio impatta su rigore, Bonucci perfeziona il sorpasso nel finale e Mandzukic mette la firma in pieno recupero. Juve prima nel girone sbanca Siviglia e vola agli ottavi.

La Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d’anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell’ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. Ci sono quindi le firme di Claudio Marchisio, anche fortunato in occasione del rigore, di Leonardo Bonucci, che a 6′ dalla fine inventa il mancino che mette in discesa la sfida, e di Mario Mandzukic, sempre pronto al pressing e alla lotta in attacco.

Allegri ha solo una punta di ruolo a disposizione oltre al giovanissimo Keane e allora propone un inedito 4-3-3, con Cuadrado e Alex Sandro a supporto di Mandzukic, una soluzione che permette di allargare il gioco e anche di favorire gli inserimenti di Pjanic e Khedira. L’inizio è promettente, perché i bianconeri sono aggressivi in avanti e ordinati in fase difensiva, ma al primo tiro in porta il Siviglia passa con Pareja, che dal limite calcia al volo un pallone spiovente e infila l’angolino alla destra di Buffon.

La Juve accusa il colpo e perde un po’ di precisione, mentre gli spagnoli alzano il ritmo e si rendono ancora pericolosi con Escudero, che supera in velocità Dani Alves e sfiora la traversa dai sedici metri. Dalla parte opposta risponde Cuadrado, con un tiro-cross insidioso, messo in angolo da Rico, è con le iniziative del colombiano che la Juve riprende a macinare gioco e riprendere il controllo del match. Dal suo destro arrivano i servizi per Mandzukic e Khedira, le cui conclusioni non centrano la porta, ma allarmano, e non poco gli spagnoli, che cominciano a entrare duro. Un po’ troppo, tanto che Vazquez in cinque minuti rimedia due gialli e lascia i compagni in dieci.

La Juve insiste, schiaccia gli avversari, ma manca sempre qualcosa a finalizzare l’azione. Così sembra che si debba scontato andare al riposo sotto di un gol, sugli sviluppi di un angolo, il  signor Clattenburg vede una trattenuta su Bonucci in area e concede il rigore. Dal dischetto va Marchisio che calcia angolato e rasoterra, Rico tocca, ma non respinge e i bianconeri agguanto il più che meritato pareggio.

A inizio ripresa la Juve può sfruttare la superiorità numerica per comandare il gioco, anche se deve stare attenta a non concedere contropiedi e palle inattive, sulle quali il Siviglia è sempre pericoloso.

L’atmosfera dello stadio, sempre più “calda”, non aiuta la serenità di Sampaoli che protesta troppo con il direttore di gara per un fallo non fischiato sulla tre quarti campo e viene allontanato dalla panchina. Aiuta però i giocatori spagnoli, che nonostante l’uomo in meno a tratti riescono a mettere in affanno la difesa bianconera.

La Juve si fa vedere in avanti con una discesa di Pjanic conclusa da un rasoterra bloccato in due tempi da Rico, ma il più delle volte le azioni si infrangono contro il muro di maglie bianche eretto a protezione dell’area. Poco prima della mezz’ora Allegri interviene sostituendo Evra con Sturaro. Alex Sandro arretra in difesa mentre Cuadrado, Khedira e Pjanic agiscono alle spalle di Mandzukic.

Il pallone è sempre tra i piedi dei bianconeri, ma è un possesso sterile e allora Allegri cambia ancora: fuori Pjanic e dentro Keane, che a sedici anni, dopo l’esordio di sabato contro il Pescara, scopre anche il fascino della Champions. Appena il tempo di operare il cambio e gli sforzi della Juve vengono premiati. Il gol sembra quello di Pereja che ha aperto le danze nel primo tempo, perché la porta e la stessa e la dinamica pure: su respinta della difesa al limite dell’area, si avventa Bonucci che scarica un destro rasoterra imparabile.

La partita non è finita, c’è da portare a casa il risultato e Chiellini rileva Cuadrado per dare più protezione sui palloni che il Siviglia inizia a spedire in area. Dopo una sfuriata dei padroni di casa però la Juve riprende in controllo delle operazioni e negli ultimi secondi  passa ancora con il diagonale di Mandzukic.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

Siviglia (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja; Mariano (31′ st Kranevitter), N’Zonzi, Iborra, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1′ st Sarabia). A disposizione:Sirigu, Carriço,Ganso, Kiyotake, Ben Yedder. All.: Sampaoli

Juventus (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Rugani, Evra (27′ st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39′ st Kean); Cuadrado (42′ st Chiellini). Mandzukic, Alex Sandro. A disposizione: Neto, Asamoah, Hernanes, Lemina. All.: Allegri

Marchisio: «Il gol un po’ come una liberazione»

Dopo il rientro dall’infortunio, un gol pesante, pesantissimo: la rete dal dischetto che ha riaperto il match decisivo per il passaggio dei bianconeri agli Ottavi di finale di Champions League. Un momento importantissimo, per Claudio Marchisio, tornato in campo da leader del centrocampo bianconero.

«Siamo davvero felici! Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, e sapevamo che non sarebbe stato facile qui, in questo Stadio, con questo pubblico incredibile che incitava il Siviglia anche quando stava perdendo 3-1. La nostra prestazione non è stata male, considerata la forza dell’avversario, che non a caso finora non aveva mai preso gol: noi siamo riusciti a segnargliene tre, quindi non possiamo che essere contenti».

Primo obiettivo raggiunto, ora la Juve guarda avanti: «Non dobbiamo pensare troppo a quello che verrà dopo, dobbiamo pensare al presente. Oggi eravamo sotto 1-0 e le cose potevano mettersi male, invece l’abbiamo ribaltata e abbiamo raggiunto la qualificazione. Innanzitutto in Champions c’è ancora una partita, poi dobbiamo pensare al campionato. Anche se le altre squadre stanno sbagliando qualcosa, questo non significa che noi possiamo pensare di permetterci di poter giocare senza la giusta cattiveria».

Pochi spazi per il palleggio, sul terreno del Sanchez-Pizjuan: «Nel secondo tempo ci siamo fatti ingolosire tutti da questi palloni in profondità, e siamo riusciti a trovare gli spazi per palleggiare meglio soltanto dopo il secondo gol. A quel punto, loro si sono aperti e siamo riusciti anche a segnare il terzo. Questa squadra ha una tale qualità che sicuramente può e deve migliorare, al di là degli uomini che scendono in campo. Abbiamo una rosa completa e di alto livello, ma è normale che dopo i primi tre mesi, tra campionato, coppe e Nazionali, si arrivi in un periodo in cui i giocatori possano iniziare a sentire un po’ di stanchezza. Per quanto riguarda me, è un po’ dura giocare partite ogni tre giorni, non è ancora semplice perché muscolarmente ho momenti di difficoltà in cui mi si appanna la vista. So che devo lavorare: è stato un infortunio lungo, ma sono felice di come stanno andando le cose».

Quel rigore, e poi la gioia di tornare ad esultare dopo una palla che si infila in rete: «Al momento del rigore, pensavo soltanto a tenerla più bassa possibile, perché il campo non era bello, e c’erano tante buche, quindi avevo paura di alzarla troppo. Poi quando ho calciato, sono stato fortunato perché la palla è passata sotto il braccio del portiere ed è entrata. E’ stata un po’ una liberazione, perché dopo tutti questi mesi vedere la palla dentro e andare a festeggiare un gol è stato sicuramente bellissimo».

Mi sentivo troppo i goal di tutti e tre, infatti su un foglietto avevo scritto i loro nomi.

Sono felicissima per il goal del mio adorato Principino, se lo merita tutto.

Grande Juve! Grazie ragazzi!

MAI MOLLARE

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

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JUVE CHE COMBINI? COSI’ NON VA.

Postato il

22 Ottobre 2016

Nona giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Milan-Juventus: 1-0

Nel primo tempo Pjanic segna su punizione un gol che l’arbitro prima convalida, poi annulla per un offside che non c’è di Bonucci. Nella ripresa la rete decisiva del giovane centrocampista, Donnarumma salva al 95′.

A quasi quattro anni di distanza dall’ultima volta, i rossoneri tornano a battere la Juventus dopo 9 sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia e ora sono a -2 punti dai bianconeri primi in classifica. La capolista deve incassare la seconda sconfitta di questo campionato, entrambe al Mezza con le milanesi. Ma questa partita è stata condizionata da un evidente errore di Rizzoli e collaboratori che nel primo tempo hanno impedito alla Juventus di passare in vantaggio con una punizione beffarda di Pjanic. Al di là dell’errore resta negli occhi l’infinita e confusa consultazione di arbitro, guardalinee e assistente di porta.

Il Milan decide di aspettare la Juventus senza mai rischiare offensive massicce. I bianconeri approfittano di questo atteggiamento degli avversari e partono fortissimo. Nel primo quarto d’ora i Campioni d’Italia schiacciano sull’acceleratore sperando di mettere in soggezione i padroni di casa e spegnere la spinta dello stadio. Ci provano Dybala e Alex Sandro. Il Milan replica con Suso che impegna Buffon.{}

La prima svolta della partita arriva dopo la mezzora: Dybala prova un tiro da 40 metri per scavalcare Donnarumma, ma la parabola finisce fuori quadro e l’argentino rimedia un infortunio muscolare. Allegri sceglie di spedire in campo Cuadrado. {}

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Poco dopo l’episodio che resterà nella storia della serata: Pjanic calcia una punizione in area, Bonucci scatta sul filo del fuorigioco, segue la traiettoria alzando la gamba per cercare la deviazione, non la trova e inganna Donnarumma. Rizzoli indica il centrocampo (e il guardalinee corre verso la metà del terreno) tra le proteste inferocite dei rossoneri dovute alla posizione di Benatia vicino a Bonucci. Solo che dopo quasi due minuti di consultazione tra l’assistente di porta Massa e il guardalinee Cariolato (peraltro circondato da quasi tutto il Milan con Donnarumma che poi si dirige verso Massa dicendogli: “Tu non parli, tu non dici niente”), la decisione viene ribaltata.

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La Juventus fatica a riprendersi dopo questo episodio. Il primo tempo va in archivio con un assist molto bello di Pjanic per Khedira. Nella ripresa l’atteggiamento non cambia: il Milan lascia il compito di fare la partita alla Juventus che però non riesce ad approfittarne. Il match viene sbloccato al 20′ da un’altra fucilata di Manuel Locatelli.{}

I bianconeri non sfruttano due favorevoli azioni in contropiede con Dani Alves (trotterellante) e Cuadrado. L’arrembaggio finale produce solo un tiro dalla distanza di Hernanes, dopo classico doppio passo, e una sventagliata da 30 metri di Khedira deviata in modo plastico da Donnarumma proprio sul triplice fischio di Rizzoli.

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FORMAZIONI:

MILAN (4-3-3): Donnarumma – Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio – Kucka, Locatelli (36′ st Gomez), Bonaventura – Suso, Bacca (48′ st Lapadula),Niang (24′ st Poli). Allenatore: Montella
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Benatia (30′ st Mandzukic)- Dani Alves, Khedira, Hernanes (42′ st Sturaro), Pjanic, Alex Sandro – Dybala (33′ pt Cuadrado), Higuain. Allenatore: Allegri

Purtroppo quando ho un periodaccio la mia adorata Juve ne risente..Tranquilla ritorneremo più forti di prima..non ti abbandono amore mio.

Quelli come noi non mollano mai.

Riguardo all’arbitro preferisco non parlarne.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

 

MOTIVAZIONE..

Postato il

 In questo periodo, per un insieme di cose negative, sono veramente a pezzi, ma in queste frasi ho trovato motivazione e forza per andare avanti, ve le ripropongo perché spero possano aiutare anche voi in momenti meno felici della vostra vita.

“Rimanere se stessi in un mondo che giorno e notte si adopera per trasformare ciascuno di noi in un essere qualsiasi. Vuol dire combattere la battaglia più dura della vita”

“Finché la mano e la mente ti guideranno non smettere mai di amare la vita. Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano. Non guardare gli uomini piccoli che ti girano intorno, ma guarda l’uomo grande che è in te. Vivi apprezzandoti e fai silenzio, vedrai che ritroverai la calma e la serenità. In mezzo al rumore non si avvertono né i respiri né i sospiri delle persone che ti vogliono bene. Fai in modo di non sentire la cattiveria degli uomini, ma di apprezzare la loro bontà”

“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.”

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi.”

“Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.”

“Non dire al mondo quello che sai fare, fallo e basta.”

“Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.”

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora,abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

“Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato, ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare.”

“Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

“Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.”

“C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente.”

“Tutto quello che hai sempre voluto è dall’altro lato della paura.”

“Inizia dove ti trovi. Usa ciò che hai. Fai ciò che puoi.”

“Quando avevo 5 anni, mia madre mi disse che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero che cosa avrei voluto essere da grande. Io scrissi ‘felice’. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.”

“Cadere sette volte e alzarsi otto.”

“Quando una porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma spesso guardiamo così a lungo la porta chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.”

“Chi conosce gli altri è sapiente,chi conosce sé stesso è illuminato.Chi vince gli altri è potente,chi vince sé stesso è forte.”

“La felicità non è qualcosa di già pronto. Viene dalle vostre azioni.”

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.”

“Le sfide sono ciò che rende la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa. ”

“Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare.”

“Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo.”

“Lascia che raffinare e migliorare la tua vita ti tenga così occupato da avere poco tempo per criticare gli altri.”

“Ricorda che non ottenere ciò che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.”

“Ricorda che nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.”

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”

“Niente è impossibile, la parola stessa dice: “io sono possibile!”

“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai.”

“Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino.”

“Hai permesso al primo fesso che arrivava di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l’hai trovato in un’ombra… Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente!”

NON DOBBIAMO MAI PERMETTERE A NESSUNO DI SMINUIRCI!

OGNUNO DI NOI E’ SPECIALE ..OGNUNO DI NOI VALE!

NESSUNO CONOSCE I NOSTRI SENTIMENTI E LE NOSTRE PAURE..NESSUNO VIVE LA NOSTRA VITA E QUINDI NESSUNO PUO’ PERMETTERSI DI GIUDICARE NOI E LE NOSTRE SCELTE!

Come dice il grande VASCO ROSSI:

Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori…

VIVERE!

 NON DOBBIAMO SOPRAVVIVERE..MA VIVERE!