SERIEATIM

NOI NON MOLLIAMO MAI..AVANTI TUTTA JUVE!

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21 Settembre 2016

Quinta giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Cagliari:4-o

Un poker per riprendere la vetta del campionato

La Juve si riprende la vetta della classifica superando 4-0 il Cagliari con le prime reti in bianconero di Rugani e Dani Alves, la zampata di Higuain e l’autorete finale di Ceppitelli.

L’Inter è già dimenticata. La Juventus archivia la sconfitta contro i nerazzurri battendo con facilità 4-0 il Cagliari: basta un tempo ai ragazzi di Allegri per regolare i sardi grazie alle reti di Rugani, Higuain e Dani Alves, nel finale sfortunato autogol di Ceppitelli. Un successo che vale doppio per i bianconeri che superano il Napoli, tornando al primo posto in classifica.

Due nomi inediti sul tabellino dei marcatori, Rugani e Dani Alves, oltre a quello ormai consueto di Higuain, a segno per la quarta volta in stagione e all’autorete di Ceppitelli, regalano al pubblico dello Stadium una partita godibile e alla Juve tre punti più che meritati e il ritorno in vetta alla classifica.

Contro il Cagliari i bianconeri appaiono subito tonici e le avvisaglie che la serata possa essere piacevole non tardano ad arrivare.
Tre minuti ed ecco il primo brivido, nato dal destro di Hernanes e dalla sua punizione da 30 metri deviata in angolo da Storari, applauditissimo per il suo ritorno allo Stadium come Padoin. Un giro di orologio e il portiere  rossoblu   deve uscire dai pali per fermare Higuain, messo in movimento da Dybala.
È una gara vivace, che il Cagliari affronta a viso aperto, cercando soprattuto di sfruttare la rapidità di Sau. L’atteggiamento dei sardi è encomiabile, ma li espone anche alle ripartenze dei bianconeri e quella condotta da Dybala all’8′ potrebbe essere decisiva, se l’ultimo tocco in direzione di Pjanic fosse più preciso e non costringesse il bosniaco ad allargarsi e a perdere il tempo per la battuta.

La Juve è pimpante, Dani Alves e Alex Sandro spingono che è un piacere e al 10′ il perfetto cross dell’ex Barca pesca in area Higuain, che stacca bene, ma trova Storari piazzato e pronto a bloccare. Il duello tra i due si rinnova al 14′, quando il Pipita gira al volo la punizione di Pjanic e il portiere risponde con un riflesso da campione. Sulla sua respinta però è appostato Rugani, che si trova la porta spalancata e può agevolmente segnare il suo primo gol in bianconero.

Il copione della gara non cambia, i ritmi si mantengono elevati ed entrambe le squadre producono un gioco frizzante, anche se le occasioni fioccano da una parte sola: prima Dybala pesca l’inserimento di Alex Sandro che incrocia di testa, sfiorando il palo, quindi il cross rasoterra di Lemina non raggiunge Higuain nell’area piccola, solo per il provvidenziale intervento di Ceppitelli.

L’argentino allora prova a fare da solo e al 33′ piazza un rasoterra dal limite che scheggia il palo e termina sul fondo. Appena l’azione riprende la Juve riconquista palla con Alex Sandro che libera Pjanic in area. La conclusione del bosniaco viene intercettata da Storari e anche in questo caso sulla ribattuta arriva il tap in vincente, proprio di Higuain.

Il Cagliari ora è come stordito e la Juve ne approfitta. Cinque minuti dopo il raddoppio, Pjanic batte un corner piazzando il pallone rasoterra al limite dell’area: Dani Alves arriva come una furia e scarica il destro di prima intenzione, in piena velocità. Questa volta Storari non riesce neanche a ribattere.

La ripresa inizia con Neto tra i pali al posto di Buffon, rimasto spettatore non pagante per 45 minuti nonostante la buona volontà dei rossoblu, che nel secondo tempo schierano Tachtsidis e Giannetti al posto di Joao Pedro e Borriello.

Anche se il risultato è saldamente nelle sue mani, la Juve continua a proporre gioco e la premiata ditta Pjanic-Dani Alves prova ad offrire su azione il bis del terzo gol, ma la sventola del brasiliano viene alzata sopra la traversa da Bruno Alves, che riesce a mettere una pezza anche sul sinistro di Dybala al 21′.

Cinque minuti dopo la Joya lascia il posto a Pjaca, che al primo pallone toccato si procura un calcio di punizione sulla sinistra. La posizione inviterebbe più al cross che al tiro, ma Pjanic decide di piazzare il pallone sul primo palo. Storari non si fa sorprendere, né dal bosniaco né poco dopo da una sventola dalla distanza di Hernanes, applaudito a lungo e meritatamente.

Nel finale c’è anche spazio per Mandzukic, che rileva Higuain e offre a Lemina una golosa sponda di testa, piazzandolo solo davanti a Storari. Il portiere rossoblu non vive la serata più fortunata della sua carriera, perché respinge anche la conclusione del francese, ma anche questa volta deve raccogliere il pallone in fondo alla rete, dopo l’involontario tocco di Ceppitelli.

Gli applausi scrosciano anche negli ultimi minuti per la coppia croata Mandzukic-Pjaca, entrambi vicini al quinto gol, e continuano oltre il fischio finale, per salutare l’ottima prova dei bianconeri, i tanti ex in campo, la vittoria e il primato in classifica ritrovato.

FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon (1′ st Neto); Rugani, Barzagli, Chiellini; Dani Alves, Lemina, Hernanes, Pjanic, Alex Sandro; Dybala (27′ st Pjaca), Higuain (36′ st Mandzukic) A disposizione: Audero, Bonucci, Asamoah, Sturaro, Lichtsteiner
Allenatore: Allegri

 CAGLIARI: Storari; Bittante, Ceppitelli, Bruno Alves, Murru; Barella, Di Gennaro, Padoin; Joao Pedro (1′ st Tachtsidis); Sau (22′ st Munari), Borriello (1′ st Giannetti) A disposizione: Rafael, Colombo, Salamon, Capuano, Pisacane, Melchiorri
Allenatore: Rastelli

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Forza ragazzi..

vincere aiuta a vincere!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

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JUVE COSI’ NON VA..

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18 Settembre 2016

Quarta giornata di campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Inter-Juventus:2-1

La troppa sicurezza nei propri mezzi fa brutti scherzi: i bianconeri (complici alcune mosse scellerate del tecnico) se ne sono accorti a San Siro, surclassati dalla fame degli uomini di De Boer.

I nerazzurri battono 2-1 i campioni d’Italia con una grande rimonta: al vantaggio di Lichtsteiner, rispondono il solito Icardi e Perisic, appena entrato al posto di Eder. La pioggia di fischi di giovedì sono un lontano ricordo: San Siro fa festa con tanti protagonisti (da Milito a Materazzi).

Dopo il minuto di silenzio per ricordare Carlo Azeglio Ciampi si inizia: De Boer preferisce Eder a Perisic, recuperato all’ultimo, e schiera nuovamente Candreva, Banega e Icardi, tenuti a riposo in Europa League. Allegri lascia a sorpresa in panchina Higuain: con Dybala c’è Mandzukic, confermato anche Lichsteiner anche perché Dani Alves è acciaccato. La partita di Benatia dura appena 24′: il marocchino alza bandiera bianca per un sospetto stiramento all’adduttore, al suo posto Barzagli. La gara si accende alla mezzora: Khedira, tutto solo in area, schiaccia debolmente un cross perfetto di Alex Sandro, dall’altra parte Icardi scheggia il palo con un potente tiro di destro. Si va negli spogliatoi dopo un primo tempo divertente.

Nel secondo tempo domina l’Inter con Banega e Joao Mario padroni del centrocampo, eppure al 19′ la partita la sblocca la Juventus: dalla sinistra Alex Sandro, il migliore dei suoi, crossa per Lichtsteiner che brucia Santon e insacca a porta vuota. E’ una beffa per i nerazzurri che, negli ultimi giorni di mercato, sono stati vicinissimi allo svizzero.

Ma il goal di Lichsteiner non scoraggia l’Inter che al 23′ trova il pareggio: angolo di Banega, grande stacco di Icardi e Buffon è battuto. La partita si accende e De Boer indovina il cambio: fuori Eder e dentro Perisic. Arriva un po’ di nervosismo. Al 33′: Icardi scodella un cross perfetto per la testa di Perisic, che batte all’angolino Buffon.

Poco prima era entrato Higuain per Mandzukic (cambio tardivo) e Allegri si gioca anche la carta Pjaca, ma nel finale gli assalti sono vani. Da registrare solo l’espulsione di Banega per doppio giallo, che però non macchia un’ottima prestazione, e il record d’incassi in assoluto in Serie A. Dopo quasi 6 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine.

FORMAZIONI:

INTER (4-2-3-1): Handanovic, D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Santon (34′ st Miangue), Medel (30′ st Felipe Melo), Joao Mario, Candreva, Banega, Eder (24′ st Perisic), Icardi. In panchina: Carrizo, Ranocchia, Yao, Nagatomo, Gnoukouri, Kondogbia, Biabiany, Jovetic, Palacio. Allenatore: De Boer.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Benatia (25′ pt Barzagli), Bonucci, Chiellini (35′ st Pjaca); Lichtsteiner, Khedira, Pjanic, Asamoah, Alex Sandro, Dybala, Mandzukic(29′ st Higuain). In panchina:Neto, Audero, Rugani, Dani Alves, Evra, Lemina, Hernanes, Cuadrado. Allenatore: Allegri.

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Una grande delusione che sicuramente ci riporterà con i piedi per terra..

Non voglio mai più vedere una Juve del genere..

Forza ragazzi..siamo solo all’inizio!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

VINCERE AIUTA A VINCERE!

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27 Agosto 2016

Seconda giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Lazio-Juventus:0-1

Seconda vittoria in due partite per i bianconeri: diagonale di Khedira nella ripresa risolve la partita con la Lazio

Ancora Khedira, ancora tre punti. Dopo il goal contro la Fiorentina, Sami si ripete anche con la Lazio e questa volta non serve neanche il raddoppio. La Juve stende la Lazio grazie alla rasoiata del tedesco che risolve una partita rognosa, combattuta, ma poco spettacolare, nella quale sono solo i bianconeri a cercare di pungere, tanto è vero che la prima parata di Buffon arriva solo a cinque minuti dal termine.

All’inizio Allegri rinuncia ancora a Pjanic e Higuain e riconferma per dieci undicesimi la formazione schierata contro i vola una settimana fa, con la sola eccezione di Benatia al posto di Bonucci, rimasto a Torino per motivi familiari. (Forza Matteo siamo tutti con te piccino)

L’inizio dei bianconeri è tutt’altro che frenetico: la Juve lascia l’iniziativa alla Lazio, aspettandola nella propria metà campo, senza comunque patire eccessivamente il pressing alto degli avversari. Ben più in difficoltà Basta quando Alex Sandro lo aggredisce sporcando il suo rinvio che si trasforma in un assist per Dybala, il cui colpo di testa viene tolto dall’angolino da Marchetti. Dopo una decina di minuti dal fischio d’inizio la Juve cambia ritmo, soprattutto alza il baricentro e la gara diventa ben presto un monologo, anche se le ripartenze dei biancocelesti consigliano prudenza.

La fase difensiva della squadra di Inzaghi è ben disposta. Ogni spazio viene chiuso e questo, unito a qualche imprecisione di troppo e al gran caldo, che addirittura porta al time out a metà tempo, tiene lontani i bianconeri dalla porta di Marchetti che deve intervenire solo alla mezz’ora, quando Asamoah arriva sul traversone di Khedira e, complice la deviazione di Basta, sforna un pallonetto che il portiere neutralizza in due tempi.

La ripresa, almeno nei primi minuti, non offre molto di più, almeno fino al 12′, quando nello spazio di pochi secondi Mandzukic e Dybala arrivano al tiro: il primo viene respinto da Marchetti, il secondo termina a lato di un soffio. La partita finalmente si vivacizza e Khedira sfiora il palo dopo il servizio di tacco di Dybala, quindi è Chiellini ad alzare troppo il colpo di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Al 20′ arriva il momento di Higuain, in campo al posto di Mandzukic, non passa neanche un minuto dal suo ingresso ed ecco l’assist di Dybala per Khedira che controlla e infila con un diagonale di sinistro il suo secondo gol in due partite.

I padroni di casa provano a reagire: Patric arriva al tiro da buona posizione, deviato sopra la traversa, e a cinque minuti dal termine Parolo costringe Buffon alla prima parata della gara, con un rasoterra dal limite. Nel finale Allegri, che aveva già cambiato Dani Alves con Lichtsteiner, fa esordire Pjaca, inserendolo al posto di Dybala, e il croato trova anche il tempo di mettersi in luce con un doppio passo e una sventola di destro bloccata da Marchetti, che praticamente chiude la gara e che accompagna la Juve alla pausa per le Nazionali a punteggio pieno.

FORMAZIONI:

LAZIO:Marchetti; Bastos, De Vrij, Radu; Basta (27′ st Djordjevic), Parolo, Biglia, Lukaku (18′ st Patric); Felipe Anderson, Lulic (14′ st Milinkovic-Savic); Immobile

A disposizione: Strakosha, Vargic, Hoedt, Wallace, Cataldi, Leitner, Kishna, Lombardi, Murgia
Allenatore: S. Inzaghi

JUVENTUS:Buffon; Benatia, Barzagli, Chiellini; Dani Alves (28′ st Lichtsteiner), Khedira, Lemina, Asamoah, Alex Sandro; Dybala (43′ st Pjaca), Mandzukic (20′ st Higuain)

A disposizione: Neto, Audero, Rugani, Evra, Pjanic, Hernanes
Allenatore: Allegri

Sono 18 le vittorie bianconere nelle ultime 24 partite di A contro la Lazio (sei i pareggi). In particolare, la Juve ha vinto gli ultimi 5 match di Serie A contro la Lazio senza subire alcun gol (11 quelli segnati).

Allargando lo sguardo, si nota come la squadra di Allegri ha vinto 28 delle ultime 30 partite disputate in Serie A (un pareggio, una sconfitta).

Dal lato difensivo, da segnalare come i bianconeri, nelle ultime 16 gare di Serie A giocate, abbiano concesso almeno un tiro nello specchio agli avversari.

“Vicini alla famiglia Bonucci”, lo striscione appare durante la partita tra Juve e Lazio. Il campione bianconero non ha disputato la gara per gravi motivi famigliari. La solidarietà di tutti Noi tifosi per il dramma di Leo.

Matteo Bonucci era già stato operato d’urgenza a fine luglio all’ospedale Regina Margherita: in quell’occasione si era parlato dell’insorgenza di una patologia acuta, ma la famiglia del giocatore aveva comprensibilmente chiesto la massima privacy.

Oggi pomeriggio, durante la partita contro la Lazio, i tifosi bianconeri in trasferta hanno preparato uno striscione per esprimere la propria solidarietà e vicinanza al difensore della Juventus: “Vicini alla famiglia Bonucci, forza Matteo!”. E lo stesso hanno fatto i “colleghi” laziali.

Lazio-Juve, striscione per Bonucci

GRAZIE RAGAZZI..

Avanti così..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

 

SI RICOMINCIA! BUONA LA PRIMA..

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20 Agosto 2016

Prima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Fiorentina:2-1

RETI: Khedira 37′ pt, Kalinic 26′ st, Higuain 30′ st

Khedira porta in vantaggio i bianconeri, poi, dopo il pareggio viola, risolve Higuain, in rete appena nove minuti dopo il suo ingresso in campo

20/08/2016 – Serie A TIM – Juventus – Fiorentina 2-1

Buona la prima per la Signora. E buona la prima soprattutto per Higuain, che inaugura la sua avventura in bianconero con una rete da tre punti, timbrata dopo appena nove minuti dal suo ingresso in campo. Quasi un omaggio al suo numero di maglia.

Il Pipita inizialmente è in panchina. Allegri schiera la coppia Mandzukic Dybala e l’unico nuovo acquisto presente all’inizio è Dani Alves. Sarà che la squadra si conosce e gioca a memoria, ma il primo tempo dei bianconeri è uno spettacolo. Neanche quattro minuti sul cronometro e potrebbero già passare con Khedira, che approfitta di un rinvio maldestro di Tatarusanu e si presenta a tu per tu con il portiere alzando troppo il pallonetto. La gara è un monologo bianconero: le corsie esterne sono territorio di caccia per Dani Alves e Alex Sandro, mentre al centro Asamoah arriva su ogni pallone, garantendo non solo copertura, ma anche giocate di qualità. È suo il sinistro che termina alto dopo una ventina di minuti, mentre quello di Dybala, rasoterra, si spegne a lato.

Quando la Joya e Dani Alves combinano in velocità è una goduria per gli occhi e alla mezz’ora lo scambio di prima tra i due meriterebbe di terminare accompagnato dal boato dello Stadium, invece il sinistro a giro dell’argentino termina sul fondo.

Per sentire gli spalti tremare, non si deve comunque aspettare molto: al 36′ Chiellini lascia partire un cross teso dalla tre quarti e Khedira si inserisce con tempismo perfetto, incornando alle spalle di Tatarusanu.

La Juve diverte e convince. La Fiorentina continua a essere schiacciata nella propria metà campo e le giocate che regalano i bianconeri sono spesso deliziose, che si tratti di un disimpegno di tacco di Bonucci, della sventola di contro balzo di Dybala o della fiondata in corsa di Alex Sandro. Si va al riposo sull’1-0, ma i bianconeri meriterebbero un vantaggio ben più ampio.

Ci prova Dybala appena rientrati in campo, deviando al volo il cross di Alex Sandro. Il sinistro della Joya però viene smorzato e Tatarusanu può bloccare. I viola, per scuotersi dall’apatia, provano ad alzare il pressing. La mossa, unita ad un fisiologico calo dei bianconeri, addormenta la gara, ora meno vivace, e risveglia le velleità della Fiorentina. Allegri cerca di riportare l’inerzia della partita dalla propria parte inserendo Higuain al posto di Mandzukic, ma non c’è il tempo di notare gli effetti del cambio che  Kalinic riporta il punteggio in parità, incornando il traversone dalla bandierina di Ilicic.

La reazione bianconera è rabbiosa e al primo vero affondo ecco gli effetti di cui si diceva: il Pipita si avventa come un falco sul tiro di Khedira, sporcato dalla difesa, e infila Tatarusanu da due passi.

Veder vanificati i propri sforzi dopo pochi giri di orologio è una mazzata per il morale dei viola e al contrario la Juve appare rinvigorita. Lemina sfiora il terzo gol con una saetta dal limite che Tatarusanu riesce a deviare in angolo con la punta delle dita. Allegri comunque preferisce evitare di correre rischi e inserisce Evra ed Hernanes al posto di Dybala e Khedira, passando ad un inedito 5-4-1. La squadra perde un po’ di mordente in avanti, ma Buffon rimane al sicuro e la prima vittoria arriva senza patemi. E non potrebbe esserci modo migliore per iniziare il campionato.

 

FORMAZIONI:

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Lemina, Khedira, Asamoah, Alex Sandro, Dybala (39′ st Evra), Mandzukic (21′ st Higuain)

A disposizione: Neto, Audero, Marrone, Benatia, Rugani, Lichtsteiner, Pjanic, Pjaca, Zaza
Allenatore: Allegri

FIORENTINA:Tatarusanu; Tomovic, Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Badelj (20′ st Sanchez), Vecino, Alonso; Ilicic, (35′ st Rossi) Chiesa (1′ st Tello); Kalinic.

A disposizione: Dragowski, Lezzerini, De Maio, Diks, Mati Fernandez, Hagi, Milic, Babacar, Zarate
Allenatore: Paulo Sousa

Juventus Stadium kicks off season in style – Che spettacolo allo Stadium!

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A proposito di Higuain…

Entusiasmo, gioia, voglia di continuare a vincere. C’è tutto questo nelle parole di uno dei protagonisti della serata, Gonzalo Higuain, dopo il vincente esordio contro la Fiorentina.

«Mi sono sentito felice quando sono entrato sul terreno di gioco dello Stadium – racconta – i tifosi mi hanno fatto sentire tutto il loro affetto, un affetto da ricambiare con vittorie e titoli». E continua, il Pipita: «Era importantissimo partire nel migliore dei modi, abbiamo meritato la vittoria. Io quando sono in campo cerco sempre di fare il meglio per aiutare la squadra, oggi per fortuna sono riuscito a segnare».

Una delle parole chiave del Pipita, nelle sue parole dopo partita, è “migliorare”. È un concetto su cui Gonzalo torna spesso: «Da quando sono in Europa sono cresciuto anno dopo anno, ma ho ancora margini di miglioramento e crescita. Io so che devo stare solo tranquillo, imparare dai miei compagni di squadra».

A proposito di squadra e compagni: «Qui alla Juve ho trovato un ambiente organizzatissimo, c’è voglia e mentalità vincente. Tutti mi hanno fatto sentire il loro affetto e sono felice, provo a migliorarmi giorno per giorno. Sto apprendendo un nuovo schema di gioco, un nuovo modulo, ma mi sto abituando. E poi, quando si vince si lavora meglio…».

A proposito di modulo, una domanda sull’intesa con uno dei suoi compagni di attacco, Dybala: «Paulo è un giocatore fortissimo che può ancora crescere molto vista la sua età. Lui cerca la palla e parte da dietro, questo ci rende sicuramente compatibili».

Anche al mare non potevo rinunciare alla mia Juve, sono andata in giro a cercare gente che vedeva la partita e ho trovato tre interisti ahaha e’ il colmo. Hanno gufato tutto il tempo e io ho esultato..ci speravano pure. Gli ho restituito il favore, solo che quando gufo io le cose sono diverse, infatti l’inter ha perso.

Una bella Juve, avrei tanto voluto essere allo stadio.

Mi manca lo Juventus Stadium, mi manca casa mia.

FIERA DELLA MIA JUVENTUS!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

COME NOI NESSUNO MAI! Unici. Leggendari. Storici!

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21 Maggio 2016

Finale Coppa Italia:

MILAN-JUVENTUS: 0-1

Mai nessuno ha completato in Italia una “doppia doppietta”.

Gli aggettivi si sprecano per i bianconeri, che anche ieri sera hanno realizzato qualcosa di mai visto, in Italia. Campionato, Coppa, lo scorso anno e in questa stagione: due doppiette così non le aveva ancora messe a segno nessuno.

Se aggiungiamo la Supercoppa di agosto a Pechino, vi raccontiamo allora di una tripletta ancora più incredibile. Giunti a fine stagione, riviviamo allora per l’ultima volta con l’aiuto delle statistiche il match di ieri sera.

La Juve dei record non si ferma più: bissa per la seconda volta di fila, prima nella storia, l’accoppiata coppa-campionato, chiude la tripletta stagionale dopo la conquista in agosto della Supercoppa e si gode il 10° trofeo in 5 anni. Numeri mostruosi che rendono chiaro come, in questo momento, in Italia non ce ne sia per nessuno. La finale di Coppa Italia è terminata, curiosamente, come lo scorso anno. A punire la Lazio dodici mesi fa al supplementare fu Matri, da poco entrato, stavolta ha pensato Morata, al primo pallone toccato, a far svanire al 110′ i sogni di un ottimo Milan.

I rossoneri per il terzo anno di fila, così, restano fuori dalle coppe e fanno felice il Sassuolo che, invece, festeggia una notte storica visto che per la prima volta metterà piede in Europa League.

La Juve porta a casa l’11/a Coppa Italia al termine di una delle prove meno brillanti della stagione. E questo è un ulteriore segno di forza. Incapace di reagire a una partenza molle per una serata di scarsa vena dei suoi centrocampisti, ha saputo soffrire ed è venuta fuori alla distanza puntando, ancora una volta, sul grande carattere. Al di là della prodezza di Morata, infatti, gran parte del merito della vittoria va attribuito alla difesa che, sorretta dai soliti giganteschi Chiellini e Barzagli, ha finito per dare alla squadra la forza necessaria per andare ad alzare l’ennesimo trofeo.

La Juventus è la prima squadra a vincere sia campionato che Coppa Italia per due anni di fila.

Ha partecipato a 16 finali di Coppa Italia, vincendo in 11 occasioni. Il Milan invece ha vinto solo cinque delle 11 finali di Coppa Italia disputate finora, l’ultima nel 2003 contro la Roma.

Quanto alla sfida di ieri, allunga la striscia di partite vinte contro il Milan in tutte le competizioni, nove: la più lunga per i bianconeri contro i rossoneri.

Prima di stasera, anche l’ultimo confronto tra Milan e Juve in Coppa Italia era andato ai supplementari, ed era stato deciso grazie a un gol nel finale di gara di Mirko Vucinic (stagione 2012/13).

Era dal 18 maggio 2000 che la finale di Coppa Italia non terminava 0-0 nei primi 90 minuti (Inter-Lazio, ma in quell’occasione il pareggio fu sufficiente per i biancocelesti, che avevano vinto la gara d’andata per 2-1).

Questa è quindi la prima finale finita 0-0 al 90º da quando è stata reintrodotta la partita secca. La precedente finale secca terminata 0-0 al 90° era stata Roma-Torino nel 1980.

Con Bonucci squalificato e, stanti gli infortuni di Marchisio e Khedira, Allegri ha inserito Rugani in difesa e ha dato una chance dal 1′ a Lemina a centrocampo, preferendolo a Pereyra e Sturaro. Tra i pali, infine, ha confermato il portiere di coppa Neto, lasciando Buffon in panchina. Sul fronte opposto Brocchi ha deciso di cambiare, dopo la deludente prestazione con la Roma. Ha cambiato modulo, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3, e ha rilanciato Calabria, Zapata, Montolivo, Poli e Bonaventura, bocciando Alex, Mexes, Locatelli, Bertolacci e Balotelli.

Il Milan è sembrato trasformato rispetto a una settimana fa. E’ partito col piglio giusto, ha preso il comando delle operazioni e ha sorpreso una Juve eccessivamente compassata. I rossoneri hanno rischiato solo in avvio, quando Rocchi ha preferito sorvolare su un intervento in area da dietro di Calabria su Pogba, apparso meritevole del rigore, ma poi si è creato quattro buone opportunità per passare, non concretizzate da Bonaventura (2), De Sciglio e Poli. La Juve menomata in fase di impostazione dall’assenza di Bonucci non ha avuto da Lemina, Hernanes e Pogba il dovuto apporto in fase mediana. E il risultato, inatteso, è stato che in 45′ non ha prodotto alcun tiro in porta.

Nella ripresa il Milan ha insistito e ha chiamato in causa in un altro paio di circostanze Neto con due conclusioni da fuori di De Sciglio. Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e ha cambiato gli interpreti sulle fasce: fuori Evra e Lichtsteiner, dentro Alex Sandro e Cuadrado. La Juve, d’incanto, ha alzato il baricentro e per la prima volta ha prodotto un mezzo pericolo con un cross di Pogba, deviato pericolosamente sul primo palo con un piede da Zapata: Donnarumma non è fatto sorprendere e ha respinto.

I bianconeri hanno insistito ma per rendersi nuovamente pericolosi hanno dovuto attendere addirittura il primo tempo supplementare quando Pogba, smarcato al limite da Mandzukic, ha costretto Donnarumma a un plastico volo sulla destra per evitare il gol (103′). Il Milan, mai remissivo, non è rimasto a guardare e subito dopo (105′) ha replicato con una rovesciata di Bacca di poco alta.

Allegri si è giocato l’ultima carta inserendo Morata e lo spagnolo, forse alla sua ultima partita in bianconero, lo ha ripagato con un gol d’autore alla prima palla utile: si è fatto trovare pronto su un cross dalla destra di Cuadrado e lo ha girato nell’angolo con un bel destro di controbalzo. Il Milan si è gettato disperatamente in avanti e, all’ultimo secondo, ha sfiorato il pari con un altro subentrato, José Mauri, che ha mandato a fil di palo un destro dal limite.

FORMAZIONI UFFICIALI

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Poli (39′ st Niang), Montolivo (3′ sts Josè Mauri) , Kucka (5′ sts Balotelli), Honda, Bacca, Bonaventura.  (1 Diego Lopez, 32 Abbiati, 33 Alex, 5 Mexes, 91 Bertolacci, 73 Locatelli, 72 Boateng, 9 Luiz Adriano). All. Brocchi

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner (30′ st Cuadrado), Lemina, Hernanes (3′ sts Morata), Pogba, Evra (16′ st Alex Sandro) Dybala, Mandzukic. (1 Buffon, 34 Rubinho, 20 Padoin, 33 Evra, 27 Sturaro,22 Asamoah, 37 Pereyra, 7 Zaza). All. Allegri

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Una pioggia di coriandoli tricolori avvolge i nostri eroi, che si passano la coppa e la baciano, perché l’impresa di vincere per due anni consecutivi campionato e coppa nazionale non era mai riuscita a nessuno ancora e loro sanno che hanno fatto fatto la storia!

GRAZIE RAGAZZI!

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FESTAAAAA!

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I più agili si arrampicano come scimmie sulla traversa della porta sotto la curva nord.

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Altri si avventurano a mostrare la coppa, bellissima, sotto la tribuna juventina, tra il tripudio generale.

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Piano piano ad uno ad uno i nostri eroi ritornano negli spogliatoi.

Chi rimane in campo e si scatena è invece il trio delle meraviglie Dybala, Bonucci, Pogba, che rimarranno fino a mezzanotte a festeggiare con i propri tifosi.

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Il polpo Paul addirittura si mette a ballare sulle note del classico “Non si vende Pogba!” Ormai è uno di noi, non ci abbandonerà per nessun motivo. Ti adoro troppo Paul! ❤

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I tre sono scatenati, non pensano minimamente ad infilarsi sotto la doccia calda, vogliono festeggiare con noi, si divertono e vanno ad esternare la propria gioia persino alle telecamere della Rai.

Sono 3 pazzi ahahahah mi fanno morire dal ridere li adoro troppo!

Ormai a mezzanotte, la festa finisce,ma non per NOI..per NOI continua ancora!

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Meritiamo di festeggiare i nostri eroi…la nostra Juventus leggendaria!

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Due ospiti importanti della serata che facevano il tifo per noi: IL NOSTRO CAPITANO  e “IL GLADIATORE” Russell Crowe

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Siete il mio orgoglio, la mia gioia ragazzi!

VI AMO!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

Una brutta Juve sconfitta dal Verona..

Postato il

8 Maggio 2016

Trentasettesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

Verona-Juventus:2-1

Il Verona batte 2-1 la Juventus e ferma una striscia bianconera di 26 gare senza sconfitte (l’ultimo ko il 28 ottobre per 1-0 contro il Sassuolo). Nel giorno dell’addio al calcio, Luca Toni prima prende un palo e poi sblocca la gara con un pregevole cucchiaio su calcio di rigore (43′), concesso per un fallo di Alex Sandro su Pisano. Nella ripresa Viviani (10′) trova il raddoppio. Al 49′ rigore di Dybala.

L’Hellas è già retrocesso e la Juve è già campione d’Italia, ma al Bentegodi è comunque una serata di grandi emozioni per l’ultimo match da professionista di Luca Toni, 305 gol con i club, 16 con la Nazionale con cui si è laureato campione del mondo nel 2006. Prima del fischio d’inizio il presidente Setti ha premiato il bomber, ricoperto di applausi dai tifosi e dai calciatori della Juve. L’attaccante è l’unica punta del 4-2-3-1 di Delneri. La formazione ad Allegri questa volta gliela fa il Giudice Sportivo, con le squalifiche di Hernanes, Pogba, Mandzukic e Lichtsteiner, che si aggiungono agli infortunati Caceres, Marchisio, Morata e Khedira. In porta c’è Neto, in attacco l’inedita coppia Zaza-Dybala. Si rivede in panchina (per la gioia di noi tifosi) Chiellini.

Non si notano quasi i 63 punti di differenza tra le due squadre, d’altronde la differenza di motivazioni è abissale: il Verona vuole chiudere dando una soddisfazione al proprio pubblico in una stagione nera, mentre i bianconeri hanno la testa alla finale di Coppa Italia contro il Milan. Dunque da una parte c’è la squadra di Delneri grintosa e aggressiva, dall’altra una molle e troppo spensierata.

Il primo tiro in porta ha la firma di Viviani, una telefonata centrale per Neto al 28′. Le emozioni, non troppe, si concentrano tutte nel finale. Toni prende il palo al 38′, poi Dybala lascia sul posto Helander, s’invola verso Gollini ma calcia a fil di palo. La grande chance dei bianconeri dopo un duetto Zaza-Dybala, l’unico di un primo tempo sotto ritmo e sottotono. Un minuto dopo Alex Sandro non frena l’irruenza su Pisano: per Maresca è rigore. Dal dischetto Toni supera Neto scegliendo di calciare con il ‘cucchiaio’: l’ultimo capitolo romantico di una carriera ricca di gol.

Dopo l’intervallo è sempre il Verona a giocare meglio e a spingere sulle fasce. Al 9′ arriva il doppio: nasce tutto da un contropiede gestito da Ionita, che offre un assist d’oro a Viviani, freddo a battere Neto sotto all’incrocio. Allegri allora si gioca le carte Pereyra, Padoin e Chiellini (al rientro dopo un mese di stop), ma è ancora l’Hellas a sfiorare il tris, prima con Siligardi e poi con il neo entrato Romulo. Helander e Bianchetti non concedono nulla a Zaza e Dybala.

Al 40′ Delneri regala la passerella a Luca Toni, che si congeda dal calcio con il gol numero 157 in Serie A, il 306 con le maglie di club. Il momento più emozionante insieme al saluto di tifosi e compagni al triplice fischio di Maresca.  Nel recupero Alex Sandro si fa cacciare, rimediando il secondo giallo e all’ultimo dei 3 minuti di recupero arriva l’unico errore della serata di Helander, che spinge in area Zaza. Rigore anche qui netto, che Dybala trasforma spiazzando Gollini.Il gol su rigore di Dybala all’ultimo secondo è buono solo per le statistiche, visto che la Joya ha eguagliato il connazionale Tevez, che al primo anno in bianconero aveva segnato 21 gol. Maresca fischia la fine e Luca Toni, durante il giro di campo per ricevere gli applausi del suo pubblico, non trattiene le lacrime. Serata magica, ma al tempo stesso malinconica per lui e per il Verona, che dovrà ripartire dalla serie B. Sconfitta indolore per la Juventus, già con la testa alla finale di Coppa Italia del 21 maggio contro il Milan.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

VERONA (4-2-3-1): Gollini,  Bianchetti, Helander, Pisano, Emanuelsson, Marrone (35’st Greco), Ionita,  Wszolek, Viviani, Siligardi (20’st Romulo); Toni  (40’st Gomez). In panchina: Coppola, Marcone, Samir, Jankovic, Gilberto, Furman, Moras, Checchin. Allenatore: Delneri.
JUVENTUS (3-5-2): Neto, Barzagli (27’st Chiellini), Bonucci, Rugani, Cuadrado, Sturaro (17’st Pereyra), Lemina, Asamoah (26’st Padoin), Alex Sandro, Dybala, Zaza. In
panchina: Rubinho, Audero, Evra, Cassata, Favilli. Allenatore: Allegri.

NON SIAMO ABITUATI A PERDERE..SIAMO JUVENTINI!

NON DOBBIAMO NEMMENO ABITUARCI PERCHE’ VINCERE E’ NEL NOSTRO DNA.

Primo e ultimo passo falso ragazzi!

Concentrati che la Coppa Italia è vicina

SEMPRE AL VOSTRO FIANCO..

AVANTI TUTTA!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE SPIETATA..UN’ALTRA VITTORIA!

Postato il

1 Maggio 2016

Trentaseiesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2015/2016:

JUVENTUS-CARPI:2-0

La Juventus non fa sconti a nessuno e contro il Carpi conquista la quindicesima vittoria consecutiva, la venticinquesima nelle ultime ventisei gare. I bianconeri non disputano una grande partita allo Stadium, ma con un gol per tempo di Hernanes e di Zaza, piegano la resistenza degli emiliani, autori comunque di un match dignitoso.

Allegri nel suo 3-5-2 schiera Rugani, Bonucci ed Evra in difesa con Cuadrado e Alex Sandro esterni. In attacco Mandzukic e Morata. Castori risponde col 3-5-1-1 che è più un 5-3-1-1 con Verdi che supporta la punta avanzata Mbakogu. Esterni sono Gagliolo e Sabelli.

Il Carpi si chiude dietro non concedendo spazi a una Juventus comunque meno precisa dal solito. Le occasioni sono poche. Al 6′ gran lancio di 60 metri di Bonucci e tiro al volo in area di Pogba che Belec respinge. Al quarto d’ora perfetto cross dalla sinistra di Alex Sandro con colpo di testa di Morata: pallone di poco sul fondo. Il Carpi ha l’unica chance con Verdi che al 21′, servito da Crimi, impegna Buffon con un destro incrociato. Sul corner seguente deviazione doppia di Mbakogu e Suagher ma sfera out.

Manduzkic fa il solito prezioso lavoro sporco anche se oggi il croato appare più nervoso del solito rimediando anche una ammonizione per proteste. L’attaccante bianconero ha una sola occasione di testa alla mezz’ora ma non trova la porta. Porta che invece pesca Hernanes al 42′ quando colpisce al volo di destro su un assist di Asamoah e con la complicità di Belec realizza il primo gol in bianconero in campionato.

A inizio secondo tempo Morata, toccato duro da Romagnoli in avvio di match, lascia il posto a Zaza. Il Carpi deve pareggiare e disputa una prima parte di ripresa discreta con la Juventus invece che non riesce più a imbastire azioni offensive. Dopo 4′ Sabelli ci prova dal limite ma prima trova Alex Sandro e poi conclude sul fondo. Castori verso il ventesimo decide che è giunto il momento di Lasagna: esce Martinho. Alla mezz’ora gran tiro di Porcari appena entrato in campo al posto di Crimi: un destro che dà alla palla un grande effetto lasciando Buffon immobile. Ma pallone sul fondo.

Al minuto 34 si rivede la Juventus in attacco: traversone di Lichtsteiner e Mandzukic sfiora di testa anticipando anche Bonucci, ma palla sul fondo. Passa un minuto e la Juventus la chiude: cross dalla destra di Pogba e Zaza anticipa di testa Romagnoli insaccando alla destra di Belec.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Juventus (3-5-2): Buffon, Rugani, Bonucci, Evra, Cuadrado (dal 29′ s.t. Lichtsteiner), Pogba, Hernanes, Asamoah (dal 40′ s.t. Sturaro), Alex Sandro, Mandzukic, Morata  (dal 1′ s.t. Zaza). (Rubinho, Audero, Barzagli, Padoin, Lemina, Khedira, Pereyra, Dybala). All. Allegri
Carpi (5-3-1-1): ) Belec, Sabelli, Zaccardo, S. Romagnoli, Suagher, Gagliolo,  Crimi (dal 29′ s.t. Porcari), Cofie, Martinho (dal 20′ s.t. Lasagna), Verdi (dal 39′ s.t. De Guzman), Mbakogu. (Colombi, Poli, Letizia, Daprelà, Pasciuti, Di Gaudio, Mancosu, Franchini). All. Castori

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Non una grandissima Juve, ma abbiamo vinto, ancora una volta!

VINCERE NON E’ IMPORTANTE..E’ L’UNICA COSA CHE CONTA!

GRAZIE RAGAZZI!

Questa maglia ha sempre fame…ONORATELA SEMPRE.

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!