VITTORIA

La capolista se ne va..

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29 Gennaio 2017

Ventiduesima giornata di Campionato di Serie A 2016/2017:

Sassuolo-Juventus: 0-2

Il campionato che la Juventus aveva riaperto con la sconfitta di Firenze, quella che aveva mandato in pensione il 3-5-2 e un certo modo di pensare, è tornata a fare paura da quando Allegri ha dato la svolta chic alla sua squadra. La vittoria con il Sassuolo era largamente prevedibile, certo. E non è mai stata in discussione, visto che i neroverdi poco hanno fatto per resistere almeno un briciolo. Ma la Juve è forte e agguerrita, questo è evidente a tutti.

L’unica nota stonata è Dybala, che è ancora il meno brillante dei quattro attaccanti (benché ieri abbia centrato un palo nella ripresa e propiziato il secondo gol) e che ieri è uscito, rimpiazzato da Pjaca, con una maschera sul volto: non quella del gladiatore con cui ultimamente festeggia i gol ma quella di un ragazzo adombrato per l’ennesima sostituzione. Dybala è filato via senza neanche guardare in faccia Allegri né stringere la mano che l’allenatore gli aveva teso: devono essere i residui dell’irritazione che lo aveva preso prima di Natale.

La Juve ha spianato la partita in meno di mezzora, imperversando sulla fascia destra del Sassuolo, quella che avrebbe dovuto essere occupata da Pol Lirola, gioiello del settore giovanile bianconero, assente per infortunio: il suo sostituto, Antei, ha aperto voragini. I primi in classifica hanno fatto scorribande in contropiede e già al 7′ sono passati in vantaggio: Mandzukic ha lanciato di tacco Alex Sandro, il quale ha crossato per Higuain che non ha avuto alcuna difficoltà a fulminare l’immobile Acerbi.

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Dopo altre ripartenze sempre sulla stessa fascia (il Pipita ha sprecato il raddoppio), il 2-0 l’ha regalato Cannavaro, facendosi sfilare la palla da Higuain, il quale ha poi centrato da sinistra: velo di Dybala, inserimento di Khedira.

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Il Sassuolo non ha reagito. La Juve ha sempre avuto la situazione in mano, ha rischiato una volta sola al 13′ st, quando Buffon s’è opposto prima a Politano e poi a Matri, e ha fondamentalmente evitato di infierire, anche se le opportunità di segnare il 3-0 non sono mancate, in particolare per Dybala, che ha colpito il palo al 9′ st (sinistro dal limite), e per Higuain, lanciato superbamente da Cuadrado ma fermato da Consigli al 24′ st. Solamente la maschera cupa della Joya sostituita ha allungato un’ombra sul felice pomeriggio juventino.

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FORMAZIONI:

SASSUOLO (4-3-3): Consigli – Antei, Cannavaro, Acerbi, Peluso – Aquilani, Mazzitelli (13′ st Duncan), Pellegrini (14′ st Defrel) – Berardi, Matri (30’st Ragusa), Politano. All. Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon – Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro – Pjanic, Khedira – Cuadrado (39′ st Rincon), Dybala (33′ st Pjaca), Mandzukic – Higuain. All. Allegri

Questa è la Juve che mi piace!

La Juve che lotta sempre e non molla mai!

Grazie ragazzi..

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

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Rivincita bianconera!

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25 Gennaio 2017

Coppa italia- Quarti di finale:

Juventus-Milan: 2-1

Vittoria importante!
Sconfitti in campionato e beffati in Supercoppa, gli uomini di Allegri si riscattano facendo fuori i rossoneri dalla Coppa Italia. La squadra di Montella incassa il micidiale uno-due in 21′ e si sveglia tardi riuscendo solo a ridurre le distanze con Bacca. Espulso Locatelli.
Dopo aver liquidato la Lazio, piega anche il Milan e in un sol colpo di prende due soddisfazioni: vendica le due sconfitte patite dai rossoneri in campionato e a Doha e vola in semifinale di Coppa Italia ad affrontare il Napoli. Impressionanti i numeri degli uomini di Allegri allo Stadium: 7/a vittoria consecutiva, addirittura 31/a contro le squadre italiane che non fanno punti nel fortino bianconero da un anno e mezzo (l’ultimo è stato il Frosinone il 23/9/2015…).
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La Juve è partita forte, aprendo bene il campo con i cambi di gioco di Bonucci, e al 10′ è passata: Asamoah con un cross da sinistra ha pescato al limite Cuadrado che con un colpo di tacco volante ha smarcato in area Dybala, dimenticato dalla difesa rossonera: destro secco e gol.
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Kucka ha steso al limite lo scatenato Asamoah regalando una punizione alla Juve (21′). Pjanic ha ringraziato e dalla sua mattonella preferita ha agevolmente superato Donnarumma con il marchio di fabbrica, un perfetto destro a giro.
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Il Milan si è innervosito e ha rischiato addirittura di incassare il 3-0, annullato a Khedira per fuorigioco dopo un sinistro di Higuain. Incapaci di sviluppare il proprio gioco, soprattutto sulle fasce, i rossoneri hanno avuto bisogno dell’intervallo per rinfrescare le idee. E al primo tiro in porta (53′) hanno ridotto le distanze: tutto merito di Bacca che si è avventato su una corta respinta di Khedira e ha scaraventato il pallone alle spalle di Neto con una girata volante.
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La gara si è fatta elettrizzante: Allegri è corso ai ripari mettendosi a specchio con l’innesto di Alex Sandro per Dybala ma la Juve ha fallito ancora il colpo del ko con Higuain e Pjanic. Montella ha tentato il tutto per tutto lanciando nella mischia Deulofeu e per poco la mossa non lo ha premiato: proprio lo spagnolo, infatti, ha avuto la palla per pareggiare ma il suo bell’inserimento sulla sinistra in area è stato sventato da Neto che gli ha chiuso prontamente il primo palo. E così avanti va la Juve.
FORMAZIONI:
Juventus (4-2-3-1): Neto, Barzagli, Bonucci, Rugani, Asamoah, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala (22′ st Alex Sandro), Mandzukic, Higuain. (32 Audero, 42 Del Favero, 3 Chiellini, 11 Hernanes, 14 Mattiello, 20 Pjaca, 23 Dani Alves, 26 Lichtsteiner, 27 Sturaro, 28 Rincon, 45 Muratore). All.: Allegri.
Milan (4-3-3): Donnarumma, Abate (19′ st Pasalic), Zapata, Romagnoli, Antonelli, Kucka, Locatelli, Bertolacci (45′ st Honda), Suso, Bacca (35′ st Deulofeu), Bonaventura. (30 Storari, 2 De Sciglio, 9 Lapadula, 10 Honda, 14 Fernandez, 15 Gomez, 16 Poli, 21 Vangioni, 23 Sosa, 29 Paletta). All.: Montella.
GRAZIE RAGAZZI!
Una bella vittoria.. avanti tutta!
Mai mollare!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

Juve dei record: Bianconeri imbattibili in casa!

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8 Gennaio 2017

Diciannovesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Bologna: 3-0

Il cerchio si è chiuso: 4 ottobre 2015 Juventus-Bologna 3-1, 8 gennaio 2017 Juventus-Bologna 3-0. Il 2017 dei campioni d’Italia si apre con la 26/a vittoria consecutiva in casa che vale il record assoluto in serie A, battendo il primato che apparteneva proprio ai bianconeri. Allo Stadium gli uomini di Allegri dimostrano di aver dimenticato la delusione della Supercoppa persa con il Milan e divorano letteralmente gli emiliani con un risultato che non lascia spazio a interprestazioni. La Juve risponde così a Roma, Napoli, Lazio e Milan e chiude il girone d’andata con 45 punti, quattro in più dei giallorossi e una gara (quella col fanalino di coda Crotone) ancora da recuperare.

Allegri aveva pubblicamente criticato i suoi dopo Doha, oggi i suoi giocatori hanno risposto al tecnico giocando una partita praticamente perfetta rischiando poco e niente contro un avversario ancora in vacanza.

Parte subito forte la Juventus che, dopo appena 7′, si trova in vantaggio con una bella girata al volo di Higuain su assist di Pjanic.

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Sotto di un gol il Bologna non reagisce o, forse, non ha la forza per farlo. Di Francesco da solo prova a mettere in difficoltà Chiellini e compagni, ma due conclusioni centrali a parte, non riesce a farsi vedere spesso in area bianconera con Destro che quasi non tocca un pallone.

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I padroni di casa controllano, spingono e provano a infilare in rete il pallone del 2-0, ma le conclusioni non sono mai nello specchio.{}

Al 40′, però, un ingenuo Oikonomou spinge Sturaro in area e l’arbitro Mariani concede il rigore. Sul dischetto va Dybala che proprio dagli undici metri ha consegnato la supercoppa al Milan poco più di due settimana fa. L’argentino questa volta spiazza il portiere e permette ai suoi di andare al riposo col doppio vantaggio. {}

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Nella ripresa il Pipita archivia la pratica Bologna con la doppietta personale andando a chiudere di testa una bella azione sulla corsia di destra innescata dalla coppia Pjanic-Lichtsteiner. E’ la rete che spegne di fatto il match che da questo momento in poi diventa pura accademia.

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Nel finale esordio per l’ultimo arrivato Rincon.

FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-1-2): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira (Rincon dal 35′ s.t.), Marchisio, Sturaro; Pjanic (Cuadrado dal 25′ s.t.); Higuain (Mandzukic dal 28′ s.t.), Dybala. (Audero, Del Favero, Semprini, Rugani, Rincon, Hernanes, Pjaca). All. Allegri
BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Torosidis, Oikonomou, Maietta, Masina; Donsah, Viviani, Dzemaili (Pulgar dal 26′ s.t.); Krejci (Rizzo dal 26′ s.t.), Destro, Di Francesco (Mounier dal 44′ s.t.). (Da Costa, Sarr, Kraft, Mounier, Mbaye, Nagy, Ferrari, Floccari, Gastaldello, Okwonkwo).

SEMPRE ORGOGLIOSA DI VOI!

GRAZIE RAGAZZI!

JUVE MIA, MI FAI TREMARE IL CUORE…MI FAI SMETTERE DI RESPIRARE!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE DA SOGNO!

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7 Dicembre 2016

Fase a gironi di Champions Leaugue:

Juventus-Dinamo Zagabria: 2-0

FORMAZIONI:

Juventus (3-5-2): Neto, Benatia, Rugani, Evra, Cuadrado, Lemina, Marchisio (29′ st Sturaro), Pjanic (35′ st Dybala), Asamoah, Mandzukic (40′ st Hernanes), Higuain. (1 Buffon 3 Chiellini 6 Khedira 12 Alex Sandro). All.: Allegri.
Dinamo (4-3-3): Livakovic, Situm, Sigal, Schildenfeld, Pivaric, Moro (40′ st Matel), Knezevic, Gojak (13′ st Fiolic), Soudani (29′ st Stojanovic), Coric, Fernandes. (98 Semper 9 Henriquez 26 Benkovic 35 Sosa). All.: Petev.

La Juve supera la Dinamo con le reti del Pipita e del difensore e si qualifica agli ottavi come prima del Gruppo H. Nel finale il rientro tanto atteso di Dybala.

Il primato nel girone, il ritorno al goal di Higuain e il secondo centro consecutivo di Rugani, il rientro di Dybala e un’altra prova mostruosa del guerriero Mandzukic…una Juve da sogno, che spazza via la Dinamo Zagabria con una gara autorevole.

Il tecnico regala un turno di riposo a Buffon e torna alla difesa a tre, ma mantiene Pjanic sulla tre quarti campo come contro l’Atalanta. Il bosniaco dimostra ancora una volta di apprezzare quella posizione, mettendosi in luce per primo, grazie a una bella intuizione di Higuain, che gli permette di puntare l’area e sfiorare il palo con un destro dalla distanza.

I due sono protagonisti anche della splendida azione che al 6′ porta i bianconeri vicinissimi al gol: Marchisio sventaglia un lancio di quaranta metri per Mandzukic, che di esterno, al volo, serve Pjanic, il cui tocco di prima mette l’argentino nelle condizioni di battere a rete, ma Livakovic intercetta il diagonale e mette a lato.

La gara ha un solo padrone, un po’ perché l’atteggiamento dei croati è piuttosto rinunciatario, un po’ perché la manovra della Juve è rapida, oltre che piacevole: Cuadrado e Asamoah garantiscono ampiezza e arrivano spesso sul fondo, mentre Lemina e, soprattutto, Marchisio dirigono le operazioni nel mezzo. Con il passare dei minuti la Dinamo prende le misure e alla mezz’ora Allegri cambia le carte in tavola, arretrando Cuadrado e passando alla difesa a quattro. Mandzukic, anche oggi tra i migliori, oltre a giocare di sponda e a dannarsi come sempre in fase di interdizione, veste anche i panni dell’uomo assist, liberandosi per il cross e pennellando sulla testa di Pjanic, che da due passi indirizza tra le braccia di Livakovic.

La Dinamo si vede solo al 38′, con un tentativo centrale di Coric, mentre la Juve va ancora vicino al gol con Lemina, che spara alto da buona posizione, con Pjanic, la cui punizione crea più di un problema a Livakovic, e con il diagonale di Mandzukic, anche questo respinto dal portiere croato.

Per vedere premiata la propria indiscussa supremazia, i bianconeri devono aspettare il 7′ della ripresa, quando dopo un’insistita azione al limite dell’area e un paio di contrasti vinti da Lemina, il pallone arriva a Higuain, che dai sedici metri scarica nell’angolino il suo decimo gol stagionale, il terzo di questa Champions.

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La Dinamo non riesce a pungere e si espone alle ripartenze. Pjanic arriva ancora al tiro, bloccato a terra da Livakovic. D’altra parte anche quando la manovra è prolungata i bianconeri attaccano e una deviazione fortuita impedisce a Lemina di esultare.

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Il raddoppio arriva comunque dal corner seguente, pennellato da Pjanic sulla testa di Rugani, che schiaccia in rete la sua seconda rete in due partite.

Nel finale Allegri richiama Marchisio e Pjanic e inserisce Sturaro e Dybala, che torna in campo dopo l’infortunio patito contro il Milan un mese e mezzo fa e che cerca subito la via del gol con tre rasoiate da fuori area. Gli ultimi minuti valgono la standing ovation per Mandzukic, ancora una volta straordinario per qualità e quantità delle giocate, e dopo il triplice fischio, per il resto della squadra, anche questa sera concentrata, pimpante e vincente.

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Avanti tutta..non molliamo mai!

Cosi vi voglio ragazzi!

I miei complimenti a Higuain e Mandzukic  sono scontati…li vorrei fare a Daniele Rugani! Le sue qualità stanno crescendo veramente tantissimo!

Grazie ragazzi! Grazie Juve mia!

Dybala finalmente in campo..ed è subito JOYA! Ci sei mancato tantissimo!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

NOI SIAMO QUELLI DEL: “FINO ALLA FINE”

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3 Dicembre 2016

Quindicesima giornata di Campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Atalanta: 3-1

FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichststeiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (15′ st Lemina), Marchisio, Sturaro; Pjanic (32′ st Evra); Higuain, Mandzukic (29′ st Cuadrado). In panchina: Neto, Audero, Benatia, Asamoah, Kean, Hernanes. Allenatore: Allegri
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Masiello, Caldara; Conti (9′ st Grassi), Kessié, Spinazzola, Freuler; Kurtic (29′ st D’Alessandro), Petagna (9′ st Pesic), Gomez. In panchina: Bassi, Mazzini, Drame’, Migliaccio, Raimondi, Bastoni, Capone. Allenatore: Gasperini

La Juventus non è morta. Per chi avesse avuto dei dubbi dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, i bianconeri rispondono sul campo (come hanno sempre fatto) fermando la corsa dell’Atalanta e battono i giovani bergamaschi con le loro stesse armi, ovvero con forza fisica, anticipi, pressing a tutto campo, sacrificio e giocate di prima. Nel primo tempo uno-due letale con le reti di Alex Sandro e Rugani. Nella ripresa Mandzukic corona una prestazione straordinaria col gol. Nel finale la rete ospite grazie a Freuler.

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La Juve riprende la marcia giocando una delle migliori gare della stagione, spazzando via gli avversari in venti minuti e dominando il resto dell’incontro: la difesa a quattro scelta da Allegri, vista l’assenza di Bonucci, funziona perfettamente e concede qualcosa solo nel finale, a partita ormai ampiamente decisa. Il centrocampo, con Marchisio in regia e Pjanic sulla tre quarti, è ispirato e rifornisce con continuità gli ottimi Mandzukic e Higuain.

La percussione di Alex Sandro al 15′, conclusa con una sventola che si insacca a fil di palo, è la prima conferma delle intenzioni dei bianconeri. La sua esultanza commuove tutti, la dedica speciale al Chape è un gesto bellissimo.

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L’incornata con cui Rugani, quattro minuti più tardi, spedisce in rete il corner di Pjanic è la seconda.

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Il doppio vantaggio non basta. La Juve è assatanata, sfiora il terzo gol con la punizione di Pjanic  e continua a comandare il gioco, schiacciando nella sua metà campo una pur volenterosa Atalanta. I bergamaschi si fanno vivi solo dopo il 40′, ma l’attenzione e la voglia di vincere dei bianconeri è massima ed è rappresentata perfettamente da Mandzukic, che prima respinge il tentativo di Freuler e poi si tuffa addirittura  come il più tignoso dei difensori per mettere in angolo il destro di Gomez. IMMENSO MARIONE!

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L’avvio del secondo tempo è anche più frizzante del primo: da una parte la spettacolare combinazione, tutta di prima, tra Khedira, Higuain e Mandzukic, interrotta all’ultimo dal recupero della difesa nerazzurra.

Dall’altra l’iniziativa di Petagna, conclusa con un destro smorzato che non crea problemi a Buffon.

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Mandzukic è straripante, è un tuttofare: non butta via un pallone, non smette per un attimo di “mordere” gli avversari, si propone come ala e va al cross, apre il gioco quando arretra… Il pensiero di tutti è che meriterebbe almeno goal per lo straordinario atteggiamento con cui trascina i compagni. E il goal arriva puntuale: dopo un destro maligno di Marchisio messo in angolo da Sportiello, Pjanic disegna un’altra perla dalla bandierina e il croato stacca perfettamente, infilando l’angolino.

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E quando alla mezz’ora, dopo un duro contrasto con Gomez, Super Mario lascia il posto a Cuadrado, tutto lo Stadium gli tributa una più che meritata ovazione. {}

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Altri applausi vanno a Pjanic, sostituito da Evra, anche lui autore di una prestazione superba. La volée di Freuler, che devia alle spalle di Buffon il preciso cross di D’Alessandro, cambia il punteggio nel finale, ma non la sostanza né la morale della serata: ogni tanto può anche inciampare anche la Juve. Ma quando si rialza, fa paura.

 

 

 IMMENSO SUPER MARIONE!
Mandzukic corre, recupera palla, umilia gli avversari, prepara il thè caldo, spazza per terra e nel tempo libero fa lo steward allo stadium, ma (cosa più importante) segna pure! ahaha
Dovrebbero esserci sempre 11 Mario Mandzukic in campo!
Me lo sentivo troppo il tuo goal e non mi hai delusa..GRAZIE GUERRIERO!
QUESTA E’ LA MIA JUVE!
GRAZIE RAGAZZI!
RISPETTO PER TUTTI…PAURA DI NESSUNO!
GRINTA, CORAGGIO, TESTA, CUORE E TANTA FAME DI VITTORIA.
VINCERE NON E’ IMPORTANTE….E’ L’UNICA COSA CHE CONTA.
SEMPRE AL VOSTRO FIANCO RAGAZZI. SEMPRE!
FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

JUVE SEI GRANDE!

Postato il

22 Novembre 2016

Fase a gironi di Champions League:

Siviglia-Juventus: 1-3

Sotto dopo soli 9 minuti per il gol di Pareja, la Juventus ringrazia Vazquez, espulso a fine primo tempo: Marchisio impatta su rigore, Bonucci perfeziona il sorpasso nel finale e Mandzukic mette la firma in pieno recupero. Juve prima nel girone sbanca Siviglia e vola agli ottavi.

La Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d’anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell’ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. Ci sono quindi le firme di Claudio Marchisio, anche fortunato in occasione del rigore, di Leonardo Bonucci, che a 6′ dalla fine inventa il mancino che mette in discesa la sfida, e di Mario Mandzukic, sempre pronto al pressing e alla lotta in attacco.

Allegri ha solo una punta di ruolo a disposizione oltre al giovanissimo Keane e allora propone un inedito 4-3-3, con Cuadrado e Alex Sandro a supporto di Mandzukic, una soluzione che permette di allargare il gioco e anche di favorire gli inserimenti di Pjanic e Khedira. L’inizio è promettente, perché i bianconeri sono aggressivi in avanti e ordinati in fase difensiva, ma al primo tiro in porta il Siviglia passa con Pareja, che dal limite calcia al volo un pallone spiovente e infila l’angolino alla destra di Buffon.

La Juve accusa il colpo e perde un po’ di precisione, mentre gli spagnoli alzano il ritmo e si rendono ancora pericolosi con Escudero, che supera in velocità Dani Alves e sfiora la traversa dai sedici metri. Dalla parte opposta risponde Cuadrado, con un tiro-cross insidioso, messo in angolo da Rico, è con le iniziative del colombiano che la Juve riprende a macinare gioco e riprendere il controllo del match. Dal suo destro arrivano i servizi per Mandzukic e Khedira, le cui conclusioni non centrano la porta, ma allarmano, e non poco gli spagnoli, che cominciano a entrare duro. Un po’ troppo, tanto che Vazquez in cinque minuti rimedia due gialli e lascia i compagni in dieci.

La Juve insiste, schiaccia gli avversari, ma manca sempre qualcosa a finalizzare l’azione. Così sembra che si debba scontato andare al riposo sotto di un gol, sugli sviluppi di un angolo, il  signor Clattenburg vede una trattenuta su Bonucci in area e concede il rigore. Dal dischetto va Marchisio che calcia angolato e rasoterra, Rico tocca, ma non respinge e i bianconeri agguanto il più che meritato pareggio.

A inizio ripresa la Juve può sfruttare la superiorità numerica per comandare il gioco, anche se deve stare attenta a non concedere contropiedi e palle inattive, sulle quali il Siviglia è sempre pericoloso.

L’atmosfera dello stadio, sempre più “calda”, non aiuta la serenità di Sampaoli che protesta troppo con il direttore di gara per un fallo non fischiato sulla tre quarti campo e viene allontanato dalla panchina. Aiuta però i giocatori spagnoli, che nonostante l’uomo in meno a tratti riescono a mettere in affanno la difesa bianconera.

La Juve si fa vedere in avanti con una discesa di Pjanic conclusa da un rasoterra bloccato in due tempi da Rico, ma il più delle volte le azioni si infrangono contro il muro di maglie bianche eretto a protezione dell’area. Poco prima della mezz’ora Allegri interviene sostituendo Evra con Sturaro. Alex Sandro arretra in difesa mentre Cuadrado, Khedira e Pjanic agiscono alle spalle di Mandzukic.

Il pallone è sempre tra i piedi dei bianconeri, ma è un possesso sterile e allora Allegri cambia ancora: fuori Pjanic e dentro Keane, che a sedici anni, dopo l’esordio di sabato contro il Pescara, scopre anche il fascino della Champions. Appena il tempo di operare il cambio e gli sforzi della Juve vengono premiati. Il gol sembra quello di Pereja che ha aperto le danze nel primo tempo, perché la porta e la stessa e la dinamica pure: su respinta della difesa al limite dell’area, si avventa Bonucci che scarica un destro rasoterra imparabile.

La partita non è finita, c’è da portare a casa il risultato e Chiellini rileva Cuadrado per dare più protezione sui palloni che il Siviglia inizia a spedire in area. Dopo una sfuriata dei padroni di casa però la Juve riprende in controllo delle operazioni e negli ultimi secondi  passa ancora con il diagonale di Mandzukic.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

Siviglia (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Rami, Pareja; Mariano (31′ st Kranevitter), N’Zonzi, Iborra, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1′ st Sarabia). A disposizione:Sirigu, Carriço,Ganso, Kiyotake, Ben Yedder. All.: Sampaoli

Juventus (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Rugani, Evra (27′ st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39′ st Kean); Cuadrado (42′ st Chiellini). Mandzukic, Alex Sandro. A disposizione: Neto, Asamoah, Hernanes, Lemina. All.: Allegri

Marchisio: «Il gol un po’ come una liberazione»

Dopo il rientro dall’infortunio, un gol pesante, pesantissimo: la rete dal dischetto che ha riaperto il match decisivo per il passaggio dei bianconeri agli Ottavi di finale di Champions League. Un momento importantissimo, per Claudio Marchisio, tornato in campo da leader del centrocampo bianconero.

«Siamo davvero felici! Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, e sapevamo che non sarebbe stato facile qui, in questo Stadio, con questo pubblico incredibile che incitava il Siviglia anche quando stava perdendo 3-1. La nostra prestazione non è stata male, considerata la forza dell’avversario, che non a caso finora non aveva mai preso gol: noi siamo riusciti a segnargliene tre, quindi non possiamo che essere contenti».

Primo obiettivo raggiunto, ora la Juve guarda avanti: «Non dobbiamo pensare troppo a quello che verrà dopo, dobbiamo pensare al presente. Oggi eravamo sotto 1-0 e le cose potevano mettersi male, invece l’abbiamo ribaltata e abbiamo raggiunto la qualificazione. Innanzitutto in Champions c’è ancora una partita, poi dobbiamo pensare al campionato. Anche se le altre squadre stanno sbagliando qualcosa, questo non significa che noi possiamo pensare di permetterci di poter giocare senza la giusta cattiveria».

Pochi spazi per il palleggio, sul terreno del Sanchez-Pizjuan: «Nel secondo tempo ci siamo fatti ingolosire tutti da questi palloni in profondità, e siamo riusciti a trovare gli spazi per palleggiare meglio soltanto dopo il secondo gol. A quel punto, loro si sono aperti e siamo riusciti anche a segnare il terzo. Questa squadra ha una tale qualità che sicuramente può e deve migliorare, al di là degli uomini che scendono in campo. Abbiamo una rosa completa e di alto livello, ma è normale che dopo i primi tre mesi, tra campionato, coppe e Nazionali, si arrivi in un periodo in cui i giocatori possano iniziare a sentire un po’ di stanchezza. Per quanto riguarda me, è un po’ dura giocare partite ogni tre giorni, non è ancora semplice perché muscolarmente ho momenti di difficoltà in cui mi si appanna la vista. So che devo lavorare: è stato un infortunio lungo, ma sono felice di come stanno andando le cose».

Quel rigore, e poi la gioia di tornare ad esultare dopo una palla che si infila in rete: «Al momento del rigore, pensavo soltanto a tenerla più bassa possibile, perché il campo non era bello, e c’erano tante buche, quindi avevo paura di alzarla troppo. Poi quando ho calciato, sono stato fortunato perché la palla è passata sotto il braccio del portiere ed è entrata. E’ stata un po’ una liberazione, perché dopo tutti questi mesi vedere la palla dentro e andare a festeggiare un gol è stato sicuramente bellissimo».

Mi sentivo troppo i goal di tutti e tre, infatti su un foglietto avevo scritto i loro nomi.

Sono felicissima per il goal del mio adorato Principino, se lo merita tutto.

Grande Juve! Grazie ragazzi!

MAI MOLLARE

FORZA RAGAZZI!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!

 

Una Juve fantastica ricomincia da 3!

Postato il

19 Novembre 2016

Tredicesima giornata di campionato di Serie A Tim 2016/2017:

Juventus-Pescara: 3-0

Vittoria larghissima per la Juventus, che impegnata in casa contro il Pescara riesce ad imporsi con il punteggio di 3-0. Il Pescara si presenta con una difesa blindata e quando la Juve passa la tre quarti campo è facile vedere almeno otto maglie gialle a ridosso dell’area di rigore. Per superare una simile muraglia non c’è altro da fare che affidarsi al palleggio, aspettando un movimento sbagliato degli avversari o una giocata individuale. Al 25′ Allegri deve rinunciare a Lichtsteiner e inserisce Cuadrado. La sostituzione non cambia l’assetto tattico, ma regala ai bianconeri quel pizzico di imprevedibilità che dieci minuti più tardi si rivela decisiva: il colombiano parte palla al piede dalla tre quarti, punta l’uomo e tocca per Khedira che, dopo uno scambio stretto al limite dell’area con Mandzukic, infila il diagonale nell’angolino alla destra di Bizzarri. Di Sami Khedira, quindi, nel primo tempo la rete dell’uno a zero. Raddoppio nella ripresa con gli stessi attori, ma questa volta e’ il tedesco che di testa mette la sfera sui piedi dell’ex Atletico Madrid, il quale da due metri mette alle spalle di Bizzarri. Terza rete pochi minuti piu’ tardi ad opera di Hernanes che trasforma in applausi i fischi dello Juventus Stadium grazie ad un gran tiro da lontano. Al netto dei gol di Khedira, Mandzukic e Hernanes, l’ingresso in campo del vercellese di origini ivoriane ha suscitato il boato più grande dello Stadium. Un po’ l’attesa – il “ragazzetto bravetto”, come lo chiama Allegri, era all’ottava convocazione, dopo un mese nel giro della prima squadra – un po’ lo stupore di vedere davvero un 16enne scorrazzare allo Stadium anziché nei campetti degli Allievi Nazionali, la sua categoria. Giusto il tempo per un paio di sportellate, un pallone perso e una bella fuga sull’out sinistro.Dello juventino Moise Kean, il primo ragazzo del 2000 a calcare i prati della Serie A, ‘millennial’ non si può che raccontare dell’incredibile precocità. E della grande personalità con cui sabato sera ha addentato i suoi primi sette minuti più recupero di celebrità, gli ultimi di Juve-Pescara.

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FORMAZIONI:

JUVENTUS: Neto; Rugani, Bonucci, Evra; Lichtsteiner (25′ pt Cuadrado), Khedira (26′ st Sturaro), Hernanes, Asamoah, Alex Sandro; Higuain, Mandzukic (39′ st Kean) A disposizione: Buffon, Audero, Chiellini, Lemina, Marchisio, Pjanic. Allenatore: Allegri

PESCARA: Bizzarri; Zuparic, Campagnaro (1′ st Vitturini), Biraghi; Zampano, Memushaj, Brugman, Cristante (31′ st Bruno), Crescenzi;  Pettinari, Caprari (20′ st Pepe) A disposizione: Fiorillo, Aquilani, Muric, Manaj, Benali. Allenatore: Oddo

Dobbiamo cercare di giocare meglio,ma…VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA…!

Forza ragazzi!

Mai mollare..

Abbiamo ancora molta strada da fare..

Contentissima per l’esordio storico di Kean!

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!